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La pesa delle barche tra ansie e ripensamenti

Oggi alle 15.30 il momento più atteso che sancisce ufficialmente l'avvio del Palio.

La Spezia - E' il momento forse più atteso dalle tredici borgate, quello per cui le borgate lavorano duramente da un anno e che sancisce l'effettivo inizio dell'86esimo Palio del Golfo con tutte le aspettative e le tensioni di gara, ma anche il momento che può comportare la tragica squalifica della Borgata dalla sfida più attesa dell'anno.
Stiamo parlando della pesa delle barche che, come da tradizione, prenderà ufficialmente il via oggi alle 15.30, quando ogni gozzo farà il suo ingresso in Piazza Cavour, portato a braccia da quattro persone scelte delle borgate. Ogni borgata entrerà in ordine decrescente rispetto alla classifica provinciale di quest'anno, che vede quindi il Marola, al primo posto della Prepalio, entrare per ultima con le sue barche. Lo storico bilancino del Palio peserà quindi una per una i gozzi che domenica dovranno affrontare le sfide e i relativi timonieri. Abbiamo chiesto a Maurizio Viaggi, presidente della Lega Canottaggio UISP di spiegarci come avvengono pesa e stazzatura e quali caratteristiche tecniche devono possedere le barche. “ Il momento della pesa – spiega Maurizio Viaggi - è senz'altro il più sentito, ogni barca viene prima “targata”, in modo tale che durante le gare non sia possibile sostituirla con imbarcazioni gemelle, poi avviene la vera e propria pesa su un bilancino, con il gozzo libero da ogni accessorio. Il peso minimo della barca è di 130 chilogrammi, se i gozzi non raggiungono tale peso vengono aggiunte delle zavorre piombate per evitare anche qui la manomissione. Successivamente avviene la pesa del timoniere, in genere bimbi di età non inferiore ai 7 anni, il cui peso minimo è di 40 chili. In genere, la barca che andrà in mare per sfidarsi nel palio alla fine raggiunge un peso di circa 170 chili, comprensivo dell'imbarcazione e del timoniere. Anche i bambini vengono piombati nella caviglia e, qualora il loro peso sia inferiore a quello minimo richiesto vengono zavorrati. Il momento successivo è la stazzatura: mentre la pesa è propriamente la certificazione del peso del gozzo, la stazzatura ne misura le caratteristiche principali: lunghezza, chiglia e timone che devono avere delle dimensioni precise. L'imbarcazione, che non deve superare i 5 metri di lunghezza, viene misurata con un metro, così come la larghezza che deve essere di 1,60 metri e il sedile fisso interno largo 20 centimetri. Successivamente si procede a controllare la chiglia, mediante le seste d'acciaio, delle barre d'acciaio saldate che simulano le misure della chiglia entri cui quest'ultima deve entrare. Se il gozzo non vi entra all'interno le sue misure non sono regolamentari. A volte basta carteggiare o limare e tutto torna alla normalità, in casi più gravi invece il rischio è la squalificazione. Infine la misurazione del timone, che può essere di forma libera ma non deve superare i 40 centimetri, e dei remi lunghi dai 3,60 metri ai 4,10”. A dirigere gli aspetti tecnici e sportivi la Lega Canottaggio UISP presieduta da Maurizio Viaggi coadiuvato da Luciano Bacci, segretario, Giorgio Maggiani, responsabile nautico, Mario Pavone, responsabile stazzatori, Giovanni Ferravante, rapporti con le borgate, Andrea Frau, giudice unico e Rosario Accardo presidente della Commissione d’appello. Mentre la giuria sarà composta da Michele Del Nevo, Massimo e Giampiero Massa, Marco Marchi, Patrizio Moretti, Domenico Lestingi, Irene Papini, Valeria Elisa, Adriano Ferretti, Alessandro Galantini, Maria Mura, Sabrina Greco, Emiliano Zuvi, Fabio Bastoni, Azelio Sommovigo starter, Graziana Ferretti e il comitato tecnico formato da Loris Pennini, Primo Codeluppi e Sandro Toracca. Lo Staff della lega canottaggio Uisp avrà anche la collaborazione di altri tecnici ed esperti in particolare dal gruppo giudici del comitato di Livorno che da anni non fa mai mancare il positivo apporto. Le barche poi verranno scortate fino alla banchina dove saranno custodite e vigilate dalla Marina.
“Il momento della pesa è il più atteso dalle borgate – commenta Maurizio Viaggi – anche perché da quel momento in poi la barca non è più nelle mani della borgata, che dopo averci lavorato per un anno se la vede sequestrare per una notte intera. Alla base c'è un po' un discorso romantico e affettivo, di attaccamento, poi arriva la consapevolezza della gara, con tutte le tensioni, i ripensamenti tecnici e le ansie”. E poi finalmente è il Palio.
Sabato 6 agosto 2011 alle 15:00:23
S.B.
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