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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Luglio - ore 15.32

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IL PARMA SI COMPLICA LA VITA, LO SPEZIA NON GLIELA ROVINA

Derby della Cisa senza gol e l'espulsione di Lucarelli che condanna i ducali ad una gara di contenimento. L'unica parata è però di Di Gennaro su Scozzarella. Un punto d'oro alla vigilia, d'argento al fischio finale di Ros.

30 PUNTI AL GIRO DI BOA
IL PARMA SI COMPLICA LA VITA, LO SPEZIA NON GLIELA ROVINA

La Spezia - PARMA-SPEZIA 0-0

PARMA (4-3-3)
Frattali; Iacoponi, Di Cesare, Lucarelli, Gagliolo (17'st Sierralta); Dezi (28'st Corapi), Scozzarella, Scavone; Insigne, Baraye (18'st Baraye), Di Gaudio. A disp. Nardi. Dini, Scaglia, Munari, Ramos, Frediani, Barillà, Siligardi, Sierralta. All. Roberto D'Aversa

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Terzi, Giani, Lopez; Maggiore, Bolzoni (15'st Giorgi), Pessina; Mastinu (31'st Ammari); Granoche, Marilungo (37'st Forte). A disp. Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Forte, Soleri, Augello, Calabresi, Acampora, Vignali, Ammari. All. Fabio Gallo

Arbitro: Riccardo Ros di Pordenone
Assistenti: Paolo Formato di Benevento e Vito Mastrodonato di Molfetta
Quarto ufficiale: Marco Serra di Torino
Ammoniti: Bolzoni, Lucarelli, Terzi, Maggiore, Di Cesare, Sierralta, De Col
Espulso: al 41'pt Lucarelli per somma di ammonizione
Recupero: 1'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
20.04 - L'ultima d'andata ci riporta a Parma dopo 36 anni, per una gara che ai tempi della serie C portava allo stadio più spettatori di questa sera. Due storie completamente diverse quelle di Parma e Spezia, perché quando i gialloblu vincevano coppe europee e primeggiavano nel campionato di serie A, la squadra bianca attraversava uno dei decenni peggiori della propria storia. E' la sfida anche fra due tifoserie che sono state amiche per quasi 30 anni, paradossalmente senza nemmeno incontrarsi una di fronte all'altra, ma scambiandosi visite in occasioni delle partite più importanti: la storia dice che anche quel gemellaggio è finito in archivio in una serata estiva di dieci anni fa. C'è freddo al "Tardini", come il copione impone: giocare la sera alla fine di dicembre rimane un'assurdità, fra le tante del moderno mondo del calcio. Tanta pioggia in mattinata sopra il manto erboso dello stadio, tanto da usare i teloni protettivi, per scongiurare eventuali allagamenti.

20.14 - Spalti ancora semivuoti allo stadio, le squadre sono impegnate nel riscaldamento e a breve torneranno negli spogliatoi. Spezia con il 4-3-1-2, Parma col 4-3-3, atteggiamenti tattici simili per due allenatori che sono stati da calciatori compagni di squadra: non ci sono i "vecchi" bomber delle due squadre, Gilardino e Calaiò, curiosamente entrambi ex dell'altra squadra, e questo toglie un po' di tasso tecnico alla gara. Non c'è il grande freddo temuto a Parma, dove i tifosi spezzini trovano una temperatura di 6°: lo Spezia cerca la sua seconda affermazione esterna, dopo aver sfatato il tabù in quel di Vercelli. Trentadue punti in classifica per i ducali, 29 per gli spezzini: non sono poi così lontano le due formazioni, malgrado i diversi potenziali a disposizione.

PRIMO TEMPO.
Incontrarsi sul valico della Cisa, fra Pontremoli e Berceto, terre di chiese, libri, commerci e battaglie rusticane, come ogni luogo di confine che si rispetti. Quando ancora non c'erano nè strade nè auto e, chi non poteva permettersi un mulo si muoveva esclusivamente con le proprie gambe e la guerra decimava le città, c'era chi s'incamminava sulla Francigena e dopo tre giorni senza sosta, con scarpe e piedi distrutti dai chilometri, giungeva in Alta Lunigiana per comprare l'agognata farina padana, un lusso autentico per chi a due passi dal mare si cibava di patate e castagne. E' per questo che in uno dei valichi più angusti del Paese, la vita delle genti è sempre stata in movimento, un tempo per mere ragioni di sussistenza poi, con destini moderni così diversi, per questioni di... opportunità. Ci piace partire da lontano per raccontare una sfida calcistica che mancava da 36 anni suonati e che mette di fronte Parma e Spezia, mai così vicino in classifica come stasera: i bianchi, che a poche ore da San Silvestro vestono lo smoking da trasferta, proveranno a giocare un bello scherzetto ai "cugini ricchi", più costretti ad un risultato pieno per questioni di budget speso, aspettative della piazza e, soprattutto, rientri finanziari della nuova proprietà cinese. L'inizio, entrando in cronaca, però è tutto dello Spezia che lascia giocare l'avversario ma copre meglio le tre zone del campo, con una superiorità numerica a centrocampo che fa ben ripartire, anche grazie al movimento degli attaccanti. Il Parma va a folate e quando parte ha grande velocità sugli esterni e in particolare su Baraye che al 9' prova a sfondare per vie centrali, fermato dall'intervento risolutivo di capitan Terzi. La catena di sinistra dello Spezia, con Lopez e Pessina, e quella omologa del Parma, con gli ex carpigiani Gagliolo e Di Gaudio prendono il sopravvento: sulle mancine le cose migliori del primo spicchio di partita.

Lo Spezia corre con ordine, il Parma a folate.
Il pressing dello Spezia inizia presto: addirittura sul palleggio con cui Lucarelli e compagni fanno ripartire l'azione, si sgancia anche Bolzoni alzando il baricentro della squadra una decina di metri. Velleitario il tiro da venti metri di Dezi, sfortunato è invece Granoche sul rimbalzo sfavorevole di un cross ben calibrato da De Col. Per gli aquilotti i problemi possono nascere solo sugli esterni dove il modulo è dalla parte dei padroni di casa: la chiave tattica dice che con undici piuttosto offensivo, tutti gli undici aquilotti sono coinvolti nella pratica conservativa e infatti il Parma fatica ad avvicinare il proprio fraseggio all'area ospite. Scozzarella cerca di farla viaggiare più velocemente possibile per evitare il ritorno dei giovani mediani spezzini, inesauribili, per Bolzoni non è gara facile, condizionata da un giallo discutibile ma preso davvero troppo presto. Decisamente più da ammonizione il pestone che Lucarelli rifilerà a Mastinu alla mezz'ora su un contropiede in superiorità numerica degli aquilotti: a 40 anni suonati un fallo d'esperienza che blocca una vera azione da gol. Mentre non si contano i cori contro dalle rispettive curve, la partita perde qualche lampo ma non il tono complessivo che la rende apertissima e aperta davvero ad ogni risultato: ci va davvero vicino la formazione di Gallo suna serpentina irresistibile di Marilungo che stoppa in corsa alla perfezione e gira una palla al centro dove Granoche si avventa contemporaneamente a Di Cesare, col difensore che ha la meglio.

Granoche sfiora il gol da album Panini. Collettivamente Parma inferiore, espulso Lucarelli!
Non perde di tono il match che si avvia all'ultima parte del primo tempo e lo Spezia continua a ben comportarsi nelle due fasi: al 37' il pressing di Maggiore induce all'errore di impostazione Iacoponi e il centrocampista aquilotto vola verso la porta, premiando il movimento sul primo palo per Granoche nell'unico passaggio possibile: la palla arriva dietro il Diablo e il suo tacco in corsa fa venire i brividi alla curva Nord: se fosse finito in porta sarebbe stato puro cinema d'autore. Ma a strappare il copione della gara ci penserà Lucarelli al minuto 41: il difensore del Livorno, simbolo della rinascita del Parma, va a cercare fortuna su un calcio d'angolo e sostituisce la sua testa con un evidente tocco di mano, certamente più lapalissiano della famosa mano di Maradona: la palla non finisce nemmeno alle spalle di Di Gennaro ma Ros è a due passi e sventola in faccia al capitano il secondo cartellino giallo. Finale sui nervi, il Parma chiede un rigore per un tocco di mano fortuito di Lopez, lo Spezia poco più tardi con l'incornata di Granoche verso la porta che incoccia il braccio di Di Cesare, abbastanza vicino al corpo da non far sussultare l'arbitro.

SECONDO TEMPO.
Ritorno in campo con un Parma schierato col 4-4-1, avvelenato dall'espulsione e un Ros che "sente" la pressione, ammonendo in pochi secondi Terzi e Maggiore. L'inferiorità numerica toglie tranquillità al Parma, lo Spezia non sembra però voler cadere nell'inganno "del belinone" e cerca soprattutto di gestire psicologicamente i momenti del match, grazie a tanti giocatori esperti che ad ogni situazioni cercano un dialogo con l'arbitro. In due tempi Frattali dice no al mancino interessante di Mastinu mentre sull'asse Maggiore-Granoche si costruisce una bella ripartenza, fermata solo da un fallo di mano dell'uruguayano. Ma l'aggressività della mediana spezzina è impressionante e anche un top player come Scavone va in grossa difficoltà su quelle simpatiche tarantole di Pessina e compagni. Di Cesare è costretto a stendere Marilungo che stava ripartendo, la gara entra nel vivo e il taccuino di Ros si riempie: il Parma prova a reggere, lo Spezia a trovare il colpo. Stupenda la piroetta di Maggiore che su una palla difficile si gira su se stesso come un Iniesta qualsiasi, scartando in un micron due difensori e anche se l'azione sfuma, i mille tifosi spezzini si spellano le mani a vedere quel ragazzo cresciuto a scogli e mezeta.

Dominio Spezia ma il miracolo lo fa Di Gennaro.
La gara sembra prendere lo svincolo della Parma-Mare ma la B ti ricorda al 14' che nulla è fatto senza certezze e su un calcio d'angolo battuto da Mastinu, la difesa del Parma allontana trovandosi in un contropiede 4 vs 3 ben orchestrato da Insigne che serve un pallone quasi perfetto per l'accorrente Scozzarella: diagonale a colpo sicuro ma Di Gennaro ci mette corpo ed istinto, deviando da grande portiere poi Pessina mura Baraye sulla seconda palla. Pericolo scampato e momento frizzante del match con la successiva rasoiata di De Col che non sorprende il bravo Frattali. A mezzora dalla fine una prima girandola di sostituzioni con gli ingressi di Giorgi, Nocciolini e Sierralta per Bolzoni, Baraye e Gagliolo, che esce con le lacrime agli occhi per un ginocchio girato malamente. Finito il pernicioso momento di caos, lo Spezia torna a macinare gioco col nuovo regista Maggiore ma i cambi giovano ai ragazzi di D'Aversa: gli aquilotti schiacciano sull'acceleratore soprattutto dalle parti di uno scatenato De Col, uno di quelli che più ha goduto dell'espulsione altrui. Al 19' Mastinu prova a bucare un sempre attento Frattali, poi Pessina non inquadra la porta sempre dalla distanza: c'è meno facilità di palleggio da parte spezzina, il Parma cerca di alleggerire con qualche sortita.

Lo Spezia non ne ha più e spreca un finale favorevole.
Un quarto d'ora finale in cui anche lo stato delle batterie avrà voce in capitolo, mentre Gallo si gioca l'amuleto Ammari per un positivissimo Mastinu: smesso da tempo il pressing, la manovra non convince quanto nel primo tempo, mentre Pessina tenta l'ennesimo sinistro che non trova lo specchio pur da posizione invidiabile e con un gaudente pallone rimbalzante. Il destro di Ammari al 38' è invece un siluro sulla testa di Serrialta che trovandosi sull'esatta traiettoria, si immola per la causa, davanti al suo portiere che probabilmente avrebbe fatto fatica a seguirla nel traffico visivo. Il Parma, con un grandissimo Di Gaudio, è raccolto nella sua area come in un tempio sacro, lo Spezia, con Forte al posto di Marilungo, ha un diavolo per capello ma anche poca freschezza mentale nei suoi tentativi, spesso superficialmente gestiti. Solo un guizzo, una giocata uno contro uno può far saltare il banco e lo Spezia del "Tardini" è mancato forse solo in quel tipo di brillantezza che ti fa andare in porta e fare gol. Perché la porta, oltreché sempre più piccola, sembra anche più lontana. Finisce in pareggio, tutto sommato specchio dell'andamento della gara ma Gallo non deve rimuginare: un punto d'oro alla vigilia, che diventa d'argento al fischio finale ma giro di boa a 30 punti, due in più di un anno fa. Un brindisi di San Silvestro con le migliori bollicine.

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