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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 21.30

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LA VOGLIA CHE SPOSTA L'INERZIA E UNA VOLATA APPENA COMINCIATA

Senza dominare ma mettendoci qualcosa in più dell'Entella, lo Spezia fa suo il derby: Migliore e Pulzetti impreziosiscono due bellissimi gol. Contro Caputo e Catellani,Terzi guida la difesa senza concedere nulla. E martedì sarà battaglia al Matusa.

LA VOGLIA CHE SPOSTA L´INERZIA E UNA VOLATA APPENA COMINCIATA

La Spezia - SPEZIA-VIRTUS ENTELLA 2-0
Marcatore: 14'st Migliore, 35'st Pulzetti

SPEZIA (3-4-2-1)
Chichizola; Valentini N., Terzi, Ceccaroni; Migliore, Djokovic, Maggiore (25'st Pulzetti), De Col (29'pt Vignali); Fabbrini (18'st Giannetti), Piccolo; Granoche. A disp. Valentini A., Signorelli, Baez, Okereke, Datkovic, Mastinu. All. Domenico Di Carlo

VIRTUS ENTELLA (4-3-2-1)
Iacobucci; Belli, Ceccarelli, Pellizzer, Sini; Moscati, Palermo, Ardizzone (21'st Zaniolo); Tremolada, Catellani; Caputo. A disp. Paroni, Filippini, Pecorini, Benedetti, Puntoriere, Di Paola, Ba, Mota Carvalho. All. Roberto Breda

Arbitro: Daniele Chiffi di Padova
Collaboratori: Marco Zappatore di Taranto e Matteo Bottegoni di Terni
Iv Uomo: Giosuè Mauro D'Apice di Arezzo
Ammoniti: Granoche, Pellizzer
Recupero: 2'(pt), 5'(st)
Spettatori: 7300 circa (1603 paganti di cui 158 ospiti + 5730 abbonati)
Incasso: 13.128,50 + 29.818

PRE-PARTITA
14.22 - E' la giornata di Spezia-Entella. Torna il derby del levante ligure che vale un posto playoff con le due formazioni appaiate a quota 51. Lo Spezia vuole riprendere confidenza con la vittoria, dopo la debacle di Cesena, tenterà di farlo battendo un Entella che fuori casa non vince da ottobre: fu 1-0 a Cesena, poi sono stati solo pareggi (7) e sconfitte (5). Attenzione all'Entella nell'ultima mezz'ora: i biancocelesti hanno messo insieme 14 gol dal 61' al 90'. Curioso che proprio nei 15' di gioco finali, lo Spezia mostra fragilità: dodici i gol presi nell'ultimo quarto d'ora di partita.

14.36 - Diciassette gol. Ciccio Caputo eguaglia il record dei tempi di Bari (2012-13) e quello dell'anno scorso. Di Carlo spera che il turno di stop forzato non abbia bagnato le polveri di Granoche, chiamato a migliorare il bottino personale che oggi ammonta a 12 reti. Di Carlo che non ha mai battuto l'Entella: sia lo scorso anno che all'andata del campionato in corso sono stati pareggi, 2-2 e 1-1. Per Breda tanto invece gli incroci con lo Spezia: due successi, tre pareggi e cinque sconfitte. In panchina chiavarese c'è anche Niccolò Zaniolo, figlio del centravanti Igor, spezzino doc: una grande emozione anche per loro.

PRIMO TEMPO.
Se alla 37esima giornata di questo interminabile ed equilibrato campionato, lo Spezia non ha ancora mostrato un volto chiaro e un'identità solida, significa che costruire una tabella di marcia ideale è esercizio facilmente inutile. Laddove era imprevedibile fare risultato, i bianchi sono stati capaci di sorprendere, quando invece l'impegno imporrebbe una vittoria per questioni di valori assoluti vengono fuori serate come quella di Cesena. Spezia-Entella non ha bisogno di preparazioni particolari: da una parte è sfida fra corregionali, divise da una sessantina di chilometri eppure espressioni di due mondi calcistici poco paragonabili, dall'altra il match vale tantissimo in chiave playoff. L'inizio del derby è figlio di un equilibrio tattico ed emozionale piuttosto comprensibile: nessuna delle due squadre rinuncia a fare il proprio calcio, ma la tattica impone un intreccio stretto in 40-50 metri e, a strappi, si vede qualcosa di interessante. Di sicuro dovranno stare ben attenti su Catellani e Caputo, sia Valentini e De Col, che agiranno dalle parti del 10 di Reggio Emilia, sia Ceccaroni e Migliore, che prendono in consegna l'ex bomber del Bari. Dalla parte opposta Ceccarelli francobolla Granoche, e Fabbrini è il più mobile di tutti, in una posizione di trequartista puro che dovrebbe esaltarne l'estro se solo lo Spezia giocasse un po' di più senza palla, cercando coralità.

Granoche accentua la caduta, lo Spezia protesta senza rabbia.
Noia ed equilibrio, un mix che non è gioia per gli occhi degli 8mila del "Picco": i primi soporiferi 20' della partita non raccontano altro che uno Spezia troppo fermo sulle gambe, impreciso nel palleggio, capace di costruire poco di pensato; l'Entella risponde con un atteggiamento accorto e una grande fiducia verso i suoi cannonieri. Al 21' episodio dubbio in area ospite: la serpentina insistita di Fabbrini per vie centrali stavolta non finisce nel nulla e, anzi, culmina con lo scarico su Granoche che nell'uno contro uno con Ceccarelli, si allarga per calciare in porta, trovando il contatto con l'ex capitano aquilotto: al di là dello scontro, la caduta del Diablo oltrechè piuttosto plateale è ingiustificata visto che l'attaccante riceve un pestone laterale e stramazza al suolo sul davanti. Di Tremolada al 25' la risposta dell'Entella con deviazione in angolo di Chichizola che non si sente di forzare la presa: sul susseguente corner, i levantini protestano per una presunta trattenuta che vede soltanto lui.

Spezia prevedibile e lezioso. L'Entella non rischia mai.
Prima tegola per Di Carlo alla mezz'ora: De Col, uno dei migliori per dedizione tattica, ha problemi col tricipite e chiede il cambio. Tocca a Vignali entrare a secco, nel momento in cui l'Entella sembra più a suo agio nell'accompagnare l'azione e lo Spezia "si risolve" facilmente in una serie interminabile di tocchi e tocchetti fini a sè stessi di Piccolo e Fabbrini che portano a spasso la palla come fossero in allenamento e sembrano giocare in squadre diverse. Non un tiro in porta, Granoche costretto a fare boa e finalizzatore, mediana troppo prevedibile e ci vuole la pezza di un monumentale Valentini a fermare sul nascere la ripartenza orchestrata dai soliti Catellani e Caputo: una scivolata chirurgica quella dell'argentino, che in un primo tempo laborioso non sbaglia praticamente niente. L'ultimo atto del primo tempo in verità è il brivido più grande: Piccolo disegna una parabola velenosa da calcio d'angolo, che Belli intercetta di testa indirizzando suo malgrado la palla nell'angolo con un reattivo Iacobucci che salva l'Entella con uno splendido balzo felino.

SECONDO TEMPO.
Visto che coi due trequartisti gli effetti sono quelli che sono, Di Carlo alza Fabbrini all'altezza di Granoche, mantenendo in rifinitura il solo Piccolo. Sulla corsia mancina i bianchi sembrano poter combinare qualcosa di più: Migliore e Fabbrini si cercano e trovano e all'8' un cross del fantasista pisano trova i precari polpastrelli di Iacobucci, poi Vignali sul tap-in sbaglia completamente lo stop e perde il tempo per la stoccata. Gioia sarà comunque, quando le lancette dell'orologio raggiungono il 14': traversone di Vignali, Granoche la spizza di testa e Migliore ha il tempo per coordinarsi, lasciar rimbalzare la palla, caricare un sinistro che ricorda Mark Lenders e il famoso "tiro della tigre" che ha educato una generazioni di bambini.. e far partire un diagonale chirurgico, che s'infila sul secondo palo con Iacobucci che non ci arriva. Per il centenario aquilotto prima soddisfazione della stagione e una corsa all'impazzata verso la tribuna per una dedica ai suoi affetti, sempre presenti.

Con Giannetti è uno Spezia più efficace. E Pulzetti la mette in cassaforte.
Reazione Entella, conclusione interessante di Catellani che sfiora il palo, comunque ben coperto da Chichizola. Breda concede l'emozione del "Picco" ad Niccolò Zaniolo, figlio di Igor e cresciuto con la maglia della sua città, prima degli anni alla Fiorentina e il ritorno in Liguria, da svincolato. Chioma bionda che sembra papà, 18 anni da compiere, e un fisico ancora da formare: il ragazzo si farà, questione di crederci e non sentirsi mai veramente arrivati. Con l'ingresso di Giannetti, che prende il posto di un fumoso Fabbrini, lo Spezia guadagna in peso specifico e anche Granoche finalmente non vive più la solitudine della prima ora di gioco. A chiudere virtualmente i conti al 35' è un gran gol del neo-entrato Nico Pulzetti che esalta finalmente Viale Fieschi: il cursore riminese prima ringrazia per lo stop a seguire che Vignali gli pone su un piatto d'argento, poi libera una rasoiata imparabile che si spegne nell'angolino senza che Iacobucci possa fare nulla.

Un finale senza fantasmi: quarto posto di nuovo a tre punti.
Senza strafare, senza dominare l'avversario, questa volta lo Spezia capitalizza il miglior risultato possibile, sfruttando i rari episodi offensivi. Meglio i bianchi con Giannetti al fianco di Granoche, che danno a Piccolo più campo per inventare: anche questa volta attraverso le correzioni, Di Carlo trova equilibri e un grande capitan Terzi che lascia briciole e pane secco a Catellani e Caputo. Il finale è pura accademia, con le squadre impegnate soprattutto ad evitare infortuni e i tifosi ad aggiornare la classifica: senza farsi prendere dalla litania dei rimorsi, nè da inutili entusiasmi, lo Spezia torna a -3 dal quarto posto, distanzia i cugini e si prepara per la durissima battaglia di Frosinone. Martedì al "Matusa" sarà complicatissima e conteranno tanto le energie, la possibilità di cambiare, contro quella che è la rosa più forte della cadetteria.

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