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I medici dicono stop, la festa a sorpresa per il ritiro di Frateschi | Foto

Cresciuto nell'ultima primavera prima dell'era Volpi, fu parte dello Spezia della serie D. Poi sette anni a Fezzano. "Un fastidio la prima sera del ritiro, poi gli esami e il responso. Ma quante emozioni in questi anni".

I medici dicono stop, la festa a sorpresa per il ritiro di Frateschi

La Spezia - Lì nel mezzo, come recita la canzone di Ligabue in cui si è sempre rispecchiato, mancherà a tanti. Compagni, amici e tifosi per cui Manuele Frateschi è sempre stata una certezza, gli stessi che venerdì sera gli hanno organizzato al seconda sorpresa di questo autunno. La prima, poco gradita, è arrivata dai medici che gli hanno imposto di smettere con il calcio a 28 anni, dopo una lunghissima carriera con le due maglie più pesanti del calcio spezzino. Quella dello Spezia Calcio innanzitutto, e poi quella della Fezzanese di cui ha vissuto crescita, fasti e conquiste.
"Era la sera del primo giorno di ritiro, ho iniziato a sentire che qualcosa non andava a livello fisico. Ero con Massimo Scarafile (team manager della Fezzanese, ndr) e abbiamo deciso di fare un salto al pronto soccorso dell'ospedale di Sarzana. Quella notte mi hanno tenuto sotto osservazione, poi sono arrivati gli esami specifici e il responso. Un fulmine a ciel sereno". Una storia che ricorda quella di Andrea Catellani, altro ex della maglia bianca che ha appeso gli scarpini proprio poche settimane prima per una circostanza simile.

Nove stagioni nel calcio, dallo Spezia alla Fezzanese.
"E' stata dura digerire di dover lasciare il campo, perché dopotutto è stata la mia vita anche se non era il mio mestiere. Fezzano poi è una seconda famiglia per me, lì ho trovato un'alchimia positiva che mi trasmetteva ogni giorno la voglia di giocare".

La festa a sopresa è riuscita a meraviglia, si è anche commosso quando hanno proiettato un video con i saluti dei compagni di ieri e di oggi.
"Ho ancora quelle sensazioni addosso. E' stata davvero un bel gesto, del tutto inaspettato. Ho sentito la vicinanza della società, dei compagni e di tutto l'ambiente".

L'esordio con lo Spezia che rinasceva dalle ceneri, da giovanissimo segnò 5 reti in quella stagione.
“Di quegli anni ho un ricordo bellissimo. Venivo dalla primavera e affrontavo il primo anno di serie D a 18 anni. Da spezzino, giocare in una piazza del genere in un anno che poi si è rivelato fondamentale fu una sensazione bellissima. E' stata una bella stagione anche se siamo risaliti anche grazie a un po' di fortuna, ma indossare la maglia della propria città è qualcosa di forte. Avrei voluto segnare di più, anche se da fuoriquota dopotutto non era andata malissimo".

Poi sette anni alla Fezzanese, ha vissuto gli anni della crescita e del trionfo con una Coppa Italia, una promozione e una salvezza nei Dilettanti storica.
“Ho visto una progressione fantastica da parte del club, un mattoncino dopo l'altro, anno dopo anno è stata costruita una storia difficile da dimenticare. La Coppa Italia, il campionato, i play-off... tutte emozioni incancellabili. Sono stato fortunato a viverle con un gruppo di compagni fantastici e una società che mi ha cercato dal primo momento e poi mi ha fatto sempre sentire al centro".

Il gol più bello della sua carriera?
“Ce ne sono parecchi. Se dovessi ricordarne uno in particolar modo dico quello al “Picco” in Spezia-Sarzanese, stavamo perdendo e valse il pareggio. Non è stato bellissimo come fattura a dire la verità, ma in quel momento fu davvero significativo. Ero giovanissimo, una gioia indescrivibile".

"Una vita da mediano", è la sua canzone?
“Sì, mi ci mi ritrovo tantissimo. Senza i piedi buoni, lavorare sui polmoni, quello ero io. Hanno davvero azzeccato la canzone per il video dei saluti che mi hanno dedicato. Nello Spezia ero nato come esterno alto, ma poi sono finito lì nel mezzo e non mi ci hanno più tolto".

Si vede ancora nel calcio in futuro?
“Ora sarà un anno sabbatico, più avanti sicuramente mi piacerebbe cercare un'altra strada a livello calcistico. Non so cosa farò di preciso, magari allenare i ragazzi. Vediamo, qualcosina vedremo di fare per non stare fuori da questo mondo da cui ho imparato tanto".

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