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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 00.20

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L'anno zero dell'attacco, si riparte da Granoche

Spezia mai così sterile dal ritorno in serie B, il totale dei gol fatti è da retrocessione diretta. L'uruguaiano unico punto fermo, candidato a rimanere e alla fascia da capitano.

L´anno zero dell´attacco, si riparte da Granoche

La Spezia - Se c'è un giocatore da cui lo Spezia ha intenzione di ripartire la prossima stagione, quello è Pablo Granoche. Unico attaccante in doppia cifra, l'uruguaiano ha portato la bellezza di 16 punti da solo nel girone di ritorno contribuendo in maniera decisiva a raggiungere l'obiettivo minimo della partecipazione ai play-off. Il centravanti arrivato per caso, il ripiego dell'ultima ora dopo il clamoroso strappo di Pietro Iemmello a poche ore dalla fine del mercato estivo, ha condotto una seconda parte di stagione che è una celebrazione della sua classe e della sua professionalità.
A 33 anni compiuti, con un biennale in tasca e la mancanza di un ritiro estivo alle spalle, l'uruguaiano ha speso mesi di duro lavoro a Follo per trovare la forma migliore diventando il leader della squadra da gennaio in poi. Undici gol nel 2017 (ma sarebbero 13 contando i due non visti contro Brescia e Frosinone), ma soprattutto la capacità di far giocare bene i compagni, di mettere a proprio agio i giovani e di catalizzare le energie del "Picco" in un momento storico in cui la piazza ha grande bisogno di simboli in cui identificarsi. Nel suo futuro potrebbe esserci la fascia di capitano.

Dietro Granoche, il miglior acquisto di Fusco, il parco attaccanti è stato di una sterilità record. Lo Spezia 2016/17 chiude con 38 gol fatti nella stagione regolare, mai così pochi dal ritorno in serie B. Nove in meno rispetto a un anno fa, a 10 marcature dalla quota del 2014; la bellezza di 21 gol mancati rispetto al 2015 e 20 sul 2013. Un computo da retrocessione diretta, migliore solo di quello di Pro Vercelli, Pisa e Vicenza e a pari merito con quello del Latina. Queste ultime sono tre delle quattro formazioni che hanno perso la categoria.
Il parco attaccanti è stato d'altra parte quello più tribolato in sede di mercato. Alle necessarie cessioni di Calaiò e Catellani si è accompagnato il gran rifiuto di Iemmello e il flop di Giannetti, oltre che la delusione Baez e la stagione altalenante di Piccolo e Fabbrini. Nell'estate del 2016 Pietro Fusco andava alla ricerca di un'ala sinistra per completare un reparto che non era andato di pari passo con le prestazioni di una difesa solida, ereditata dalle gestioni precedenti. Qualcuno che andasse oltre le cinque marcature di Mario Situm, che oggi appaiono come un miraggio. Un anno dopo il paesaggio è ancora più desolante. Le ambizioni future degli aquilotti passeranno da come si lavorerà in questa opera di ricostruzione.

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