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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 02 Dicembre - ore 19.50

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LA SVEGLIA DI CR7 E LA JUVE VINCE COI SUOI CAMPIONI | Foto

In un "Manuzzi" a porte chiuse, i bianchi di Italiano colpiti presto da Morata, non smettono di giocare e segnano il pari con Pobega. Nzola trascinatore, aquilotti in gara finché Cristiano entra e decide il match con due gol.

buffon salva il 2-2
LA SVEGLIA DI CR7 E LA JUVE VINCE COI SUOI CAMPIONI

La Spezia - SPEZIA-JUVENTUS 1-4
Marcatore: 15'pt Morata, 32'pt Pobega, 14'st Cristiano Ronaldo, 22'st Rabiot, 31'st rig. Cristiano Ronaldo

SPEZIA (4-3-3): Provedel; Ferrer, Terzi (42'st Ismajli), Chabot (28'st Dell'Orco), Bastoni; Bartolomei, Ricci, Pobega (28'st Estevez); Verde (1'st Agudelo), Nzola, Farias (28'st Gyasi). A disp. Krapikas, Rafael, Mora, Agoume, Deiola, Vignali, Agudelo, Piccoli. All. Vincenzo Italiano

JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Cuadrado, Demiral, Bonucci (32'st Frabotta), Danilo; Chiesa, Arthur, Bentancur (16'st Rabiot), McKennie (16'st Ramsey); Dybala (10'st Cristiano Ronaldo), Morata (32'st Kulusevski). A disp. Szczesny, Pinsoglio, Bernardeschi, Portanova. All. Andrea Pirlo

Arbitro: Rosario Abisso di Palermo
Assistenti: Carbone - Cipressa
Iv uomo: Abbattista
VAR: Doveri
AVAR: Preti
Ammoniti: Chabot, Rabiot, Bartolomei, Estevez
Recupero: 2'(pt), 3'(st)

14.02 - E' il giorno di Spezia-Juventus. Si gioca a Cesena senza spettatori e non c'è dunque nemmeno il fattore campo a sostenere gli aquilotti in una mission impossibile, resa ancora più difficile dalla necessità della Vecchia Signora di bloccare sul nascere la serie di risultati negativi, non ultimi il pari di Verona e il ko secco in Champions contro il Barcellona. Con il 4-4-2 Pirlo conferma le parole della vigilia e lascia in panchina il rientrante Cristiano Ronaldo: giocano peranto Dybala e Morata. A centrocampo McKennie farà l'esterno e non Kulusevski, mentre l'ex viola Chiesa sull'altro lato. Lo Spezia è sempre alle prese con le assenze e Italiano sceglie Farias, prima volta dall'inizio, nel tridente d'attacco con Verde e Nzola mentre in mediana Pobega e Bartolomei gireranno intorno a Matteo Ricci, in regia mentre dietro fiducia a Bastoni, ancora esterno di sinistra.

14.15 - Se è vero che otto undicesimi della formazione iniziale degli aquilotti lo scorso anno giocavano in serie B, con Farias e Chabot riserve in serie A e Verde in Grecia, i bianchi si appellano alle difficoltà che i bianconeri hanno mostrato in difesa: Chiellini non recupera, a Bonucci tocca dunque ancora stringere i denti come aveva fatto in Champions. La Juventus ha pareggiato tre delle cinque partite di questo campionato (2 vittorie): nella striscia record di nove scudetti di fila solo nel 2015/16 ha ottenuto meno successi dopo le prime cinque gare (solo uno in quel caso, quando perse anche la sesta partita). Grande attenzione, fra gli altri, per Alvaro Morata: l'ex Real ha segnato il 31% delle sue reti in Serie A contro squadre neopromosse. La Vecchia Signora ha perso solo una delle ultime 43 sfide contro squadre neopromosse in Serie A (34 vittorie, 8 pareggi): 1-2 contro l'Hellas lo scorso febbraio.

14.24 - Lo Spezia ha raccolto cinque punti in altrettante partite di questo torneo, l’ultima squadra all’esordio assoluto in massima serie che è rimasta imbattuta in quattro delle prime sei partite è stata il Siena nel 2003/04. Nel pre-match Mbala Nzola parla ai microfoni di SkySport: "E' la prima volta, rispettiamo questa grande squadra ma vogliamo far vedere che cos'è lo Spezia. Siamo giovani, con un mister giovane, vogliamo dimostare la nostra forza e ogni giorno lavoriamo per crescere ancora". Gigi Buffon difenderà la porta della Juve, oggi in completo arancione: c'era anche nel 2007 in occasione dell'ultimo incrocio fra le due squadre, finito 1-1 al "Picco" con reti di Confalone e Nedeved. Al ritorno invece giocò Mirante.

PRIMO TEMPO
Le classiche pacche sulle spalle da evitare e quel senso di superiorità che infastidirebbe qualunque tifoso di qualsiasi sport, specialmente per chi non è affatto abituato a vincere ed essere protagonista assoluto da un secolo ma che orgogliosamente porta avanti una passione più forte di ogni categoria. Il calcio che arriva dalla provincia in fondo è pure identità territoriale, amore incondizionato, senza bisogno di coppe e vittorie per sentirsi parte, per essere felici. Spezia-Juve è il racconto di un paradosso e se anche è una settimana che in riva al Golfo ci si racconta che non è in queste partite, e specialmente in questa partita, che lo Spezia deve costruire la sua stagione, i ragazzi di Italiano vogliono mandare tutto l'aria, o almeno provarci: perché sarebbe troppo poco divertente limitarsi al compitino, ad essere cioè gioioso sparring partner per chi deve vincere per forza. La cronaca racconta di uno Spezia che gioca palla a terra con reparti compatti e cifra stilistica di sempre: normale che la Juve con la palla fra i piedi giochi con qualità e al 3' Cuadrado scappa via a Bastoni ma il suo tiro-cross non impensierisce Provedel. Tre minuti dopo finisce alto il mancino di Morata, scattato in posizione regolare sul filtrante di Dybala. Cuadrado cerca spazio sulla sua corsia, Bastoni lo contiene a fatica e alla prima vera giocata convincente la Juve passa: perfetta la palla filtante che Danilo porge a McKennie che, davanti a Provedel preferisce appoggiare per Morata che deposita in rete. Sembra fuorigioco, lo stesso assistente lo segnala, ma la Var darà ragione allo spagnolo. Juve in vantaggio al quarto d'ora.

Juve avanti alla prima sventolata, Chabot salva le Aquile dal raddoppio.
Più semplice giocare per i bianconeri torinesi, il gol scioglie ogni paura e per lo Spezia i minuti immediatamente successivi al gol non sono semplici: al 18' Federico Chiesa sfiora il palo con un destro ad effetto ma la giocata è da grande squadra, costruita attraverso una rete di passaggi in verticale che permettono ai campioni d'Italia di mandare in porta l'ex viola. Al 23' arriva il raddoppio della Juve ancora con Morata ma stavolta la Var certifica il fuorigioco dello spagnolo che era scappato via all'ultima marcatura, spiazzando Provedel in uscita. E' il provvidenziale corpo di Chabot al 28' a fermare la traiettoria della conclusione di Chiesa che fa spesso e volentieri quello che ama: sfruttare le ripartenze che lo Spezia concede partendo da sinistra per poi convergere al centro e battere a rete con il piede destro. Monologo juventino d'accordo ma al 30' lo Spezia, che da qualche minuto ha preso campo, ha la palla del pari su una dormitina della difesa: Nzola non aggancia un filtrante d'oro ma riesce a piombare sulla sfera vagante, aspetta il rimorchio di Ricci per servirlo: la botta di prima intenzione esce ad un metro dal legno.

Lo Spezia inizia a macinare, Bartolomei confeziona e Pobega uccella Buffon!
Un'occasione mancata che genera convinzioni e non a caso è preludio al pari, cascante al 32': splendida l'azione degli aquilotti che arrivano al limite dell'area con una fitta e repentina ragnatela di passaggi che portano Pobega al tiro da ottima posizione. E così l'ex milanista, il più giovane in campo, riceve da Bartolomei appena dentro l'area e calcia in porta di prima intenzione, trovando la fatal deviazione di Demiral che mette fuori causa Buffon. La Juve chiede la Var per analizzare la posizione di Nzola, Abisso, sicuro, guadagna il centrocampo: 1-1, è tutto vero. La ripristinata parità entusiasma i ragazzi di Italiano che soprattutto sull'asse Bastoni-Farias potrebbero fare male con un paio di ripartenze, i campioni d'Italia ci mettono un po' a digerire il gol ma quando ripartono sono dolori: come al 43' quando Morata si traveste da Cristiano Ronaldo, brucia sul primo passo capitan Terzi ma arrivato davanti a Provedel prova a servire al centro Dybala, per il quale sarebbe un gioco da ragazzi spingerla in porta se Chabot non rientrasse alla grande per insinuarsi sulla traiettoria ed anticiparlo. Sono fiammate da Juve, ci mancherebbe che non si vedessero da una squadra costruita a suon di milioni di euro con così tante frecce acuminate nel suo arco.

SECONDO TEMPO
Agudelo prende il posto di Verde, lo Spezia prova a rendere indimenticabile questa domenica calcistica, ben sapendo che la Juve deve solo vincere, per sè stessa e per il suo tecnico. E i bianconeri sembrano tornare in campo con più rabbia rispetto all'andamento della prima frazione quando Bonucci e compagni sono sembrati manchevoli di quella fame che serve sempre per vincere le gare. Ma la musica è subito alta perché devono passare solo 2' che Bentancur premia il movimento senza palla di Cuadrado sulla corsia destra: il passaggio nel mezzo del colmbiano è mandato in angolo da Chabot, ancora una volta maestro di tempismo.
Il tedesco userà con intelligenza un giallo per bloccare McKennie e l'inizio di una ripartenza che avrebbe potuto significare dolori, ma lo Spezia c'è e non rinnega il suo credo, accompagnando con coraggio le giocate con sei-sette uomini e il neo-entrato Agudelo, che può dare quella vivacità in più al contropiede. Ci proverà anche Bartolomei dalla distanza, con conclusione che termina sul fondo mentre Farias si prende gli applausi dei compagni per un rientro degno d'encomio per bloccare le voglie di Chiesa: a questo punto Pirlo fa scaldare Cristiano Ronaldo che sarà in campo per più della mezz'ora annunciata: la Juve ha bisogno di lui.

Cr7 entra e segna il gol che fa respirare Pirlo. Poi ci si mette Buffon: parata-miracolo su Chabot.
Tre minuti e tutto fin troppo semplice per il Pallone d'Oro che alla seconda palla utile della sua partita porta in vantaggio i suoi: servito in profondità, Cristiano si ritrova a tu per tu con Provedel, lo aggira e deposita in rete al 14'. Può essere un gol spartiacque perché recuperare un altro gol alla Juve non è un gioco da ragazzi, invece lo Spezia si rimette sotto, con la voglia di non frustrarsi e, anzi, dare battaglia perchè l'avversario è fortissimo dalla cintola in sù ma rimane attaccabilissimo: al quarto d'ora la zuccata di Farias non inquadra lo specchio ma soprattutto al 18' sugli sviluppi di un corner ci vuole un grande Buffon a togliere dal sacco la zuccata di Chabot, spuntato con perfetta scelta di tempo nel cuore dell'area, poi Agudelo è il più lesto di tutti a gonfiare la rete ma è già al di là della linea del fuorigioco. A togliere verve sarà ancora la giocata di un solista, altro subentrato di lusso: lo Spezia perde le distanze fra i reparti, Rabiot può correre sulla sinistra, sbarazzarsi di Bastoni per poi concludere col destro a fil di palo.

Vogliosi sino alla fine, Cristiano chiude ogni discorso dal dischetto.
Ottima la partita di Mbala Nzola, punto di riferimento dell'attacco e spina nel fianco della difesa aquilotta: sua l'ennesima sponda per la conclusione fuorimisura di Bartolomei. Ma lo Spezia non demorde e va vicino anche al 2-3: la conclusione al volo di Farias trova la deviazione in corner di Demiral. Dal gol che virtualmente riaprirebbe i sogni d'impresa a quello che li mette nel cassetto: Bartolomei insegue Chiesa sin dentro l'area di rigore e ingenuamente lo atterra a pochi metri dall'arbitro che indica senza dubbi il dischetto: per Cristiano Ronaldo un anomalo cucchiaio che sentenzia la doppietta personale in appena 20' da quando è entrato in campo. Cambi per entrambe, Dell'Orco, Estevez e Gyasi danno fiato ai compagni ma ci sono minuti anche per Ismajli che esordisce così in serie A. Un finale scritto visto il risultato e squadre che continuano a giocare pur a ritmi più bassi: inutile forzare, a questo punto.

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