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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Novembre - ore 21.58

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IL PICCO 'INGRIFA' SEMPRE, LO SPEZIA CALA IL POKER | Foto

Se in trasferta i bianchi non carburano, in Viale Fieschi arriva un'altra vittoria corroborante dopo quella col Bari. Apre Masi, raddoppia un ottimo Mastinu poi la riapre Volta. Ma il Perugia sbaglia tanto e Forte e Granoche chiudono la pratica.

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La Spezia - SPEZIA-PERUGIA 4-2
Marcatore: 1'48'' Masi, 19'pt Mastinu; 43'pt Volta, 32'st Forte, 37'st Granoche; 49'st Mustacchio

SPEZIA (4-3-1-2)
Saloni; De Col, Giani, Masi (14'st Capelli), Augello (33'st Maggiore); Vignali, Bolzoni, Pessina; Mastinu; Marilungo (17'st Forte), Granoche. A disposizione: Desjardins, Mazzini, Ceccaroni, Gilardino, Soleri, Giorgi, Calabresi, Okereke, Acampora. Allenatore: Fabio Gallo.

PERUGIA (4-3-1-2)
Rosati; Zanon, Volta, Monaco, Pajac; Brighi, Colombatto, Bianco (26'st Bonaiuto); Terrani (33'st Mustacchio); Han (26'st Di Carmine), Cerri. A disposizione: Nocchi, Santopadre, Dossena, Emmanuello, Falco, Choe, Bandinelli. Allenatore: Federico Giunti.

Arbitro: Pezzuto di Lecce
Collaboratori: Valerio Colarossi di Roma2 e Maurizio De Troia di Termoli
Quarto Uomo: Pierantonio Perotti di Legnano
Ammoniti: Monaco
Spettatori: 5500 circa (1360 paganti di cui 239 ospiti + 4200 abbonati)
Incasso: 10.509 + 25.143
Recupero: 0'(pt), 4'(pt)

PRE-PARTITA
14.12 - La storia impone un cambio, lo dicono le due deludenti sconfitte con cui lo Spezia è tornato a casa, prima da Cesena poi da Terni. Contro il Perugia per tornare a cogliere i tre punti, con uno Spezia che abbandona la difesa a tre. Gallo, senza gli squalificati Lopez e Terzi, gli infortunati Di Gennaro, Juande e Bassi, schiera nuovamente Thomas Saloni tra i pali e davanti al giovane portiere spezzino agiranno al centro Giani e Masi, quest'ultimo alla prima in maglia bianca. Altra novità l'impiego di Augello sull'out di sinistra con De Col a destra mentre i tre in mediana saranno Pessina, Bolzoni e Vignali. Davanti Granoche e Marilungo, imbeccati da Mastinu, che agirà da trequartista.

14.28 - Clima pienamente autunnale ma con temperature tendenti all'aumento e una pioggia che, se arriverà, lo farà soltanto in serata. Non è nell'undici di partenza l'ex Acampora mentre Federico Giunti, allenatore degli umbri, si affida al forte e prolifico attacco che ha in Han l'elemento più pericoloso. In campo anche l'ex aquilotto Raffaele Bianco mentre Terrani e non Falco, agirà da suggeritore. Di fatto moduli speculari, almeno in principio sotto le nuvole che incombono sul Golfo dei Poeti. Non meno di trecento i tifosi ospiti al seguito, larghi i vuoti in curva Ferrovia.

PRIMO TEMPO
Due minuti scarsi con la maglia bianca per gonfiare la rete. E' curiosa la storia di Alberto Masi, colonna portante della difesa della Ternana fino a giugno ed arrivato dal Bari alla corte di Gallo nelle ultime ore di mercato, sorprendendo un po' tutti, anche gli stessi operatori di mercato. Oggi il centrale genovese, una vita nelle giovanili della Sampdoria, va in gol all'esordio proprio contro gli eterni rivali di sempre: il cross dopo 1'48'' arriva dal primo calcio d'angolo della gara, ben tagliato dentro l'area da Mastinu, la torre è del solito ispirato Marilungo che la rimette nel mezzo, trovando la coscia di Masi. Quanto basta per varcare lentamente la linea di porta, proprio a pochi metri dalla curva Ferrovia che si scalda subito e inizia un "contraddittorio" con i dirimpettai a colpi di decibel. Per gli aquilotti, esattamente come a Terni, il gol arriva al primo battito d'ali. E' uno Spezia tecnicamente all'altezza dell'avversario, Pessina e Mastinu hanno la lampadina sempre bene accesa, Marilungo e Granoche vogliono la profondità. La stessa che tanto aveva prodotto nei primi 20' del "Liberati".

Il Perugia reagisce, Cerri si divora l'1-1. Mastinu trasforma sogni in realtà.
Cosa si mangia Cerri al 12' lo sa solo lui! Dopo qualche minuto di smarrimento il Perugia serra infatti le marcature, alza il baricentro di una decina di metri e costringe così i bianchi ad un palleggio meno efficace. Pajac ha terreno fertile sulla sinistra, tempo e spazio per scodellare una palla meravigliosa sulla quale il gigantesco attaccante di proprietà Juventus, va con la certezza di bucare Saloni e ripristinare la parità: dall'alto dei suoi 197 centimetri, colpisce però con grande forza ma incredibilmente la porta è più a destra di un paio di metri. Pensieri perniciosi riportano a Terni quando il Perugia cerca di sfruttare il break: capitan Brighi non riesce a dare precisione alla sua idea, sul disturbo di un Vignali che non si risparmia mai. A sgombrare il cielo dai nuvoloni incombenti ci penserà Mastinu al 19': splendido il suo mancino ad effetto che si spegne a pochi centimetri dall'incrocio e dà il bentornato al sole. Meritatissima prima gioia personale per il fantasista sassarese che si beve Colombatto praticamente sul posto e disegna la parabola perfetta.

Cerri, che disastro. Sbaglia ancora, ma il Perugia reagisce. Ed accorcia.
Visti i recentissimi precedenti non c'è da anestetizzarsi di fronte ad un risultato che psicologicamente può anche disturbare una squadra che non sa gestire. E quando Bolzoni perde un pallone che proprio non deve perdere sulla pressione dell'ottimo Terrani, pensi che stavolta Cerri non possa proprio sbagliare e che Terni sia ancora in testa. Stavolta l'attaccante di Parma, liberissimo in mezzo all'area, ci va con il piattone, senza alcun disturbo e soprattutto con una porta enorme davanti: palla altissima, con Saloni virtualmente battuto. I bianchi bloccano il forcing al 27' quando Vignali attiva i cingoli e tenta di penetrare in area ma perde il contatto con la sfera proprio al momento del cross. Cinque minuti dopo andrà perfino in gol il jolly di Bragarina ma Pezzuto ferma tutto prima ancora che la sfera varchi la linea: fuorigioco netto, nessuna discussione. Al 35' lo Spezia rimette il muso avanti e questa volta Marilungo, insieme Giani il migliore dei suoi nella prima frazione, rischia l'eurogol dal vertice sinistro dell'area. Splendida la sua idea e come la mette in pratica: prima finta il cross, poi alza lo sguardo e sceglie di accarezzare la palla, sfiorando di un nulla il secondo palo. Rosati mai ci sarebbe arrivato. Non c'è invece precisione nel colpo di testa di Granoche al 37' e mentre la gara sembra destinata ad arrivare così all'intevallo, gli umbri trovano a 2' dal fischio di Pezzuto il gol che riapre i giochi: sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla sinistra, Terrani colpisce il palo e sulla respinta il più veloce di tutti è Volta, che ad un passo dalla linea ci porta, segna.

SECONDO TEMPO
Il gol di Volta non ci voleva, produce quella dinamica mentale chiaramente favorevole a chi insegue e pericolosa per chi deve conservare. Il sole ha preso decisamente il sopravvento, le curve qualche minuto di tregua mentre Saloni è costretto subito alla deviazione bassa su conclusione velenosa di Pajac che non si preoccupa di calciare da posizione pressoché impossibile. Deve essere Bolzoni a guidare i compagni nella gestione della palla, che scotta fra i piedi dei giocatori in maglia bianca e il Perugia sugli esterni scatena la propria furia, iniziando a mettere nel mezzo cross e controcross, nella speranza che Cerri la smetta di calciare in cielo. Il Perugia ci va davvero vicino al pari quando il cronometro dice 13: Mastinu perde una palla su una carica poco ortodossa, Han riceve e smista sulla sinistra per il velocissimo Bianco che incrocia un diagonale: la curva chiude gli occhi, ma la palla sibila il legno. Salvi, almeno per ora.

Forte e Capelli, Gallo vuole forza e centimetri.
Capelli per l'ottimo Masi (che non ha certo 90' nelle gambe), Forte per Marilungo, le variazioni sul copione decise da Gallo mentre il Perugia si fa vivo sempre di più e Saloni preferisce usare i pugni sul diagonale non irresistibile di Terrani. Si balla troppo dietro, Giani si imbufalisce e ordina attenzione nei confronti di qualcuno che dimentica pertinenze e posizioni: capita spesso che sul secondo palo ci siano un paio di giocatori del Perugia completamente liberi. E menomale che il nordcoreano Han e il suo emblematico taglio di capelli non ne acchiappano una, altrimenti parleremo d'altro. Si fatica altresì a trovare campo, sugli esterni c'è fatica e lucidità relativa, ma lo Spezia reclama un rigore e, a giudicare dalla moviola, ne ha ben donde: al 20' Pessina (gran partita alla distanza la sua) non riesce a fare suo il cross di Forte, perché spinto abbastanza platealmente in area da un avversario. Pezzuto non si scompone, anche questa è storia.

Il Perugia finisce, lo Spezia no: Forte e Granoche servono il poker.
Il tacco di Bonaiuto non è il tacco di dio, se segnava in torsione, quel colpo no look avrebbe fatto il giro di tutte le televisioni d'Europa. Decisamente meno spettacolare ma quanto mai efficace invece il gol con cui lo Spezia chiude virtualmente i giochi: minuto 32, Monaco e Volta vanno contemporaneamente sullo stesso pallone, il primo sbaglia lo stop e la sfera passa sotto le gambe dell'ex bolognese. Un errore parrocchiale malgrado si tratti di giocatori esperti, che Forte non spreca: il suo mancino si infila alla sinistra di Rosati ed è un peccato che non possa liberare la sua esultanza in quanto ex, il più fresco dei tanti ex di giornata. Gara in cassaforte? Sembrerebbe di sì ma se ci fossero ancora dei dubbi è il Diablo Granoche a convincere gli ultimi scettici rimasti, depositando in rete con il piatto un servizio al bacio di Pessina che aveva chiuso un triangolo tutto mancino con Mastinu. La gara finirà con la paratona di Saloni su tiro di controbalzo di Di Carmine e con il secondo ed ultimo gol umbro ad opera di Mustacchio che fugge in solitudine e uccella Saloni con un piazzato imparabile. E' un poker rivitalizzante oltreché meritato, contro una squadra che perde per la quarta volta consecutiva ma che ha sbagliato tanto sottoporta, tornando a casa con un risultato estremamente punitivo.

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