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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Ottobre - ore 14.39

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UN, DUE, TRE SPEZIA. BOIA DE', CHE BATOSTA! | Foto

Dopo un primo tempo dominato ma inchiodato sul pari, i bianchi innestano la sesta e segnano due gol in 3' con Giannetti e Catellani. Gara finita e suggellata dal colpo da biliardo di Situm che tramortisce i labronici e manda tutti in visibilio.

UN, DUE, TRE SPEZIA. BOIA DE', CHE BATOSTA!

La Spezia - SPEZIA-LIVORNO 3-0
Marcatori: 6'st Giannetti, 9'st Catellani, 19'st Situm

SPEZIA (4-2-3-1)
Chichizola; Milos, Datkovic, Bianchetti, Migliore; Brezovec, Juande; De las Cuevas (32'st Bakic), Catellani, Situm (23'st Cisotti); Giannetti (41'st Kvrzic). A disp. Nocchi, Madonna, Luna, Nenè, Valentini, Canadjija, Bakic. All. Nenad Bjelica

LIVORNO (3-5-2)
Mazzoni; Ceccherini, Emerson (2'st Gonnelli), Bernardini; Moscati, Strasser (9'st Jelenic), Luci, Djokovic, Lambrughi; Siligardi, Vantaggiato. A disp. Bastianoni, Gemiti, Belingheri, Rivas, Galabinov, Jefferson, Maicon. All. Ezio Gelain.

Arbitro: Fabio Maresca di Napoli
Collaboratori: Marco Avellano di Busto Arsizio e Stefano Bellutti di Trento
IV Uomo: Valerio Marini di Roma1
Ammoniti: Lambrughi, Ceccherini, Catellani, Juande, Datkovic
Recupero: 1'(pt), 3'(st)
Corner: 7-5
Spettatori: 7507 (3194 paganti + 4313 abbonati)
Incasso di giornata: 39.716 euro

PRE-PARTITA
19.59 - Stadio "Alberto Picco", torna la 'classica' di un tempo, la sfida al Livorno, due città, specchi di mare, di pescatori, storici amanti di calcio, sfortunati ed orgogliosi. Anche se i tempi cambiano e i 10mila di un tempo, si parlava di serie C1, sembrano molto più lontani dei 15 anni che sono trascorsi.

20.04 - Curva ribollente di tifo, è la classica attesa che si respira nel vecchio impianto di Viale Fieschi, illuminato dai riflettori in una serata serena ma ancora piuttosto invernale. Curva Ferrovia molto vicina all'esaurimento, settore ospiti che alla fine si riempirà con almeno 400 tifosi giunti dalla vicina città toscana.

20.08 - Pisano, Protti, Francolino Fiori, Ivan, Saverino, Bordin, Coti, Mandorlini e Jaconi: i ricordi si sciolgono nel cocktail del pre-partita mentre gli spalti si va riempiendo gradualmente. Le squadre in campo, sotto le rispettive curve, per un lungo e affollato riscaldamento. In Ferrovia primi segnali di coreografia.

20.10 - La vera novità rispetto alle previsioni si chiama Niccolò Giannetti: c'è lui e non il brasiliano Nenè al centro dell'attacco. Il resto è tutto come da copione: Chichi a guaria della rete, difesa a quattro con Milos, Datkovic, Bianchetti e capitan Migliore, regia affidata alla strana coppia Juande-Brezovec, trio di trequartisti ben assortito con De las Cuevas, Catellani e Situm dietro al bomber di Siena.

20.13 - Labronici con un centrocampo a cinque, le due punte Siligardi e Vantaggiato: prudente Gelain com'è giusto che sia. Sarà una gara molto interessante anche dal punto di vista tattico. Lo Spezia torna negli spogliatoi e la Ferrovia chiama i giocatori sotto la curva: momenti da ricarica. Fischi sonori invece a Luci e compagni. In tribuna anche il patron aquilotto Gabriele Volpi e Damir Miskovic.

20.25 - Un faro rosso, ma non uno qualsiasi. Ogni spezzino lo conosce fin da piccolo, è parte delle passeggiate familiari di intere generaazioni. E' proprio dove sorge quel faro che sembra un po' finire Spezia e la curva Ferrovia dimostra una sensibilità che ha del poetico con quello striscione che spiega quell'enorme drappo a centro curva che accoglie le squadre in campo: "Soto quel faro enluminà...quanti bei sogni i en passà".

PRIMO TEMPO
Storie di mare e di fatica, ma anche di pallone ed orgoglio. Di quelli spessi, onesti, a tratti maleducati. Caratteri di porto, una buona giustificazione da usare con chi non comprende. Spezia e Livorno si ritrovano in un anticipo d'altri tempi: non tanto per il richiamo storico che la sfida impone ma soprattutto perché si gusta un'atmosfera che al vecchio Picco non si vede spesso come una volta. Fu, più o meno così anche all'andata, segno che entrambe le tifoserie portano rispetto per la cornice che ogni volta viene degnamente rispettata. Rumoroso, cattivo, onnipresente, il "Picco" di questo freddo venerdì con tanti tifosi spezzini costretti ad entrare a match iniziato per via di un traffico bestiale che blocca tutti alla rotonda del 2 giugno, nei lunghi minuti d'attesa per il passagio dei pullman giunti dalla stazione e dove viaggiano i tifosi ospiti più caldi. Ancora storie di un tempo, perché in fondo di questi momenti se ne vivono sempre meno.

Vibrante ed equilibrato, è l'inizio che ti aspetti.
E i decibel non possono che aumentare in stereofonia quando i tifosi labronici giunti col treno raggiungono il settore dopo 6' di partita, portando così a superare in Piscina la prevista quota 500. L'incipit è vibrante, come da spartito, con lo Spezia che fa possesso e lancia per due volte in velocità l'imprevedibile zagabrino Situm, che ha una gamba come pochi in questo momento: dribbling, finte e scarichi ma la difesa ospite non marca visita e la mediana sfrutta da subito la superiorità numerica, costringendo Juande e Brezovec a stare molto bassi. Il primo sussulto al 15' ed è di marca toscana: Vantaggiato riceve palla con le spalle alla porta ma riesce a girarsi e mettere la testa davanti a Datkovic che lo sposta quel tanto da non rischiare penalty ma far calciare malamente l'avversario. E' nella profondità che il Livorno può fare male: quando deve difendere Milos soffre tantissimo, con tanti errori di palleggio che sanno di poca serenità tattica. Dalla parte opposta invece ci vuole un gran recupero di Bianchetti a bloccare la sicura avanzata di Siligardi, bravo a partire su un break favorevole della mediana di Gelain.

Più Spezia. La bomba di De las Cuevas non trapassa il muro labronico.
Lo Spezia si affida alla corsia sinistra dove Migliore e Situm duettano ispirati, ma è da calcio d'angolo, uno dei pezzi forti di casa Bjelica, che il "Picco" sussulta: minuto 20, Brezovec taglia un pallone teso al centro che Giannetti incoccia con veemenza. Se inquadri la porta non c'è portiere che tenga, ma la sfera esce di mezzo metro dal palo sinistro a Mazzoni inesorabilmente battuto. Pallino del gioco in mano ai bianchi che non riescono a distendersi come vorrebbero e solo da calcio d'angolo riescono ad arrivare in porta: Breza ne calcia tre in pochi minuti e nell'ultimo sceglie di servire De las Cuevas che, appostato dal limite, conclude di prima intenzione con un destro al volo, la cui traiettoria viene alterata dagli stinchi di Emerson che toglie qualsiasi pensiero a Mazzoni. Poco dopo, è il 26', lo stesso ex Osasuna pesca al centro Catellani che nel cuore dell'area si gira e sceglie un improbabile e sbilenco sinistro che s'impenna decisamente troppo.

Giannetti in cielo, Mazzoni sulla traversa. Poi il rigore negato a Catellani e un giallo assurdo.
Più tirata che bella, spezzettata dai tatticismi, dalle paure di svarioni che paghi pesantemente in match come questi. Lo Spezia però al 34' ci va davvero vicino al vantaggio: questa volta Brezovec pennella un pallone superbo che trova puntuale la testata intorsione di Giannetti. Sembra gol ma Mazzoni d'istinto la alza con walzer della palla sulla trasversale, prima che esca beffardamente. Un lampo, anzi due perché il Livorno approffitta di uno svarione di Migliore, troppo lezioso con la difesa altissima, che lancia il contropiede di Siligardi il cui cross basso viene sfiorata dalla spaccata avventurosa di Datkovic che, quanto meno, salva il risultato. Il giallo non manca mai in questo lungo periodo sfortunato con le ex giacchette nere: al 41' infatti Catellani semina il panico in una delle sue incursioni, salta un paio di uomini, fino ad arrivare a Djokovic che lo aggancia e lo mette giù: la logica dice rigore, non per Maresca che corre appresso Catellani e lo ammonisce per simulazione. Se anche avesse valutato l'intervento dell'ex cesenate come regolare, sembra assurdo il giallo al '10' spezzino che in uno scontro, anche se veniale, non poteva che cadere a terra.

SECONDO TEMPO
Mazzoni ferma Situm, non Giannetti. Avanti Spezia.
Per vincerla ci vuole quel qualcosa in più che lo Spezia ha solo avuto la capacità di sfiorare, magari con la complicità di un "Picco" che fa ripartire il suo incitamento con un coro di richiamo all'arbitro, reo di non aver assegnato il rigore su Catellani. Milos continua a sbagliare molto, perché la generosità non serve a nulla senza un po' di testa, un po' di calma, quella che ci mette De las Cuevas quando recupera un paio di palloni cruciali che esaltano la gente di Viale Fieschi. E al 6' quei 7000 sono carichi al punto giusto per saltare in piedi: il Livorno perde un pallone con Strasser che consegna la palla a Situm, bravo ad accentrarsi e calciare di forza dal limite. Mazzoni ci arriva con la mano aperta ma la sfera resta lì e in quella zolla c'è Giannetti che con tutta calma deposita la palla in rete e va a prendersi l'urlo folle della Ferrovia, che esplode come solo sa fare una scarica di magnum a minuti da capodanno.

Centottantanta secondi per il raddoppio: principe Catellani, dodici meraviglie.
Ce ne sarebbe abbastanza per prendersi qualche minuto di tregua ma prima Bianchetti si prende l'ennesimo applauso all'ennesimo intervento pulito, poi De las Cuevas aggiunge motivi per regalarsi un voto da notte stellata, spingendo sulla destra con la corsa convinta che per il momento si era soltanto intravista. E' però solo l'anticamera del raddoppio: corre il 9' quando Situm dalla sinistra, punta l'avversario diretto, rientrando sul fondo per un cross basso nel mezzo, respinta da un difensore di piede su quello di Catellani che di prima intenzione spara una mina sotto la traversa e chi s'è visto s'è visto. Dodicesimo sigillo per il '10' aquilotto e terza gara consecutiva casalinga che segna due gol in un fazzoletto di tempo. Per il Livorno un doppio fendente in pieno cuore, la necessità di cambiare subito per riaprirla anche se non sembra semplice nel clima agguerrito del "Picco", quello delle batoste.

Situms-show: due assist e un colpo di stecca che vale il tris.
Lo speaker Fede La Valle lo urla ben sei volte al microfono, tanto che le casse sembrano esplodere prima della sua gola: Supermario Situm, dopo aver propiziato i primi due gol, dalla posizione di trequartista mancino, che tanti danni ha fatto a Gelain, mette da parte i dribbling e decide di tirare fuori la stecca da biliardo per concedersi un colpo degno del campione del biliardo italiano Andrea Quarta: mira l'angolo più lontano come fosse una buca e colpisce la biglia con l'effetto magico che incoccia il palo interno ed entra. Se per Giannetti era il quinto, per il talento croato è il quarto gol della stagione. Il sipario scende minuto dopo minuto insieme all'umidità: Datkovic, ammonito e out per squalifica a Latina, e Bianchetti, due non ancora ventiduenni, guidano la difesa con saggezza e la stessa attenzione del 1' minuto, in maglia Livorno gli ultimi a morire sono Vantaggiato e capitan Luci ma stasera non ce n'è anche quando Jelenic si ritrova, sorprendentemente, con la palla fra i piedi solo davanti a Chichizola, dal quale viene ipnotizzato in una delle rare sortite ospiti della seconda frazione.

Accademia finale e quel lob di Brezovec che pare... Totti.
La ola del Picco, lo slalom di Catellani per l'accademia di fine gara. Orgogliosamente i tifosi livornesi riprendono a cantare per non lasciare completamente la scena alla festa dei rivali. Al 41' Brezovec si lascia andare ad una finezza alla Totti: un cucchiaio telecomandato che palpeggia il montante ed esce di un nulla: sarebbe stato tanto, forse troppo dopo una partita sbloccata e vinta in un lampo nel contesto di un equilibrio sostanziale durato per tutto il primo tempo. C'è gloria pure per Kvrzic che quando si tratta di buttarsi in contropiede ha pochi rivali mentre Datkovic sfiora il terzo gol in altrettante partite consecutive, staccando in solitaria nel cuore dell'area, senza però trovare lo specchio. Mazzoni poteva solo guardare, non altro. La gara di fatto è finita da un pezzo e lo Spezia la vince grazie alla grande accelerata d'inizio ripresa: uno, due, tre gol in 13', una consuetudine che da tempo gli aquilotti stanno prendendo e che, in un contesto così equilibrato, finisce per garantire la vittoria.

Lo scherno e la gioia: un 3-0 che fa anche classifica.
I cori di scherno dei distinti si mischiano a quelli della Ferrovia, i livornesi indomiti cantano per non sentire fino al fischio finale che chiude a doppia mandata anche questo derbynonderby: un 3-0 che avvicina lo Spezia alle squadre d'altissima classifica, un'iniezione di fiducia contro una squadra che ha ambizioni superiori. Finisce con gli umori opposti: squadre sotto le rispettive curve, tifosi labronici a muso duro con Luci e compagni, suppoters aquilotti che abbracciano i propri giocatori che quasi sembra non ci sia la rete. Spezia-Livorno 3-0, amen.

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