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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Febbraio - ore 18.45

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LO SPEZIA RUBA IL CUORE AL TORO E SI PRENDE UN PUNTO EROICO | Foto

Senza Nzola e contro una squadra obbligata a vincere, la truppa di Italiano fa l'impresa: in dieci dopo 7' per il rosso a Vignali, i bianchi subiscono pochissimo. Se c'è qualcuno che deve recriminare è proprio Italiano.

0-0 all'Olimpico
Torino-Spezia 0-0 (2021)

La Spezia - TORINO-SPEZIA 0-0

TORINO (3-5-2)
Sirigu; Izzo (1'st Zaza), Buongiorno (1'st Lyanco), Bremer; Singo, Segre, Lukic, Linetty, Murru; Verdi (30'st Gojak), Belotti. A disposizione. Milinkovic-Savic, Rosati, Ujkani, Ansaldi, Rodriguez, Nkoulou, Baselli. All. Marco Giampaolo.

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Marchizza (36'st Ramos), Chabot, Terzi, Vignali; Pobega (41'st Deiola), Agoumè, Maggiore (41'st Erlic); Farias (19'pt Estevez), Piccoli (41'st Galabinov), Gyasi. A disp. Rafael, Krapikas, Ramos, Ismajli, Deiola, Saponara, Leo Sena, Galabinov, Verde, Agudelo. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Fabbri di Ravenna
Assistenti: Giallatini-Di Iorio
Iv Uomo: Ghersini
Var: Banti; AVar: Bindoni
Ammoniti: Pobega, Buongiorno, Verde, Lyanco, Marchizza, Gyasi, Linetty
Espulso: 7'pt Vignali
Recupero: 2'(pt), 4'(st)

IL PRE-PARTITA
17.10 - Torino, vietato sbagliare. Titolo fin troppo facile che riassume in poche parole il clima intorno alla squadra di Marco Giampaolo: una rosa che nulla c'entra con la posizione di classifica che i granata, almeno per ora, stanno occupando. Da qui la necessità di vincere, non soltanto perchè lo Spezia è una diretta concorrente per la salvezza, ma anche perché subito dopo il Toro avrà Benevento e Fiorentina: un trittico di partite da non sbagliare. La squalifica di Rincon apre la strada al giovane Jacopo Segre: sarà nell'undici di partenza così come Izzo e Bremer ai lati di Buongiorno (a sorpresa preferito a Lyanco) nel pacchetto difensivo. In zona nevralgica Linetty e Lukic mentre il partner del 'gallo' Belotti sarà Simone Verdi. Fra i padroni di casa unico gli indisponibili sono Vojvoda e Bonazzoli.

17.16 - Italiano muove il minimo indispensabile: ha visto una squadra viva e fisicamente all'altezza, il resto lo fanno naturalmente i risultati e i punti. Ma i bianchi sanno che quella odierna è una gara proibitiva soprattutto perché l'avversario non può permettersi altri passi falsi. Ecco perchè ci vorrà una squadra garibaldina che si affida al giovane Piccoli al centro dell'attacco: la sua fame e la sua forza fisica saranno sufficienti a non far rimpiangere M'bala Nzola? Italiano ci spera e nell'undici inserisce Maggiore per Estevez. Per il resto conferma lo Spezia che ha battutto la Sampdoria con Galabinov in panchina pronto a ritrovare il campo dopo tre mesi. Match tra le due compagini che hanno subito più reti nei secondi tempi di questo torneo: il Torino 24 (di cui 12 nel quarto d’ora finale di partita) e lo Spezia 22. Lo Spezia è anche la squadra che ha incassato più gol nei primi 15 minuti di gioco di entrambe le frazioni di gioco: rispettivamente sette ed otto.

17.40 - Ai microfoni di Sky le parole di Lukic nel pre-partita: "Non so perché non riusciamo a vincere in casa. Ogni partita dobbiamo dare il massimo, come oggi che è una partita molto importante". Per Emmanuel Gyasi è una gara dal sapore particolare: oggi il ritorno nella città dove ha mosso i primi passi nel calcio. Con i granata l'attaccante dello Spezia era arrivato sino al campionato Primavera: "Prima volta da avversario, per me bellissima partita: sono cresciuto qua ed è bello tornare e fare queste partite. Tante assenze? Il mister ogni partita cerca sempre di coinvolgere tutti, abbiamo giocatori in grado di fare bene e sono sicuro che ci riusciremo anche oggi".

PRIMO TEMPO
Devastato dal dio denaro, dai lustrini e dai diritti televisivi che tanto danno e altrettanto tolgono, basta vederla con la prospettiva di un tifoso di vecchia data, uno che non ha mai dato grande importanze ai trofei e ai campioni. Se il calcio di una volta fosse una partita allora, Torino-Spezia può essere annoverata come una sfida d'altri tempi: due città e due storie sportive diverse, ma tanti incroci dentro e fuori dal campo: i precedenti che scomodano il calcio di una volta, i tanti ex, la partita del 1944, ma anche Cavour, pezzi di città architettonicamente simili. E' un match che conserva quella bellezza estetica che i colori delle casacche, il bianco e granata, sublimano nella loro precipua identità di popolo, prima che la cronaca prenda il sopravvento e dopo 6' sono già dolori per le maglie bianche: l'intervento scomposto Vignali ai danni di Murru vale un giallo che Fabbri trasforma in rosso un minuto dopo. E' la Var a inasprire una decisione che chiaramente penalizza in modo assoluto i ragazzi di mister Italiano: il fallo è durissimo e se vogliamo piuttosto evitabile ma la decisione lascia perplessi visto che si gioca da qualche manciata di secondi.

In dieci dopo un amen, lo Spezia però in campo sta meglio del Toro. E Maggiore fa il terzino.
Se già era proibitiva così, almeno sulla carta, diventa quasi impossibile ma lo Spezia, pensando forse a Napoli, prende in mano il possesso della sfera e da lontano ci prova Pobega, che sarà ammonito inspiegabilmente al 17': la sua dai venticinque metri è una conclusione discreta, infatti sfiora il palo e va sul fondo. In superiorità numerica, il Toro prova ad alzare i ritmi trovando tuttavia uno Spezia attento e stretto nei reparti che al 19' può contare su un centrocampista in più, Estevez, che Italiano getta nella mischia, rinunciando a Farias: è una sostituzione comprensibile, troppo importante non andare sotto e per caratteristiche Gyasi fa un lavoro più profondo, utile alla fascia destra che già aveva perso Vignali. Tatticamente è Maggiore l'uomo che si stacca dalla mediana per occupare lo spazio che era del compagno, sorta di terzino aggiunto quando il Toro agisce su quella corsia. I granata, va detto, hanno i loro problemi: il fraseggio degli uomini di Giampolo in verità zoppica e sui queste basi gli aquilotti sembrano poter reggere ma è chiaro che l'espulsione pesa nell'economia di un match lunghissimo dove anche il fattore stanchezza avrà la sua crucialità.

Granata senza luce, le idee sono dello Spezia. E Sirigu ci mette i guantoni su Gyasi e Piccoli.
Verdi prova a dare la carica ai suoi, Segre gli va dietro, ricordando il gol che fece ai bianchi con la maglia del Chievo ai playoff di quest'estate ma lo Spezia si mostra fin qui concentrato su ogni pallone e non concede nulla ai padroni di casa: Piccoli difende una palla con la sua fisicità e costringe Buongiorno al giallo. Tutti aspettano un guizzo dei padroni di casa, una giocata che renda tutto più semplice in un pomeriggio fin qui mediocre, ma è Spezia che va vicino al gol e lo fa per due volte nella stessa azione. E' il 34' quando tutta quanta la Torino granata deve dire a Sirigu un doppio grazie: prima ci mette i guantoni sulla fucilata mancina di Gyasi, poi sul tap-in è Piccoli a calciare con un destro ad incrociare forte ma centrale e per il portiere granata non ci sono problemi. Giampaolo chiede che anche gli esterni bassi diano una mano perchè il Toro arriva in area con pochi giocatori e lo Spezia, onesto dirlo, ha faticato quasi nulla per contenere le rare folate di Belotti e compagni: il lavoro di Piccoli non è quello di Nzola ma si vede che l'attaccante di proprietà dell'Atalanta ha imparato tanto e la squadra ne trae diretto beneficio. Applausi a lui e allo Spezia, la prestazione del Toro è allucinante ma in dieci è difficile fare meglio.

SECONDO TEMPO
Lyanco per Bongiorno e Zaza per Izzo: la prima è una sostituzione ovvia visto che il difensore era ammonito, la seconda è una scelta tattica. Un attaccante in più in campo e granata che si mettono a quattro dietro, aumentando il numero degli attaccanti. D'altro canto le statistiche parlano chiaro: quattro tiri complessivi dopo 45 minuti, di cui tre da parte dello Spezia, il che è tutto dire. Non protesta nemmeno il Torino quando Verdi vola alle spalle della difesa e si presenta davanti al portiere: Provedel non lo fa passare ma l'azione era viziata da un fuorigioco evidentissimo. Granata nervosi, Belotti tenta avventure solitarie ma sbatte contro il muro perché lo Spezia cerca di non regalare campo e da questo punto di vista l'ampiezza di gioco di Estevez dà garanzie: l'argentino è qualità e quantità, qualche fallo a centrocampo per respirare, tanta tantassima personalità. All'11 un sussulto di Verdi che in posizione centrale riceve e calcia di prima intenzione ma la conclusione, forse sporcata, finisce a lato: a conti fatti è questa la prima occasione della partita propiziata dal Torino.

Orchestra Spezia, in dieci ma con cuore, testa e coraggio.
Maggiore a tutto campo, passa dalla fase difensiva ad appoggiare la ripartenza e con una piroetta su sè stesso costringe al giallo Lyanco, entrato nel secondo tempo per dare il cambio a Buongiorno, proprio perché anch'egli ammonito. La fase del match è cruciale, Fabbri fa arrabbiare Agoumè fischiando un fallo che lascia dubbi anche perché lo Spezia aveva in mano una ripartenza deliziosa, come quella architettata da Pobega al 19', spettacolare nella sua proiezione che libera la conclusione di Marchizza che alza troppo la mira: è una grande chance per portarsi avanti ma la sfera sorvola sopra la trasversale. Italiano non muove foglia e ha ragione perché lo Spezia si muove come un'orchestra e se ci saranno cambi sarà solo per l'acido lattico e il fiato che può venire a mancare. Malgrado l'ingresso di Zaza infatti non è che il Torino abbia cambiato pelle, il rammarico è sempre quel rosso d'inizio partita che condiziona per forza di cose uno Spezia comunque eroico. Peccato per la ripartenza che premia Gyasi, bravo a volare sulla sinistra ma Lyanco mette la zampa per anticipare Piccoli. Applausi invece per Terzi che mette l'ennesima museruola a Belotti, non proprio uno qualsiasi.

Finale con tre centrali e tanto cuore ma è proprio di Belotti l'errore che vale un punto d'oro.
Ultimo quarto d'ora abbondante, inevitabile che il Torino cominci a calciare in area traversoni visto il numero degli attaccanti contemporaneamente in campo, altrettanto inevitabile soffrire la pressione che nella prima ora di gioco non si è avvertita. Piove qualche traversone, Estevez e Agoumè sulla linea dei difensori liberano l'area prima che Ramos sostituisca un Marchizza sulle ginocchia, autore di una grande prova di forza. Fiocca pure qualche cartellino perché a questo punto lo Spezia non vuole fare ripartire in nessun modo l'azione dei granata e Italiano si gioca prima della guerra finale tre cambi in un colpo solo: Galabinov, Deiola ed Erlic in campo per Piccoli, Pobega e Maggiore. La difesa passa a tre con più centimetri a disposizione ma senza perdere il punto di riferimento offensivo, ma a tempo scaduto il Toro la chance per vincerla se la confeziona nel caos delle ultime battute proprio mentre Fabbri ordina 4' di recupero: il diagonale dell'argentino Ansaldi si spegne però sul montante, Provedel non ci sarebbe mai arrivato. E' simbolico che l'ultima giocata del Torino nel 3' di recupero permetterebbe a Belotti di incornare facilmente: di gol così ne ha fatti a decine ma l'attaccante della Nazionale la colpisce troppo bene e per Provedel è un gioco da ragazzi. Game over: è un punto enorme, meritatissimo per lo Spezia che prosegue la sua marcia con orgoglio, personalità e lo spirito giusto per andare lontano. E una statistica che dice tanto: l'ultima squadra prima dello Spezia a non perdere una gara in cui ha subito un'espulsione nei primi 10 minuti di gioco è stata l'Inter, nell'ottobre 2013, proprio sul campo del Torino (3-3). Applausi.

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