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La Tarros saluta il campionato battendo il Domodossola

La Tarros saluta il campionato battendo il Domodossola

La Spezia - “Una partita bellissima, nella quale abbiamo dimostrato tutto il nostro valore”. Il presidente Danilo Caluri non ha dubbi sul significato e sul tono da dare alla vittoria contro il Domodossola: a prevalere è la soddisfazione: “Un plauso a tutti i ragazzi ed al tecnico: abbiamo dato tutto, abbiamo dato il meglio sino alla fine; avrebbe potuto non essere facile, oggi, trovare le giuste motivazioni, noi lo abbiamo fatto, abbiamo messo sul parquet una grinta ed una voglia di vincere che si sarebbero potuti facilmente attribuire ad una squadra che avesse avuto qualcosa di molto importante da giocarsi”. Ancor di più alla luce della caratura della prestazione di oggi, però, non può, giocoforza, mancare una punta di rammarico: “Questa è una grande squadra, lo abbiamo dimostrato; purtroppo alcuni incidenti di percorso non ci hanno permesso di proseguire il sogno. Peccato: sarebbe bastato forse un pizzico di fortuna in più…Il nostro campionato, comunque, si chiude con il titolo di migliore formazione ligure e con la consapevolezza della nostra forza”.

Gli stessi sentimenti emergono dalle parole di coach Marco Mori: “Mi dispiace davvero dover chiudere qui il campionato: abbiamo trovato, anzi ritrovato, un ottimo stato fisico e mentale; penso che avremmo potuto dire ancora la nostra, ma è andata così. Dispiace, ovviamente, ma questa resta una stagione molto positiva, sulla quale continuare a costruire il futuro. Sono orgoglioso, davvero, dei miei ragazzi, di come oggi abbiano onorato il campionato, dando il massimo e regalando una grande prestazione al pubblico. Questa è la Tarros: una squadra che non molla mai”.

Lo ha dimostrato oggi quando, pur non avendo più nulla da chiedere al campionato, visto che per raggiungere il terzo posto, ultimo utile, della classifica, le combinazioni favorevoli avrebbero dovuto essere davvero tante, ha onorato al meglio l’incontro erigendosi addirittura ad arbitro dell’intera stagione: la sconfitta al PalaSprint, infatti, costa carissima al Domodossola che cede il passo al Trecate e dice addio al sogno promozione.
Quella della Tarros è però una vittoria cercata, voluta e conquistata, con grande merito.


Primo quarto equilibrato, ma è il Domodossola ad inseguire, costantemente. Nessun break, nessun distacco considerevole, ma la Tarros resta sempre avanti, sino al massimo vantaggio di 7 punti, per poi chiudere la frazione sul +3 (23-20). Anche nel secondo tempino l’equilibrio non si spezza, ma ora è un continuo sorpasso e controsorpasso: le due formazioni sono talmente vicine che bastano una palla recuperata, un tiro da tre dalla traiettoria perfetta, un fallo subito ed un libero sfruttato al meglio per mettere la freccia, ma altrettanto facile è trovarsi a dover recuperare. Anche alla fine dei secondi 20 minuti, però, sono i padroni di casa ad essere avanti e ad aver incrementato, seppure di poco, il proprio bottino. Al rientro negli spogliatoi il risultato è 43-38.
Anche dopo la pausa lunga il volto del match non cambia: se possibile, liguri e piemontesi si tallonano ancora di più e la parità è la linea di galleggiamento dalla quale ci si discosta di pochissimo. È un canestro all’ultimo affondo a permettere, comunque, ai bianconeri di chiudere avanti anche la terza frazione.
Mancano dieci minuti ai titoli di coda del campionato e la Tarros si regala e regala ai propri tifosi un finale entusiasmante. Grinta, determinazione, agonismo, intensità: i bianconeri trascinano il pubblico per scrivere, insieme, le pagine conclusive del libro di una stagione che non ha fatto certo mancare le emozioni. Finisce con la vittoria della Tarros per 90-80, finisce con gli applausi del PalaSprint che ha visto davvero una grande Tarros, finisce con lo sconforto del Domodossola che si trova fuori dalle prime tre posizioni, surclassato dal Trecate.

Finisce quindi qui la stagione sia della Tarros che del Domodossola; per i bianconeri si chiude con la consapevolezza di aver disputato un ottimo campionato e di aver costruito qualcosa di davvero importante: le solide basi sulle quali continuare a costruire il futuro.

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