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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Gennaio - ore 16.42

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LA FRITTATA E UNA PRODEZZA: LA DURA LEGGE DELLA SERIE A

Dopo quasi 70' di vera battaglia, l'espulsione di Chabot e la rovesciata di Zaccagni fanno la differenza: onesto dire che alla lunga i valori delle squadre vengono fuori e lo Spezia è tutto nei suoi numeri. I tre punti mancano da inizio novembre.

ora è zona retrocessione
LA FRITTATA E UNA PRODEZZA: LA DURA LEGGE DELLA SERIE A

La Spezia - SPEZIA-HELLAS VERONA 0-1
Marcatore: 29'st Zaccagni

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Vignali, Chabot, Erlic, Marchizza (43'st Farias); Pobega (21'st Maggiore), Agoume, Estevez (43'st Deiola); Agudelo (21'st Piccoli), Nzola, Gyasi (25'st Ismajli). A disp. Krapikas, Rafael, Ramos, Ferrer. All. Vincenzo Italiano.

HELLAS VERONA (3-4-1-2)
Silvestri; Dawidowicz, Magnani, Dimarco (30'st Ceccherini); Faraoni, Velose, Tameze, Lazovic; Barak, Zaccagni (43'st Salcedo); Kalinic (7'st Colley). A disp. Berardi, Pandur, Lovato, Udogie, Ilic, Cetin, Ruegg, Gunter, Danzi. All. Ivan Juric

Arbitro: Luca Pairetto di Nichelino
Assistenti: Mauro Vivenzi di Brescia, Pasquale Capalo di Napoli
Iv Uomo: Marco Serra di Torino
Var: Luca Banti di Livorno; AVar: Stefano Liberti di Pisa
Ammonizioni: Chabot, Estevez, Pobega, Erlic, Agoume
Espulso: Chabot al 23'per somma di ammonizioni
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
14.35 - La serie A riparte nel terzo giorno dell'anno: al Picco cala l'Hellas Verona di Ivan Juric, una delle sorprese di queste prime quindici giornate di campionato. Con capitan Terzi squalificato, Maggiore in panchina, è Luca Vignali il capitano di giornata. Nell'Hellas, che si schiererà col 3-4-2-1, attenzione massima all'ex attaccante di Milan e Fiorentina Nikola Kalinic e al talento autentico di Mattia Zaccagni, pietre preziose in un complesso che sta funzionando molto bene: oggi gli scaligeri sono appena fuori la zona Europa League con 20 punti.

14.50 - Statistiche in attesa dell'inizio del match: dal 2014 lo Spezia non si aggiudica la vittoria nella prima gara dell'anno solare: fu un 2-1 al Cittadella in serie B. Nei successivi sei incontri, cinque i pareggi e una sconfitta. Lo Spezia è la squadra che ha subito più penalties dell'intera serie A: sei. Altro record quello dei mancati cartellini rossi: nelle prime quattordici partite nessun avversario dei bianchi ha subito espulsioni come Juventus, Genoa, Atalanta e Parma. Cielo plumbeo tanto per cambiare e una pioggia fine accompagna le squadre in campo.

PRIMO TEMPO
A guardare la classifica e le distanze ormai ridottissime, ci vengono in mente pochi discorsi: è inutile girarci intorno, per riconquistare fiducia ed alimentare entusiasmo è necessario fare soltanto una cosa, vincere. Contro una delle squadre più solide della serie A la priorità non può che essere quella di violare una volta per tutti il campo di casa, dove lo Spezia non ha mai vinto, e portarsi a casa tre punti in un'unica soluzioni. Tre punti che mancano dall'ormai lontanissimo 7 novembre e sin dagli albori la cronaca sembra risentire oltreché del terreno di gioco scivoloso anche di una certa pressione da risultato: senza Ricci, fermato dal Covid, è Agoume ad occuparsi della regia e come sempre il centrocampista ci mette un po' a carburare, sbagliando qualche appoggio. Una fase di studio che si interrompe al 9' quando Nzola intuisce un corto alleggerimento della difesa ospite e si invola verso la porta: il suo sinistro sul primo palo finisce però sull'esterno della rete. Onesto dire che l'attaccante di Troyes poteva fare decisamente meglio. Ancora una volta un giallo ad un centrale difensivo aquilotto, ancora una volta a Chabot: ma c'è poco da contestare perché il tedesco nel corpo a corpo con Kalinic lo cintura e lo sdraia per terra.

L'Hellas sale in cattedra e dopo Pobega e Provedel a salvare una barca in mare agitato.
S'intensifica la pioggia mentre il Verona prende campo e inizia ad attaccare con tanti giocatori, scegliendo soprattutto la sinistra dove Vignali tiene botta con attenzione. E così anche il Verona al 19' costruisce la sua prima occasione della partita: su una palla sporca, un flipper furioso e palla che arriva a Dawidowicz per un sinistro perentorio che, come un rigore in movimento, pare una sentenza scritta ma sulla traiettoria c'è un provvidenziale Pobega che salva lo Spezia da un sicuro svantaggio. Un minuto dopo l'Hellas ci riprova: il lancio in profondità è un invito a Tameze con uscita tempista di Provedel che coi piedi la spara lontano. Ancora Verona e questa volta, quando il minuto è il 24', il portiere aquilotto in uscita riesce ad intercettare un tiro ravvicinato di Kalinic con i bianchi ancora una volta presi in velocità e in inferiorità numerica. Con la linea difensiva sempre molto alta, il rischio di prendere le infilate è certificato e anche se l'Hellas qualche spazio la lascia, i bianchi sembrano un po' leggerini nella zona nevralgica.

Il pressing dell'Hellas imbriglia uno Spezia che si vede raramente.
Una serpentina interessante quella di Agudelo, sempre troppo intermittente, che sguscia a modo suo sulla destra ma calcia in modo assurdo in una delle rare giocate aquilotte, ancorché figlie di un'iniziativa personale. La verità è che Juric ha studiato bene le caratteristiche dell'avversario: i suoi giocatori si muovono con ordine e soprattutto portano un pressing alto, insistente, funzionale. Un lavoro enorme che parte dalla trequarti altrui con l'obiettivo di non agevolare il palleggio che piace di più a Italiano. Lo Spezia, che ha in Vignali un autentico gladiatore malgrado davanti abbia gente come Lazovic e Zaccagni, si affida al lancio lungo e al fisico di Nzola e Gyasi ma il Verona è squadra vera, aggressiva, corale e i reparti sono un tutt'uno che merita solo complimenti. L'Hellas va anche in gol nel finale ma l'azione è viziata da un fuorigioco indiscutibile malgrado la terna scelga sempre di far finire la giocata per poi fischiare a cose fatte.

SECONDO TEMPO
Più bravo il Verona a non far giocare lo Spezia o più incerto lo Spezia a fare il suo gioco? Le statistiche all'intervallo raccontano di un possesso palla equilibrato, segno che non è il solito giropalla convincente dei ragazzi di Italiano. Provedel al 3' lancia lunghissimo alla ricerca di Nzola che imposta un corpo a corpo in velocità alla fine del quale Magnani, con mestiere, riesce in qualche modo a disturbare la fase decisiva. Dopo un primo tempo in cui l'Hellas ha tenuto vicinissimi i reparti, rischiando poco o nulla, lo Spezia sembra avere un altro piglio e attacca con più uomini e convinzione: più partecipativo e concreto, l'agire di Agudelo si origina da sinistra verso il centro per attaccare la profondità e servire Gyasi a sinistra ma nel cercare uno spazio per tirare, il Verona non concede uno spillo. Nzola gioca da leader, ma al tiro ci andrà Pobega al 10': il volo di Silvestri è portentoso ma il rammarico è semmai per l'occasione mancata da Agudelo che entra nell'area per vie centrali indisturbato ma aspetta un'eternità a calciare verso la porta. Un gran peccato.

Lo Spezia si schiude e mette sotto il Verona. Ma il rosso a Chabot cambia tutto.
Anche nelle ripartenze lo Spezia trova conferma del buon momento, agevolato da un Verona meno furente: resta da capire se quella degli ospiti è una scelta tattica o se fisicamente pagano qualcosa dopo un grande primo tempo. Le sortite di Lazzari e Zaccagni aiutano i gialloblu ad uscire da un momento apparentemente sfavorevole anche se dall'altra parte Agudelo si sposta sulla fascia sinistra e imbecca un Marchizza penalizzato da un rimpallo sul passaggio finale per un ben appostato Nzola. Dentro Maggiore per Pobega e soprattutto Piccoli per Agudelo, il che significa che sarà lui il terminale offensivo dei bianchi con Nzola. Nemmeno il tempo di vederli schierati che lo Spezia rimane in dieci uomini: è il 23' quando Pairetto espelle Chabot per un secondo giallo evidente e, anche in questo, incontestabile, molto simile al giallo patito contro il Genoa prima di Natale.

Dal rosso allo svantaggio è roba di minuti: che prodezza Zaccagni!
La prospettiva cambia di netto ed è un peccato perché con i cambi avremmo visto volentieri Nzola e Piccoli insieme ma bisogna anche guardare alla realtà e ad un risultato a questo punto soltanto da proteggere. E invece al 29' l'Hellas confeziona un gol da manuale del calcio che sicuramente contribuire ad alzare ulteriormente il valore di Zaccagni, conteso fra Lazio e Roma nel prossimo calciomercato estivo: da manuale il suo stop di petto, spettacolare la sua rovesciata che trasforma un cross di prima di Faraoni (che quando riceve non è in fuorigioco), insaccando alla destra di Provedel. Nonostante tutto lo Spezia non si dà per sconfitto ma il Verona riesce a respingere le folate e un colpo di testa di Erlic uscirà oltre la trasversale a minuti dal 90'. L'ultimo colpo di tosse è di Nzola che sale in cielo per trovare quanto meno un pareggio che lo Spezia meriterebbe per quanto visto nei 90' ma Pairetto gli contesta l'ennesimo fallo della partita, ancora discutibile.

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