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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Agosto - ore 15.47

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I tifosi vogliono crederci ma sono realisti: "Intanto battiamo il Pisa"

A 180' dalla fine, i supporters aquilotti si preparano per la gara più sentita dell'anno che avviene in condizioni particolari. C'è chi è deluso, chi fa i complimenti alla squadra, chi apprezza i giovani.

I tifosi vogliono crederci ma sono realisti: `Intanto battiamo il Pisa`

La Spezia - La speranza è l'ultima a morire e non sarebbe la prima volta, nel calcio, che quello che appare come un finale già scritto, si riveli poi qualcosa d'impensabile. Mani giunte e sguardo al cielo, per i credenti, cornetti e affini per i pagani, i tifosi dello Spezia non sono certo soli a sperare nell'imponderabile: con loro ci sono i supporters di Perugia, Cittadella, Benevento, Carpi, un po' meno quelli di Bari e Novara. Tutti a sperare che Frosinone e Verona non facciano sei punti in due partite, cancellando la disputa dei playoff a distanza di dieci anni dalla prima e ultima volta. I ciociari, impegnati sabato a Benevento, chiuderanno in casa con la Pro Vercelli, gli scaligeri di Pecchia avranno il Carpi al "Bentegodi" e finiranno con il già salvo Cesena. A conti fatti lo Spezia dovrà sperare che una fra Benevento e Carpi riesca a bloccare la marcia delle battistrada, rosicchiando almeno uno dei 10 punti che dividono la terza dalla quarta, polverizzando gli spareggi. Tutto questo, tenendo sempre ben a mente che gli aquilotti dovranno vincerle entrambe, col Pisa e a Vicenza, nell'ultima della regular season.

Non sarà un'impresa semplice, lo dice la storia dei campionati cadetti che negli ultimi turni tendono a mantenere lo status quo acquisito nelle settimane precedenti. Ma è giusto crederci, perché forma fisica, motivazioni, assenze, possono invalidare ipotesi, perchè c'è il Pisa e una partita da onorare per la storia che ha avuto e l'atmosfera che ha sempre generato. Giusto anche tastare il polso della tifoseria spezzina che da oggi potrà acquistare i biglietti, nella speranza che quella contro i nerazzurri non sia l'ultima in casa prima delle vacanze estive. "Mi auguro di vedere una gran battaglia - ammette Alberto Miscoria, studente universitario e sempre presente in curva -, indipendentemente? dai punti per i play off; infatti il raggiungerli così, arrancando in un certo modo, non darebbe poi tutta quella soddisfazione. Il mio pensiero al di là di questo discorso va allo Spezia della città, allo Spezia degli spezzini, che purtroppo mi pare non sia lo Spezia degli ultimi anni. Vorrei rivedere uno Spezia english, come da radici, perché è quello il modo degli spezzini, calore sugli spalti e grinta sul campo, tutto a difesa della nostra città. Sarebbe bello potersi distinguere dalla moda di questi tempi di un calcio più fumo che arrosto, dove sono più i dirigenti e soci che i giocatori. Credo sia abbastanza chiaro ed evidente come anche la curva sia più spenta rispetto a quando ero un ragazzino, è legato a questi tempi. Voglio uno Spezia ruvido, che mi faccia battere il cuore nel bene e nel male. Nessuna promozione in serie A sarebbe all'altezza di un ritorno alle origini come questo". Decisamente realista anche Alessandra Tascherio, tifosa di curva: "A soli 180 minuti dalla fine i giochi sono ormai fatti, salvo sorprese. Resta il rammarico dei punti persi per strada, partite pareggiate o addirittura perse negli ultimi minuti di gara, e degli errori arbitrali che ci hanno privato di altrettanti punti importanti. È stata una stagione altalenante in cui si sono alternate prestazioni mediocri a vittorie esaltanti. È mancata la continuità di alcuni giocatori e ci sono state scelte del mister e della società non del tutto condivisibili. Sicuramente per quello che si è visto quest'anno devo ammettere che lo Spezia non è, almeno al momento, una squadra che potrebbe ambire alla serie A". Decisamente più ottimista Luca Maggiani, tifoso della vecchia guardia: "Sarà dura ma è giusto continuare a crederci, voglio essere positivo: andremo ai play off e dopo tanta sofferenza in A".

La tifosa Valentina Viviani da Monterosso si dice delusa dalla stagione: "Mi auguro di vincere, anche perché il derby col Pisa è sempre il derby. Per quanto riguarda la stagione direi che personalmente dal lato dell'impegno di alcuni giocatori sono rimasta delusa perché: con il potenziale che abbiamo potevamo fare di più. Mi piace l'idea di puntare sui giovani ma vedo comunque la società lontana dalla realtà spezzina e dei tifosi. Di certo quest'anno ha giocato anche a nostro sfavore tante decisioni arbitrali". Michele Comastri chiede concentrazione innanzitutto per battere il Pisa: "Penso di dire una cosa ovvia se dico che quella di sabato è una parttia che fa storia a se, che prescinde dai rimpianti (molti) e dalle speranze, perchè a suo modo prescinde dal resto del campionato, e questo anche se l'avversario si presenta a dir poco zoppo". Anche Massimo Della Monica, parlando della sfida ai nerazzurri, sottolinea i rimpianti di quest'annata: "Mi dispiace solo che non siamo noi a buttarli giù (parlando del Pisa, ndr), ma ci saranno solo dei sani sfottò. Per quanto riguarda il campionato ho poche speranze playoff e tanti rimpianti perché in un campionato cosi mediocre bastava poco per eccellere, veramente un peccato". Andrea Bonomi fa i complimenti alla squadra, pretendendo chiarezza sugli obiettivi: "L’amaro in bocca rimane per un'annata di transizione che fatico a vedere. La trovo decisamente sonnifera e mi dispiace molto. Playoff o no, favori arbitrali o meno, quelle tre squadre lassù hanno un approccio alle partite completamente diverso dal nostro. Hanno grinta, carattere, mordente, qualità e fortuna. Vogliono andare in serie A, noi non ne siamo in grado. Per fortuna che la riserva Granoche ha indovinato una stagione importante, altrimenti parleremo di playout. Questa squadra ha fatto anche troppo. È andata avanti il più possibile senza avere obiettivi ed ha fatto, praticamente, gli stessi piazzamenti di quelle passate. La B è difficile per tutte le squadre, si vince, si perde ma bisogna avere un'anima, un'identità qualitativa, far vedere tante cose e questi sono tutti fattori che mancano".

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