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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Dicembre - ore 21.20

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IL LAMPO CHE TI SALVA LA SERATA

Dieci undicesimi sono gli stessi di domenica scorsa eppure non gira come col Frosinone. Il Cosenza legittima il vantaggio, Scuffet toglie l'acqua dalla barca e fa due parate enormi. E nell'unica vera grande giocata i bianchi pareggiano con Ragusa.

un x-file al 95'
IL LAMPO CHE TI SALVA LA SERATA

La Spezia - COSENZA-SPEZIA 1-1
Marcatore: 39'pt Riviere, 18'st Ragusa

COSENZA (4-3-3):
Perina; Bittante, Capela, Monaco, D’Orazio; Bruccini, Machach (19'st Sciaudone), Kanoute (31'st Greco); Pierini, Rivière, Baez (23'st Carretta). A disp. Saracco, Corsi, Broh, Litteri, Schiavi, Legittimo, Greco, Trovato. All. Piero Braglia.

SPEZIA (4-3-3):
Scuffet; Ferrer, Erlic, Capradossi, Ramos; Maggiore, Bartolomei, Mastinu (1'st Acampora); Ragusa, Gudjohnsen (41'st Terzi), Bidaoui (26'st Marchizza). A disp. Krapikras, Barone, Vignali, Delano, Ricci F., Gyasi, Reinhart, Benedetti. All. Vincenzo Italiano.

Arbitro: Lorenzo Maggioni di Lecco
Assistenti: Grossi (Frosinone) e Lanotte (Barletta)
Iv Uomo: Garofalo (Torre del Greco)
Ammoniti: Monaco, Mastinu, D'Orazio, Maggiore, Ramos, Bruccini
Espulso: 25'st Ramos
Spettatori: 3735
Incasso totale: 37.522

PRE-PARTITA
20.52 - Punti di platino al "Marulla", uno dei tanti crocevia del campionato dello Spezia costretto ad inseguire dopo un inizio inatteso. Gli aquilotti nella tana del Cosenza cercano punti e quella fortuna che, insieme alla componentà lucidità, è venuta a mancare nella trasferta di Pisa, l'ultima sfida in esterna, persa malamente dopo aver accarezzato a lungo la vittoria. Il 4-3-3 di Braglia è una sorta di 4-2-3-1 con Kanoute e Bruccini mediani e costruttori di gioco e Riviere punto di riferimento più avanzato. Solito tridente per Italiano che rispolvera Ragusa, a segno con una doppietta all'Arena Garibaldi, e fa sedere in panchina Federico Ricci.

20.56 - Novantanovesima panchina al Cosenza per Piero Braglia, cinque ex aquilotti oggi giocano con la maglia rossoblu, mentre dalla parte opposta è Ramos l'unico ex. Il terreno si presenta in buone condizioni, la pioggia del pomeriggio non lo ha affatto rovinato. Cosenza in "abito" blu marina con inserti rossi, Spezia total white. Capitani di serata Paolo Bartolomei e Mirko Bruccini, spezzino doc ma punto fermo della squadra calabrese.

PRIMO TEMPO
Andare a vincere sul campaccio del "San Vito" per scrollarsi una buona volta dalle scapole la polvere di un autunno complicato e prepararsi ad un inverno con altre prospettive. Serve una serata perfetta contro un Cosenza che dal canto suo non può permettersi di sbagliare. Più tecnico lo Spezia, più fisici i lupi, l'inizio sembra rispettare i valori di partenza. Palla a terra, i bianchi si muovono bene fin dal principio: la sponda vale più del diagonale col piede meno preferito ma dopo nemmeno un minuto dal fischio d'inizio Gudjohnsen è già nel vivo del gioco, decisamente ben lanciato da Maggiore e subito dopo servito di volo da un pregevole volè di Mastinu con scoordinato tiro acrobatico lontano dai pali difesi da Perina. La risposta del Cosenza è furente e coinvolge il mobilissimo trio d'attacco: al 4' l'azione in velocità degli uomini di Braglia, manda Riviera al diagonale, forte ed angolato ma Scuffet è bravo a coprire il primo palo e a deviare in calcio d'angolo. Lo Spezia si schiaccia forse troppo sugli attacchi dei centrocampisti, Italiano si sbraccia per chiedere di giocare al calcio e alzare il baricentro di una decina di metri. Le qualità di Maggiore si vedono per la prima volta al 13' quando si butta dentro, finta lo scarico sull'esterno e quando arriva sul fondo cerca di pescare Gudj: troppo marcato per andare alla conclusione, i difensori non abboccano sul suo velo.

Braglia muove gli uomini, spazi ridottissimi per tutti.
Attenzione massima quella che Bittante e D'Orazio mettono su ogni situazione che li vede minimamente coinvolti: sanno bene i due esterni difensivi che Ragusa e Bidaoui possono fare malissimo se lasciati liberi di orchestrare. Gli spazi sono pochi, Maggiore gioca come sempre di prima e sembra questa la carta giusta per sorprendere l'attentissima retroguardia locale. Diversi atteggiamenti strategici, dovuti al differenziale tecnico: lo Spezia pressa altissimo sui portatori di palla, il Cosenza attende e non si sbilancia sulle verticalizzazioni. Ci vuole la pezza provvidenziale di Monaco al 23' per stoppare la bordata di Gudj che aveva beneficiato di una palla sporcata dalla difesa e diventata come per magia un assist-regalo che l'islandese avrebbe volentieri scartato in faccia a Perina. Bravo a crederci Gudj su una palla potenzialmente perduta, sradicata dai piedi di Monaco, costretto così a tirarlo giù prima della trequarti e a sprecare un giallo. Braglia cambia e ricambia, Machach e Baez si invertono di ruolo cambiando porzione di campo: il tecnico toscano così facendo tenta di sorprendere l'avversario che nel frattempo ha preso in mano il possesso del match, almeno sotto il profilo del possesso.

Lo Spezia abbassa il pressing e il Cosenza passa.
I battiti del cuore della serata si abbassano, ne beneficiano di più i padroni di casa, guidati da un Bruccini a tutto campo: nello stretto gli attaccanti del Cosenza si trovano a loro agio ma alla fine alla conclusione andrà il terzino Bittante, che "spara", si fa per dire, un destro fra le braccia di Scuffet. Il Baez di stasera ricorda quello fumoso dei tempi spezzini: Ramos gli mette la museruola e lui da quella parte non passa mai. I polpastelli di Scuffet al 37' cancellano la prodezza di Kanoute che ci aveva provato da quaranta metri, vedendolo fuori dai pali. E' solo il preludio del vantaggio dei ragazzi di Braglia: proprio su quel corner calciato da Baez, Riviere anticipa tutti e col destro buca Scuffet che la vede solo all'ultimo e può solo intuire. La zampa di Capela smorza il destro di Bidaoui dopo un break aquilotto che avrebbe potuto portare all'1-1 praticamente imemediato ma il finale è di logica sofferenza perché sulle ripartenze il Cosenza ha calciatori adattissimi a trafiggere. Mastinu prende un giallo di foga, ne rischia un altro dopo un minuto per lo stesso motivo prima del riposo. C'è da cambiare qualcosa in questo Spezia.

SECONDO TEMPO
Gennaro Acampora per Beppe Mastinu è il cambio deciso da Italiano per dare più muscoli al centrocampo aquilotto. Lo Spezia macina gioco, il Cosenza si chiude a riccio e porta pressing, anche per un fatto psicologico che soprattutto nel primo quarto d'ora ha il suo peso. Il missile di Bartolomei al 4' sfiora la trasversale, ma la sfiora davvero dopo che Bidaoui si era procurato la punizione danzando ai venti metri su assist del neoentrato Acampora. Il Cosenza esce dalla morsa iniziale e al 5' a mano aperta Scuffet si ricorda di essere stato un enfant prodige del calcio italiano e toglie dal sacco la conclusione di Machach che aveva chiuso una gran bell'azione dei padroni di casa. Suona l'ora di gioco e a conti fatti manca un aspetto fondamentale alla partita non esaltante dello Spezia: una conclusione che sia una nello specchio della porta. E' proprio questa la vera differenza rispetto all'avversario che al di là del gol siglato, ha impegnato Scuffet almeno in un altro paio di occasioni con parate vere, legittimando per questo il vantaggio.

Un gol da applausi, Ragusa ancora mattatore. Ma Ramos si fa cacciare con due gialli in un minuto.
Quello che era mancato fino a qui si presenta d' un lampo al minuto 18: lo Spezia pareggia il conto con un'azione da manuale da vedere e rivedere e da raccontare. Dopo più d'un'ora di continui raddoppi, Ragusa riesce a partire dalla zolla preferita, chiedere ed ottenere un primo triangolo a Maggiore, un secondo copia-carbone a Gudjohnsen, per poi concludere con un sinistro chirurgico praticamente uguale a quello con cui raddoppiò all'Arena Garibaldi. Per l'ex Hellas terzo gol consecutivo, esattamente gli ultimi tre dello Spezia in trasferta. Sciaudone e Carretta in campo sono le mosse immediate di Braglia ma a ricambiare gli umori in campo sono i due cartellini gialli che piovono sul capo di Ramos in un solo minuto: due falli ingenui che lo mandano fuori dal campo. Italiano cambia subito e imposta un 4-3-2 per cercare di non perderla: fuori Bidauoi, dentro Marchizza per dare un uomo in più al pacchetto arretrato in un finale a questo punto complicatissimo per i bianchi. Cosenza che al 31' dovrà rinunciare a Kanoute che si fa male da solo e non sembra una sciocchezza. Un quarto d'ora più recupero con i denti, e non solo quelli, strettissimi, per strappare un pari che a questo punto varrebbe come una vittoria.

Sofferenza collettiva, quattro centrali in campo. E al 95' l'arbitro grazia Acampora...
Il Cosenza si getta a capofitto nell'impresa, schiaccia i bianchi con i nuovi entrati Sciaudone e Carretta e guadagna un paio di calci d'angolo che Scuffet fa suoi con esperienza e quando non ci arriva lui ci pensa Capradossi, autore, a nostro modo di vedere, di una grande partita: il sacrificio è di tutti, chiamati a ripiegare sulle sortite dei lupi che ci credono e hanno il dovere di farlo, visto l'uomo in più. Sembra fatta per il Cosenza al 39' quando Sciaudone serve una palla magica a ritroso sui piedi di Pierini che calcia troppo su Scuffet, sprecando molto più di qualcosa. Capradossi è monumentale nel capire la traiettoria dell'ultimo passaggio che avrebbe mandato in porta Carretta. Anche capitan Terzi in campo per gli spiccioli e una linea a cinque che non lascia dubbi sulle volontà dei bianchi che rinunciano praticamente ad attaccare. Ma a questo punto servono esperienza, saltatori nelle mischie che calabresi proveranno ad animare e il ricordo di Pisa è troppo fresco per non pensarci, soprattutto nei cinque minuti di overtime. Trecento secondi in cui il Cosenza rimane sempre in zona d'attacco, con lo Spezia a chiudere tutti gli spazi, perdendo tempo quando è possibile ma nell'ultimo minuto di gioco a protestare sarà il Cosenza su un fallo di Acampora che frana su Bruccini sul limite dell'area: Braglia grida al rigore, forse l'evento accade fuori area ma la punizione c'era tutta e invece il giallo lo prende lo spezzino con la maglia del Cosenza. Un errore che permette ai dodici tifosi aquilotti di alzare le braccia al cielo: un punto guadagnato in una serata complicata.

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