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Ultimo aggiornamento: Martedì 02 Giugno - ore 19.13

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IL 2020 INIZIA CON L'AMARO DI CHI CE L'HA MESSA TUTTA

La prima del nuovo anno contro il quotato Cittadella finisce 1-1: lo Spezia parte alla grande, sblocca con Gyasi e ha le chance per raddoppiare. Ma Erlic stende Diaw e Iori sigla il rigore dell'1-1. Nella ripresa Paleari si supera su Maggiore.

un punto alla prima
IL 2020 INIZIA CON L'AMARO DI CHI CE L'HA MESSA TUTTA

La Spezia - SPEZIA-CITTADELLA 1-1
Marcatore: 13'pt Gyasi; 36'pt Iori

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Marchizza, Capradossi, Erlic, Ferrer; Mastinu (22'st Acampora), Bartolomei, Maggiore; Ricci F., Gudjohnsen (16'st Nzola), Gyasi (39'st Ragusa). A disp. Krapikas, Barone, Vignali, Ramos, Mora, Delano, Ricci M., Terzi, Reinhart. All. Vincenzo Italiano

CITTADELLA (4-3-1-2)
Paleari; Ghiringhelli, Frare, Adorni, Benedetti; Vita (35'st Bussaglia), Iori, Gargiulo; D'Urso (37'st Stanco), Diaw (1'st Celar), Luppi. A disp. Maniero, Mora, Proia, Rizzo, Rosafio, Perticone, Ventola, Pavan. All. Roberto Venturato.

Arbitro: Marinelli di Tivoli
Assistenti: Pagliardini di Arezzo, Perrotti di Campobasso
Iv Uomo: Sozza di Seregno
Ammoniti: Gyasi, Benedetti, Italiano
Recupero: 0'(pt), 5'(st)
Spettatori: 5mila circa (1230 paganti + 3751 abbonati)
Incasso: 9545

PRE-PARTITA
14.33 - Il campionato riprende dopo la lunga pausa invernale: al "Picco" arriva il Cittadella di Venturato, battuto a domicilio nella giornata d'esordio. I padroni di casa sono a metà classifica con 23 punti, gli ospiti in piena zona play-off con 29 punti che valgono attualmente la sesta piazza. Per la truppa di Italiano l'occasione di accorciare le distanza dagli spareggi per la serie A dopo una lunga rincorsa.

14.45 - Da capitano a capitano: con Terzi in panchina, Paolo Bartolomei indossa la fascia anche contro la sua ex squadra, che lasciò, con la fascia al braccio, per venire qui. Davanti saranno Federico Ricci e Gyasi ad affiancare Gudj, punta centrale. Sono novanta i tifosi ospiti al seguito, sistemato in curva Piscina.

PRIMO TEMPO
Un golfo sferzato dal vento consegna un pomeriggio decisamente freddino e conoscendo bene come funziona da queste parti, le temperature diventeranno ancora più improbabile col passare dei minuti, il tempo che il sole scompaia dietro la collina dei Buggi. Spezia-Cittadella apre il 2020 per una gara che si ripete anno dopo anno, prima in C e adesso in cadetteria. Dopo tante promesse social in settimana la Ferrovia, o per meglio dire una piccola parte della curva, tenta di intonare un paio di cori contro l'attuale società ma ci sono le bordate di fischi del resto dello stadio a silenziare un punto di vista che evidentemente è opinione di pochi. Non c'è tempo da perdere in presunte premesse di colore, perché dopo appena 2' Maggiore dimostra la sua solita reattività nel premiare la corsa di Gudjohnsen che vola verso la porta ma strozza troppo il diagonale. Troppo plateale il modo con cui Gyasi si lascia andare sul tocco di Frare, che gli prende la punta del piede, appena giunto in area di rigore: troppo attoriale e Marinelli lo ammonisce. Pulita la scivolata con cui Erlic anticipa Luppi, evitando di concedere il tiro facile all'attaccante dei veneti, in un contesto di assoluto equilibrio. Lo 0-0 salta al 13' su un'intuizione geniale di Maggiore che agendo in posizione di ala destra, fa passare la palla dove nessuno avrebbe mai pensato: dosata nella forza e nella precisione, salta così la barriera dei mediani, permettendo a Federico Ricci di involarsi verso la porta, alzare la testa e servire Gyasi sul secondo palo. Il destro dell'italo-ghanese è imparabile per Paleari e vale il vantaggio aquilotto.

Spezia in vantaggio, l'istinto di Paleari evita il raddoppio.
Il gol esalta i bianchi, le giocate di prima, in particolare, sono un piacere da vedere per l'infreddolito pubblico di Viale Fieschi e funzionano benissimo le due catene con un Ricci a tutto campo, prezioso anche quando c'è da accorciare e prendere in consegna il difensore che si stacca. Anche il Cittadella fa la sua parte, non rinunciando a giocare al calcio e dando dimostrazione di grande solidità: come se non fossero mai andati sotto. Il saldo delle occasioni pende fortemente dalla parte dei padroni di casa: prendete quella del 17', qualcosa di colossale a riguardarla al rallenty, propiziata ancora da Fede Ricci che, praticamente con una giocata 'copia-incolla' a quella che generava il vantaggio, usa di nuovo il bluetooth per servire al centro un Gudjhonsen solo soletto che invece della forza o del dribbling sul portiere, sceglie l'intervento di fino, mirando l'angolo più lontano ma trovando sulla strada dell'esultanza, i riflessi superlativi di Paleari.

Ingenuità Erlic, rigore Citta: Iori fa 1-1.
Dopo venti minuti belli tirati la gara si prende una pausa di riflessione anche fisiologico che tuttavia non durerà una vita. A ringalluzzire l'ambiente ci penserà alla mezz'ora esatta una personale di Federico Ricci, forse il migliore del primo tempo insieme a Maggiore: questa volta non sceglie l'assist e dal vertice destro dell'area veneta, guarda la posizione del portiere e lascia partire un sinistro che gira molto bene, impegnando Paleari in una smanacciata di fortuna. Al 32' il Cittadella pareggia di D'Urso ma il guardalinee Perrotti alza la bandiera e segnala l'offiside di Luppi che evidentemente partecipa all'azione: pericolo scampato ma è roba di una manciata di secondi perché al 35' Iori timbrerà il penalty, angolando perfettamente la palla alla destra di Scuffet, che pur aveva intuito. Poco da dire sull'azione che ha generato la massima punizione: il fallo di Erlic su Diaw è sotto gli occhi di tutti. Come spesso accade un episodio altera le pulsazioni del match: più duro trovare spazi ed entusiasmi per i bianchi che pur avevano dominato la prima frazione mentre quella del Citta sembra la "gamba" che gira meglio.

SECONDO TEMPO
Cosa è mancato a questo Spezia se non la capacità di raddoppiare sulle giocate costruite? Di certo c'è che il Cittadella è un osso durissimo che non sono bastati i migliori primi venti minuti della stagione per allungare le distanze numeriche. Il centrocampo dello Spezia se la gioca alla pari contro quello dei veneti, uno dei più sostanziosi della categoria, che ha studiato molto bene le mosse di Italiano: non è un caso che l'estro di Mastinu trovi muri sul nascere neutralizzando il suo solito sfogo di qualità. Per andare in porta bisogna giocare sugli esterni. Celar per Diaw è il cambio di metà gara, Venturato sa di allenare una squadre capace anche di vincerla e dà segnali d'incoraggiamento ai suoi che sembrano ascoltarlo. Qualche sbavatura in fase di palleggio per uno Spezia che dietro concede comunque poco. Italiano vuole che i suoi giocatori escano dalla propria area con la palla al piede ma l'azione è meno fluida.

Nzola e Acampora entrano, iniezione di forza. Ma Paleari si supera su Maggiore.
Il Citta attacca con tanti uomini e gioco forza porta un pressing alto sui portatori di palla, creando pericoli. Istinto e piede, dopo un pomeriggio senza grossi interventi: Scuffet diventa protagonista al quarto d'ora quando coi piedi mette fuori dallo specchio la schiacciata di D'Urso, che arrivava dalle retrovie di gran carriera. Arriva il momento del nuovo acquisto Nzola, che prende il posto di un Gudjohnsen non certo in palla proprio mentre il "Picco" tuona contro Marinelli per un episodio a centrocampo che penalizza i bianchi: il fischietto di Tivoli sbaglia completamente quando decide di graziare il già ammonito Benedetti, colpevole di un fallo tanto plateale quanto antisportivo che avrebbe privato gli ospiti di un undicesimo in un momento cruciale del match. A metà ripresa finirà anche la gara di Mastinu che ha inciso pochissimo in questo pomeriggio grazie al grande lavoro corale degli ospiti. Il sardo lascia per Acampora che entra bene in campo e contribuisce ad un finale decisamente coraggioso da parte dei bianchi.

Paleari d'istinto, salva su Maggiore. Ragusa reclama un rigore.
Poco più tardi lo Spezia confeziona la palla che significherebbe 2-1, un risultato che varrebbe tantissimo sia per la classifica sia perché strappato ad una signora squadra che non ha avuto grandi occasioni ma che sa stare in campo: improvviso cambiocampo di Ricci, Gyasi addomestica la sfera e la mette al centro, Nzola fa un velo d'antologia e Maggiore si trova sui suoi piedi la palla del 2-1 ma Paleari si supera sulla sua conclusione di collo. Entra Ragusa e al minuto 40 lo Spezia vola in contropiede spinta da uno stadio che vuole finire in gloria: l'ultimo passaggio di Maggiore, manda in porta l'attaccante siciliano che una volta entrato in area, cade al suolo sul contatto con Iori: Marinelli dice no, il Picco marcisce di rabbia ma la decisione è quella e c'è poco da protestare. Pericolo scampato, il Citta prova a congelarla e su punizioni favorevoli fa passare il tempo, anche i 4' di recupero abbondanti che non servono a cambiare i capitoli della storia.

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