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Ultimo aggiornamento: Sabato 26 Settembre - ore 22.37

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IL RAMMARICO PIU' GRANDE MA SIATE ORGOGLIOSI DI VOI

Al Picco passa il Venezia che capitalizza il calcio di rigore iniziale, si mette dietro e mena con dovizia: lo Spezia gioca un grande secondo tempo e manca solo nella finalizzazione. Dietro tutte sconfitte, ma i bianchi perdono la chance più grande.

male fourneau
IL RAMMARICO PIU' GRANDE MA SIATE ORGOGLIOSI DI VOI

La Spezia - SPEZIA-VENEZIA 0-1
Marcatore: 16'pt rig. Aramu

SPEZIA <(4-3-3)
Scuffet; Salva Ferrer, Erlic, Capradossi (45'st Gudjohnsen), Marchizza; Bartolomei, Acampora, Mora (24'st Maggiore); Mastinu (10'pt Ragusa), Nzola, Gyasi. A disp. Krapikas, Desjardins, Vignali, Ramos, Terzi, Bastoni, Vitale. All. Vincenzo Italiano

VENEZIA
Lezzerini; Lakicevc, Riccardi, Ceccaroni, Molinaro; Lollo (40'st Monachello), Vacca (11'st Suciu), Maleh; Aramu (11'st Firenze); Longo (36'st Fiordaliso), Capello (25'st Marino). A disp. Oliveira, Pomini, Fiordaliso, Zuculini, Suciu, Modolo, Zigoni, Cremonesi, Rossi. All. Alessio Dionisi

Arbitro: Francesco Fourneau di Roma 1
Collaboratori: Manuel Robilotta di Sala Consilina e Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore
Iv Uomo: Monaldi di Macerata
Ammoniti: Riccardi, Gyasi, Firenze, Maggiore
Recupero: 1'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
20.35 - Seppur per breve tempo la pioggerellina caduta nel pomeriggio sembra aver un po' rinfrescata l'aria di luglio: al Picco insomma ci sono tutte le condizioni atmosferiche per una partita di calcio in cui le squadre si giocano molto dei rispettivi obiettivi. Lo Spezia vuole innanzitutto confermare il terzo posto e magari guardare a cosa succede in quel di Crotone, il Venezia vuole mantenere se non aumentare le distanze da chi è più sotto ed oggi è invischiato con tutti i calzoni nella lotta per non retrocedere in serie C.

20.50 - Contro il Venezia di Alessio Dionisi torna sin dal primo minuto il difensore centrale Capradossi, che giocherò protetto da una maschera. Torna dal primo minuto anche Luca Mora con Nzola al centro dell'attacco, Mastinu e Gyasi ancora una volta sulle corsie esterne. Nel Venezia, schierato secondo un 4-3-1-2, dal primo minuto c'è anche il difensore spezzino Ceccaroni, ancora di proprietà aquilotta, così come Aramu in rifinitura dietro a Longo e Capello.

PRIMO TEMPO
Tanto rispetto per l'avversario e non di facciata. Da Italiano, dai giocatori, dall'ambiente, evidentemente perché il Venezia ha caratteristiche non così diverse dalle maglie bianche: gente a cui piace giocare a calcio, pur con una classifica ben diversa da quella aquilotta, una classifica precaria, pericolante e proprio questa fame di punti può essere l'altro motivo per cui si avverte anche sul campo che per superare gli arancioneroverdi servirà una prova superlativa. Il copione è rispettato: due squadre che fanno da subito del fraseggio palla a terra la filosofia mentre l'esperto Molinaro, 37 anni, rifila un pestone a Mastinu dopo 7' mettendolo di fatto fuori causa. Colpevolmente Fourneau nemmeno ravvisa il fallo e il sardo, l'uomo più in forma dell'ultimo Spezia, deve lasciare il campo con lo sguardo mesto. Sarà Ragusa ad andare a guerreggiare con l'ex juventino ma intanto Bartolomei impegna Lezzerini con una punizione a fil di palo che il portiere accompagna in calcio d'angolo.

Ingenuo Nzola, rigore Venezia: Aramu non sbaglia.
Neppure il tempo di applaudire Scuffet, molto attento e bravo a stendersi sulla sua destra per evitare un gran gol di Capello, in una giocata viziata però da un fuorigioco iniziale, che sul corner seguente Nzola compie un'ingenuità, sfiorando con la testa ma controllando poi la sfera con un braccio, davanti a tutti. L'arbitro non ha dubbi e indica il dischetto, Aramu non lascia scampo a Scuffet che si butta dalla parte giusta ma la conclusione è imparabile. Lo Spezia si ributta avanti, il Venezia rincula ma tiene sempre molto aggressive le singole marcature, accompagnando bene le due fasi con tutti i giocatori. Non è un caso che lo Spezia crei la superiorità numerica rare volte: succede al 23' quando Acampora è abile a velocizzare l'inizio della manovra, guadagnando metri in solitaria e sfruttando l'ampiezza che porterà Ragusa alla conclusione strozzata che rischia di diventare l'assist per Gyasi che se la trova dietro con Lezzerini che lo mura, costringendolo ad una conclusione impossibile. Per il resto il Venezia è compatto, corale ed efficace, lo Spezia pare più nervoso del solito.

Il Venezia sfiora il raddoppio su punizione ma è Lezzerini a fare il vero miracolo.
Arancioneroverdi che per un soffio non trovano direttamente il raddoppio su una punizione di Aramu che gira forte sul secondo palo e lo colpisce in pieno finendo poi sulla schiena di Ferrer, con Scuffet che esce anticipando il tap-in di Ceccaroni: un brivido per lo Spezia, il coefficiente di difficoltà del match diventa ancor più alto soprattutto per come il Venezia sta in campo. Una piroetta di Mora per liberarsi della marcatura e scodellare al centro ma Nzola non impatta come vorrebbe e la sfera finirà lontana dalla porta. Nel finale le squadre si allungano e i bianchi mostrano finalmente più smalto: tanto quanto ne mette il portiere ospite Lezzerini nel volare, letteralmente, sulla sua destra per togliere dal sacco un colpo di testa in tuffo di Gyasi, al termine di una grande azione aquilotta. Si vede anche Marchizza che trova il dai e vai con Mora e mette nel mezzo una palla interessante ma non c'è nessuno a colpire. Un primo tempo sfortunato e la certificazione arriva ad un minuto dalla fine con un siluretto di Bartolomei che tocca le caviglie di un difensore del Venezia e va a stamparsi sul legno.

SECONDO TEMPO
Il Crotone perde, capite almeno un attimo lo stato d'animo di un tifoso dello Spezia? La speranza è quella di cambiare l'inerzia e il pressing asfissiante applicato dai bianchi vuole essere un segnale all'avversario. Al 4' episodio in area ospite dove la maglia di Ragusa si allunga piuttosto platealmente ma l'attaccante siciliano non cade sul contatto e l'arbitro non punisce qualcosa più di un disturbo. Aquile che mordono il freno e costringono il Venezia a difendersi: all'8' percussione di Salva Ferrer che con un colpo sotto serve Ragusa per un diagonale che Lezzerini doma a terra, senza pensieri ma è già un altro Spezia e forse un altro Venezia. Insistono i bianchi che adesso iniziano a meritare il pareggio e un minuto più tardi le mani di Lezzerini salvano sulla staffilata di Ferrer: è un'altra grande parata che salva i lagunari finalmente in difficoltà. Bello il tiro terra-aria di Mora dai venticinque metri, peccato solo non sia sceso a sufficienza per inquadrare lo specchio. Suciu e Firenze i primi ingressi di Dionisi che vuole freschezza contro uno Spezia pronto a tutto.

Fourneau sbaglia troppo e stasera sembra non voler entrare.
Tutto questo mentre le decisioni di Fourneau continuano, diciamo, a sorprendere: il Venezia picchia da un'ora ma i giudizi non sono mai coerenti con gli episodi e i falli diventano situazioni da non sanzionare, i falli duri solo delle semplici punizioni. La pezza di Ceccaroni per togliere dal cuore dell'area una palla non proprio addomesticata ma che sarebbe probabilmente finita a Ragusa al termine di una ripartenza supersonica dei bianchi ma stasera sembra proprio non voler entrare. Finale con Maggiore per Mora, Italiano ci crede e sembrano ancora seguirlo i suoi calciatori. Prestazione da dimenticare quella del fischietto romano che ammonisce Maggiore per nulla mentre sul cross di Marchizza, stanco ma inesauribile, stavolta Nzola prende il tempo giusto ma la sua capocciata finisce un metro a lato.

C'è tutto lo Spezia possibile ma Lezzerini vince la partita... parando tutto.
Mani nei capelli sulla girata centrale di Ragusa, dopo la sponda di Nzola sul traversone di Marchizza: mancano 10', il Venezia è ancora in vantaggio ma Capradossi e compagni continuano ad attaccare quanto meno per pareggiarla. Palloni lontani, il Venezia è sulle barricate e ad ogni mischia pensi che sia il momento giusto mentre il Crotone ha pareggiato e quanto meno dietro frenano tutte. Ma il rammarico è enorme per la prestazione del secondo tempo, perché il Venezia dal ritorno in campo si è messa dietro, sperando di far passare il tempo senza soccombere. Lo sparo di Acampora, gran partita stasera, sarebbe diretto sotto il sette ma Lezzerini arriva anche su questo sparo: sono proprio i titoli di coda. Sette tiri nello specchio a due, 8 calci d'angolo battuti contro i tre del Venezia, 63% di possesso palla: numeri che non bastano ma che almeno sono specchio di una serata in cui è mancato soltanto il gol.

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