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Ultimo aggiornamento: Domenica 28 Febbraio - ore 22.13

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IL SOLITO SPEZIA MA SOLO PER UN TEMPO, VIOLA CINICI E FORTUNATI | Foto

L'assenza di una punta centrale questa volta pesa nell'economia di un match, dominato nel primo tempo ma senza tiri in porta. I Viola capitalizzano tutto quello che riescono a creare e vincono largamente grazie agli ingressi di Castrovilli e Eysseric

azzerare ieri e oggi
Fiorentina-Spezia (2021)

La Spezia - FIORENTINA-SPEZIA 3-0
Marcatore: 2'st Vlahovic, 19'st Castrovilli, 37'st Eysseric

FIORENTINA (3-5-2):
Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Martinez Quarta; Venuti (39'st Caceres), Amrabat (13'st Borja Valero), Pulgar, Bonaventura (44'pt Castrovilli), Biraghi (39'st Igor); Kouamé (1'st Eysseric), Vlahovic. A disp. Terracciano, Rosati, Olivera, Malcuit, Montiel, Callejon, Kokorin. All. Cesare Prandelli.

SPEZIA(4-3-3):
Provedel; Vignali (39'st Piccoli), Chabot, Ismajli, Marchizza (10'pt Ramos); Estevez, Ricci, Maggiore (18'st Leo Sena); Gyasi, Agudelo (18'st Galanbinov), Saponara (18'st Verde). A disp. Zoet, Agoume, Capradossi, Ferrer, Pobega, Dell'Orco, Acampora. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Calvarese di Teramo
Assistenti: Vono – Massara
Iv Uomo: Prontera
Var: Giacomelli
Avar: Liberti
Ammoniti: Amrabat, Eysseric, Borja Valero
Recupero: 6'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
18.06 - I giorni di ribalta, di gloria che rompe il muro della provincia per immergersi in un meraviglioso e pericolosissimo applauso nei confronti di una squadra che batte con merito il Milan e scomoda il giudizio di tutti gli allenatori italiani, stregati dal gioco di questa neopromossa. Il rischio di perdere le misure con la realtà, di risvegliarsi male dopo giorni di sonno in panciolle è forte: qualcuno, soprattutto su sponda toscana, ha provato in settimana a caricare l'ambiente proprio puntando il dito sulla possibile sbornia da punti e notorietà.

18.10 - Sfida tra proprietà a stelle e strisce: da una parte Commisso, patron di Mediacom, dall'altra la famiglia Platek, fresca di acquisizione. Il granducato prova a far valere la storia, puntando sul blasone dei singoli e sulla qualità generale di una squadra costruita per un posto in Europa League. I toscani devono vincere una partita fondamentale per tirarsi fuori dalle sabbie mobili in cui i viola sono finiti da tempo. Pulgar preferito a Castrovilli nella Viola: Prandelli vuole più muscoli in mediana e propone il solito 3-5-2 con Kouamé e Vlahovic di punta.

18.16 - Lo Spezia invece cambia solo per necessità: Chabot e Marchizza sono i cambi, preannunciati in sede di vigilia, che prenderanno le stesse consegne che furono di Erlic e Bastoni. Fiducia ad Agudelo, ancora alla guida dell'attacco, con Gyasi e Saponara sulle corsie esterne. Nuvole ma nessuna avvisaglia di pioggia in quel di Firenze, temperatura decisamente godibile. Fiorentina in campo con la divisa viola, Spezia completamente vestito di bianco.

PRIMO TEMPO
"Se segna Agudelo mi alzo e vado via". Una voce solitaria squarcia il silenzio del Franchi pochi secondi prima del via alla gara e dà il senso del momento non esattamente felice che la squadra di casa sta attraversando, con quel tono tragicomico che non si può spiegare, ma che fa parte di uno stile, di un'arte, da queste parti assolutamente inconfondibile. A Firenze insomma più della forza dello Spezia, temono l'altalenanza cronica di un gruppo di giocatori che finora non ha dimostrato di essere squadra e che inizia la gara condizionato dalla necessità di non subire l'aggressività dell'avversario. Dopo qualche minuto di studio, Ricci prende in mano la situazione e lo Spezia inizia a tambureggiare sulla sinistra con Vignali subito molto attivo: un suo traversone pesca Agudelo sul limite dell'area, per un piatto immediato che sfiora il legno alla sinistra di Dragowski. Al 7' scontro aereo Kouamé-Marchizza con il terzino aquilotto che cade al suolo e non si rialza più: una botta alla nuca lo toglie dal campo dopo un amen. Secondi che diventano minuti e si comprende subito che non è una cosetta: forse la causa è un colpo di frusta. Tocca a Ramos.

Partita bruttina, le cose migliori sono dello Spezia.
Fiorentina chiusa e attendista, Spezia che se ha campo non se lo fa dire due volte: Saponara e Agudelo, proprio loro, sono sempre nel vivo dell'azione. Amrabat stende Maggiore nel cerchio di centrocampo e si prende un giallo che potrebbe avere il suo peso specifico nel corso del match: è una partita non cattiva ma molto spezzettata e sui calci da fermo lo Spezia prova a sfruttare i centimetri dei suoi saltatori come già fu a Sassuolo. Venti minuti iniziali figli degli opposti momenti che attraversano le due squadre: Spezia rabbioso su ogni pallone, sviluppa le due fasi con lo stesso numero di giocatori; a differenza della squadra di casa che ci mette impegno ma fatica a giocare in modo organico, problema che continua da qualche tempo. Di nervi più che per fraseggi particolari, la Fiorentina al 26' sfonda a sinistra con Biraghi che calcia due volte: con il destro, suo piede, trova il corpo di Vignali, il sinistro invece è bene dimenticarlo. Partita bruttina, Prandelli si difende con tanti uomini e lo Spezia trova lo stesso traffico che, per fare un esempio, ci fu col Genoa.

Fiorentina turbata ed approssimativa, Quarta ferma Agudelo e la salva.
Un corto passaggio di Provedel per poco non costa la pena capitale ma quelli della Fiorentina sembrano per lo più sussurri: lo Spezia arriva per prima su quasi tutte le seconde palle, peccato che non riesca a costruire in velocità quello che è nelle corde di questi giocatori telecomandati da un Italiano che urla ai suoi ogni singola posizione, ogni singolo movimento. Fiorentina che deve ringraziare Quarta, capace di strappare il pallone dai piedi del lanciatissimo (e motivatissimo) Agudelo: se il difensore argentino non ci fosse arrivato, il colombiano avrebbe avuto davanti una prateria incontaminata. A fil di palo il tiro coraggioso di Ricci su una palla a spioventi: Dragowski non era uscito su una palla che doveva essere sua e lo Spezia è riuscito a tornare in possesso della sfera con il solito pressing senza sosta imposto anche ai viola praticamente dal fischio d'inizio. Bonaventura è l'anima dei padroni di casa, unico a non smettere mai di prodigarsi per la causa viola ma costretto al forfait dopo una botta: dentro Castrovilli, fece sfracelli all'andata. Recupero monstre, il tempo perso per Marchizza produce un extra-time corposo perché non succede granchè al di là di un guizzo di Castrovilli che trova spazi sulla destra e fa partire un cross interessante: Biraghi ci arriva ma è fuori misura. Lo Spezia gioca con autorevolezza sul campo di una Fiorentina raccolta e pragmatica: i viola prima di tutto non vogliono perderla.

SECONDO TEMPO
Limitato e tenuto lontano dall'area di rigore da un attento Chabot, non rientra in campo dagli spogliatoi: Prandelli rilancia Eysseric al posto dell'abulico Kouamé, non pervenuto. La Fiorentina riparte più volitiva e schiaccia lo Spezia nella sua metà del campo e dopo appena 120'' di orologio, il solito Vlahovic spinge in rete una palla ben crossata da Castrovilli: ci mettono quasi due minuti arbitro e Var per assegnare il gol all'attaccante, nel dubbio che la palla abbia varcato o meno la linea di fondo. Questione di centimetri, meno di dieci: ma la palla non è uscita abbastanza per cancellare tutto. E' una rete che mentalmente pesa perché la Fiorentina non aveva fatto praticamente nulla per meritarselo e invece si trova avanti con il suo ariete, troppo solo per sbagliare a qualche decina di centimetri dalla porta sguarnita. Per i toscani la possibilità di mantenere un modulo che garantisce coperture mentre lo Spezia non ha la fluidità di gioco del primo tempo, colpita a freddo.

Uno-due micidiale, come all'andata la Fiorentina si affida ai lampi dei suoi.
E' gol per una questione di centimetri, l'occhio umano avrebbe fatto fatica ad avere certezze ma così è. Per Italiano è venuto il momento di cambiare assetto come accade quasi sempre quando lo Spezia è costretto a rincorrere: dentro Galabinov, Leo Sena e Verde, per Agudelo, Maggiore e Saponara. Ma pochi secondi più tardi la Fiorentina raddoppia: è Castrovilli a calciare da ottima posizione, con deviazione di Ricci che fa alzare la parabola, diventando imparabile per Provedel. Doppio svantaggio che può tramortire, Italiano ricorda a tutti che tempo ce n'è, sperando che i suoi non abbiano dimenticato cosa è successo all'andata. Galabinov prova a farsi valere sugli spioventi di Verde, Pezzella però guida i suoi con personalità e di palle e vere proprio al bulgaro non ne arrivano mia.

Pasticcio difensivo, la Fiorentina triplica. Punizione molto severa.
E' uno Spezia a due volti: quello orgoglioso di Estevez che a Firenze gioca una grande partita, quello approssimativo e affaticato di un Vignali che sbaglia molto di quello che non aveva sbagliato sabato. Gli aquilotti non finiscono mai e neppure al Franchi molla l'osso: per due volte la Fiorentina riesce ad arrivare prima su palle infuocate che andrebbero solo spinte in porta. Ma per i viola è la serata giusta e il tris è servito al 37': azione partita dal basso, come vuole il postulato ma Estevez pasticcia in palleggio e la Fiorentina vola in contropiede con sigillo di Eysseric che festeggia una rete personale dopo quasi tre anni. Nel finale i gigliati, ebbri per un 3-0 che mancava dall'impresa contro la Juventus, pensano a non buttare via altre energie mentre lo Spezia deve solo azzerare e iniziare a preparare la prossima importantissima partita, contro il Parma. Pensare che il la alla vittoria viola lo ha dato quel Castrovilli entrato proprio in chiusura di primo tempo per sostituire Bonaventura, fino a quel momento il migliore degli uomini di Prandelli: il calcio è anche questo, altre volte i cambi sorrisero a Italiano. Che fa riassaggiare un po' di campo anche a Piccoli che potrebbe trovare il gol della bandiera se Dragowski non ci mettesse una pezza: lo spunto era stato di Gyasi.

dall'inviato Fabio Lugarini

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