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Ultimo aggiornamento: Sabato 05 Dicembre - ore 21.43

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I PALI SALVANO IL PARMA CHE STRAPPA UN PUNTO SOLO SU RIGORE

A poche ore dal match Italiano perde Ricci e Erlic: fra infortunati e positivi il dato degli assenti è impressionante. Uno-due micidiale quello di Chabot e Agudelo, il Parma la tiene sempre aperta. Tre legni fermano gli aquilotti, poi l'amaro 2-2.

un gran peccato
I PALI SALVANO IL PARMA CHE STRAPPA UN PUNTO SOLO SU RIGORE

La Spezia - PARMA-SPEZIA 2-2
Marcatori: 28'pt Chabot, 31'pt Agudelo; 34'pt Gagliolo, 48'st Kucka

PARMA (4-3-1-2)
Sepe; Grassi, Iacoponi, Gagliolo, Pezzella; Hernani (8' st Karamoh), Brugman (8' st Cyprien), Kurtic; Kucka; Gervinho, Cornelius. A disp. Colombi, Rinaldi, Balogh, Sohm, Bane, Radu, Nicolussi, Caviglia; Adorante. All. Liverani.

SPEZIA (4-3-3)
Provedel; Sala (9'st Salva Ferrer), Terzi, Chabot, Bastoni (17'st Dell'Orco); Bartolomei, Agoume, Pobega (9'st Estevez); Agudelo (17'st Verde), Nzola (36'st Piccoli), Gyasi. A disp. Krapikas, Rafael, Vignali, Deiola, Mora, Farias. All. Italiano.

Arbitro: Valerio Marini di Roma1
Assitenti: Daniele Bindoni di Venezia e Riccardo Annaloro di Collegno.
Q.U. Pairetto di Nichelino
VAR: Orsato di Schio
AVAR Galetto di Rovigo
Ammoniti: Grassi, Pobega, Hernani, Salva Ferrer, Sohm
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
14.30 - Il derby della Cisa 2020 sarà ricordato di certo per il numero di assenze in entrambe le rose: colpa soprattutto delle positività al Covid che in misura diversa colpiscono significativamente sia la squadra di Fabio Liverani sia la neopromossa di Vincenzo Italiano. Il Parma, senza undici calciatori, ritrova almeno Andreas Cornelius: sarà il gigante scandinavo a guidare l'attacco dei ducali con Gervinho e Kucka alle loro spalle. I problemi in casa Parma sono dietro: terzino destro adattato sarà Grassi con Pezzella dalla parte opposta e centrali di difesa Iacoponi e Gagliolo. In mezzo al campo Hernani, Brugman e Kurtic.

14.40 - Nello Spezia, invece, a sorpresa non c'è Ricci dopo i tamponi negativi degli ultimi giorni: l'Asl5 non ha dato il via libera ed il regista aquilotto è rimasto fuori dallo stadio. In cabina di regia giocherà l'ex Inter Agoume. Spezia che deve rinunciare anche a Martin Erlic risultato positivo al Covid-19 e Acampora, infortunato "semplice": attualmente asintomatico il difensore croato è già in isolamento, come sancito dai protocolli sanitari nazionali. Con dodici forfait, Spezia in campo così: davanti a Provedel i terzini Sala e Bastoni, i centrali Terzi e Chabot, mentre in mediana i giovani Pobega e Agoumè faranno legna insieme a Bartolomei, mentre davanti Agudelo agirà da attaccante dopo il buon riscontro da mezzala nella gara contro la Fiorentina, con Gyasi dalla parte opposta e M'bala Nzola, che esordisce oggi dal primo minuto, nel mezzo.

14.45 - Parma e Spezia sono due delle tre squadre che hanno subito più gol nel corso delle seconde frazioni di gioco in questo campionato (sei, come il Bologna). Sempre a proposito di numeri, lo Spezia lontano da casa (si fa per dire...) ha vinto e perso una volta: l'ultima debuttante ad aver ottenuto almeno quattro punti nelle prime tre gare esterne in assoluto nella competizione è stata il Chievo nel 2001/02 (sei). I bianchi, che in realtà giocherà in azzurro come fu alla Dacia Arena, ritrova l'arbitro Marini (alla seconda direzione arbitrale in A): sarà l'undicesimo incrocio per lui con gli aquilotti. L'ultimo risale al 31 luglio scorso per l'importantissima vittoria contro la Salernitana all'Arechi che valse il terzo posto finale in classifica. Posizione poi risultata fondamentale per spuntarla ai play-off. Tutti in serie B i precedenti fino ad oggi, il primo in uno Spezia-Trapani 1-2 nel 2016. Cinque sconfitte e tre vittorie lo score, tra cui lo splendido 0-3 di Crotone con la doppietta nel finale di Pierini.

PRIMO TEMPO
Viene da domandarsi una volta di più quanto si potrà ancora andare avanti con questo calcio. Una serie A che sarà anche caratterizzata da un alto numero di reti, ma che, orfano, da mesi, di un contorno degno della sua storia, da qualche tempo perde giorno dopo giorno quelli che poi dovrebbero essere i protagonisti: i calciatori. Ventitré marcano visita nel pomeriggio del "Tardini", obbligando i rispettivi allenatori a proporre schieramenti inediti, con qualche calciatore obbligatoriamente fuori ruolo. Al di là delle premesse, la partita in principio è aperta e godibile: lo Spezia è attivissimo da subito e nei primi 10' costruisce almeno un paio di palle gol. La prima dopo una ottantina di secondi con il break a centrocampo di Pobega che approfitta del malinteso fra i centrocampisti del Parma per guadagnare metri per vie centrali, scaricare a sinistra su Gyasi che vola verso la porta, tentando di mandare fuori causa il diretto avversario per poi calciare col sinistro sul primo palo dove Sepe si fa trovare pronto. Altissima invece poco più tardi la conclusione di Gervinho, che aveva ricevuto da buona posizione ancorché angolata un passante di Hernani che aveva attraversato senza interventi tutta quanta l'area di rigore. Al 6' Spezia di nuovo pericoloso con Gyasi che impegna Sepe in una parata a terra. Bastoni propositivo, sulla mancina gioca con personalità senza limitarsi al compitino mentre su Agoume, all'esordio stagionale, c'è lo slovacco Kucka che ha l'esperienza per complicargli la vita, cosa che avviene puntualmente mandando in sofferenza la squadra di Italiano.

Tre gol in 5', lo Spezia squilla due volte con Chabot e Agudelo. Gagliolo riduce subito il gap.
Liverani chiede ai suoi di alzare il baricentro e attaccare lo Spezia con il maggior numero di giocatori possibili, lo Italiano tenta di gestire il possesso per capire come trovare gli spazi di gioco mentre capitan Terzi per due volte interviene con tempismo, sbrogliando potenziali ultimi passaggi. Livello di calcio sostanzialmente mediocre al "Tardini", Kucka e Chabot guerreggiano in area di rigore, Agudelo si addormenta col pallone fra i piedi invece di lanciare la ripartenza mentre quando usa i tempi giusti sa trovare buona assistenza sugli esterni, dove lo Spezia dovrebbe osare qualcosa di più. Sui piedi di Sepe il sinistro da posizione impossibile di Nzola che, al netto della forma fisica da costruire settimana dopo settimana, ci mette personalità e tanta, tantissima voglia. Nella noia di un match che sembrava promettere faville e sembra essersi seduto nella prevedibilità delle giocate, lo Spezia passa al minuto 28: angolo di Pobega tagliato al centro dell’area, Chabot surclassa Gagliolo e di testa buca l'incolpevole Sepe portando i suoi in vantaggio e siglando il suo secondo gol personale in serie A, ancora al Parma. La rete regala quel piglio che ti fa arrivare primo sulle seconde palle e che ti dà coraggio nelle giocate: non devono passare più di 2' per gonfiare di nuovo la rete e questa volta lo Spezia passa per vie centrali con l'irresistibile serpentina di Agudelo che giunto al limite dell'area riceve la perfetta sponda di Nzola e la mette nell'angolo con grande precisione. Uno 0-2 micidiale che durerà però una manciata di secondi: il Parma accorcia già al 33' sugli sviluppi di un piazzato calciato molto bene nell'area che Provedel respinge troppo debolmente, permettendo a Gagliolo di intervenire in classiche condizioni di "tap-in", per un gol facile facile a porta vuota.

Bastoni, addio all'emozione e una grande giocata personale che meritava il gol.
Le marcature aiutano il match a migliorare nella qualità, a livello invece di atteggiamento i due allenatori avevano già potuto apprezzare la dedizione dei rispettivi undici ma è chiaro che quando mancano più di venti giocatori, molti dei quali titolarissimi, a mancare è quel tasso tecnico che ti velocizza le intuizioni, premiando i giusti movimenti. Al 41' lo Spezia torna a fare paura, questa volta per merito di un Bastoni che ha rimosso ogni emozione e conclude il suo ottimo primo tempo con una giocata personale che si prende gli applausi di tutti i compagni. Il terzino made in Golfo dei Poeti partendo dalla fascia mancina, si avventura in un irresistibile quanto efficace slalom fra le maglie bianche di casa con conclusione finale che sfiora il legno. L'ultima giocata prima dell'intervallo è una personale di Gervinho che fa tutto benissimo fino a quando Agoume non lo accompagna sul fondo del campo, facendosi perdonare una palla persa poco prima che poteva costare caro alle Aquile. All'intervallo si va sull'1-2.

SECONDO TEMPO
La breve storia di questo campionato di serie A racconta, come detto in premessa, di tanti gol e di match che possono diventare imprevedibili quando gli allenatori danno il via alle sostituzioni: attenzione dunque non solo ai primi minuti della ripresa ma anche alle soluzioni che Liverani proporrà nelle diverse fasi della seconda frazione di gioco. Il Parma gioca sulle sponde di Cornelius ma capitan Terzi cerca sempre di anticipare le intenzioni del gigantesco attaccante di Copenaghen e proprio dai piedi del capitano al 5' nasce una splendida azione di prima che interpella Nzola, coinvolge Bartolomei fino ad arrivare al sempre puntuale Gyasi che vuole il pertugio per concludere ma troverà nella sovrapposizione di Bastoni più un ostacolo che un'alternativa: alla fine il suo è un tiro-cross senza arte nè parte. Arrivano i primi cambi del Parma che con Cyprien e Hernani oppone un 4-3-3 identico a quello di Italiano che a sua volta risponde con gli ingressi di Salva Ferrer e Estevez per Sala e Pobega. Mentre la gara sale di tono prospettando un'ultima mezzora di gioco tutta da godere, all'11' l'ex centrocampista dell'Estudiantes potrebbe rendere indimenticabile i suoi primi vagiti (e la sua prima palla toccata!) nel calcio italiano se il suo destro secco dai venticinque metri non incocciasse il montante con Sepe ampiamente fuori causa. Ma tutto era nato da una personale del solito incontenibile Nzola capace, da solo, di mandare letteralmente nel caos mezza difesa ducale.

Cambi in serie, il Parma schiaccia sull'acceleratore. Ma le occasioni per chiuderla sono tutte spezzine.
A mano a mano che i minuti se ne vanno il Parma spinge alla ricerca del 2-2 e l'uscita coi piedi di Provedel al 15' sbroglia una situazione potenzialmente perniciosa. I ducali sui calci piazzati portano tanti giocatori in area e un minuto dopo su una delle tante mischie lo Spezia si dimentica di Gagliolo che in totale solitudine colpisce di testa alzando però troppo la mira. Succederà di nuovo che l'ex Carpi si trovi a colpire nel cuore dell'area come peraltro era successo nel primo tempo in occasione del gol. Altri cambi per Italiano, è chiara la sua necessità: che la squadra rimanga lucida in tutti i suoi effettivi perchè si prospetta un finale complicato ed è quindi fondamentale che i subentrati si mettono subito di buzzo buono. Finiscono così le partite di Bastoni e Agudelo e al loro posto tocca a Dell'Orco e Verde: cambi che sembrano dare nuova linfa agli aquilotti che, fermando un po' di fisiologica sofferenza, danno un time out al forcing del Parma e ricominciano a produrre calcio. Succederà al 23' quando sul tiro cross di Verde, sul secondo palo c'è il neo-entrato Dell'Orco che calcia con il corpo all'indietro sprecando una giocata bella e corale, visto che a supportare l'azione c'erano almeno sei giocatori dello Spezia. Un minuto più tardi i guizzi dei ragazzi di Italiano producono un altro palo, clamoroso: a togliere la gioia del gol è ancora il legno che protegge Sepe sulla fucilata di Agoume dai venti metri. C'è da dispiacersi perché il tris chiuderebbe virtualmente i giochi, a maggior ragione quando al 25' Gyasi non arriva per questione di centimetri su un rasoterra zampillante, telecomandato da Bartolomei: una palla magica che aveva superato tutti, compreso Sepe in uscita. Azioni una più bella dell'altra, la forza è nelle idee e nel coraggio di una squadra che non specula sul risultato e che vuole chiudere il match prima della fine: ci prova anche Verde a firmare la pratica, partendo compre sempre da destra, liberandosi della marcatura di Pezzella per poi alzare troppo la traiettoria della conclusione.

Tre legni tengono in piedi il Parma. Che nel recupero strappa il pari su rigore
Lo Spezia sembra non finire mai e sarà ancora una volta il palo, questa volta il sinistro, a salvare il Parma sul tiro imparabile di Verde dai venticinque metri: ma al di là degli applausi a questa squadra, sarebbe tanto importante chiudere a doppia mandata questa partita che rischia di produrre sorprese che francamente lo Spezia vorrebbe evitarsi. Come quella che Karamoh vorrebbe confezionare al 35' se un provvidenziale Provedel non azzeccasse i tempi d'uscita anticipandolo sul più bello: una giocata che nasce dalla mancata chiusura di Salva Ferrer che si fa superare dal pallone, mancando clamorosamente l'aggancio. Provedel avverte i suoi che bisogna resistere ad ogni costo e al 38' è ancora decisivo quando in uscita ipnotizza Karamoh che finisce per calciargli addosso. Il Parma ce la mette tutta con le energie rimaste, sfruttando le torri di Cornelius e magari l'errore difensivo ma a sbagliare il gol del pari sarà invece Kucka che si butta dentro l'area, stoppa male ma sfrutta il rimpallo favorevole per calciare a tu per tu con Prevedel: fuori! Quattro minuti di recupero, bisognerebbe gestirla e invece lo Spezia si fa schiacciare, fatalmente: nel primo minuto di recupero Cornelius difende una palla e cade in area sul tocco di Terzi, procurandosi un rigore sul quale c'è poco da dire. Kucka sigla il 2-2 spiazzando Provedel: è un pari che amareggia soprattutto per quei tra maledettissimi pali che hanno tenuto a galla il Parma ma anche per un finale in cui lo Spezia non ha saputo gestire il possesso, sfiancando l'avversario. Italiano esce dal campo non contento ed è comprensibile per il risultato, nulla da dire invece sulla prestazione. Anzi una cosa sì: complimenti, lo Spezia ha già capito cos'è la serie A!

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