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Ultimo aggiornamento: Lunedì 22 Ottobre - ore 19.29

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L'ARDENZA E' COME LA SECONDA CASA AL MARE | Foto

Spezia come una valanga: la apre Crimi raddoppia Okereke. Il Livorno reagisce e Giannetti segna il 2-1 ma in contropiede i "mariniani" sono spietati: tutti sotto la curva per il tris di Bartolomei.

PRIMA VITTORIA IN TRASFERTA
L'ARDENZA E' COME LA SECONDA CASA AL MARE

La Spezia - LIVORNO-SPEZIA 1-3
Marcatore: 4'pt Crimi, 10'pt Okereke, 19'pt Giannetti, 25'pt Bartolomei

LIVORNO (3-5-2)
Mazzoni; Di Gennaro, Bogdan, Gonnelli; Iapichino (15'st Raicevic), Diamanti, Agazzi (20'st Soumaoro), Valiani, Porcino; Murilo, Giannetti (34'st Kozak). A disp. Romboli, Zima, Bruno, Gasbarro, Maiorino, Rocca, Parisi, Maicon, Albertazzi. All. Cristiano Lucarelli

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna, Vignali, Terzi, Giani, Augello; Bartolomei, Ricci, Crimi; Gyasi (41'st Gudjohnsen), Okereke (8'st Maggiore), Bidaoui (28'st Mora). A disp. Manfredini, Barone, Crivello, Capradossi, De Francesco, Bastoni, Acampora, Bachini. All. Pasquale Marino

Arbitro: Fourneau (Roma 1)
Assistenti: Rossi - Affatato
Quarto Ufficiale: Zingarelli
Ammomiti: Crimi, Agazzi, Diamanti, Gyasi, Bartolomei
Espulso: 25'pt Lucarelli, allenatore del Livorno, 46'st Murilo
Recupero: 1'(pt), 5'(st)
Spettatori: 6500 spettatori (843 paganti dalla Spezia)

PRE-PARTITA
14.40 - La partita più sentita del campionato si gioca sotto un bel sole autunnale. Ma indipendentemente dalle condizioni climatiche, maglie bianche ed amaranto fanno rivivere gli scontri picareschi di questi ultimi vent'anni di calcio, quelli in cui due piazze come Livorno e Spezia, accomunate da una sfiga da record, fallimenti, retrocessioni e soprattutto brutte figure nelle giornate più importanti. Non è un derby ma le distanze sono talmente esigue che un po', solo un po', è come se lo fosse: la storia racconta di un Picco sempre pieno e di un Picchi che, guarda il caso, contro lo Spezia fa sempre il record d'incasso stagionale. Ma al di là di tutto questo, si rinnova una sfida che parte da lontano: sono ben 25 i precedenti tra le due squadre in terra labronica: 12 le vittorie per il Livorno che tuttavia non ci riesce da trent'anni esatti, 7 pareggi e sei i successi per lo Spezia, molti dei quali nelle ultime stagioni. E' la prima volta invece che i due allenatori Cristiano Lucarelli e Pasquale Marino si trovano uno di fronte all'altro.

14.47 - La carica degli oltre novecento spezzini per cercare di vincere lontano da Viale Fieschi, cosa che non avviene dalla primavera scorsa. Il solito 4-3-3 di Marino contro un centrocampo a cinque impostato da Lucarelli: importante notare che con questi due dispositivi tattici, il tridente dello Spezia potrebbe fare la differenza, specialmente negli uno contro uno che si potranno verificare. In porta lo Spezia saluta il ritorno di Lamanna, che esce finalmente dai box, mentre Vignali è preferito a Crivello sulla corsia destra per sostituire De Col. Sarà un centrocampo fisico quello aquilotto: Crimi e Bartolomei daranno una mano anche agli attaccanti con i loro inserimenti. Ventesima direzione in serie B per il promettente direttore di gara Fourneau: sarà lui a dirigere il traffico. Bello il colpo d'occhio in curva nord, tanti come sempre gli spezzini, sistemati nel settore loro dedicato.

PRIMO TEMPO
Sognando che la cabala non si volti dalla parte sbagliata proprio nel pomeriggio più sentito. Perchè se è vero che il Livorno alla settima fermata del campionato vuole cancellare lo zero alla voce vittorie, anche lo Spezia fa a guantoni con la statistica, che la vede senza tre punti lontano da casa dall'ormai lontana primavera scorsa. Inizio tambureggiante come ogni Livorno-Spezia che si rispetti, spalti partecipi e squadre che partono subito forte: fin dalle primissime battute Gyasi scorrazza sulla sinistra e porta a spasso la difesa di casa, tanto che Lucarelli si sbraccia coi suoi per cercare subito le contromisure. Ci prova Diamanti, a verticalizzare per Giannetti e spezzare la manovra decisa dei bianchi, ma Lamanna sceglie perfettamente il tempo per uscire e sistemare la vicenda. E' lo Spezia, se non si fosse inteso, a fare la partita: il giropalla inizia praticamente da Terzi, mentre a Ricci tocca il compito di spostare il più velocemente possibile la palla da un fronte all'altro. E il vantaggio aquilotto giunge alla prima vera sortita e fa esplodere di gioia i quasi 900 spezzini che non sono voluti mancare neppure stavolta: corre il 4' minuto quando Vignali imbecca Gyasi che si destreggia fra le maglie amaranto e serve al centro una palla d'oro per Crimi che non si fa pregare e piazza sotto la traversa la prima conclusione della partita con una fredda da ucraino: stavolta il naso da pagliaccio per esultare gli vale il cartellino giallo ma cosa importa, quando segni un gol così pesante!

Uno, due, Spezia: dopo Crimi, la prima gioia di Okereke.
Il Livorno sbanda pesantemente, Gyasi ed Okereke hanno una marcia in più e alternano perfettamente la fase offensiva con quella, decisiva, di pressing: bravi, bravissimi a difendere ogni pallone, ma soprattutto primi sulle seconde palle. La sensazione insomma è che il risultato rappresenti il differenziale dei valori: le tante assenze cui Lucarelli fatica a far fronte avevano già minato le certezze della squadre nelle ultime partite, ma il gol a freddo devasta se non sei mentalmente sereno. E con queste premesse può finire male, anzi peggio: perchè alla seconda calata in area livornese, i bianchi raddoppiano. Le lancette dell'orologio raggiungono a malapena il 10' che la potenza di Okereke si libera in un sinistro terra-aria che incoccia la traversa (la scucchiaiata di Crimi è geniale), torna in campo e aziona la voglia dei ragazzi africani con la maglia candida addosso. Il tap-in di Gyasi non basterà a bucare Mazzoni, quello di Okereke sì. Il raddoppio fa impazzire la curva ospita ed è la prima gioia personale del nigeriano in serie B. Uno Spezia annichilente e un pubblico di casa dapprima schernito poi incazzato coi suoi giocatori: padroni del campo e al 15' in grado di andare ancora a far male dalle parti di Mazzoni. Questa volta il portiere di casa ci mette istinto ed una gamba benedetta, per salvare sull'imperiosa testata di Okereke da calcio d'angolo. Il Livorno, che a questo punto si risistema secondo un 4-3-1-2, rialza la testa al 17' sul diagonale strozzato di Giannetti che non fa piangere comunque Lamanna.

Giannetti la riapre, Livorno trasformato. Ma Bartolomei è spietato: 1-3.
Il gol toscano arriverà comunque due minuti più tardi: questa volta Giannetti riesce nell'intento di superare Lamanna con un colpo di testa in faccia a Giani che il pubblico amaranto quasi non si aspetta e ci mette un po' perfino a festeggiarlo. Si ridesta comunque il Livorno, tornano a cantare i tifosi di casa, e sull'asse Valiani-Giannetti il tentativo è di sfruttare l'onda lunga e sorprendere di nuovo i ragazzi di Marino: questa volta Lamanna in uscita alta placa i bollenti spiriti. Che diventano surgelati al 24': lo Spezia va in porta con un'azione da manuale in contropiede da vedere e rivedere alla moviola. Okereke da il là ad alla ripartenza, Gyasi attende e serve l'accorrente Bidaoui che confeziona un assist alla vita per Bartolomei che arriva dalle retrovie, tiene il corpo in avanti e piazza la sfera a metà altezza: imparabile per Mazzoni che era già dovuto uscire per fermare il belga-marocchino. Per il Livorno lo Spezia è una psicosi: questo copione assomiglia a tanti del recente passato e lo scoramento è palpabile anche se manca una vita. Per lo Spezia non mancano le occasioni per sigillare il tutto: al 31' Crimi (il migliore) sfiora il palo di testa, al 36' invece reclama un rigore quando Gyasi ed Okereke vengono stesi e probabilmente nel primo caso ci stava la massima punizione. Fischi sonori al Livorno all'intervallo, lo Spezia è solo da applausi.

SECONDO TEMPO
Guai a distrarsi ora, a rivitalizzare un avversario trafitto tre volte e tenuto a galla dalle giocate, a sprazzi, di Diamanti, e da un Giannetti tornato ad essere quello che ricordavamo nella prima avventura spezzina. Servirà insomma la stessa diligente attenzione che hanno avuto nel primo tempo gli ottimi Vignali e Augello perché specialmente sulle fasce il Livorno si è visto raramente. Fra le braccia di Mazzoni la zuccata di Giani che si era preso la licenza di salire sul calcio d'angolo a favore mentre Okereke al 7' cade al suolo al centro del campo e chiede la sostituzione, forse per uno stiramento muscolare: Maggiore si stava già scaldando per un avvicendamento che forse Marino aveva già pensato, magari da realizzare una decina di minuti più tardi. Marino ricuce l'undici tenendo anche conto dei minuti che passano, secondo un accorto 4-1-4-1 dove Gyasi è l'unico vero terminale offensivo. Al 10' Giani si guadagna mezzo punto in più nella sua personale pagella proteggendo col corpo e spazzando lontano una palla che Giannetti aveva smorzato alla perfezione per Murilo su ennesima imbeccata di Diamanti. C'è anche Protti in panchina a dare consigli ai ragazzi: a guardarlo bene negli occhi sembra voler esserci lui a giocarsela, come ai bei tempi.

Livorno spregiudicato, lo Spezia non concede nulla.
Dopo un po' di pausa torna a far danni Bidaoui, che fa stragi sulla mancina (Bogdan in apnea) e prova a servire un Gyasi murato dai centrali di casa. Raicevic per Iapichino è la carta che si gioca Lucarelli dopo un quarto d'ora, per un Livorno a tre punte. Livorno a trazione interiore, produce lo sforzo cruciale, la Nord sente quella voglia di non sentirsi sconfitta prima del tempo e produce i vocalizzi più potenti del match: senza un gol però non si può nemmeno iniziare a costruire un pressing per il potenziale monologo finale. Sono semmai i nervi a guidare le giocate di Agazzi e compagni: Valiani e Diamanti fanno valere l'anagrafe e si mettono a discutere con l'arbitro Forneau ad ogni situazione possibile, cercando di svoltarla più per il gioco che per gli umori. Lo Spezia, che dovrà rinunciare anche a Bidaoui per infortunio, presidia tutte le zolle e da questo punto di vista l'apporto degli attaccanti è quanto mai prezioso: lo scopo è proprio quello di spezzettare il gioco e neutralizzare le altrui energie mentali e Mora è il giocatore giusto per gestire la tensione agonistica del momento.

Festa Spezia, l'Ardenza non tradisce mai. E un autentico boato.
L'ultimo quarto d'ora è un tripudio tutto spezzino: il canto dei tifosi giunti dal Golfo riempie il silenzio di un Picchi che inizia a non crederci più ben prima del 90' e a lasciare gli spalti con anticipo. Questione di sensazioni quelle provate dai supporters toscani che, al di là del ko in una partita sentita, hanno le loro giuste preoccupazioni per la conquista della salvezza: e se anche la B racconta di gare spesso trasformate in due minuti, non è roba odierna. Il livorno chiuderà la sua partita attaccando ma la stanchezza non farà che peggiorare le cose. Entra anche Gudjohnsen che con Maggiore spreca un contropiede, Marino si alza dalla panchina proprio quando tutti sembrano sia finita: vuole attenzione anche nell'extratime ma a tranquillizzarlo ci penserà Murilo che rifila una manata inutile a Crimi e guadagna gli spogliatoi in anticipo. Sia durante la partita, sia, soprattutto, al fischio finale il consueto "Chi non salta è un livornese" diventa un autentico boato: sentendo le loro gole, gli spezzini sembrano molto di più. Anche stavolta l'Ardenza regala una vittoria bellissima e meritata, oltretutto dopo mesi in cui lo Spezia non ne azzeccava una quando c'era da viaggiare. Tante belle notizie, in primis il primo gol di Okereke che finalmente si toglie una soddisfazione dopo tanta attesa. Avanti Spezia!

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