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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Settembre - ore 23.56

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LO SPEZIA AFFERRA LA SCALA CHE PORTA FINO ALLA LUNA | Foto

Capolavoro aquilotto allo Stirpe, è un successo meritatissimo: la firma di Gyasi, la magia di Maggiore. Occasioni per raddoppiarla e quando il Frosinone ci prova c'è un capitano monumentale. Giovedì al Picco per prendersi la storia!

dionisi sarà squalificato
LO SPEZIA AFFERRA LA SCALA CHE PORTA FINO ALLA LUNA

La Spezia - FROSINONE-SPEZIA 0-1
Marcatore: 21'pt Gyasi

FROSINONE (3-5-2)
Bardi; Krajnc, Ariaudo, Brighenti; Paganini, Maiello, Gori (26'st Tribuzzì), Rohden, Salvi (37'st Beghetto); Dionisi (13'st Ciano), Novakovich (37'st Ardemagni). A disp. Iacobucci, Bastianello, Zampano, Capuano, Citro, Beghetto, Matarrese, Mattia Vitale, Szyminski. All. Alessandro Nesta.

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet, Salva Ferrer, Erlic, Terzi, Luigi Vitale (19'st Ramos); Bartolomei, Matteo Ricci, Maggiore (19'st Mora); Nzola, Galabinov (28'st Federico Ricci), Gyasi. A disp. Krapikas, Desjardins, Vignali, Di Gaudio, Mastinu, Gudjohnsen, Bastoni, Ragusa. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Francesco Fourneau della sezione di Roma 1
Assistenti: Pasquale Capaldo di Napoli e Mastrodonato di Molfetta
Quarto Ufficiale: Ivano Pezzuto di Lecce
Var: Aleandro Di Paolo di Avezzano
Avar: Livio Marinelli di Tivoli
Ammoniti: Dionisi, Terzi, Matteo Ricci, Gyasi, Erlic, Novakovich
Recupero: 2'(pt)

PRE-PARTITA
20.15 - Ci sono intere generazioni che una partita così non l'hanno nemmeno potuta sognare. Anche solo parlarne sarebbe stato oggetto di quell'autoironia tutta nostra, quella che per altri versi ci affossa nel nostro essere ma che è preziosa compagna di vita nel dribblare gli alti e soprattutto i bassi di ogni singola esistenza. Quello di questa sera contro il Frosinone è soltanto il primo atto di una doppia finale che durerà non oltre i 180' perchè nel regolamento non sono previsti nè l'overtime nè i calci di rigori: se nel complesso della doppia finale la differenza reti sarà pari conterà insomma il piazzamento al termine della stagione regolare.

20.32 - Inquiline ormai abituali del condominio cadetto, Frosinone e Spezia rinnovano il loro duello iniziato ai tempi della serie C e di quella coppa Italia vinta dagli aquilotti quindici anni fa. A ben guardare quell'affermazione fu l'inizio di una bella storia, con due promozioni in serie B, nel 2005-06 e nel 2011-12, la vittoria della Coppa Italia di C e della Supercoppa nell'anno del triplete, nove anni di cadetteria in due diversi intervalli e, più di recente, gli expolit negli ultimi tempi nella coppa Italia 'dei grandi'. Ma di fronte al passato ciò che lo Spezia si gioca questa sera è qualcosa di mai accaduto, non foss'altro perché le maglie bianche in 114 anni di storia non hanno mai calcato il palcoscenico più importante da quando è diventato a girone unico. E' la nostra finale mondiale e non temiamo di esagerare.

20.50 - Il 4-3-3 di Italiano contro il 3-5-2 di Alessandro Nesta: sarà anche una vicenda tattica quella di questa sera ma ovviamente conteranno tantissimo la testa e le gambe che ad agosto potrebbero risentire di un turnover di partite svolto in piena estate e che ha già prodotto infortuni. Genny Acampora è soltanto l'ultimo di questi acciacchi: il centrocampista partenopeo non è in panchina e non sarà nemmeno convocabile per il ritorno: un problema muscolare chiude la sua stagione anzitempo. Nell'undici iniziale è lo stesso Spezia che ha battuto il Chievo mentre nel Frosinone Gori è il sostituto di Haas, squalificato, e Dionisi, almeno inizialmente, è preferito a Ciano, mattatore nel match di Trieste: giocherà al fianco di Novakovich, anch'egli in gol nella gara contro il Pordenone, che ha permesso ai gialloblu di qualificarsi per le finali.

PRIMO TEMPO
L'inno di Mameli che risuona in uno stadio bello e deserto non fa altro che aumentare a mille la tensione delle migliaia di tifosi che qui come a Frosinone attendono il fischio d'inizio del signor Fourneau: emozionano i primi piani di ogni singolo giocatore in maglia bianca e sui loro volti è palpabile la stessa emozione di chi soffre seppur seduto, almeno per ora, sul divano di casa. L'inizio è decisamente aquilotto con un ampio e deciso giro-palla che il Frosinone decide di gestire senza forzature: i cinque centrocampisti garantiscono coperture anche se dopo soli 3' Vitale trova un casello libero per vie centrali che meriterebbe la conclusione, lui che quel fondamentale lo ha sempre avuto. E' sulla destra che i bianchi costruiscono di più con un Bartolomei particolarmente attivo e capace di un cross interessante sul quale si avventa Gyasi: con l'esperto Lorenzo Ariaudo il corpo a corpo è durissimo e l'impatto con la sfera non può che essere complicato. Due squadre che si affrontano con moduli diversissimi e padroni di casa che, scientemente, aspettano l'avversario sulla trequarti per ottenere campo sulle eventuali ripartenze. Al 14' Dionisi approfitta di un rimpallo favorevole e carica il destro ma trova l'opposizione di Vitale che ci mette la zampa per fermare coraggiosamente una conclusione che sarebbe stata pericolosissima: l'attaccante si rialza subito, il difensore aquilotto subisce il colpo e rimane a terra.

Terzi salva il risultato, poi Maggiore inventa calcio e Gyasi buca Bardi: avanti Spezia!
In dieci contro undici, Italiano vuole capire se davvero il suo difensore deve abbandonare il terreno di gioco e su un contropiede fulmineo il Frosinone può passare: è il 19' quando Salva Ferrer sbaglia completamente l'anticipo, lasciando a Dionisi un'autostrada ma una volta entrato in area viene raggiunto da un monumentale capitan Terzi che seppur in scivolata usa il fioretto. Pur zoppicante Vitale rientrerà in campo ed entrerà nell'azione del vantaggio aquilotto, un gol stupendo e magistrale, un gol che ha il marchio di fabbrica di questa squadra: è proprio l'ex Hellas a dare il la all'azione, creando subito superiorità numerica e servendo una palla a Maggiore che, "nascosto" fra le linee, manda letteralmente in porta Gyasi con uno spettacolare no-look di prima. Impressionante l'agilità dell'italo-ghanese che brucia in un micron il suo diretto marcatore, guarda verso il centro per trovare un rimorchio ma alla fine decidere di fare altri due passi e battere Bardi con un diagonale imparabile. Nervosissimo Dionisi, si prende un giallo dopo aver steso Erlic e protesterà platealmente contro la decisione dell'arbitro: lui già sa che salterà per questo la gara di ritorno. Poi al 28', malgrado Nesta gli chieda di usare la testa, fa un fallo da dietro su Matteo Ricci che basterebbe a mandarlo sotto la doccia: Forneau lo grazia, senza alcuna giustificazione.

Dionisi rischia il secondo cartellino, Vitale zoppica e nel finale il Frosinone esce dal guscio.
Se è per questo non c'è nessuna giustificazione neppure al 36' quando Ariaudo si attacca alla maglia di Galabinov per disturbarne il terzo tempo: basterebbe riguardarla al Var per diagnosticare il rigore ma l'arbitro non ci pensa nemmeno per un secondo. Mentre Vitale sembra piuttosto malconcio e per questo ha ridotto al minimo il suo raggio d'azione, c'è un aspetto tattico da sottolineare: al di là delle arrabbiature, Dionisi è e rimane punto di riferimento dei ciociari e spesso è Matteo Ricci ad andarlo a braccare quando retrocede per far salire i compagni. Al 41' primo tiro in porta dei padroni di casa: Novakovich sfonda sulla sinistra, difende molto bene una palla e serve dalla parte opposta Paganini che ci prova di prima intenzione, impegnando Scuffet in una parata in due tempi: prima d'istinto e poi tuffandosi davanti a sè sulla sfera, prima che qualcuno ci metta il piede. Un finale in crescita per un Frosinone ridisegnato con un 3-4-1-2 con Rohden a uomo su Ricci e Spezia troppo lungo fra i reparti ma a spezzare il forcing è un carichissimo Bartolomei che porta via la palla dalla zona rossa e fa partire un contropiede che serve soprattutto a resipirare. Fourneu ferma tutto dopo un tiro di Bartolomei rimpallato e su azione offensiva ancora in corso senza che i due minuti di recupero fossero ancora del tutto trascorsi...

SECONDO TEMPO
Conteranno molto anche le energie fisiche oltreché gli equilibri mentali che siano collettivi o personali e sotto questo profilo anche le dieci sostituzioni potenziali potranno cambiare l'inerzia del match. La girata di Krajnc, che impegna Scuffet dopo un minuto dal ritorno in campo, è la prima giocata degna di nota del secondo tempo ma è lo Spezia a costruire al 7' una colossale azione da gol: Galabinov vince il duello a sportellate, addomesticando e servendo una palla d'oro per Nzola che tierne il corpo troppo all'indietro e spara in cielo con il piattone. Ancora Spezia vicinissimo al raddoppio appena due minuti più tardi sulla penetrazione di Ferrer che ha spazio da vendere e calcia verso il secondo palo: sembrw fatta per la deviazione sottomisura di Galabinov che però è in ritardo e non può arrivarci. La partita si fa più bella, quanto meno perché esistono occasioni d'ambo i lati: molto vicino al pari la squadra di Nesta ma la zuccata di Paganini, disturbato dal ritorno di Maggiore, batte sul terreno di gioco ed esce dallo specchio. Dionisi esce di scena, Nesta si gioca la carta Ciano, anch'egli in diffida, ma è chiaro che ora fare calcoli non avrebbe alcun senso.

Maestoso capitano! Scuffet ferma le voglie di Tribuzzi. Forze fresche in campo.
Un Frosinone che pare sulle gambe e sembra aver perso quella compattezza che le era stata fedele per tutto il primo tempo, gol di Gyasi a parte: non è un caso che i gialloblu giochino sempre lungo sul gigantesco Novakovich. Un momento cruciale del match, perchè anche se lo Spezia sembra stare meglio, i leoni paiono una squadra più in debito d'ossigeno che di voglia. Su un'azione tambureggiante orchestrata sulla corsia mancina, capitan Terzi sceglie ancora una volta il tempo perfetto per fermare Rohden, costretto addirittura al fallo. Spezia che torna a bussare dalle parti dell'area di casa al 22': Brighenti non sembra avere la forza per fermare la fisicità di Nzola che recupera una palla virtualmente persa e serve Galabinov, che non ci arriva perché disturbato: sarà l'ultima da protagonista per il bulgaro, al suo posto Federico Ricci. Tribuzzi per Gori è invece il cambio in mediana deciso da Nesta al 26', mentre in pochi minuti Matteo Ricci, Gyasi ed Erlic vengono ammoniti ma non erano comunque nell'elenco dei diffidati. Il Frosinone prova a propiziare delle mischie, sapendo che certi palloni possono diventare magici anche solo per una deviazione: su una di queste Scuffet non si fa sorprendere dalla conclusione velenosa del neo-entrato Tribuzzi.

Lo Spezia non rischia nulla nemmeno quando entrano Beghetto e Ardemagni.
Con l'uscita di Galabinov è Nzola a piazzarsi al centro: autore di una grandissima partita, l'attaccante di Troyes ha ancora energie per attaccare gli spazi. Nesta si gioca anche l'ex Ardemagni e Beghetto negli ultimi 10' per l'assalto all'arma bianca che il Frosinone non mancherà di portare. Ci vuole la spaccata di Mora per fermare la conclusione di Paganini che aveva approfittato di un allegerimento sbagliato di Federico Ricci: errore che rischia di pagare carissimo, almeno quanto accade poco dopo a Bardi che sulla linea di porta riceve la visita supersonica di Nzola che per poco non riesce a rubargli la palla e depositare in porta. Quattro minuti di recupero, Terzi è esausto, coi crampi che non gli danno tregua e i neo-entrati rimangono un po' troppo nel traffico ma anche il Frosinone non ne ha più e i 4' di recupero passano più veloci di quel che ti aspetti. Quello dello Stirpe è un vero e proprio capolavoro aquilotto: il successo, meritatissimo, è firmato da Emmanuel Gyasi e propiziato da una magia di Maggiore. Occasioni per raddoppiarla, rari rischi e un capitano monumentale guida i bianchi alla grande impresa. Sì, giovedì c'è da prendersi la storia e non sono parole retoriche ma guai a festeggiare ora! Ora c'è da fare l'ultimo gradino. Forza.

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