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Ultimo aggiornamento: Lunedì 18 Marzo - ore 20.55

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L'HELLAS PASSA CON DUE TIRI DA FUORI MA NON E' IL SOLITO SPEZIA

Al termine di una settimana iniziata con la vittoria di Cittadella e proseguita con la vicenda societaria che ha fatto il giro d'Italia, arriva l'Hellas, in piena crisi di risultati. Avanti Spezia con un eurogol di Mora ma il Verona la ribalta.

GIALLOBLU VINCONO IN MEDIANA
L'HELLAS PASSA CON DUE TIRI DA FUORI MA NON E' IL SOLITO SPEZIA

La Spezia - SPEZIA-HELLAS VERONA 1-2
Marcatori: 3'pt Mora, 24'pt Zaccagni, 15'st Gustafson

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali, Terzi, Ligi, Augello; Mora, Ricci (38'st Pierini), Bartolomei (27'st Crimi); Bidaoui, Okereke (13'st Gyasi), Galabinov. A disposizione: Manfredini, Barone, Brero, Crivello, Maggiore, Erlic, Acampora, De Francesco, Mastinu. All. Pasquale Marino.

HELLAS VERONA (4-3-3)
Silvestri; Faraoni (26'st Colombatto), Bianchetti, Marrone, Vitale; Gustafson, Dawidowicz, Zaccagni; Lee, Di Carmine (37'st Laribi), Di Gaudio (20'st Tupta). A disposizione: Ferrari, Berardi, Balkovec, Almici, Empereur, Henderson, Pazzini. All. Fabio Grosso.

Arbitro: Pezzuto (Lecce)
Assistenti: Grossi (Frosinone) - Vecchi (Lamezia Terme)
Q.U. Fiero (Pistoia)
Ammoniti: Zaccagni, Faraoni, Vignali, Tupta, Ricci
Spettatori: 6mila circa (2120 paganti + 3719 abbonati), da Verona 177 presenti
Incasso: 21.050
Recupero: 0'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
20.41 - La felicità viene dal campo, le preoccupazioni dagli uffici. Impossibile rimanere distaccati dal tagadà emozionale di una settimana iniziata alla grande, con la vittoria di Cittadella che ha letteralmente lanciato lo Spezia nell'altissima classifica ma proseguita con la vicenda societaria legata all'inchiesta sui giovani ragazzi nigeriani. Non ci sono in tribuna d'onore nè il presidente Chisoli nè l'amministratore delegato Micheli, il massimo rappresentante del club è quell'Andrea Corradino che difenderà proprio il dirigente apuano nell'udienza di giovedì.

20.55 - Buono il pubblico al "Picco", non quello che questa squadra meriterebbe ma comunque il colpo d'occhio è discreto. Da Verona un centinaio abbondante di tifosi si assiepano al centro della curva Piscina. Serata umida ma non esageratamente fredda. Arbitra il signor Pezzuto, e i suoi mille precedenti contro lo Spezia, fischietto di Lecce. "Oltre ogni dolore mai morirà il nostro amore", lo striscione con cui la Ferrovia accoglie le squadre in campo.

PRIMO TEMPO
Stop alle parole, ai brutti pensieri, a qualsivoglia previsione. E' il momento che ognuno faccia il proprio mestiere e sul tappeto verde quest'anno si sono visti i picchi migliori di una stagione calcisticamente fra le più esaltanti della stagione. Ma i buoni propositi e le rassicurazioni preventive devono sempre passare dalla prova del campo e in una situazione come l'attuale, la proverbiale testa sgombra può riempiersi di incertezze in un baleno. Chi sa giocare al calcio fortunatamente non si dimentica in 72 ore e lo Spezia dà il segnale più forte che può al suo campionato, al suo pubblico, al futuro prossimo. Partenza aquilotta da ultima serata del Festival, fraseggio che gode di una forza d'animo impressionante che costringe subito l'Hellas a rinculare ed impostare una partita di pazienza: il palleggio imposto da Ricci e compagni ha velocità supersoniche ma Grosso ha piazzato cinque centrocampisti a protezione della difesa proprio per spegnere la prevedibile sfuriata iniziale. Tutte le riserve della settimana si spegneranno praticamente subito: 3'31'' dal fischio d'inizio bastano a Luca Mora a fare una cosa meravigliosa. Vignali sfonda sulla destra, calibra uno spiovente al centro che costringe all'uscita di Zaccagni, che la manda lontano ma proprio dalle parti dell'ex capitano della Spal che si inventa una rovesciata di sinistro che si va ad infilare sotto la trasversale, uccellando il portiere rimasto colpevolmente avanti.

Mora scuote il Picco, lo Spezia segna ma il Verona non è morto. E pareggia.
Il gol incattivisce l'Hellas che patisce due gialli in 5': ora più che mani la panchina di Grosso è tutta nelle loro mani. Pezzuto è arbitro esperto e davanti ai designatori non ci pensa nemmeno a perdere di mano la gara: ecco perché usa subito le maniere forti. Al 13' la prima sortita veronese con l'ex Bianchetti, messo a destra per contrastare Bidaoui e le sue serpentine, che manda la palla sul secondo palo dove Di Carmine sceglie bene la potenza ma non la direzione. E' uno Spezia che davanti si mostra più statico del solito e questo abbassa il rendimento di tutti: Galabinov, che calcerà lontano dallo specchio al termine di una ripartenza improvvisa, subisce il sistematico raddoppio di marcatura, Okereke è invece avulso dalla manovra. Ventidue minuti complicati prima che un guizzo lo ributti dentro la scena: l'attaccante di Lagos si butta nello spazio, aspetta che Galabinov faccia il movimento e lo serve con un colpo sotto per la stoccata del bulgaro che impegna Silvestri. Non ci sono le condizioni per immaginarsi brutture e invece al 24' il Verona fa 1-1: la difesa aquilotta non accorcia a dovere e Zaccagni da una ventina di metri abbondanti lascia partire un destro a pelo d'erba che si spegna a fil di palo. Un gol che cambia gli umori, che rinvigorisce gli ospiti: e al 26' Di Carmine è di nuovo davanti a Lamanna ma il suo tiro è sporcato in corner. Torna a farsi vedere lo Spezia al 32' sull'asse Augello-Bidaoui: solita conversione sul destro e conclusione ad uscire, troppo, decisamente per il belga-marocchino.

Un Verona tatticamente perfetto. Lo Spezia soffre un po' di più.
Cosa è mancato allo Spezia? Probabilmente un po' di mobilità collettiva soprattutto nei suoi giocatori d'attacco, anche se dall'altra parte c'è una squadra tecnicamente importante e con un organico a nove zeri. Bartolomei ha meno esplosività e soprattutto gioca una ventina di metri più indietro, anche perché l'avversario tatticamente l'ha capita meglio delle precedenti: per trovare spazi è fondamentale che gli aquilotti riescano ad allargare il gioco e, soprattutto, a velocizzarlo sul breve. Al 35' Okereke sembra ascoltarci: fa la sua prima cosa buona della gara quando pesca in mezzo all'area Galabinov che ha un controllo infelice. Sul ribaltone ancora brividi per la Ferrovia: stavolta ci vogliono i guantoni di Lamanna a bloccare Di Carmine. Nell'ultimo spicchio lo Spezia torna a schiacciare l'Hellas e in un paio di calci da fermo la mischia favorisce gli ospiti mentre Terzi dall'altra parte ferma Di Gaudio, prevedendone le intenzioni.

SECONDO TEMPO
La sensazione diffusa che può finire in ogni modo possibile, la certezza che per battere questo Verona serve uno sforzo maggiore, una capacità di surclassare l'avversario che nella prima frazione si è vista solo a lampi. Il ritorno in campo è tutto di marca gialloblu, davanti le punte non stanno facendo quello che dovrebbero e si soffre tanto, anche solo per uscire dalla propria trequarti. Dopo 3' Zaccagni, il migliore della squadra di Grosso, si beve Terzi sulla velocità per andare a crossare forte e basso proprio davanti alla porta, dove arriva di gran carriera Di Gaudio che disturbato con mestiere da Vignali calcia fuori, incredibilmente, aprendo troppo il destro. Il pressing del Verona che inizia sui portatori di palla costringe i centrali difensivi a verticalizzare sistematicamente ma Galabinov è sempre stretto fra due uomini: è questa la vera chiave tattica del match, è questo che Marino deve provare a cambiare in corso d'opera. Al 13' il tecnico siciliano muove il primo pedone: Gyasi per Okereke è il cambio più che atteso, per tentare di far saltare i piani di un Grosso che a dispetto delle pressioni della piazza ha preparato alla perfezione la partita.

L'Hellas ribalta con merito, Lamanna beffato da Gustafson. Cosa si divora Galabinov!
Il palleggio dell'Hellas ha automatismi più freschi ed efficaci, Marino ordina un pressing più invasivo per indurre all'errore ma al 15' a sbagliare completamente intervento è Lamanna che va a vuoto sulla conclusione di Gustafson, buona ma non irresistibile: l'1-2 è micidiale e non figlio della casualità. Così è tutto nero e il rischio di venir tramortiti dietro l'angolo anche perché si regalano palloni pericolosi, anche perchè per la prima volta dopo due mesi lo Spezia sente di poter abbandonare l'imbattibilità: ma in fondo, quando c'è questo equilibrio, basta un guizzo per risvegliarsi e sulla giocata di Bidaoui, murato in corner, riprende il battito della Ferrovia. Anche Ligi dalle retrovie, cercherà fortuna al minuto 23 trovando però una selva di corpi a proteggere Silvestri. Catastrofico Galabinov che già si muove col contagocce, se poi sbaglia anche quello che non ha mai sbagliato sono guai: al 24' prima calcia di sufficienza dal limite dell'area poi sul proseguo dell'azione Ricci gli mette sulla testa un pallone d'oro che il bulgaro spreca davanti ad una curva scioccata, attonita. Allo Spezia manca lo smalto per attaccare con più cattiveria: nemmeno l'ingresso di Crimi cambia la vitalità di una squadra che ha giocato ai suoi livelli soltanto nel primo quarto di gara.

Notte senza gloria, persa con due tiri da lontano.
Quindici minuti finali per dire che non è una resa prima del tempo, sperando anche in un po' di sorte. Il Verona però è molto bravo a rendere la vita difficile, a sporcare le iniziative residuali, a mandare a vuoto i bianchi sul forcing dell'ultimo periodo, generoso ma poco lucido. Marino rinuncia a Ricci, uno dei migliori, perché vuole più giocatori là davanti: c'è anche Pierini per l'ultimo assalto alla diligenza ma l'Hellas perderà tempo, Pezzuto fischierà tutto e di calcio vero non se ne vedrà più. Nemmeno negli inutili cinque minuti di recupero dove si registra soltanto la punizione di Pierini che Silvestri parerà con sicurezza e la bellissima apertura di Galabinov che manda Pierini al cross: non c'è misura nella sua calibratura, nè angolazione nell'ultima testata del bulgaro che Silvestri blocca. Il Verona gode, salvando Grosso dall'esonero e uccidendo l'imbattibilità di Marino che durava dal 1° dicembre.

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