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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Ottobre - ore 22.29

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IL PRIMO SUCCESSO IN SERIE A SOTTO LA CIMA DI ALBERTO PICCO

Capolavoro al Dacia Arena, per il cantiere Spezia: sotto i monti dove nel giugno del 1915 perse la vita l'indimenticato capitano: gioia pura ai colpi di Galabinov e una prestazione di grande personalità anche dopo l'espulsione di Terzi. Eroici.

tre punti, che impresa
IL PRIMO SUCCESSO IN SERIE A SOTTO LA CIMA DI ALBERTO PICCO

La Spezia - UDINESE-SPEZIA 0-2
Marcatore: 30'pt Galabinov, 48'st Galabinov

UDINESE (3-5-2)
Musso; Becao, De Maio, Samir (Matos); Ter Avest, De Paul, Palumbo (11'st Forestieri), Coulibaly, Zeegelaar (19'st Owejan); Lasagna, Okaka (19'st Nestorovski). A disp. Gasparini, Andrade, Proedl, Battistella, Micin. All. Luca Gotti

SPEZIA (4-3-3)
Zoet (17'st Rafael); Ferrer, Chabot, Terzi, Ramos; Deiola (6'st Bartolomei), Ricci, Maggiore (22'st Pobega); Verde (22'st Farias), Galabinov, Gyasi (22'st Erlic). A disp. Krapikas, Marchizza, Mora, Sala, Agoume, Farias, Agudeglo, Piccoli. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Alessandro Prontera (Bologna)
Assistenti: Filippo Valeriani (Ravenna), Thomas Ruggieri (Pescara)
Quarto ufficiale: Davide Chiffi (Padova)
VAR Gianluca Pairetto (Bologna), AVAR Giorgio Peretti (Verona)
Ammoniti: Terzi, Ferrer, Ramos, Farias
Espulso: 19'st Terzi per somma di ammonizioni
Recupero: 2'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
17.52 - Ai microfoni di Sky, direttamente dal rettangolo verde del Friuli, Mauro Meluso non ha dato indicazioni sull'attaccante che arriverà allo Spezia prima (o dopo?) della fine del calciomercato ma ha chiarito che questo Spezia dovrà stringere i denti fino alla sosta, fondamentale per mister Italiano che in quella manciata di giorni di fermo per le nazionali, cercherà di assemblare una truppa di tanti nuovi giocatori, arrivati giorno dopo giorno in un mese di lavoro senza sosta.

17.57 - Rispetto all'esordio contro il Sassuolo sono soltanto cinque sono i superstiti almeno nell'undici di partenza: il portiere Zoet, il terzino Ramos, il regista Matteo Ricci, gli attaccanti Galabinov e Gyasi. Titolari oggi e soltanto subentrati a Cesena i difensori Ferrer e Chabot, il mediano Deiola, mentre per capitan Terzi e Maggiore (prima volta in serie A per lo spezzino), vecchie conoscenze ma squalificati alla prima, e Verde, arrivato da due giorni, saranno i primi minuti con la maglia bianca, inedito assoluto per l'ex Aek. Spezia con la divisa azzurro turchese, padroni di casa con la tradizionale prima maglia un po' bianca e un po' nera.

PRIMO TEMPO
Schizzare in piedi dopo 87'', con gli occhi strabuzzati per una biglia meravigliosa che Matteo Ricci spedisce a fil di palo usando l'educazione più che la potenza. Meravigliarsi per il primo vantaggio assoluto nella massima serie e sentirsi più o meno come si sentiva domenica al "Manuzzi" Ciccio Caputo. Un'esultanza quella dello Spezia e dei suoi tifosi incollati davanti agli schermi, letteralmente congelata dalla tecnologia che, è proprio il caso di dirlo, una volta dà e altre volte può togliere, anche psicologicamente, Ma tant'è, nemmeno le mille telecamere di Sky, riescono a togliere ogni ragionevole dubbio sulla sostanza della decisione ma l'occhio artificiale pare pizzicare capitan Terzi al di là dell'ultimo difensore bianconero. Peccato certo, ma bisognerà farci l'abitudine perchè il Var accompagnerà i commenti di stampa e tifosi per tutto l'anno, a volte rincuorando a volte facendo arrabbiare. Quella che doveva essere la premessa in fin dei conti è già cronaca ma va detto per chi temeva il contraccolpo mentale da gol annullato non sembra farsi largo nei cervelletti degli aquilotti, vestiti quest'oggi di azzurro turchese e desiderosi di proporre calcio partendo da dietro come Italiano insegna.

Spezia a suo agio, l'Udinese aspetta. Maggiore e una giocata da applausi.
Quella conclusione vincente insieme al buon rendimento nella partita d'esordio regala a Ricci una certa solidità nell'agire: lo sceneggiatore capitolino fa ben girare i suoi tanto che per scelta l'Udinese sembra voler attendere l'avversario, preferendo la profondità: le consegne di Gotti sembrano queste. Al 17' la prima splendida giocata personale di Maggiore che vola via sulla mancina e una volta giunto sul fondo alza la testa per servire Verde sul secondo palo: la sua spaccata non è irresistibile come la giocata del compagno. Non permette agli avversari la giocata ragionata, aggredendo i portatori di palla per indurli in errore e, soprattutto, giocare la palla in maniera identitaria. Primo brivido per lo Spezia al 23' su un guizzo di Samir che si prende lo spazio per scodellare un cross al centro su cui Zoet non è impeccabile: la palla rimane lì ma Okaka non è abbastanza svelto ad avventarsi e la difesa aquilotta allontana. L'esperta zampa di Terzi argina al 26' il sinistro di Lasagna dalla lunga distanza che segnerà un minuto dopo ma in evidente posizione di fuorigioco. Una gara che rimane in equilibrio, di certo non spettacolare ma discretamente combattuta: nonostante sia entrato in gruppo ieri l'altro, sulla corsia destra si muove molto bene Daniele Verde, prezioso anche quando c'è da venire incontro e accorciare i reparti.

Gyasi inventa un palla d'oro, Gala non se lo fa ripetere: avanti Spezia meritatamente.
Poi arriva l'episodio che le cambia i connotati: Gyasi lavora alla perfezione una palla sull'out sinistro e confeziona un cross al bacio su cui Galabinov si avventa, schiacciando imparabilmente alla destra di Musso, preso in controtempo con una beffarda zuccata ad incrociare. Anche stavolta l'azione passa al vaglio del Var per controllare la posizione dell'italo-ghanese ma bastano pochi secondi per la sentenza: è tutto buono e per Galabinov è il secondo sigillo in due gare, pesantissimo anche in ottica calciomercato. Una rete che esalta gli ospiti e non sembra produrre grandi sbalzi in casa Udinese: i ritmi si fanno più alti ed arriva pure qualche giocata di discreta fattura ma è soprattutto per merito degli ospiti. I friuliani zeppi di assenze, si vedono soltanto nel finale su un pallone magico di De Paul, la luce dei friuliani, che fa volare Zeegelaar, deciso ad andare sino in porta non fosse per la scivolata perfetta di Chabot che lo ricaccia indietro. Galabinov spedirà fuori la palla del raddoppio ma poco male: se anche avesse inquadrato la porta, lo avrebbero bloccato in evidentissimo offside. Avanti all'intervallo, avanti con merito e non per caso: proseguire così sarebbe il massimo.

SECONDO TEMPO
Stare in campo con personalità, arginare la fisicità dell'avversario, sfruttare con cinismo ciò che la gara porterà se lo porterà. Attenzione perché l'Udinese mostra da subito un altro piglio rispetto ad un primo tempo tutto sommato compassato: dopo una manciata di secondi la conclusione di Lasagna colpisce un avversario, assumendo uno strano effetto prima di uscire sul fondo non lontano da Zoet. Ci prova anche Zeegelaar, abile a muoversi nel fazzoletto al cospetto di un Deiola sulle gambe, troppo sulle gambe: tanto che al 6' Italiano inserisce Bartolomei, togliendolo dal campo che lascia zoppicando. Più dura l'avventura per Ter Avest che non trova giocate fluide al cospetto di un Ramos anche oggi indiscutibilmente all'altezza mentre nel mezzo capitan Terzi non sbaglia mai una lettura, anticipando sempre le mosse di chi gli sta davanti: d'accordo l'esperienza dei 36 anni ma c'è qualità anche quando la palla non la tocca nemmeno.

Zoet, game over: Rafael entra e fa il miracolo. Ma lo Spezia perde il capitano.
Al 16' finisce la partita di Zoet: il portiere olandese in una situazione di rilancio, accusa un dolore che sa di stiramento e chiede immediatamente il cambio. Tocca a Rafael. Neppure il tempo di entrare in campo dopo un riscaldamento lampo che Rafael si ritrova a dover "miracoleggiare" su un'incursione di Lasagna che, pur in solitaria, gli tira letteralmente addosso, centrandolo. Lo Spezia tiene botta di fronte al massimo pericolo che l'Udinese porta sfondando per vie centrali ma un minuto dopo rimane addirittura in dieci: capitan Terzi, autore di un'ora abbondante a dir poco impeccabile, interviene fuori tempo su Forestieri a due passi da Prontera che gli sventola in faccia il secondo cartellino. Italiano non vuole sentire venti negativi, mette dentro Erlic e con lui Farias e Pobega per avere forze fresche e menti sgombre: e soprattutto vuole che i suoi non smettano di giocare dal basso, dna del gruppo promosso un mese fa in serie A. Cambi anche in casa Udinese, Gotti vuole vedere più fame dai suoi, specialmente adesso che si può sfruttare la superiorità numerica.

In dieci contro undici con ordine e personalità.
Si stampa sul legno poco dopo la mezz'ora la conclusione sottomisura di Forestieri ma non rimarrà negli almanacchi come un gol mangiato perché l'azione è viziata da un fallo di mano dell'argentino. Un quarto d'ora più il recupero, per una neopromossa che gioca in trasferta, senza il suo capitano: praticamente una vita... ma Italiano ridisegna i suoi con un 4-3-1-1 infondendo da una parte grinta dall'altra coraggio. Se potesse entrerebbe lui in campo per ristabilire la parità numerica mentre Chabot e Becao se ne dicono un po' in una delle tante mischie dell'ultimo periodo. Italiano ordina ai suoi di mantenere corti i reparti, di non smettere di giocare al calcio, perché solo col possesso il tempo passa più veloce mentre l'Udinese si affida alle punizioni e alle relative adunate nel cuore dell'area di rigore: su una di queste Becao sale in cielo ma non c'è precisione nella sua capocciata. Nel primo dei cinque minuti di recupero la conclusione dalla distanza di Owejan trova ancora pronto Rafael per una parata non scontata come non la è l'uscita coraggiosa a sbrogliare una vicenda che poteva diventare fatale. Chabot sbaglia la sua prima palla della partita nel terzo minuto di recupero, Rafael però la fa sua con personalità e pesca con un lancio-gps un Galabinov tutto solo: trenta metri palla al piede e la freddezza di uccellare Musso con un perfetto rasoterra che s'infila sotto le gambe. Non c'è più da preoccuparsi, adesso: tutti a festeggiare il gigante di Sofia, tre gol in due partite perché i numeri hanno il loro peso. Poi il fischio finale che diagnostica una vittoria storica, la prima in serie A in 114 anni davanti al monte dove perse la sua giovane vita il primo capitano dello Spezia, partito per il fronte. Era la notte tra il 15 e 16 giugno 1915, sulla riva sinistra dell'Isonzo: sono passati più di cent'anni, ma la memoria è intatta. A te Alberto Picco!

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