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Gennaro Santillo, lo spezzino diventato simbolo del Palermo

Mediano degli anni Trenta, dallo Spezia passò in Sicilia e arrivò a far parte della Nazionale di Vittorio Pozzo. Morì a soli 35 anni in un bombardamento aereo.

Gennaro Santillo, lo spezzino diventato simbolo del Palermo

La Spezia - Era nato alla Spezia il giorno di Capodanno del 1908 Gennaro Santillo, per lunghi anni capitano, bandiera e uomo simbolo del Palermo. Insieme a Spezia-Palermo è anche la storia di questo mediano tra i più bravi della sua epoca a ritornare dagli anni Trenta, a pochi giorni dall'incrocio in campionato. Storia di calcio che si intreccia alla storia con la esse maiuscola quella di Santillo I, con quel "primo" ad accopmagnare il nome per non confonderlo con il fratello Umberto, anch'egli spezzino e bandiera proprio dello Spezia.

Gennaro impara il calcio in riva al Golfo della Spezia (la denominazione "dei Poeti" era ancora da venire), nato solo due anni dopo che Hermann Hurni aveva creato lo Spezia Football Club, la cui creatura ad oggi continua ancora a muovere mani, teste e cori. Con la maglia bianca Santillo I inizia a 17 anni e lascia a 24 in serie B, con 135 presenze e 6 reti.
Lo aspetta il Palermo appena salito in serie A, che se lo è visto giocare contro già diverse volte e lo ritiene maturo per il proscenio massimo. Il fratello Umberto, che ha iniziato nel 1930 ed è di quattro anni più giovane di lui, rimarrà invece aquilotto fino al 1940 con 195 presenze da terzino.
E' Gennaro il vero talento, il Palermo ci aveva visto giusto, e di tanta bravura si accorgerà anche Vittorio Pozzo che gli darà la maglia azzurra. Saranno 214 le sue presenze con i rosanero, quattro stagioni in massima serie e tre in cadetteria, molte con la fascia da capitano al braccio. Sarà testimone anche del cambio alla maglia da rosanero a giallorossa, imposto dal regime fascista nel 1938.

Con la guerra finisce la spensieratezza per la gioventù italiana. Anche il mondo del calcio si fa caotico e da questo punto seguire le tracce dei fratelli Santillo si fa difficile. Si sa per certo che i due si ritroveranno entrambi calciatori del Grosseto a partire dalla stagione 1940-41. Umberto lascerà il calcio per sempre alla fine di quell'annata, Gennaro giocherà ancora un anno. E' una delle ultime pagine di vita di un campione dimenticato, prima del triste epilogo. Gennaro morirà a soli 35 anni proprio in Sicilia, a Castelvetrano, vittima di un mitragliamento aereo. Riposa al cimitero di Staglieno a Genova.

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