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Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Aprile - ore 13.16

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LO SPEZIA E L'ARTE DI TOPPAR SUL PIU' BELLO

Indigesta Pasquetta per la squadra di Di Carlo, irriconoscibile rispetto alle ultime uscite. Trafitti da un rigore di Ciano, rimasto in dieci tre minuti dopo per l'espulsione di Sciaudone. Giannetti non pervenuto, Fabbrini non cambia la storia.

LO SPEZIA E L´ARTE DI TOPPAR SUL PIU´ BELLO

La Spezia - CESENA-SPEZIA 1-0
Marcatore: 8'st rig. Ciano

CESENA (3-5-2)
Agliardi; Perticone, Capelli, Ligi; Balzano, Crimi, Schiavone, Garritano (35'st Vitale), Renzetti; Cocco (41'st Rodriguez), Ciano. A disp. Bardini, Laribi, Panico, Falasco, Setola, Di Roberto, Cavallari. All. Andrea Camplone.

SPEZIA (3-5-2)
Chichizola, N.Valentini, Terzi, Ceccaroni (26'st Pulzetti); De Col, Djokovic, Maggiore, Sciaudone, Migliore (40'st Okereke); Piccolo, Giannetti (17'st Fabbrini). A disp. A.Valentini, Datkovic, Mastinu, Baez, Vignali, Signorelli. All. Domenico Di Carlo.

Arbitro: Ghersini di Genova
Assistenti: Chiocchi-Bresmes
Iv Uomo: Massimi di Termoli
Ammoniti: Sciaudone, Perticone, Garritano, Djokovic, Ceccaroni, Terzi
Espulso: 11'st Sciaudone per somma di ammonizioni
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
20.12 - Salvezza contro playoff, diversi obiettivi ma stessa crucialità per Cesena e Spezia che si ritrovano al "Manuzzi" a mesi dal fortunato preliminare per gli aquilotti di Mimmo Di Carlo che passarono proprio in casa dell'allora squadra di Drago, estromettendola dalla griglia contro ogni pronostico. Oggi i romagnoli vivono una classifica completamente diversa, con l'obiettivo di uscire definitivamente dalla zona calda, dopo il gran lavoro imposto da Camplone, subentrato all'esonerato Drago. Spezia rigenerato dagli acuti contro Verona e Bari che permettono ai bianchi non solo di rientrare nella zona che conta ma anche guardare al piazzamento di classifica.

20.23 - Di Carlo deve rinunciare a Granoche, squalificato, e lancia dal primo minuto Niccolò Giannetti, che cerca la prima segnatura in maglia bianca dal suo ritorno. Per il resto sono gli stessi dieci undicesimi che hanno battuto i pugliesi, ancora schierati secondo il 3-5-2, lo stesso schema scelto dai padroni di casa. Trentanove a cinquantuno, è il confronto dei punti fin qui messi insieme dalle due squadre. La Curva Mare onora la scomparsa di un noto ultras bianconero con un minuto di silenzio e un lungo striscione. Cesena con la tradizionale casacca bianconera, Spezia in completo amaranto. E' il compleanno di Francesco Migliore, che oggi festeggia 29 primavere.

PRIMO TEMPO.
Ma quale partita della svolta! No, stavolta ci uniamo volentieri alla relatività di un campionato che non è mai decisivo se non all'ultima giornata: inutile caricare la sfida del "Manuzzi" di un'importanza più importante di quello che 90' possono significare, nel bene e nel male. Lo dice la storia, la cabala, lo confermano i risultati di giornata, per certi versi inaspettati, ma che altro non fanno che confermare quanto questa serie B sia impossibile da prevedere, secondo quelli che dovrebbero essere i famosi valori assoluti. A Cesena per vincere, ma con la consapevolezza delle difficoltà di un avversario più forte dei suoi punti, desideroso di mettere a posto quanto prima la propria classifica, già corroborata dall'ultimo mese. E' un principio che segue questo leit-motiv: Cesena e Spezia entrano in campo con il solito modulo ma anche con piglio similare, che è quello di non attendere l'avversario, di proporre gioco, di sfidarsi nell'uno contro uno. La cifra atletica è da subito parte della sfida: Sciaudone e Djokovic se la vedono da subito in mezzo al traffico con gli sparring partner Crimi e Garritano. Lo Spezia, che contro l'Entella non avrà l'ammonito Sciaudone, si preoccupa soprattutto di capire le mosse dell'avversario, contenere le giocate e partire in contropiede: come succede al 12' quando De Col, con uno stop a seguire difettoso ma fortunato, taglia fuori il diretto avversario e una volta sul fondo serve Maggiore a rimorchio per un tiro che s'impenna oltre ogni possibile misura.

A.A.A. emozioni cercasi: nessuno tira in porta.
La personalità con cui Piccolo si muove in tutte le zone del campo, chiedendo palla, è direttamente proporzionale alle ritrovata fiducia del '10' napoletano: lo seguono praticamente a uomo tutti i giocatori della mediana di casa, a seconda dei suoi spostamenti che spesso liberano Maggiore dalle marcature. Il Cesena prova ad imporre altri ritmi perché sul palleggio lento gli ospiti non corrono mai rischi anche se l'iniziativa d'attacco dello Spezia non è che sia questo granché: sulla destra meglio che dalle parti di Migliore, costretto a fare il difensore puro dall'ottimo rendimento di Balzano. La grande chance arriva esattamente alla mezz'ora: splendida verticalizzazione telecomandata da Djokovic che trova alla perfezione l'inserimento di Piccolo che sbaglia a calciare al volo col sinistro, anziché il più congeniale diagonale di destro sul quale oltretutto non aveva alcun disturbo. La risposta del Cesena non sveglia dal torpore: dai trenta metri Ciano è decisamente più potente che preciso e la sfera finisce in braccio ai 150 tifosi spezzini presenti.

Sciaudone rischia il secondo giallo. Ligi sfiora il montante.
Sbagliano entrambe, sulle ripartenze, sulle potenziali giocate in superiorità numerica: nei duelli individuali i difensori se la cavano meglio delle punte. Lo Spezia patisce l'inconcludenza di Giannetti, braccato e poco servito dai compagni, e al 36' teme per un secondo cartellino giallo nei confronti di Sciaudone che intercetta con un braccio evidente una palla in mezzo al centrocampo: Ghersini lo grazia, ma lo grazia davvero, anche perché sembra difficile l'involontarietà del gesto. Il Cesena schiuma di rabbia e al 37' è Ligi a cercare di tradurla in positività: il suo proiettile dalla distanza sfiora la traversa, quello di Piccolo al 43' finisce in curva Mare. Quarantacinque minuti senza emozioni.

SECONDO TEMPO.
Paura e scappellotti. Dopo appena 100'' lo Spezia deve ringraziare il suo portierone che come al solito dimostra di esserci quando viene chiamato in causa: corpo, braccia e un po' di fortuna per interrompere la traiettoria di Garritano, bravo ad incunearsi fra i difensori sulla sponda di Cocco. I romagnoli non si fermano alla disperazione e provano ad aggredire lo Spezia sul ritmo: il ritorno in campo è tutto dei padroni di casa che al 6' hanno la grande occasione sul cross che intercetta il braccio di Migliore, troppo staccato dal corpo: stavolta Ghersini non ha dubbi e Ciano che rallenta la rincorsa, fredda Chichizola con un sinistro perfetto sul quale il portiere argentino non arriva per un nulla. Sul vantaggio acquisito, gli uomini di Camplone continuano ad attaccare a spron battuto, alla ricerca del raddoppio: giocano meglio, decisamente meglio contro uno Spezia a rischio confusione. Quella che toglie dalla sfida l'ingenuo Sciaudone, intervenuto in evidente ritardo su Garritano: dopo la grazia del primo tempo, un fallo inutile che manda ancor più la gara sui binari del Cavalluccio.

Fabbrini in. Nessun cambio di passo, Di Carlo passa alla difesa a 4.
Dura sotto di un gol, proibitiva in dieci uomini. Di Carlo non può osare chissà quale cambio, conferma il modulo di partenza e toglie Giannetti per inserire Fabbrini e proseguire con due attaccanti non di ruolo. Non c'è però lo sperato cambio di passo da parte dello Spezia, preoccupato di osare troppo e concedere un 2-0 che chiuderebbe i giochi: il Cesena fa possesso, perde qualche palla per frenesia ma sfrutta i minuti che passano. Ciano sfiora il raddoppio al 24' e se non realizza una doppietta è perché Chichi ci mette i polpastrelli che tolgono la palla che gira sul palo da un inevitabile sacco. E' tutto difficilissimo per lo Spezia: impostare una chimera, saltare il centrocampo con il lancio lungo inutile per le caratteristiche degli attaccanti pure, se poi ci si mette anche Migliore a crossare alla viva al parroco, significa che non è . E così Ceccaroni, ammonito, viene sacrificato per questioni tattiche: l'ingresso di Pulzetti al 26' significa un inevitabile passaggio ai quattro difensori. Con maggiori rischi nella fase di non possesso.

Fiammata di Okereke, ma non c'è gloria.
La botta di Garritano al 33' non intimorisce Chichizola ma non è quello il punto. Lo Spezia non avvicina praticamente mai l'area avversaria: fra la fatica di Piccolo e le superflue veroniche sul posto di Fabbrini, nemmeno si tenta di tirare come viene. L'unico barlume al 38' al termine di un'azione avvolgente che finisce con un corpo a corpo fra Piccolo e Capelli: mani addosso di entrambi, Ghersini non vede nulla. Dentro Okereke, Di Carlo alla disperatissima, ed è subito una fiammata: al 39' il suo intelligente piatto di volo incoccia i piedi di un avversario, con tanta sfortuna per il giovane nigeriano appena entrato. Nei 5' di recupero, squadre stanche e spaccate in due, ma Cesena più lucido nel gestire il tempo e lo spazio, forte del risultato e dell'uomo in più: i cambi ospiti non hanno invertito la rotta e i romagnoli perdono un intero minuti sulla bandierina del calcio d'angolo. Le gambe non girano più, la resa è conseguenza ovvia.

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