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L'ex Groppi: "Frenato può darsi, ma lo Spezia è vivo"

Promosso in B con gli aquilotti nel 2006, oggi è il secondo di Bisoli. "Contro il Trapani vittima di un black-out, contro il Benevento corto e organizzato. Niente panico, bastano tre risultati utili per rilanciarsi. E se porti il Picco dalla tua...".

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L'ex Groppi: "Frenato può darsi, ma lo Spezia è vivo"

La Spezia - "Dopo aver visto la partita di Cittadella ho pensato: questi arrivano fino in fondo. E invece poi è un attimo cambiare prospettiva. Però questo vale anche nell'altro senso. Lo Spezia di oggi non è una quadra morta. Semmai è una squadra giovane, fatta con l'idea di crescere negli anni. Quando hai gamba e corri, se metti a frutto queste caratteristiche poi arrivano anche i risultati". Parole da uomo di calcio, ma anche da innamorato. Perché per Simone Groppi la maglia bianca è un pezzo di cuore e di storia personale. L'avrà indossata solo per un mezzo campionato, ma era quello giusto: il ritorno in serie B del 2006. "La piazza di Spezia mi ha lasciato ricordi spettacolari - dice - I tifosi sono caldi e ti fanno lavorare bene. La società per quanto fatto negli ultimi anni poi meriterebbe di fare il salto. Entrare al Picco è sempre un'emozione".

Lo ha fatto per due volte di seguito, lui che fa il secondo di Pierpaolo Bisoli (che sabato era invece al Picchi di Livorno) e che in questo periodo si tiene aggiornato sul proprio campionato di riferimento. "Ho visto una squadra un po' frenata in queste ultime due partite tra Trapani e Benevento - analizza - Nella prima era partita ha iniziato senza pensieri, i primi venti minuti meritava di andare in vantaggio. Poi sono arrivati i due infortuni di Krapikas e a quel punto la squadra si è sciolta. Quei venti minuti di annebbiamento hanno cambiato tutto. Ma lo Spezia dava l'idea di una squadra che forse veniva da qualche risultato non positivo, ma comunque priva dell'assillo di dover vincere. Dico anche che il Trapani non è da sottovalutare. Li avevo visti in precedenza e avrebbero meritato qualche punto in più. La partita ha preso quella piega, lo Spezia si è buttato in avanti per raddrizzarla e ha lasciato logicamente qualche spazo subendo gli altri gol".

Dopo la scoppola, qualcosa è cambiato. "Con il Benevento ho visto invece uno Spezia bilanciato, corto, attento ed elastico dal primo minuto - dice - Faceva evidentemente le cose che Italiano gli aveva chiesto, con maggiore tranquillità e senza forzare. Come organizzazione è stato perfetto. Ricordiamoci che giocava contro una grande squadra, a cui di certo puoi concedere anche qualche palla gol. Ma sono state maggiori quelle create. Ho visto gli uomini di Inzaghi sbattere contro l'organizzazione delle Aquile per tutto il primo tempo, mentre a parer mio nel secondo lo Spezia meritava anche di vincere. Le situazioni provate per colpire in ripartenza parevano funzionare, c'era spazio dietro i terzini nel momento con cui Letizia e Maggio spingevano. Federico Ricci è un grande giocatore ma ha trovato un Letizia in giornata top, Bidaoui invece mi è sembrato poterlo mettere in maggiore difficoltà. Alla fine è arrivato quel lancio da 60 metri e l'incomprensione tra Vignali e Scuffet...".

Un racconto molto lucido che, per il mancino che si divideva la fascia con Gorzegno (anche lui al Picco nello stesso sabato), finisce con una nota di ottimismo. "Adesso può innescarsi un po' l'assillo del fare punti a tutti i costi - conclude -, ma io ho visto una squadra viva in ogni caso. Chiaramente contano soprattutto i risultati e la classifica non è bella da vedere, ma questo è il momento in cui non farsi prendere dal panico. La serie B è così, ti bastano tre risultati positivi di fila e ti ritrovi a centro classifica con un occhio già ai play-off. Questi periodi sono pericolosi soprattutto se arrivano a fine campionato, quando si decidono davvero i destini. E poi c'è l'ambiente spezzino, che conosco bene, appena lo entusiasmi un po' quello stadio diventa una bomboniera e allora tutto può succedere".

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