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Ultimo aggiornamento: Giovedì 04 Marzo - ore 22.32

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IMPRESA AL MAPEI: COSI' FATE PIANGERE DI GIOIA UNA CITTA' | Foto

Una davanti all'altra, le squadre che giocano meglio al calcio in A ma per lo Spezia era ed è un momento delicato: vincerla in rimonta, meritatamente, vale come una scarica di energia elettrica dentro il corpo.Erlic e Gyasi protagonisti della rimonta

CAMBI PERFETTI
Sassuolo-Spezia (2021)

La Spezia - SASSUOLO-SPEZIA 1-2
Marcatori: 25'pt Caputo, 38'pt Erlic; 33'st Gyasi

SASSUOLO (4-2-3-1)
Consigli; Muldur, Marlon, Ferrari, Rogerio; Obiang (36'st Magnanelli), Locatelli; Traoré (18'st Defrel), Djuricic (18'st Berardi), Boga (38'pt Haraslin - 36'st Raspadori); Caputo. A disp. Pegolo, Magnanelli, Ayhan, Peluso, Chiriches, Toljan, Oddei, Kyriakopoulos. All. Fabio De Zerbi.

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Vignali, Erlic, Terzi (8'st Ismajli), Bastoni; Leo Sena (44'st Acampora), Ricci, Maggiore (44'st Chabot); Verde (18'st Farias), Agudelo, Gyasi. A disp. Zoet, Krapikas, Ramos, Acampora, Marchizza, Galabinov, Agoumè, Chabot, Estevez, Dell'Orco. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Juan Luca Sacchi di Macerata
Assistenti: Fiore-Bercigli
Iv Uomo: Massimi
Var: Nasca/Avar: Del Giovane
Ammoniti: Bastoni, Erlic, Locatelli, Ferrari, Vignali
Recupero: 2'(pt), 4'(st)
Note: ammonito l'allenatore De Zerbi

PRE-PARTITA
14.30 - Perché Atalanta, Sassuolo o Empoli sono i modelli più autentici di un calcio ad altissimi e duratori livelli, capace di rigenerarsi anno dopo anno e costruire storie sportive indelebili e garantire posti di lavoro a chi "è dentro"? Perché chi guida questi club è talmente radicato sul territorio da non poterlo abbandonare nè tradire: no, non stiamo parlando si spezzinità al potere, non ci ha mai convinto questo odioso campanile. Parliamo di imprenditori che non per forza devono essere nativi ma che hanno saputo nel corso degli anni costruirsi la loro credibilità industriale fuori dal calcio per poi entrarvici dopo. Parliamo anche di classe dirigente, capace di dialogare con personalità a difesa della landa di cui sarebbero rappresentanza. Se una provinciale dimentica quel sentimento e scimmiotta altre storie, finisce per vivere brevi e fortuiti periodi di gloria per poi ricadere nell'anonimato: non è una questione di categorie e trofei ma di identità sportiva e territoriale. Forse è bene ricordarselo quando si analizza l'attuale momento dello Spezia Calcio al netto di cosa succederà la settimana ventura.

14.41 - La serie A non ha certo contribuito ad alzare il livello di pensiero in questo angolo di mondo ma, fortunatamente, arriva un momento in cui si torna a parlare di calcio e di una squadra che adesso vuole stupire pure sè stessa. Che una scossa la si voglia dare anche alla squadra lo si intende benissimo scorrendo la distinta: Vincenzo Italiano opta per una formazione shock. Non tanto in difesa: Provedel tra i pali, col quartetto difensivo composto da Vignali, capitan Terzi, Chabot e Bastoni è qualcosa di già visto e preparato come piuttsoto scontato è il ritorno di Ricci in regia. La prima vera grande novità è l'impiego dal primo minuto di Leo Sena, mezzala come Maggiore. E soprattutto in attacco: Italiano sceglie Agudelo “falso nueve” con Verde e Gyasi sui lati e Galabinov in panchina. Nel Sassuolo il rientrante Berardi parte dalla panchina: regia a Locatelli e il trio Traoré-Djuricic-Boga alle spalle di Ciccio Caputo.

PRIMO TEMPO
Ritrovare punti ed entusiasmo su uno dei terreni di gioco più difficili della serie A dopo una settimana di forte incertezza fra trattative probabili e improbabili, traduzioni incerte, ricostruzioni convenienti, nomi ed acronimi gettati e ritirati con disinvoltura. E così, mentre fuori succedeva l'inferno, Italiano ha blindato la squadra nella quiete di Follo, cercando di cancellare qualsiasi parola dalle orecchie dei calciatori: la forse unica lieta notizia di queste giornate in cui le sorti del club si allontanano ancor di più dal Golfo dei Poeti, è che dopo le partite di Coppa, lo Spezia ha avuto un'intera settimana per prepararsi ad un appuntamento complicatissimo visto che di fronte c'è il Sassuolo di De Zerbi che all'andata fece assaggiare i primi calici amari della categoria. Rispetto ad un girone fa, l'inizio è tutt'altra storia: lo Spezia parte bene, il giro-palla di Ricci fa correre i nero-verdi e il Sassuolo ci mette un po' ad azionare le sue peculiari caratteristiche. Ma attenzione perché anche l'avversario ormai ha capito pregi e difetti di Terzi e compagni.

E' uno Spezia da applausi, sfumano due grandi chances. E al primo contropiede Caputo punisce.
Nel sostanziale equilibrio, fra il 16' e il 17', emergono i ragazzi di Italiano, di azzurro vestiti: prima uno schema architettato da calcio da fermo, permette a Verde di incunearsi nell'area di rigore in solutidine per poi scaricare un destro violentissimo che supera Consigli ma scheggia la trasversale. Ancor più ghiotta la situazione che capita qualche secondo più tardi, figlia della pressione massiva cui lo Spezia costringe il Sassuolo: è Maggiore a trovarsi a tu per tu con Consigli che gli piomba addosso e disturba il suo tocco sottomisura dopo lo stop di petto. Il Sassuolo si salva sulla linea di porta e ringrazia gli dei. Il Sassuolo rincula, aggredito dalla ferocia dello Spezia che, come sempre, tiene la difesa alta, troppo alta. Il dispositivo salta, come troppo spesso è accaduto in questa stagione, alla prima giocata in verticale dei padroni di casa che approfittano di un posizionamento non perfetto dei centrali spezzini per mandare in gol il solito Ciccio Caputo, fin qui neppure visto. Un'azione che si dipana in tre passaggi e che manda in porta il centravanti della nazionale italiana: la sua corsa in solitaria finisce con il destro a fil di palo su cui Provedel non può fare niente.

Sotto di un gol ma subito in attacco: Erlic pareggia il conto. Poi il Var ferma Djuricic: sarebbe stato il 2-1.
Qualche minuto per digerire la botta poi lo Spezia si rimette sotto: al 33' gli emiliani lasciano spazi al contropiede ospite e lo scarico su Gyasi porta l'attaccante a sfidare il suo dirimpettaio che si frappone al suo destro, evitando guai peggiori. Ai punti non meriterebbe certo di perdere questa partita ma non è la prima volta che facciamo questo commento: la serie A è questa e ormai dovremmo averlo capito. Lo Spezia però non finisce mai e sugli sviluppi di un corner Bastoni piazza una palla interessante che trova l'ex Martin Erlic pronto alla capocciata: è bravo il centrale di Zara a mettere il corpo davanti a Rogerio e ad indirizzare la palla a fil di palo: la sfera tocca il legno e s'insacca. Curioso che Erlic abbia trovato il gol con la sua prima conclusione in porta tentata nel campionato in corso. La gioia sembra finita appena 3' dopo come già era capitato in tante partite passate: la difesa aquilotta soccombe di nuovo, questa volta sul colpo di Djuricic, che si ripete dopo il gol dell'andata piazzando la palla sul secondo palo ma dopo un minuto di attesa il Var ferma tutto: posizione irregolare e 1-1 confermato. Questa volta Italiano ringrazia la tecnologia per poi fare lo stesso col suo portiere Provedel: grandissimo il suo volo a fermare il destro secco di Traore.

SECONDO TEMPO
Il diktat non cambia: aggredire, aggredire, aggredire. Il copione di Italiano è sempre lo stesso: prima che il Sassuolo prenda campo e mostri cosa sa fare con la palla al piede, è bene obbligarlo a difendere. E lo Spezia che torna in campo recita a memoria lo spartito, portando il primo attacco alla porta di Consigli al 6': Maggiore va ad occupare l'area nevralgica e colpisce bene di testa sul bel cross di Leo Sena ma la palla finisce alta non di poco sopra la traversa. Un minuto dopo brutta tegola per Italiano: finisce la gara di capitan Terzi che chiede il cambio per un problema muscolare su un intervento in anticipo per fermare il contropiede del Sassuolo. E' l'albanese Ismajli a prendere il suo posto ed è subito un correre come se non ci fosse un domani per arginare la corsa irresistibile di Traorè che si invola verso la porta col suo passo da centometrista: il destro in corsa sul primo palo non sorprende però un attento Provedel. Un Provedel che alzerà in corner il siluro di Haraslin che si era preparato la conclusione con abilità, spostando la palla sull'interno: ora il saldo delle occasioni si avvicina alla parità. Lo Spezia spezza per un attimo la superiorità del Sassuolo grazie a Leo Sena che giostra bene una palla sulla trequarti altrui e scarica benissimo per Gyasi: il rimorchio di Bastoni è di italiana impostazione, peccato che lo spezzino si ritrovi la palla troppo sotto e non riesca a calciarla al centro con precisione.

Superiorità Sassuolo, lo Spezia barcolla per dieci minuti poi riequilibra la partita.
Cambi per entrambe: Defrel e Berardi nel Sassuolo, Farias per Verde nello Spezia. C'è tanto da giocare e non sembra che le due squadre vogliano mettere i remi in barca. Agudelo adattato da attaccante centrale, dialoga con Gyasi, nel frattempo spostato a sinistra: al 20' lo Spezia si allunga bene e dalla distanza, con coraggio, ci prova Bastoni trovando gli stinchi di un difensore. Due minuti dopo situazione simile dalla parte opposta, segno che la partita rimane su ritmi medio alti anche grazie alle sostituzioni: la traiettoria di Muldur, che aveva scambiato nel Breve con Berardi, finisce comunque lontana dallo specchio. L'ingresso di Farias non fa che aumentare il tasso tecnico dello Spezia che nello stretto dialoga molto bene: Agudelo è sempre in mezzo, vuoi per l'enorme lavoro di disturbo quando l'azione parte dal basso, vuoi perchè riceve spesso spalle alla porta, alla ricerca di uno scarico che spesso non avviene. Al 28' su una sua iniziativa, lo Spezia può calciare una punizione dal limite: Bastoni scarica un destro interessante, Consigli però è sulla giusta traiettoria.

Lo Spezia ha ragione a crederci: Gyasi segna il gol che può cambiare l'inerzia di un campionato.
E' una gara aperta, tra due squadre talmente vogliose di giocare che può succedere di tutto. Sì, anche che chi è sfavorito trovi il gol del sorpasso: lo Spezia ci ha sempre creduto e l'episodio del 33' non è un fatto casuale. Calcio d'angolo arcuato, Ismajli usa la sua possenza per intervenire di testa e mettere la palla sul destro di Gyasi una palla soltanto da spingere in porta: il gol è valido, al di là delle proteste inutili di De Zerbi e l'italo-ghanese torna al gol che in campionato gli mancava da novembre (Cagliari-Spezia 2-2). Prima del finale thrilling, Agudelo si prende un fallo con ammonizione dopo 40 metri palla al piede: grande partita quella dell'ex viola, trascinatore operaio dei compagni. I cambi finali di De Zerbi alzano il baricento degli emiliani, praticamente con cinque attaccanti tutti insieme nel tentativo di trovare il punto del 2-2: la palla brucia fra i piedi e non vale solo per lo Spezia. Italiano è tarantolato e al 43' ferma l'orologio con gli ultimi due campi mentre il nervosismo sulla panchina del Sassuolo rischia di trascendere. I centimetri di Chabot e la capacità di gestire la palla di Acampora per i 4 minuti di extratime. Quattro minuti con il cuore in gola dove Ismajli surclassa tutti, tentacolare in qualsiasi situazione difensiva, ora con la testa ora con i piedi: bravo l'ex Hajduk Spalato e non è certo la prima volta. Il Sassuolo contesta un contatto veniale al limite dell'area prima del fischio finale: è una grande impresa meritata resa ancor più unica dal fatto che fino ad oggi il Sassuolo aveva vinto tutte le cinque sfide contro lo Spezia sia in serie A, sia in B, C e perfino in Coppa Italia, segnando ben 12 gol e subendone appena tre.

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