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Il riconoscimento facciale per stanare i razzisti da stadio

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Il riconoscimento facciale per stanare i razzisti da stadio

La Spezia - In occasione delle celebrazioni dedicate al Giorno della Memoria, società calcistiche e istituzioni sportive hanno raccolto l'invito dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per un impegno ancor più serrato nella lotta contro il razzismo e l'antisemitismo negli stadi. Un messaggio forte e unitario quello che è stato lanciato oggi nella sede del Centro Bibliografico UCEI nel corso dell’evento “Un calcio al razzismo”.

“Si pensa che lo stadio possa essere il luogo dove tutto è consentito e questo ha chiesto una serie di interventi decisi”: sono queste le parole pronunciate dal presidente della FIGC Gabriele Gravina, che poi ha aggiunto che “il mondo del calcio ha attivato meccanismi di progettualità nel breve, nel medio e nel lungo termine. Bisogna capire che la punizione collettiva è eticamente sbagliata, dobbiamo colpire il singolo che compie l’azione. Nel breve periodo abbiamo reso più stringenti le norme contro il razzismo negli stati; nel medio termine speriamo di arrivare alla sperimentazione di quello che abbiamo chiamato radar passivo e poi a lungo termine c'è il fatto culturale con il lavoro nelle scuole verso quelli che saranno i tifosi di domani”. Quindi il presidente Gravina ha specificato che “si tratta di un riconoscimento facciale ad alta definizione che poi sperimenteremo con le società”.

All’evento, organizzato dal presidente dell'Ucei Noemi Di Segni, sono intervenuti anche il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, il segretario generale della FIGC Marco Brunelli, il presidente della Lega di Serie C Francesco Ghirelli, il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, l'ad della Lega Calcio Serie A Luigi De Siervo e molti rappresentanti delle società calcistiche.

Proprio per rafforzare questo impegno, i presenti hanno firmato il “Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport” realizzato dall'associazione Parole O Stili.

“Sto lavorando con il presidente della FIGC Gabriele Gravina – ha dichiarato il ministro Spadafora - all'introduzione di nuove tecnologie che possano aiutarci anche facendo pressione, legittima, sulle società affinché le applichino. Gravina ha avuto un'ottima idea sulla quale ci siamo confrontati, anche insieme ai suoi tecnici”.

L'incontro con il presidente della Federcalcio è avvenuto “la settimana scorsa - ha annunciato il ministro - lo abbiamo tenuto riservato proprio perché stiamo arrivando alla conclusione di un'intesa su queste nuove misure e vogliamo però comunicarle, come è mio solito, quando siamo sicuri che abbiamo la possibilità di presentare una misura applicabile. Credo davvero che, nel giro di molto poco, avremo nuove misure tecnologiche estremamente avanzate e mai ancora utilizzate nel nostro paese e soprattutto faremo un'azione per quello che posso fare: non posso costringere le società e gli stadi, però sicuramente posso utilizzare tutta la forza che ho come ministro dello sport per invitare in maniera molto forte tutte le società ad utilizzare queste tecnologie e a metterle a disposizione delle forze di Polizia”.

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