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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Marzo - ore 21.57

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LO SPEZIA E' VIVO E LOTTA INSIEME ALLA SUA GENTE

Stupenda vittoria su uno dei campi più duri della B: giocatori sotto il settore a festeggiare con chi la squadra non l'abbandona mai. Ricci la apre, Insigne pareggia subito, poi il gran gol di Da Cruz e l'ottava meraviglia di Okereke.

L'IMPRESA
LO SPEZIA E' VIVO E LOTTA INSIEME ALLA SUA GENTE

La Spezia - BENEVENTO-SPEZIA 2-3
Marcatore: 32'pt rig. M. Ricci; 34'st Insigne, 19'st Da Cruz, 22'st Okereke, 42'st Armenteros

BENEVENTO (3-5-2): Montipò, Volta, Antei (24'st Di Chiara), Caldirola; Letizia, Bandinelli (18'st Armenteros), Crisetig, Tello, Improta (24'st Buonaiuto); Coda, Insigne. A disp. Gori, Zagari, Del Pinto, Viola, Maggio, Gyamfi, Ricci F., Asencio F., Vokic. All. Cristian Bucchi

SPEZIA (4-3-3): Lamanna, De Col, Terzi, Ligi, Augello; Bartolomei (31'st Maggiore), Ricci M. (39'st De Francesco), Mora; Da Cruz (37'st Pierini), Okereke, Vignali. A disp.: Manfredi, Barone, Brero, Crivello, Galabinov, Pierini. All.: Pasquale Marino.

Arbitro: Giua (Olbia)
Assistenti: Cangiano (Napoli) - Capone (Palermo)
Quarto Uomo: Vigile (Cosenza)
Ammoniti: Terzi, Montipò, Ricci M., Caldirola, Volta, Mora, Okereke
Espulso: Volta al 39'st
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA.
14.33 - Di sicuro Benevento e Spezia di questi tempi proprio non se la spassano. E se i sanniti sono reduci da due sconfitte consecutive casalinghe che al "Vigorito" non si vedevano da tempo, per lo Spezia il bilancio dell'ultimo mese è da incubo: quattro sconfitte in cinque partite, il 3-0 al Livorno non ancora omologato, i playoff che si allontanano settimana dopo settimana. Anche la squadra di Marino è reduce da due sconfitte contro Pescara e Padova: è uno scontro diretto in chiave playoff.

14.40 - Gli uomini di Bucchi, sesti a quota 43, sperano nell'effetto campo. Gruppo al completo e 3-5-2 di ordinanza: fuori gli acciaccati Costa e Tuia, in difesa, rientra Volta al centro, con Antei e Caldirola ai lati, mentre in mediana ci saranno Crisetig, Tello e Bandinelli, con Letizia e Improta sulle corsie esterne. In avanti il tandem Coda-Insigne. Lo Spezia è in emergenza, basta guardare la lista degli assenti: Acampora, Bidaoui, Capradossi, Crimi, Erlic, Gyasi e Mastinu. Dirigerà l'incontro il signor Antonio Giua della sezione di Olbia. Spira un forte vento sotto il Sannio, buon pubblico come sempre, una trentina dal Golfo dei Poeti.

PRIMO TEMPO
La botta di Mora dai trenta metri arriva dopo 30'': secco e ben calibrato ma non abbastanza preciso il fendente del centrocampista capelluto, ma è nulla contro il doppio intervento di Lamanna che sul ribaltamento dell'azione ci mette i guantoni sul tiro dalla distanza di Teio e svelto a rimettersi in piedi in tempo utile per dire no al tap-in di Improta. Benevento-Spezia inizia così, con una cronaca subito frizzante e un'atmosfera tipica dei campi del sud dove gli spalti vivono i loro 90' come ai vecchi tempi. Un giropalla sornione, persino leggero, colpevolmente incerto quello che obbliga capitan Terzi ad abbracciare Insigne, abile a rubargli la palla da sotto il piede: Bucchi chiedeva addirittura il rosso, per l'arbitro è sufficiente il cartellino giallo. La susseguente punizione calciata molto bene dallo stesso Insigne sfiora il legno ma è roba di millimetri. L'inizio è di marca sannita: il Benevento opera il pressing, praticamente dall'altrui trequarti, lo Spezia non si è ancora visto con gli esterni Vignali e Da Cruz. Sulla sinistra, appena gli è consentito, Insigne punta De Col, bravo al 14' a non cadere sulle sue finte e sporcare un tiro-cross che poteva diventare un assist per l'imbucata di qualcuno.

Un fuorigioco inesistente che ferma Okereke. Occasione Da Cruz.
Non protesta e dovrebbe farlo invece Okereke al 17' quando l'arbitro gli fischia contro un fuorigioco inesistente: era stato preciso Mora nel verticalizzare un pallone d'oro che l'attaccante avrebbe potuto ben gestire, magari passandolo al centro dove avrebbe trovato Vignali in semi-solitudine. Prima grande palla gol dello Spezia due minuti più tardi, neutralizzata dalla difesa beneventana: Da Cruz entra nel cuore dell'area come un coltello caldo farebbe nel burro, ma trova Antei sulla sua strada che neutralizza con il corpo la sua conclusione sottomisura. Bucchi vuole più movimento per essere meno prevedibili, ma al tempo stesso pretende che la sua squadra non forzi troppo, onde evitare cattive sorprese. Lo Spezia si mostra compatto nella fase difensiva, concedendo meno spazi possibili contro una mediana a cinque che si affida ad una fitta rete di passaggi.

Botta e risposta: a Ricci risponde Insigne.
Difficile fare il gioco preferito da Marino: il Benevento gioca in casa e sente il bisogno di vincerla. Lo sanno bene i giocatori di Bucchi che facendo un gol creerebbero un bel problema psicologico al già fragile gruppo aquilotto... ma in una sola giocata, lo Spezia spazza via i cattivi pensieri: giocata velocissima di prima intenzione di Vignali che premia l'inserimento di Okereke, bravo a trovarsi davanti a Montipò che lo stende in uscita. Vorrebbe anche calciarlo l'attaccante di Lagos ma Ricci gli ricorda di essere lui il rigorista titolare e si presenta sul dischetto, spiazzando il portiere campano e segnando un altro gol ai giallorossi dopo quello dell'andata. Nemmeno il tempo di dare un occhio alla classifica che arriva il pareggio dei padroni di casa: il più lesto di tutti è Improta che trova il punto dell'1-1 dopo la respinta di Lamanna sulla conclusione di Coda. Forti i dubbi per la posizione di Bandinelli sul cross che ha avviato l'azione del pareggio mentre Lamanna alzerà coi pugni il missile di Letizia, in licenza offensiva.

SECONDO TEMPO
Centosettanta secondi bastano al sardo Giua a punire De Col per la trattenuta insistita su Caldirola durante la bagarre in area sul primo calcio d'angolo del secondo tempo: il fallo c'è, è evidente e anche abbastanza ingenuo vista la circostanza. L'arbitro ad ogni modo è a due passi e non ha dubbi nel fischiare il penalty a favore del Benevento, proprio davanti alla coloratissima curva di casa: sembra l'inizio della fine... e invece Coda calcerà lontano dallo specchio della porta, spiazzando Lamanna ma sbagliando completamente la conclusione. Bucchi vede nel volto dei suoi giocatori la malinconia di chi pensava di avercela fatta e schizza in piedi ad incoraggiare i suoi: vuole che il Benevento non smetta di fare la partita e continui a crederci. Sul corpo di Antei finirà il bolide di Da Cruz che si era liberato bene, tanto quanto Coda che si ripiglia dallo shock del rigore sbagliato, calibrando un bel diagonale ad effetto che sibila il palo alla sinistra di Lamanna. Cento di questi Mora, uomo a tutto campo, straordinariamente sul pezzo, a cucire ogni situazione, a fare falli preziosi che evitano ripartenze: è ancora lui l'uomo in più di Marino.

Da Cruz gela il “Vigorito”
Una cifra di passaggio complessiva che non è però quella che Marino vorrebbe, eppure un Benevento volenteroso ma non impeccabile qualche spazio lo lascia. Lo Spezia arriverà anche a protestare per un fallo di mano in area di Crisetig che l'arbitro annovera fra gli atti involontari ma qualche dubbio rimane. Bucchi invece decide di cambiare la pelle dei suoi: sanniti modulati in un 3-4-1-2 con Armenteros in campo ed Insigne dietro le punte, ma un guizzo cambia di nuovo tutto e dimostra che la B è roba strana, imprevedibile, dannatamente e incredibilmente aperta. Un'intuizione a due, a gran velocità: partendo da sinistra Da Cruz chiede ed ottiene il triangolo con Okereke e una volta messo piede in area sul perfetto passaggio di ritorno del compagno, calcia con una potenza incredibile, sparando la sfera sotto l'incrocio. Troppo forte la bomba dell'olandese per Montipò che pure aveva intuito dove avrebbe calciato l'attaccante aquilotto. E' il gol che non ti aspetti e che cambia l'atmosfera al "Vigorito": dagli applausi ai fischi, è roba di minuti. Il Benevento si getta a capofitto alla ricerca dell'immediato pari, proprio come aveva fatto nella prima frazione sull'iniziale svantaggio firmato da Ricci.

Tris di Okereke, incubo Benevento. Che la riapre quando non te l'aspetti.
Allo Spezia, che si scopre cinico dopo un periodo talmente nero da non ricordare nemmeno il significato, basteranno tre minuti per tornare a fare del male: Ricci arpiona una palla a centrocampo, serve Okereke che una volta entrato in area non perdona Montipò. L'1-3 è la più bella sorpresa su cui nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe fantasticato ma Marino è troppo esperto per fidarsi del vento e non smetterà di sbracciarsi per chiedere ai suoi la massima attenzione: su un campo così, basta un innesco per trovarsi dentro un incendio e questo lo Spezia lo deve evitare. Piedi buoni e freschezza quelli di Maggiore e Pierini, per Bartolomei e Da Cruz, la gara sembra finire virtualmente al 39' quando Volta usa le maniere forti per sdraiare Okereke sull'ennesimo duello personale. Così l'ex difensore della Samp, che anni fa rifiutò di arrivare in maglia bianca, è costretto alla doccia anticipata, lasciando i suoi in dieci uomini. Ma non è ancora tempo di rilassarsi: il neo-entrato Armenteros a tre minuti dal 90' la riapre ancora, trovando il pertugio per il diagonale che batte Lamanna consegnandoci un finale thrilling. Arbitro che non caccia dal campo il già ammonito Caldirola, anche questa è una decisione inspiegabile. Interminabili i cinque minuti di recupero in cui il Benevento profonde le ultime energie ma lo Spezia la difende con i denti e la smorfia di Okereke devastato dai crampi è l'istantanea di un pomeriggio che sa d'impresa.

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