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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 10.10

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IL LAMPO DEL GILA E' L'UNICO RAMMARICO | Foto

Contro la capolista lo Spezia ci mette rabbia e collettivo ma il Palermo risponde colpo su colpo. Di Gennaro inoperoso, Pomini ne para una di quelle grosse su un destro d'istinto del bomber di Biella. Manca ancora la vittoria davanti a patron Volpi.

PLAYOFF CONSERVATI
IL LAMPO DEL GILA E' L'UNICO RAMMARICO

La Spezia - SPEZIA-PALERMO 0-0

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Terzi, Giani, Lopez; Maggiore, Bolzoni, Pessina; Mastinu (25'st Palladino); Gilardino (42'st Marilungo), Granoche. A disp. Bassi, Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Juande, Forte, Augello, Giorgi, Corbo, Ammari. All. Fabio Gallo.

PALERMO (3-5-1-1)
Pomini; Dawidowicz, Struna, Bellusci; Fiordlino (20'st Moreo), Coronado, Jajalo, Chochev, Aleesami; Trajkovski (36'st Murawsi); Nestorovski (42'st La Gumina). A disp. Maniero, Accardi, Embalo, Gnahorè, Szyminski, Petermann. All. Bruno Tedino.

Arbitro: Piccinini (Forlì)
Collaboratori: Rocca (Vibo Valentia) - Galetto (Rovigo)
Quarto Uomo: Zingarelli (Siena)
Ammoniti: Struna, Aleesami
Recupero: 0'(pt), 2'(st)
Spettatori: 7mila circa (6886 fra paganti e abbonati di cui 263 ospiti)
Incasso partita: 20.145 Euro

PRIMO TEMPO
17.44 - Il ritorno di Gabriele Volpi allo stadio "Alberto Picco" e il saluto alla curva Ferrovia è il migliori inizio possibile di questo 2018 che ha portato in maglia bianca un altro "vecchio di lusso": Raffaele Palladino inizia la sua nuova avventura dalla panchina e non è detto che non possa essere gettato nella mischia a partita in corso. Contro la capolista Palermo è una gran bella gara, da tentare di vincere con intelligenza: di sicuro se lo Spezia può aspirare ad un campionato diverso oggi può dimostrarlo davanti ai propri tifosi. Ma è, come detto, il ritorno del patron la vera bella notizia della serata.

17.52 - Ricordando Alberto Duvina, scomparso in settimana, i tifosi hanno lavorato tanto sulla coreografia e finalmente potranno materializzarla sulle scalee del vecchio Picco, 99 anni di vita e un'atmosfera degna dell'avversario. Malgrado la sosta, Gallo riparte da 10/11 di quello che aveva chiuso l'anno al "Tardini". Lo Spezia ha ritrovato la difesa: i liguri non subiscono gol da 363’, ossia dal 87’ di Cremonese-Spezia 1-0, centro di Paulinho, lo scorso 2 dicembre; poi si contano i restanti 3’ dello “Zini”, le intere gare vinte su Foggia (1-0 in casa), Pro Vercelli (2-0 al “Piola”) ed Avellino (1-0 al “Picco”) e quella pareggiata a Parma (0-0). Lo Spezia ha medie da serie A al “Picco” nelle ultime nove partite giocate: 7 successi liguri e 2 pareggi, con 23 punti conquistati sui 27 a disposizione.

PRIMO TEMPO.
Davanti agli occhi di Gabriele Volpi, al "Picco" dopo lunghissimi mesi di assenza, l’inizio dello Spezia è a dir poco feroce, tanto che dopo 25 secondi Maggiore può tirare con il piatto sinistro dal dischetto del rigore sfiorando l’incrocio. La partita aveva avuto un inizio di grande impatto scenico: la spettacolare coreografia della Curva Ferrovia e i cori di tutto lo stadio hanno salutato il ritorno del patron e bagnato la prima del 2018: Palermo che appare frastornato dall'ambiente di Viale Fieschi, tanto che i calciatori entreranno in campo con tre minuti di ritardo in pratica e i padroni di casa lo aggrediscono alto non lasciandolo ragionare. Anche Gilardino può arpionare un pallone in area dopo novanta secondi, ma viene poi recuperato dalla difesa ospite non prima di aver scaricato per Lopez che però tira con il piede sbagliato, alto. Quindici minuti di pura bolgia da "Picco", Tedino chiede calma e gesso, passare indenni il momentaccio e iniziare a far sentire il peso delle differenze tecniche. Al 17' sugli sviluppi di un corner, Lopez prova la botta al volo, ma la conclusione viene rimpallata ma il Palermo preferisce non forzare, aspettando le mosse di un avversario entusiasta.

Il Palermo doma la furia aquilotta. E alza il baricentro.
In gare tirate come queste è l'equilibrio fra i reparti a fare la differenza e sotto questo profilo si prende meritati applausi Bolzoni quando è protagonista di un recupero difensivo pressoché perfetto mentre il Palermo prova a sfondare per vie centrali con l'ex trapanese Coronado che serve Chochev per una conclusione altissima. Quella che capita sui piedi di Nestorovski al 28' è una palla decisamente più pericolosa: di forza, il capitano rosanero si fa largo in area di rigore per poi scaricare sull'esterno della rete un destro da posizione molto defilata. Al 31' si rifa sotto lo Spezia sugli sviluppi di uno schema da calcio d'angolo con spizzata sul primo palo alla Bordin di Pessina ma non c'è Zaniolo pronto al tap-in e Pomini ringrazia perché la sua smanacciata poteva essere un assist al bacio per un rimorchio che non c'è. I ritmi rimangono interessanti e su un'imbucata di Fiordilino, Trajkovksi può calciare dal limite senza incubi però creare incubi nella testa di Di Gennaro. Lo Spezia quando può un colpetto lo prova sempre e al 35' è un di testa del piccolo Mastinu, su servizio di De Col, a non trovare la porta. Il Palermo dal canto suo è uscito fuori dal guscio con esperienza, gestendo la palla e la luna dritta di Gilardino e compagni.

Il ritmo non manca, difese più efficaci degli attacchi.
Sulla velocità generale il Palermo, sostenuto da un ottimo settore ospiti, può concedere qualcosa e soprattutto dalla fascia sinistra Pessina e Lopez provano a dare un'accelerata: Tedino ha ordinato marcature speciali su Gilardino e Granoche, Gallo vuole uno Spezia capace di fare anche altro, giocando palla a terra e magari concedersi qualche conclusione dal limite. Al 37' altra occasione Spezia con il cross di Lopez su cui Gilardino non arriva. Il bomber di Biella, uno degli ex della gara, si deve districare in un fazzoletto di maglie rosa, picchiato ogni volta che riceve la palla e, spalle alla porta, prova a cercare Granoche. Un minuto dopo il Palermo sfonda da sinistra con Aleesami che serve Nestorovski, invitandolo ad una rovesciata di grande senso estetico: fortunatamente non è felice il suo impatto con la sfera. L'ultimo brivido della prima parte di gara ancora sull'asse Aleesami-Nestorovski ma il macedone ci arriva male e ancora una volta non inquadra lo specchio. Uno 0-0 che rispecchia l'equilibrio con aquilotti protagonisti di una grande partenza e Palermo che nella fase centrale ha saputo prendere in mano la situazione, creando qualcosa di potenzialmente importante.

SECONDO TEMPO.
Per battere questo Palermo ci vuole un gol e una partita perfetta: l'analisi della vigila di Fabio Gallo si conferma esatta alla prova del campo. Si vede che lo Spezia sta bene psico-fisicamente ma i rosanero sono abituati a stadi infuocati e digeriscono meglio il "Picco" di altre squadre, passati da qui. Meno bestiale l'inizio aquilotto rispetto a 45' fa, ma il possesso è comunque fra i piedi dei padroni di casa: Bellusci cerca spesso il lancio a scavalcare, sperando che un guizzo dei suoi attaccanti cambi la storia della gara, bellina ma senza parate da raccontare, senza salvataggi clamorosi nè scorrettezze particolari. Viaggiano così i minuti, analogamente alla prima frazione: di certo il Palermo ha capito bene le difficoltà e Chochev all'8' ha la marcia giusta per entrare in area con una falcata impressionante culminata in una conclusione-cross murata dalla difesa spezzina. Sulla ribattuta ci prova Trajkovski, ma ancora una volta la difesa ha buon gioco. La qualità nel breve di Coronado, i tentacoli di Chocev, la solidità di Struna: i siciliani hanno un undici impressionante e lo Spezia non lo ha mai dimenticato.

A Gilardino un lampo basta ma Pomini ha riflessi spaventosi. Dentro Palladino.
Non c'è misura nella capocciata di Granoche, manca la forza invece a quella di Trajkovski. Al gol va veramente vicino per la prima volta lo Spezia al minuto 18: il Diablo difende e lavora una palla sull'out destro e la resuscita in campo con un taglio basso su cui un Gilardino per la prima volta solo soletto, va cercando la precisione: il destro di prima intenzione finirebbe a fil di palo, non fosse per uno straordinario Pomini che si allunga e toglie letteralmente la sfera dal sacco. Passata la paura e con l'ingresso di un nuovo attaccante, Moreo, il Palermo torna a fare possesso per provare a spegnere la rinnovata verve degli aquilotti: ad ammutolire il Picco per qualche secondi sarà però Coronado che, ricevuto dal solito Trajkovski, fa partire una staffilata dai venticinque metri che si spegne davvero molto vicino al palo. Gallo capisce che serve una scossa e getta nella mischia Palladino, trequartista alle spalle degli attaccanti al posto di Mastinu. Scontri poco ortodossi fra Aleesami e Bolzoni ma è roba di un attimo in un contesto di partita essenzialmente corretta. Si parla tanto in campo e il bravo Piccinini di Forlì deve usare tutta la diplomazia per non perdere nel finale il polso del match, dopo un'ottima direzione.

Squadre stanche, non è un finale coi botti.
I nervi e la stanchezza più delle giocate. E' un finale figlio del risultato ad occhiali, con entrambe le squadre che a questo punto vorrebbero almeno non perdere, anche in virtù dei risultati di giornata. Lo Spezia, con un gran capitan Terzi a guidare la difesa, imposta perfino un pressing sui portatori di palla con l'evidente intenzione di non incoraggiare il Palermo ad un finale arrembante. La capolista, che con Moreo in campo gira decisamente meglio, si affida ad un giropalla piuttosto lento dove i soli Coronado e Aleesami sembrano averne ancora: il 27enne norvegese punta De Col e lascia partite un sinistro che si spegne sull'esterno del palo comunque ben coperto da Di Gennaro. Spiccioli di gara per Marilungo che rivela un Gilardino applauditissimo prima dei 2 soli minuti di recupero concessi giustamente visto che tutto si può dire ma non che Spezia e Palermo non hanno giocato a pallone: magari senza grandi emozioni, ma nessuno ha fatto melina. Il fischio finale dell'arbitro manda tutti negli spogliatoi: lo Spezia allunga la striscia positiva e Di Gennaro aggiunge altri 90' alla sua imbattibilità: sono 453'. Il sogno rimane sulle nuvole ma non c'è alcuna caduta da parte di una squadra consapevole oggi della sua forza.

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