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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 12.00

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La corte a Italiano anima già la rivalità con il Genoa

L'intromissione dei rossoblù in pieni play off, i piani guastati dalla storica promozione degli aquilotti. Ora il progetto tecnico. Per parlare di permanenza in serie A serve un monte ingaggi da almeno 15 milioni di euro. Il doppio di quello attuale.

avversari per la salvezza
La corte a Italiano anima già la rivalità con il Genoa

La Spezia - Italiano resta allo Spezia. D'Aversa o Maran o Nicola: uno diventa l'allenatore del Genoa. Entro pochi giorni dovrebbe essere questo l'esito della telenovela che ha tenuto banco nel calcio ligure recentemente. Più per parte genovese a dire il vero, visto che gli aquilotti erano impegnati nei play off di serie B e la questione dell'eventuale addio di Vincenzo Italiano è rimasta ampiamente secondaria fino a qualche ora fa. Oggi si può dire che il rischio c'è stato. Anzi, in caso di permanenza in cadetteria lasciare libero l'ex centrocampista di confrontarsi con la massima serie sarebbe stato gesto logico. Così è d'altra parte successo a tanti dirigenti e calciatori passati di qui e poi partiti per traguardi più alti in attesa che lo Spezia tutto ascendesse a certe altitudini.
A sbrogliare la matassa ci penserà nelle prossime ore Gabriele Volpi in persona, che vuole tenere assieme l'accoppiata tecnica con il direttore Guido Angelozzi. Eppure tra la fine del campionato regolare e l'inizio degli spareggi un contatto tra il direttore genoano Faggiano e Italiano c'era stato davvero. Si dice solo una telefonata esplorativa, fatto sta che da allora il Genoa pareva aver smesso di cercare un allenatore e le cronache del capoluogo avevano in certi casi addirittura abbandonato il condizionale nel parlare del futuro del siciliano. Lo Spezia nel frattempo era crollato a Verona nella semifinale d'andata e tutto lasciava presagire un certo tipo di finale. Non è andata così.

La promozione garantisce ad Italiano uno scatto nell'ingaggio, moltiplicato di tre volte e mezza in automatico come da contratto se non ritoccato ulteriormente sull'onda dell'entusiasmo. Da metà settimana si parlerà invece degli aspetti tecnici, non meno importanti perché nessuno ci tiene a fare la figura della bella favola di provincia arrivata lì per caso. Lo Spezia Calcio aveva un budget da metà classifica in serie B, dettaglio che rende ancor più evidente i meriti di Angelozzi e di Italiano stesso.
Poco più di 7 milioni di euro, che ad occhio e croce dovrebbero almeno raddoppiare con la costruzione della rosa per la massima serie. Lo dice la recente esperienza delle neopromosse negli ultimi anni. La più parsimoniosa fu il Crotone del 2016 costato, alla partenza della stagione, circa 13 milioni di euro; 15 ne costava l'Empoli in quella stessa annata e 15 ne costava il primo Benevento (quello delle quattordici sconfitte di fila...). E ancora, nell'ultimo quadriennio, si ricordano i 16 del Pescara di Oddo, i 21 della Spal ed i 22 del Frosinone.
Sono queste le cifre che permettono di pensare di lottare in ottica salvezza, che sarà chiaramente l'obiettivo dello Spezia per questo primo storico anno in serie A. Obiettivo a cui si legano i lavori allo stadio Picco e tutto il discorso legato al lievitare del paracadute, con cui tanti club hanno iniziato un ciclo virtuoso, tra alta serie B e lotta salvezza in serie A. Fare di un evento storico una svolta di ampio respiro. Per Benevento, Crotone e Frosinone la prima conquista della massima serie ha infatti permesso un cambio di passo che si è riproposto anche nelle stagioni successive. Ogni anno passato in più in serie A mette fieno in cascina.

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