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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Maggio - ore 23.28

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GOL E DIVERTIMENTO FUORI TEMPO MASSIMO

Stesa l'ormai retrocessa Pro Vercelli grazie alla classe di Marilungo e Gilardino, autori di doppiette da vedere e rivedere. Sul fischio di Martinelli c'è gioia anche per l'esordiente Awua. Playoff a -6 ma ormai non si può più riaprire nulla.

PRIMA CINQUINA DELL'ANNO
GOL E DIVERTIMENTO FUORI TEMPO MASSIMO

La Spezia - SPEZIA-PRO VERCELLI 5-1
Marcatore: 11'pt Gilardino, 16'pt Marilungo; 22'pt Paghera; 26'st Gilardino, 45'st Marilungo, 49'st Awua

SPEZIA (4-3-1-2)
Manfredini; De Col, Capelli (19'st Terzi), Giani, Augello; Maggiore (29'st Awua), Juande, Pessina; De Francesco (18'st Mora); Gilardino, Marilungo. A disp. De Gennaro, Ceccaroni, Bolzoni, Forte, Corbo, Masi, Granoche, Mulattieri. All. Fabio Gallo

PRO VERCELLI (3-5-2)
Pigliacelli; Gozzi, Alcibiade (37'st Bifulco), Paghera (18'st Morra), Bergamelli; Ghiglione, Vives, Mammarella Castiglia; Reginaldo, Raicevic (37'st Gatto). A disposizione: Marcone, Berra, Morra, Rovini, Goncalves, Ivan, Da Silva, Pugliese, Jidayi, Germano. All. Gianluca Grassadonia.

Arbitro: Daniele Martinelli di Roma 2
Collaboratori: Stefano Bellutti di Trento, Pasquale Cangiano di Napoli
Iv Ufficiale: Andrea Tursi di Valdarno
Recupero: 1'(pt), 5'(st)
Ammoniti: Bifulco, Ghiglione, Castiglia, Marilungo
Spettatori: 949 paganti + 4200 abbonati
Incasso: 3837,20 + 25.143

PRE-PARTITA
14.46 - Lo Spezia per chiudere l'anno come si deve, senza brutte figure che nei finali di campionato hanno la loro importanza, specialmente per le scelte future; la Pro Vercelli, con ben altri bisogni, visto che a 37 punti è all'ultimo posto in classifica insieme alla Ternana, a quattro punti dalle terz'ultime e quindi dai playout. Nello Spezia non c'è lo squalificato Lopez.

14.55 - Si gioca davanti agli intimi, non poteva che essere così. Non è capitato spesso in questi ultimi due decenni che lo Spezia arrivasse a questo punto senza più niente da giocarsi,nè al sole, nè all'inferno. Il sole premia i pochi che hanno deciso di non mancare, compresa una trentina di supporters arrivati dal Piemonte.

PRIMO TEMPO.
Per una volta spettatori di un finale di campionato in cui sono le altre a giocarsi ancora qualcosa, che siano sogni di gloria o incubi di retrocessione. L'indifferenza è la più grande nemica per chi vive le partite in modo palpitante, non importa in quale categoria. I desideri della Gallo-band di fatto si sono fermati già da un po', almeno da quel maledetto ko interno con il Brescia che ha chiuso ogni velleitaria rincorsa: e così ci si ritrova con tre turni da sfruttare soprattutto per vedere all'opera chi ha giocato meno e magari completare qualche premio-minuti-gol dei vari prestiti arrivati quest'anno. Davanti agli intimi, corroborati da un pallido sole, è la Pro Vercelli la squadra che deve provare a vincere: questione di vita o di morte per i ragazzi di Grassadonia, ancora in ballo nonostante quattro punti di distanza siano tantissimi quando si arriva a questo punto. L'inizio è quello che ti attendi, ritmi bassi e giocatori brevilinei più guizzanti: è il caso di Marilungo che dopo 2' colpisce con un colpo di tacco volante, alto sopra la traversa. Decisamente più interessante all'8' il destro in corsa dello stesso attaccante che chiude una bell'azione partita dalla sinistra.

Uno-due Spezia, Paghera la riapre. Si profila la fiera del gol.
All'11' Spezia in vantaggio, quinto sigillo di Alberto Gilardino in maglia bianca: perfetta l'esecuzione con il destro del bomber di Biella che ringrazia De Francesco per essersi procurato il rigore, anticipando il diretto marcatore e lasciando strategicamente il piede a penzoloni. Mentre la Ferrovia sembra rispondere al patron Volpi ("Noi vogliam la serie A", "Portaci in Europa, Gabriele portaci in Europa") la Pro Vercelli, di giallo vestita, non sembra possedere il furore agonistico che dovrebbe avere una squadra alla disperata ricerca di punti salvezza. E al 16' è fin troppo facile per Marilungo depositare in rete dal cuore dell'area di rigore su perfetta imbeccata di De Col: appena scollinato il primo quarto d'ora la pratica sembra già archiviata. Ma al 22' i piemontesi, in un clima soporifero, riaprono la partita: Reginaldo si ricorda di aver giocato per tanti anni ai massimi livellli e dai venticinque metri lascia partire un destro molto ben angolato che si stampa sul palo, la palla torna a Giani che sbaglia clamorosamente lo stop, regalando una palla di platino per Paghera che brucia un'incolpevole Manfredini.

Palo di Pessina, finale di nulla.
Sullo svantaggio dimezzato non è che la Pro Vercelli si spacchi la schiena e la pericolosità è semmai roba aquilotta: l'evoluzione dei risultati in coda non aiuta nemmeno un po' la squadra di Grassadonia. Al 32' lievita la collezione di legni di Pessina che inzucca bene dal secondo palo un pallone ben lavorato dal solito Marilungo: il palo respinge le sue voglie. Si muove bene Augello, qualità di palleggio ma anche buone capacità di allungo: è un giocatore che merita la riconferma e più opportunità di quante ne abbia avuto quest'anno. Ad un passo dal duplice fischio di Martinelli che manda i ventidue all'intervallo è ancora Marilungo a sfiorare il tris su gran palla in verticale di De Francesco ma Pigliacelli in uscita gli sbarra la strada, salvando tutto.

SECONDO TEMPO
La zuccata di Reginaldo fa gridare al 2-2 ma non c'è precisione nel suo intervento: se avesse trovato la porta, Manfredini non ci sarebbe mai arrivato. Anche Gatto al 9' prova a sorprendere lo Spezia sul primo palo ma non c'è misura nella sua conclusione. Arida cronaca di una classica partita di fine anno, dove anche i primi caldi hanno il loro peso specifico: giropalla fra i piedi di Juande e compagnia mentre la Pro si affida alle folate, sempre più rare. De Francesco vorrebbe regalarsi anche il punto personale, dopo aver ottenuto il rigore e messo Marilungo davanati alla porta in apertura di ripresa ma il suo destro è una telefonata per Pigliacelli. Al 16' Marilungo-Gilardino modello Cittadella: il primo vede il movimento del compagno e taglia una gran palla sul secondo palo, l'ex campione del mondo si coordina per la girata al volo che sbatte contro il terreno ed esce di un nulla.

Gilardino in mezza rovesciata: doppietta da campione.
Entra Mora per De Francesco, anche Capelli dà forfait fiaccato dai crampi (dentro capitan Terzi), Pessina quando serve va davanti alla difesa a dare una mano ad un Juande affaticato. Giusto il tempo di finire fra i fischi del pubblico per una palla persa sulla linea di fondo che permette alla Pro di giocare una palla facile che per poco, un altro palo, non si trasforma nel 2-2: è Gatto, uno dei tanti neoentrati, ad andarci vicino. Adesso gli ospiti ci credono e gettano il cuore oltre l'ostacolo, cercando un pari che regalerebbe un finale di partita diverso, per provare a ribaltare la situazione con la forza dei nervi. Al 23' mani nei capelli per Mora che entra in area di gran carriera da sinistra ma invece di calciare a rete cerca di pescare Marilungo dalla parte opposta ma i tentacoli di Bergamelli evitano che la palla arriva a destinazione.

Il tris di Gila è musica, Marilungo fa poker. E Awua si regala un esordio da sogno.
Nessuno però riuscirà a fermare la mezza rovesciata di Gilardino, servito col radiocomando da capitan Terzi: si coordina con una naturalezza d'altri lidi e quando cade il minuto 26 con un destro giusto, buca Pigliacelli. Un gol, il sesto stagionale (ancora una volta di pregevole finitura), che chiude virtualmente i giochi poco prima che Ghiglione colpisce Pessina nei bassifondi proprio mentre il centrocampista aquilotto stava rilanciando l'azione: un gesto che non pare involontario, certamente violento e pericoloso vista la delicatezza della parte. Un fallo da espulsione diretta che manda fuori dal campo Pessina per tutto il finale di gara su tutte le furie il pubblico di casa che mette nel mirino il '18' della Pro: poteva tranquillamente risparmiarsi una roba del genere, a risultato (e stagione) chiuso. Gloria anche per il giovane Awua, prima del poker servito da Marilungo, il migliore per distacco. Proprio sul gong si beve due difensori, aggira Pigliacelli in uscita e con un colpo sotto deposita in rete per il suo decimo sigillo stagionale. Amarena finale e cinquina, la prima dell'anno, per Awua che non si fa prendere dall'emozione e chiude la pratica con una conclusione decisa. Esultanza finale, peccato che quest'anno non serve alla caccia grossa visto che anche se lo Spezia vincesse le ultime due e il Perugia le perdesse entrambe, gli umbri sarebbero comunque davanti per la classifica avulsa.

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