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Ultimo aggiornamento: Domenica 07 Marzo - ore 12.30

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Il maestro Carpanesi: "Lo Spezia non deve guardare solo al risultato di ieri"

Il doppio ex avverte: "La Roma ha avuto tante occasioni, ma il fraseggio basso ha dato insicurezza alla difesa. Italiano ha dato un'idea di gioco, ma c'è poca esperienza di serie A in rosa".

l'analisi
Sergio Carpanesi

La Spezia - Il pallone di Torino-Roma, finale di Coppa Italia del 1964, è rimasto in casa Carpanesi a Firenze per tanti anni. Lo aveva conservato come cimelio Sergio Carpanesi, testimone un po' sgonfio della prima coccarda tricolore portata a casa dai giallorossi. Non avrà un omologo in questa stagione dopo il colpaccio dello Spezia all'Olimpico ai quarti di finale, che elimina la squadra di Paulo Fonseca contro ogni pronostico. Davanti alla televisione, l'ex tecnico di sette stagioni alla guida dello Spezia e l'ex calciatore di sei annate con la Roma, ha letto la serata tentando di eliminare il rumore di fondo di un match ricco di colpi di scena.
E ha un avvertimento per lo Spezia in vista della sfida di sabato in campionato. "Attenzione a non considerare la valutazione di una prestazione esclusivamente dal risultato. E' necessario analizzare le occasioni create nell'arco di una partita e la Roma ha sbagliato gol molto facili. Lo Spezia è stato bravo a sfruttare le proprie, ma sul piatto hanno pesato anche gli errori dell'avversario. Siamo al massimo livello del calcio oggi, non si gioca più in serie B".

L'inizio di partita è stato scioccante. Ci si aspettava una squadra che volesse cancellare lo 0-3 contro la Lazio, invece...
"La Roma è scesa in campo come se stesse disputando il terzo tempo del derby perso. Io ne ho giocati parecchi e so che che la stracittadina lì è qualcosa di molto particolare, in pratica vale un campionato. Hanno interpretato la gara intimoriti. Sotto di due a zero - molto bello il secondo gol - la reazione è stata confusa. Però quando ha provato a verticalizzare, la Roma ha segnato due gol ed è andata vicina a farne altri. La partita sul 2-2 denotava un predominio dei giallorossi. Il gol mancato nel finale da Borja Mayoral ha del clamoroso. Poi in 9...".

La classica partita in cui i valori tecnici non sono il fattore fondamentale per decidere l'esito
"Mi pare che in quest'annata molti risultati vengano determinati da situazioni particolari. Diciamo la verità, è un calcio difficilmente interpretabile tra cinque sostituzioni, rose ampie e Covid. C'è molta discontinuità di prestazioni. La Sampdoria ha battuto meritatamente l'Inter e pochi giorni dopo è arrivata alla Spezia facendo una prestazione penosa in tutti gli effettivi. Penso allo Spezia che ha battuto un Napoli che si è mangiato decine di occasioni e ha perso per due episodi. Settimana dopo ha avuto le stesse occasioni contro la Fiorentina e ha raccolto tutto ciò che poteva raccogliere. Segnando gol belli, particolari, impossibili per il portiere. A maggior ragione, non si guardi solo il risultato per fare le valutazioni".

Una Roma troppo brutta per essere quella che lo Spezia troverà sabato.
"Fa impressione vedere giocatori di quel calibro, con una storia in squadre importanti, che scendono in campo con così poca personalità. Era lecito aspettarsi uno spirito di reazione completamente diverso e invece ho visto molta insicurezza. Ma credo ci siano anche altri problemi: quel fraseggio insistito dal basso ha caricato i difensori di una responsabilità che non mi parevano nelle condizioni di gestire in quel momento. E poi in avanti tutti convergevano al centro, dove una squadra che si difende ha miglior gioco. Un triangolo ti va bene, ma alla lunga in mezzo a tutte quelle gambe è dura passare".

Gli attaccanti hanno fatto la differenza: cinici quelli dello Spezia, spreconi quelli della Roma.
"Nel mio concetto gli attaccanti devono considerare sempre l'occasione nell'area di rigore come l'unica che potrebbero avere in tutta la partita. La testa vale di più delle qualità tecniche in questi frangenti. La grinta, la personalità, il sacrifico, la continuità. Mi chiedo anche come si possa prepararsi giocando ogni tre giorni. Ci sono così tante partite che c'è spazio per tutti. Ai miei tempi eravamo in undici e se trovavi uno più bravo di te nel tuo ruolo, rischiavi di perdere il posto".

Nello Spezia invece giocano tutti e anzi sono stati proprio i meno utilizzati a risultare determinanti.
"Buon segno. Anche vedere una panchina che partecipa come se stesse giocando. Ha visto certe panchine? Se lei va a vedere il coinvolgimento di alcuni che stanno in panchina è avvilente. A volte mi sembra non si interessino quasi di ciò che succede sul campo".

Non le piace tanto questa serie A mi pare di capire
"Sul piano spettacolare ho visto poche cose notevoli. Lo dico anche per la Juventus, che in certi giocatori ha mostrato grande pochezza di recente contro l'Inter. La squadra sulla carta più forte del campionato non ha un centrocampista di regia importante, gli esterni sono potenzialmente forti ma devono ancora dimostrare tutto. Ripeto: la continuità di impiego è un fattore fondamentale. Il calcio è troppo frammentato"

Di Vincenzo Italiano che impressione si è fatto?
"Non lo conoscevo, vedo che ha vinto però già tre campionati. Quello che appare evidente a chi vede lo Spezia giocare, già in serie B, è un'idea di calcio. Un' idea pratica, fatta di verticalizzazioni e di aggressione. Aspetti positivi, si capisce che sono emanazione dell'allenatore. Non si vedevano a mio parere particolari potenzialità offensive, ma poi Galabinov prima e Nzola poi si sono caricati questo compito sulle spalle. Lo Spezia è bello da vedere, ma attenzione che non sia un discorso fine a sé stesso. D'accordo ricercare il bel gioco, ma deve portare al risultato".

E che cosa dovrebbe curare questa squadra secondo lei per centrare la salvezza?
"Lo Spezia concede sempre molte occasioni da gol agli avversari, alla lunga questo è un rischio. L'equilibrio è fondamentale in un campionato come questo in cui ogni punto pesa nell'economia della stagione e nel raggiungimento dell'obiettivo. La rosa ha tutti i limiti di una neopromossa, con pochi giocatori che conoscono davvero la categoria. Ma fino ad oggi sta dando dignità al suo campionato indubbiamente. Quello che preoccupa davvero sono i pochi punti fatti in casa. Va bene che ha giocato a Cesena nella prima parte di stagione, ma ora al Picco serve un cambio di passo".

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