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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 19.45

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Il doppio danno e la beffa: spesi 80mila euro per la goal line technology

Al "Picco" ci sono ancora cavi e sostegni per l'occhio di falco. Furono creati per disputare i quarti di Coppa Italia nel gennaio 2016 e sono rimasti lì pronti da utilizzare in caso di serie A. Lo sfogo di Micheli a Sky può costargli il deferimento.

Il doppio danno e la beffa: spesi 80mila euro per la goal line technology

La Spezia - Era stata una corsa contro il tempo, quella per installare la goal line technology allo stadio "Alberto Picco" nel 2016. Lo imponeva il regolamento della Coppa Italia, che vuole che dai quarti di finale si giochi sotto l'occhio attento della tecnologia. Ma all'eventualità si guardava con una certa prudenza. D'altra parte la maggioranza degli osservatori vedevano un pronostico blindato in Roma-Spezia del 16 dicembre del 2015. Ai rigori, gli aquilotti scrissero una pagina di storia della competizione eliminando i padroni di casa all'Olimpico e aprendo a uno scenario inatteso.
Spezia-Alessandria a quel punto si doveva giocare in Liguria solo un mese dopo (18 gennaio 2016) e le possibilità erano a quel punto solo due: chiedere di disputare la partita lontano dalla Spezia oppure muoversi subito per fornire il "Picco" della goal line technology. Il club aquilotto scelse la seconda strada. Sopralluoghi, progetto, disegni, cablaggi, quattordici telecamere, lavori con ritmi serrati. Conto totale: 80mila euro per una sola partita, finita peraltro con una sconfitta. Un impegno non scontato, la stessa Alessandria in semifinale preferì trasferirsi a Torino risolvendo in un colpo solo il problema dell'occhio di falco e dell'ordine pubblico per esempio.

Non ci fu necessità quella sera di far intervenire i tecnici al lavoro in un furgoncino su Viale Fieschi, quelli che fisicamente rimangono di fronte agli schermi pronti a interpellare l'oracolo ottico per stabilire se il pallone abbia varcato la linea di porta o meno. Ci sarebbe stato bisogno di loro ieri al "Matusa" di Frosinone, così come il 18 marzo scorso al "Rigamonti" di Brescia. In entrambi i casi il povero Pablo Granoche - che oggi sarebbe a quota 15 reti - si è visto negare un gol fatto. Palla dentro di almeno mezzo metro, per la verità la GLT sarebbe pure apparsa ridondante visto che il margine di errore dello strumento è di 1,5 centimetri.
La sfuriata dell'amministratore delegato Luigi Micheli, che adesso rischia il deferimento, in diretta telefonica a Sky arriva alla fine di questo percorso, che comprende anche il rigore negato a Piccolo nella semifinale play-off contro il Trapani con assistente di linea a due metri di distanza. Un episodio che poteva cambiare il destino di quella partita che valeva mezzo passaggio del turno e una finestra sulla serie A. Così come i gol di Granoche a Brescia (il momentaneo 0-2) e a Frosinone (il possibile 0-1) potevano regalare una primavera diversa ai bianchi e un giudizio diverso sull'arbitro Riccardo Pinzani, alla soglia dei quarant'anni ma ancora sui campi in deroga da due stagioni.
Il giorno dopo la grande sfruriata rimane l'amarezza dei tifosi che hanno fatto mille chilometri per vedere una partita pesantemente condizionata. Allo stadio "Alberto Picco" rimangono invece i cavi e i supporti per le telecamere della GLT. Sono lì da gennaio 2016, dopo che le telecamere sono state smontate e restituite all'azienda da cui lo Spezia le aveva prese in comodato d'uso. L'impianto spezzino è pronto in qualsiasi momento a rimettere in piedi lo strumento tecnologico, un investimento che fu fatto allora già in ottica di una futuribile promozione in serie A che da ieri pomeriggio appare ancora una volta rimandata.

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