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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 23.40

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L'Aic invoca lo sciopero, ma lo Spezia vuole giocare

Sembra essere questa la linea passata nello spogliatoio aquilotto dopo una riunione interna. Tommasi convoca Terzi e Lamanna a Roma per domani insieme a tutti i capitani dei club cadetti. Anche il Venezia pare orientato a non scioperare.

Confronto a Roma
L'Aic invoca lo sciopero, ma lo Spezia vuole giocare

La Spezia - L'Associazione italiana Calciatori punta forte sul rimandare il via al campionato di serie B. Posticiparlo, possibilmente fino alla prima settimana di settembre quando il Collegio di garanzia del Coni si esprimerà sui ricorsi pendenti delle escluse dai ripescaggi. Un'ipotesi che terrebbe a galla la possibilità di riportare a 22 squadre la cadetteria, aprendo le porte della speranza per le varie Novara, Catania, Siena e Ternana. E anche dell'Entella, che in ogni caso segue una propria strada alla riammissione, quella della penalizzazione sul campionato 2017/18 del defunto Cesena che la riporterebbe, non senza buone ragioni, in cadetteria.

E' quella di domani una giornata importante, in cui il presidente Aic Damiano Tommasi ha chiamato tutti i capitani delle squadre di serie B a Roma per convincerli a non scendere in campo nel prossimo fine settimana. Per lo Spezia il cooptato non è il solo Claudio Terzi ma anche Eugenio Lamanna, rappresentante Aic già dai tempi del Genoa. Una riunione però è andata in scena nello spogliatoio aquilotto già negli scorsi giorni e la sensazione è che i bianchi vogliano giocare regolarmente sabato prossimo. E lo stesso punto di vista avrebbero espresso i giocatori del Venezia, avversari all'esordio. Potrebbe dunque non essere necessario disdire i pullman che i tifosi liguri stanno riempiendo in queste ore. Ma solo domani si capirà quante squadre dichiareranno uno stato di agitazione che, nelle idee dell'Aic, dovrebbe sfociare in una dichiarazione di sciopero già da mercoledì.

Il tema del contendere è come detto il "taglio" dato da Mauro Balata alla Lega che presiede, peraltro in pieno accordo con tutti i club cadetti. Il punto è che le norme stabilivano che per ridimensionare l'organico bloccando i ripescaggi, obiettivo peraltro auspicato da tutti o quasi, ci volessero almeno due anni di preavviso. L'occasione però della non iscrizione di Bari, Cesena e Avellino ha suggerito di prendere la palla al balzo, modificare le regole e non attendere oltre. Una decisione che va nella direzione di una maggiore sostenibilità di tutta la serie B: meno squadre, maggiore la quota di diritti televisivi e di mutualità da spartirsi. Una boccata d'aria per le finanze. L'Aic lamenta la perdita di posti di lavoro, i fautori del ridmensionamento sottolineano come tutti i calciatori siano da oggi un po' più certi di ricevere lo stipendio.

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