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Ultimo aggiornamento: Venerdì 19 Ottobre - ore 18.29

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LA MALEDIZIONE DI CASTORI FINISCE QUI

Dopo aver battuto il Cittadella, lo Spezia si gusta una vittoria che spezza un altro tabù: copione identico al solito ma stavolta le Aquile hanno la forza di ribaltarla. Prima gioia di Galabinov e 2-1 di Maggiore, l'uomo che entra e spacca la partita

DOPO 25 ANNI
LA MALEDIZIONE DI CASTORI FINISCE QUI

La Spezia - SPEZIA-CARPI 2-1
Marcatori: 39'pt Mokulu; 12'st Galabinov, 39'st Maggiore

SPEZIA (4-3-3): Manfredini; De Col, Terzi, Giani, Augello; Bartolomei, Ricci, Crimi (9'st Maggiore); Okereke, Galabinov (13'st Gudjohnsen), Gyasi (42'st Vignali). A disposizione: Desjardins, Barone, Crivello, Vignali, Bachini, Mora, De Francesco, Bastoni, Acampora, Bidaoui, Gudjohnsen. Allenatore: Pasquale Marino.

CARPI (4-4-1-1): Colombi; Pachonik, Suagher, Poli (1'st Sabbione), Buongiorno; Arrighini, Mbaye, Di Noia, Pasciuti; Concas (17'st Piscitella); Mokulu (31'st Vano). A disposizione: Pasotti, Frascatore, Ligi, Piscitella, Van der Heijden, Saric, Jelenic, Machach, Wilmots, Romairone. Allenatore: Fabrizio Castori

ARBITRO: Serra della sezione di Torino
Ammoniti: Saugher, Crimi, Mokulu, Di Noia
Recupero: 1'(pt)
Spettatori: 5mila circa (3708 abbonati + 1137 paganti)
Corner: 7-7
Incasso: 8181 euro

PRE-PARTITA
14.35 - Sarà ancora una volta il 4-3-3 il modulo di partenza scelto da Pasquale Marino: con Manfredini tra i pali, De Col e Augello terzini, Terzi e Giani centrali, Bartolomei, Ricci e Crimi in mezzo, Okereke, Galabinov e Gyasi in attacco. Castori risponde con una abbotonatissimo 4-4-1-1: grande attenzione al gioco in verticale degli uomini in biancorossi con Concas alle spalle di Mokulu a tentare di giocare l'ennesimo brutto scherzo ai bianchi.

14.45 - Cielo e temperature di fine estate in questo ultimo sabato di settembre. Sarà il signor Marco Serra della sezione di Torino a dirigere il match fra liguri ed emiliani. Il Carpi dopo cinque partite ha messo insieme 4 punti, lo Spezia è avanti di due lunghezze. In tribuna l'ex tecnico aquilotto Domenico Di Carlo. Entrambe le squadre indosseranno il lutto al braccio per la recente scomparsa di Luigi Agnolin, ex arbitro e designatore all'età di 75 anni.

PRIMO TEMPO
Che il tempio rimanga luogo sacro, dove chi arriva da fuori lo fa bussando e chi esce ha imparato la lezione. Che il "Picco" faccia il suo, insomma che quando si viaggia sono solo dolori. Di Spezia-Carpi fra serie C e cadetteria ne abbiamo visti tanti, quasi tutti figli di un copione malefico: lo Spezia a costruire, gli episodi sfavorevoli, il gol avverso nel momento peggiore, la generosità per riprenderla e il classico raddoppio in contropiede che chiude i giochi. E in effetti anche questa volta, l'inizio è tutto cuore e coralità, con gli aquilotti a fare la partita e il Carpi arroccato dietro con nove undicesimi dietro la linea del pallone. La percussione lampo di Okereke dopo una manciata di secondi dal fischio d'inizio di Serra, apre le danze: il tiro-cross a pelo d'erba del nigeriano attraversa tutta l'area senza raggiungere lo specchio. Giropalla totalmente gestito da chi ospita, coordinato da Ricci che si appoggia spesso su Galabinov, sul quale le consegne sono chiare: Suagher in prima battuta e raddoppio di marcatura ogni volta che si può. A Buongiorno tocca sudare le proverbiali sette camicie contro Gyasi: se l'italo-ghanese riesce a partire diventa difficile per il 19enne riuscire a neutralizzarlo e al 14' deve ringraziare l'imprecisione dell'attaccante che crossa sul secondo palo dove non c'è nessuno.

Galabinov, il liscio che fa disperare. Poi il miracolo di Colombi.
Si dispera la Ferrovia un minuto dopo e, visto che non si tratta di una riedizione di Mai Dire Gol, ne ha ben donde. Lo Spezia costruisce ex novo una bellissima azione sull'asse Bartolomei-De Col con cross al centro del difensore che dovrebbe esaltare la girata a rete di Galabinov: condizionale necessario perché il bulgaro manca completamente l'impatto su una palla che andava solo presa e sparata in porta. Un liscio che ricorda quelli dell'indimenticabile John Fasciano. La gara scorre e quando raggiunge la metà della prima frazione non ha ancora cambiato i connotati: l'elegantissimo Marino e il "tutato" Castori osservano in piedi l'evolversi di una gara che ha contenuti tattici di rispetto ed il costruito rimane prerogativa dei padroni di casa mentre il Carpi agisce di rimessa e sulla destra è Concas a creare qualche problema in più all'attento Augello. Al 28' la prima grande occasione da gol della gara: dai venticinque metri Bartolomei fa partira una rasoiata a mezz'altezza che finirebbe nell'angolo più lontano se Colombi non volasse alla sua destra per deviare miracolosamente in corner.

Un Colombi da Best 11. Lo Spezia le prova tutte ma segnerà il Carpi.
Le imprecazioni di Galabinov per una capocciata in mischia che fa la barba al palo poco prima della mezz'ora segna l'ennesima occasione persa di uno Spezia che, oltre a dominare (ma con il Carpi funziona sempre così), a tratti gioca anche un bel calcio: da applausi il cambiocampo di Terzi, capitano che oggi funge da regista aggiunto tanto il Carpi è schiacciato nella sua trequarti. Okereke chiede scusa a tutti per un tiro da fuori talmente sbilenco da... perdere il pallone chissà dove, ma al 35' fa una cosa bellissima, da attaccante vero: resistendo alle cariche di chi lo prende in consegna e trovando la torsione giusta per incornare a rete un altro cross di De Col: plastico Colombi a gettarsi sulla sua sinistra e togliere la sfera dal sacco. La storia del Carpi in Viale Fieschi si ripeterà puntuale al minuto 39: nel momento di maggior profusione degli aquilotti, gli emiliani passano , sfruttando una mischia furibonda, l'uscita sbagliata di Manfredini e un pallone che torna vivo improvvisamente e che Mokulu non deve fare altro che depositare in rete. Il "Picco" accusa, gli ospiti provano ad approfittarne e quando serve perdono secondi preziosi: un copione già scritto, anzi un sequel calcistico.

SECONDO TEMPO
Un Carpi da azzannare sì, ma attenzione a lasciare gli spazi per un 2-0 che ucciderebbe un lottatore di sumo. Ci vuole pazienza ma ogni minuto che passa il rischio di perderla si manifesta sempre più nitido: anche l'arbitro Serra non aiuta, lasciando giocare un paio di volte in cui il fallo sembra netto e soprattutto sorvolando su un tocco di mano sulla linea dell'area di rigore. Sugli stinchi di Suager il diagonale in corsa di Ricci prima dell'ingresso in campo di Maggiore. Un ingresso che fa bene al morale generale della squadra perché lo spezzino inizia a rincorrere tutto e tutti, conquistando un paio di palloni con caparbietà e dando, come si dice, l'esempio. Non è finita insomma, e non importa che sugli spalti lo scoramento inizia ad andare di bocca in bocca. Lo Spezia strapperà l'agognato e meritatissimo pareggio al minuto 12: azione tambureggiante, insistita, corale, Concas si caccia a terra inopinatamente per far fermare l'azione ma l'arbitro non ci casca ed Augello non se ne cura, crossa verso il centro per la testata imperiosa e stavolta imparabile di Andrej Galabinov: è la prima gioia in maglia bianca per l'ex genoano che esulterà una manciata di secondi prima di chiedere il cambio: esce toccandosi l'inguine, Marino fa esordire il biondissimo Gudjohnsen.

Maggiore entra e fa la differenza. Lo Spezia vuole vincere.
Generosità da vendere quella di Augello e De Col, che sulle rispettive corsie non hanno mai smesso di proporsi: non è un caso che le azioni più significative del pomeriggio siano arrivate dalle loro giocate in velocità. Preso il pari, lo Spezia non cambia l'inerzia, il "Picco" apprezza e si desta un po': a questo punto sono tutti proiettati all'attacco, nel tentare di ribaltarla e la girata al volo di Terzi, abile in mezzo all'area ad anticipare tutti su una palla vagante, non finisce in porta perché il capitano colpisce col corpo all'indietro. Decine di punizioni conquistate da Okereke e Gyasi, che non saranno dei bomber ma quanto meno fanno movimento, partecipano all'azione, senza mai tirarsi indietro. Il fortino del Carpi regge agli attacchi, anche un po' sconclusionati, di Okereke e company: i "castoriani" respirano su un paio di calci d'angolo ma è roba di qualche minuto perché Bartolomei e Ricci hanno ancora tanta benzina da mettere nel motore. Provarci anche nell'ultimo quarto d'ora dove può succedere di tutto, con l'affiorare della stanchezza di una settimana di allenamenti e partite, praticamente senza tregua. Chi sta meglio ha più chance e il Carpi sembra più affaticato, non a caso Castori rinuncerà a Mokulu per sfruttare le abilità aeree di Vano, una pertica di giocatore.

Maggiore spacca la partita e segna il gol che uccide il Carpi.
Strozza il colpo Maggiore su una biglia che filtra da destra e gli arriva sporca al centro dell'area: al 37' poteva fare meglio se l'avesse colpita con il collo ma attenzione al Carpi: da qualche minuto è tornato a mostrarsi dalle parti di Manfredini guadagnando campo e un paio di corner. Al 40' si materializza il momento atteso da una vita, quanto meno da un paio di generazioni di tifosi aquilotti: lo Spezia ribalta di forza una partita complicata grazie a Giulietto Maggiore che si fa trovare pronto sul secondo palo alla deviazione vincente sugli sviluppi del corner battuto dalla destra da Bartolomei e prolungato sul secondo palo da Okereke. Si batte il petto guardando la sua curva, consapevole di aver segnato un gol che, se lo Spezia non rovina tutto negli ultimi minuti, non cambierà la storia del campionato ma entra di diritto negli annali, perché battere il Carpi a distanza di venticinque anni è un record da ricordare ancor più dell'impresa di due settimane fa col Cittadella. Ci sarebbe anche il tempo per chiuderla ma su una ripartenza fulminea Gyasi sbaglierà la forza del passaggio e Okereke rischia lo strappo muscolare per arrivare su una palla in realtà irraggiungibile. Poi il recupero, che scorre veloce anche se la Ferrovia lo vive come un esame universitario: sull'ultima punizione c'è chi si gira dall'altra parte, chi infila le mani fra le gambe, chi canta per non pensarci. Ma stavolta la storia è dalla nostra parte e fa rima con la parola liberazione.

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