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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 16.48

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LAMPO SARDO MA IL SOGNO DURA SOLO MEZZ'ORA

Primi 45' di buona intensità, lo Spezia si dimostra all'altezza del forte avversario. La sblocca una genialita di Mastinu, i bianchi si chiudono e Gallo inserisce tutti i difensori ma una punizione, contestata, di Pasqual fissa il giusto 1-1.

LAMPO SARDO MA IL SOGNO DURA SOLO MEZZ´ORA

La Spezia - EMPOLI-SPEZIA 1-1
Marcatore: 7'st Mastinu; 33'st Pasqual

EMPOLI 3-4-1-2
Provedel; Veseli, Romagnoli, Luperto; Untersee (18'st Ninkovic), Bennacer, Castagnetti; (34'st Zajc) Pasqual; Krunic; Caputo, Donnarumma (18'st Piu). A disp. Terracciano, Giacomel, Simic, Seck, Piu, Traore, Jakupovic, Lollo, Zappella, Di Lorenzo. All. Vincenzo Vivarini.

SPEZIA 4-3-1-2
Di Gennaro; De Col, Giani, Terzi, Lopez; Pessina, Bolzoni, Maggiore; Mastinu (24'st Vignali); Forte, Marilungo (37'st Soleri). A disp. Saloni, Capelli, Ceccaroni, Gilardino, Augello, Giorgi, Calabresi, Okereke, Vignali, Masi, Giuliani. All. Fabio Gallo.

Arbitro: Illuzzi di Molfetta
Assistenti: Robilotta (Sala Consilina) - Pagliardini (Arezzo)
Quarto Ufficiale: Dionisi (L'Aquila)
Ammoniti: Castagnetti, Pessina, Provedel, Lopez
Recupero: 1'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
17.01 - Non arrivare al "Castellani" come vittima sacrificale sarebbe già un successo per uno Spezia che perde praticamente sempre lontano dal Picco e nell'infrasettimanale ha rischiato la seconda sconfitta fra le mura amiche, salvata da una paratona di Di Gennaro. Di contro l'Empoli è la formazione più prolifica della Lega B 2017/18 con 24 reti segnate (di cui 15 dal tandem Caputo-Donnarumma, coppia-gol del torneo per eccellenza). I toscani sono anche una delle tre squadre che vincono più partite: 6 in 12 giornate, come Bari e Parma. Numeri impressionanti per una difesa come quella aquilotta che ha manifestato tante volte le proprie lacune.

17.12 - Lo Spezia è una delle tre formazioni cadette 2017/18 ancora senza successi esterni, come Bari e Ternana. L'ultimo successo lontano da Viale Fieschi è sempre l'1-0 al Vicenza di maggio scorso poi il baratro: un pareggio e 7 sconfitte nelle 8 partite ufficiali successive. In Toscana senza Granoche, colpito ad un occhio da una pallonata, ma anche senza Gilardino che Gallo tiene in panca e gli preferisce Forte. Torna dal principio capitan Terzi, in mezzo al campo ci sarà Bolzoni con Pessina e Maggiore alle mezze ali.

PRIMO TEMPO
Sotto una pioggia battente alla ricerca di un'impresa mentale e sportiva fra le più complicate degli ultimi anni. E non soltanto perché l'Empoli è una delle top five della cadetteria ma anche e soprattutto perché fuori dal "Picco" è un piccolo grande calvario dall'inizio del campionato per Terzi e compagni, incapaci di reggere botta per più d'un tempo. Lasciando perdere la solita ridda di voci e smentite societarie inutili e stucchevoli come un bicchiere di rum al miele, c'è soprattutto bisogno di concentrazione per provare a salvare una squadra fino ad oggi paurosamente troppo al di sotto delle proprie potenzialità per essere vera. E siccome non c'è niente di ineluttabile, nemmeno i discorsi a chiare lettere, la doppia sfida agli azzurri e al Frosinone dirà se questa rosa ha ancora la forza per riemergere o meno, consapevoli che fino a gennaio la squadra è e rimarrà questa. L'inizio è bagnato e vibrante, l'Empoli va subito all'assalto da calcio d'angolo, lo Spezia risponde con la stessa moneta, creando pericoli in mischia e scheggiando la traversa su una parabola sporcata da Provedel. La rasoiata di Pasqual dopo 4' costringe Di Gennaro ad accartocciarsi e domare una traiettoria insidiosa: i toscani avevano azionato una ripartenza fulminea, uno dei cavalli di battaglia dei giocatori di Vivarini. Pressing alto e massima copertura di tutte le zolle, non si può passare che da qui, da una partita tatticamente perfetta, contro un attacco atomico come quello dell'Empoli. C'è personalità nel 'fare' di Pessina, c'è forza nella volontà di emergere di Forte, ma è sul lungo periodo che i bianchi dovranno dimostrare di non mollare nulla.

L'Empoli fa la gara, Spezia senza paura.
All'11' Krunic, che fa il mestiere del rifinitore, prova a sorprendere tutti con un destro a filo d'erba che sibila il palo mentre Caputo insacca di testa spingendo platealmente Terzi sul terzo tempo: fallo lapalissiano che non sfugge all'arbitro. Davanti a quasi trecento tifosi aquilotti bagnati come i pulcini, si gioca un calcio discreto, vibrante, c'è parecchia qualità dalle rispettive cintole in sù e il gioco dell'Empoli per vie centrali cerca sempre lo scatto dell'uomo più avanzato, sul filo del fuorigioco. Al 29' applausi per lo Spezia che al termine di un'azione corale porta Maggiore alla conclusione dal limite che non contempla affatto il fattore precisione; ben diverso il discorso dalla parte opposta visto che Di Gennaro ci mette reni e mani per volare all'indietro e togliere dal sacco la secca conclusione di Donnarumma. Gara apertissima, entrambe potrebbero sbloccarla e lo Spezia al 32' torna a mettere il muso dalle parti di Provedel, attento ad anticipare Forte in uscita bassa.

Gara divertente, l'Empoli prova a prendersela.
Male Bolzoni, la sua è una pioggia di errori di impostazione che l'Empoli prova a sfruttare mentre Mastinu, quelle rare volte che riesce a divincolarsi dalle marcature, cerca sempre la profondità anche in virtù di un terreno viscido che può indurre all'errore la difesa di casa. Partita comunque correttissima al "Castellani", ritmi interessanti e Spezia che finora dimostra di essere all'altezza del compito pur sbagliando troppo nel palleggio. In un contesto convulso, contro due attaccanti rapaci come Donnarumma e Caputo, si rischia di perdere la bussola e lo Spezia non può permetterselo: al 42' Di Gennaro rischia la frittata, rinviando male e aprendo una pericolosa ripartenza che porta Krunic all'assist no-look per l'onnipresente Pasqual: mancino in corsa, fuori misura.

SECONDO TEMPO.
Gli scambi veloci dell'Empoli fanno girare la testa e il velo di Caputo sembra il classico preludio al gol ma non ci sono compagni pronti alla battuta e lo Spezia in apertura di ripresa tira un sospirone. Al 6' la paura fa 90 perchè Krunic si fa trenta metri palla al piede, respinge i ritorni delle maglie bianche e ha spazio per un destro che è la cosa più brutta di tutta l'azione: la palla non finisce comunque lontano dalla porta. Il gol sembra solo questione di minuti e quando ti prepari al peggio, il calcio racconta l'ennesimo capitolo pazzo della sua controversa esistenza. E' il 7' quando Mastinu arpiona una palla rimbalzante servitagli da Maggiore, la nasconde ai difensori dell'Empoli e aziona il genio che ha sul piccolo piede mancino: collo pieno e palla che supera Provedel insaccandosi proprio sotto il sette. Una prodezza quella del sardo che segna un gol pesantissimo, anche per il momento stesso che stava vivendo il match. Si aprono autostrade senza pedaggi e la precisione di Maggiore permette a Marilungo di puntare l'uomo per un lob senza senso ma la palla gli torna fra i piedi e stavolta il mancino è fulmineo e ci vuole il corpo di Luperto a toglierlo dallo specchio.

Magico Mastinu, avanti Spezia. Ci sono spazi per fare male ancora.
Il gol dà coraggio allo Spezia, l'Empoli è ferito da un gol inatteso e si scopre improvvisamente confuso anche nelle situazioni di più facile lettura. Per poco Mastinu non si ripete con un altro tiro velenoso, che trova anch'esso una deviazione per l'ennesimo angolo della partita. Cinque minuti per riprendere coscienza poi l'Empoli torna a macinare e poco prima del doppio cambio (in campo anche l'ex Piu), Krunic scheggia la traversa su conclusione di prima intenzione dal limite dell'area sugli sviluppi di un'azione dalla destra.Ma così non può andare, troppo solo a calciare il fantasista bosniaco. Vignali per Mastinu è il chiaro segno che Gallo vuole muscoli e corsa sette polmoni per gli ultimi interminabili venti minuti ma il possesso è soltanto azzurro: mai lo Spezia ha un break per rifiatare, mai una ripartenza convinta, troppa paura di vedersi sgretolare in mano il sogno della prima vittoria esterna. L'Empoli ha un gran palleggio almeno fino ai venti metri, poi si trova davanti un muretto a secco che Terzi ha edificato coi suoi compagni: manca una chance per provare a chiuderla. Si difende in verità con tutti gli effettivi ma Caputo al 26' ha la palla del pari che spreca malamente come solitamente non fa. Finisce la gara di Maggiore, è Capelli il suo sostituto per uno Spezia a trazione posteriore con tanti centimetri a disposizione per respingere i cross e i controcross che arriveranno sino all'ultimo minuto di recupero.

Dentro Capelli, ennesimo difensore per l'assalto finale. Ma la pareggia Pasqual.
La svolta però arriverà comunque, al minuto 33: Illuzzi concede generosamente una punizione per un fallo di mano di Pessina che lascia più di un dubbio anche visto e rivisto alla moviola: il pareggio è scritto nel copione e il sinistro di Pasqual la firma. Delusione Spezia, da vedere e rivedere la decisione dell'arbitro che oltretutto ammonisce l'ex comasco per quel fallo contestato. Empoli d'attacco, Spezia a tutta difesa, il rischio è di passare dalle stelle alle stalle in un amen. La sfera brucia fra i piedi, Lopez la calcia sempre il più lontano possibile, ma ad occhi chiusi: il problema è che è sempre e solo l'Empoli a fare calcio e capitan Terzi recupera preziosi secondi accasciandosi al suolo per un crampo al polpaccio. Recupero con nervosismi, perdite di tempo e stanchezza: Provedel a muso duro con Soleri dopo un corpo a corpo, Lopez dà vita alla corrida mentre il tempo passa e Terzi prende una pallonata in faccia che lo fa cadere al suolo. L'Empoli protesterà ancora, ma non servirà e lo Spezia porta a casa un pari difficilissimo e meritato per la capacità di sacrificio. Il problema semmai è la solita incapacità ad essere pericolosi in modo organico e continuo ma è un punto d'oro. E va preso con moderato ottimismo.

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