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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Febbraio - ore 22.19

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FRA PENALTY CONTESTATI E GOL ANNULLATI CI PENSA PAULINHO

Bella gara allo "Zini" decisa da una mezza rovesciata dell'ex livornese. Non sono mancate le occasioni e le recriminazioni, da entrambe le parti. E in extratime lo Spezia troverebbe il pari ma l'arbitro fischia qualcosa che merita più di un rallenty.

SESTA SCONFITTA ESTERNA STAGIONALE
FRA PENALTY CONTESTATI E GOL ANNULLATI CI PENSA PAULINHO

La Spezia - CREMONESE-SPEZIA 1-0
Marcatore: 41'st Paulinho

CREMONESE (4-3-1-2): Ujkani, Almici, Canini, Garcia Tena, Renzetti; Cavion, Arini, Croce; Piccolo (29'st Castrovilli); Mokulu (48'pt Scappini), Brighenti (22'st Paulinho). A disp. Ravaglia, Procopio, Salviato, Paulinho, Marconi, Pesce, Perrulli, Scarsella, Macek, Cinelli. All. Attilio Tesser

SPEZIA (4-3-1-2): Manfredini; De Col, Capelli, Giani, Lopez; Maggiore, Bolzoni, Pessina; Mastinu (35'st Marilungo); Granoche (32'st Gilardino), Forte (18'st Ammari). A disp. Bassi, Ceccaroni, Gilardino, Soleri, Augello, Calabresi, Okereke, Terzi, Vignali, Masi. All. Fabio Gallo

Arbitro: Piscopo di Imperia
Assistenti: Baccini (Conegliano) - Tardino (Milano)
Quarto Uomo: Mantelli (Brescia)
Ammoniti: Granoche, Canini, Bolzoni
Recupero: 3'(pt), 3'(st)

PRE-PARTITA
14.33 - Bruttissimo cliente per lo Spezia di Fabio Gallo in un sabato freddo e grigio ma, almeno, non piovoso. In casa della solida neopromossa Cremonese che ha avuto decisamente un ottimo impatto sul campionato cadetto. Il tecnico di Bollate conferma l'esatto undici che ha vinto facile contro il Pescara: fiducia rinnovata dunque a Mastinu dietro le punte Forte e Granoche mentre sarà ancora una volta Bolzoni a smistare il gioco. Sul fronte opposto i grigiorossi si affidano alla fantasia dell'ex aquilotto Piccolo, che agirà alle spalle del duo offensivo composto da capitan Brighenti e l'ex Avellino, Mokulu. Duecentoquaranta biglietti venduti nel settore ospiti, la curva di casa accoglie le squadre con una bella coreografia in uno stadio in parziale rifacimento.

14.55 - Gara numero trecento in carriera professionistica per Daniele Capelli, che – con le maglie di Atalanta, Arezzo, Reggina, Cesena e Spezia – conta finora 101 presenze in serie A, 172 in serie B, 21 in Coppa Italia e 5 in play off serie B. L’esordio assoluto è datato 13 gennaio 2005, in Coppa Italia, Juventus-Atalanta 3-3. A proposito di andamenti, lo Spezia non perde da cinque giornate di campionato, con all’attivo un successo e quattro pareggi. L’ultimo ko risale all’1-3 subito ad Ascoli lo scorso 24 ottobre. Tantissimi i precedenti fra le due squadre: nei venti incroci il bilancio è di 8 vittorie per i padroni di casa, altrettanti pareggi e quattro successi dei liguri. L’ultimo precedente risale al 2011/12 ed ha visto la Cremonese prevalere 3-2.

PRIMO TEMPO
Per non piangere lacrime amare fra qualche mese, quando i punti peseranno come macigni e i pareggi si trasformeranno da mezze sconfitte e mezze vittorie, il mantra di Fabio Gallo strizza l'occhio alla pratica: andare a Cremona, fare una gara intelligente, portando via un risultato positivo. Perché i grigiorossi sono attrezzati per un campionato di vertice, con una rosa molto esperta e un allenatore come Tesser che conosce alla perfezione le insidie della categoria. Necessaria insomma una prova di maturità che lontano dalle mura del "Picco" lo Spezia non è praticamente mai riuscito a dimostrare sino in fondo. E l'inizio degli aquilotti allo "Zini" è all'altezza dello spartito studiato e ristudiato in settimana: piace specialmente sulle corsie esterne, dove Lopez e De Col agiscono molto alti, costringendo Almici e Renzetti ad un lavoraccio di contenimento, anche falloso. Bolzoni e compagni non abbassano il baricentro sulle primissime folate esterne della Cremonese, anche se l'impianto scelto è abbastanza chiaro: ordine, reparti cortissimi e contropiede. Nella prima situazione ragionata lo Spezia fa paura: Granoche lavora amabilmente una palla sul fondo e scarica sull'accorrente Maggiore che non ci pensa due volte e con l'interno destro calcia con buona potenza. A seguirne la traiettoria, sembra poter cadere bene la palla del golden boy ma alla fine sarà la parte alta della traversa a respingere le voglie aquilotte. La Cremonese, capito il pericolo, non sta a guardare e al 13' Manfredini ha un riflesso felinico quando toglie dal sacco la tremenda capocciata a colpo sicuro di Garcia Tena. Aveva scelto il tempo alla perfezione lo spagnolo sul calcio d'angolo tagliato in mezzo da Antonio Piccolo.

Forte si dispera: quando la parata-miracolo è di... un difensore. Mokulu deve prendersela con sè stesso
Venti minuti di sostanziale equilibrio prima che i padroni di casa prendano con più convinzione l'iniziativa, senza tuttavia calciare mai veramente in porta: c'è di sicuro un Piccolo ispiratissimo e motivato. E' lui ad illuminare la Cremonese con dribbling ed accelerazioni, conquistare una mezza dozzina di corner e dare la sveglia ai suoi, dopo un inizio decisamente normale. Dall'altra parte Mastinu è invece più organico alla squadra ma fatica ad emergere la sua qualità individuale e lo Spezia è piuttosto scolastico quando esce dal guscio e prova a vedere la porta. In questo contesto i bianchi, che sulle ripartenze danno sempre la sensazione di poter essere perniciosi, preferiscono abbassare i ritmi e usare mestiere: non è il momento della gara per prendere gol, ma nemmeno litigare in campo come succede, roba di attimi, fra Mokulu e Maggiore. I propositi di "gestione" se ne vanno al diavolo perché la cronaca è densa ed avvincente: al 32' lo Spezia stava già per esultare quando Forte, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, si gira in un fazzoletto e trasforma una palla morta in un tiro a colpo sicuro: non c'è Ujkani sulla traiettoria ma la spalla di Garcia Tena che basta ed avanza. Un minuto dopo le mani nei capelli sono quelle di Mokulu che da ottima posizione spreca un colpo a scavalcare che lo aveva messo davanti a Manfredini.

Mediani in palla, lo Spezia finisce bene.
Passata la reciproca paura, lo Spezia sale complessivamente di almeno una decina di metri e gli effetti positivi sono immediatamente palpabili: Pessina e Maggiore corrono su ogni pallone, bravissimi entrambi a fare le due fasi e dare protezione a Bolzoni, in un contesto corale che coinvolge tutti, compreso Fabio Gallo in panchina, avvolto in un'inconfondibile sciarpa bianca e nera. Vien da sè che con moduli identici, a fare la differenza saranno i confronti diretti sulle corsie esterne visto che tutti gli attaccanti in campo (Mokolu dà forfait proprio sul gong, al suo posto Scappini) hanno caratteristiche di buoni colpitori d'area e attendono soltanto il cross giusto per testarsi ancora. All'intervallo comunque si va sullo 0-0 ma senza alcuna noia.

SECONDO TEMPO
La grinta di Forte e Granoche, che tornano spesso e volentieri a dare una mano ai centrocampisti, è una bella spinta per tutti, anche per Manfredini che al 5' dimostra di non aver nessun imbarazzo di categoria, volando sulla sua sinistra per respingere la girata improvvisa di Brighenti dal limite dell'area. Per scompaginare un po' la situazione, Mastinu prova ad abbandonare le vie centrali e partire sempre da sinistra. Accade al 7' quando ci prova da posizione impossibile ma la palla prima di trovare i pugni del portiere, aveva varcato la linea di fondo campo. C'è da dire che dietro lo Spezia concede le briciole e la Cremonese è obbligata a provarci soprattutto da lontano, sperando di trovare la zolla giusta: al 10' il sinistro di Piccolo dal limite sembra interessante ma la sua traiettoria si apre troppo e finisce almeno un metro e mezzo alla destra di Manfredini. Sulle seconde palle i bianchi hanno più reattività degli avversari ma quando la Cremonese si allunga può fare molto male: ci vogliono i cingoli di Giani a fermare Piccolo nel cuore dell'area, prima che sia troppo tardi.

Braccio galeotto di Giani, rigore lampante. Ma l'arbitro grazia lo Spezia.
Proteste vibrantissime al 13' e viso paonazzo per Antonio Piccolo che fa letteralmente il diavolo a quattro sulla corsia di destra, prima di arrivare al crossare verso il centro e incocciare platealmente il braccio sinistro di Giani, staccato dal corpo: il regolamento non può davvero avere sussulti e il rigore, senza nemmeno bisogno di doverlo rivedere alla moviola, è indiscutibile. Per tutti magari ma non per Piscopo che, di fronte alla rabbia dei padroni di casa, non si scompone e comanda il calcio d'angolo. Onesto dire che a parti invertite la reazione sarebbe stata tale e quale a quella di Piccolo che, al di là dell'episodio, è di gran lunga il migliore dei suoi. Al 18' finisce la partita di Forte, positiva nonostante le poche chance prodotte: Gallo inserisce Ammari, altro trequartista e protagonista di uno splendido momento personale. Gioca, da subito, molto vicino a Mastinu e al 25' su una palla combattuta e persa dal sardo prova a sorprendere tutti con un tiro improvviso che si spegne a lato. La gara continua ad essere bella e combattuta, entrambe giocando e difendono vicendevolmente e chi entra non fatica ad entrare nel mood: mancano, se vogliamo dirla tutta, la qualità dei cross, motivo principale per cui non c'è traccia di gol nei primi 75'.

Gila, Ammari e Marilungo per un finale aperto. Ma il gol, e che gol, lo fa Paulinho.
La carta Gilardino, fischiato e contestatissimo dal pubblico di casa (la Cremonese lo avrebbe voluto nel mercato estivo ma alla fine ha preferito lo Spezia), per l'ultimo spicchio di gara dove, oltre alla concentrazione, serve anche l'esperienza di chi non sbaglia se gli capita la palla buona. Lo seguirà qualche minuto dopo anche Guido Marilungo per un attacco a questo punto completamente nuovo rispetto a quello di partenza: Gallo spera in un guizzo di uno di loro per portare via l'intera posta. Guizzo che non manca a Paulinho che al 37' va via di forza per vie centrali e scarica un proiettile da trenta metri che Manfredini doma con personalità. Sempre il brasiliano è geniale quando con il tacco smarca Castrovilli per un cross al centro pericolosissimo su cui è grande Capelli a fare buona guardia e rinviare lontano. La Cremonese ci crede, spinta dal suo pubblico e per poco Lopez non rischia l'autogol su un rinvio a dir poco sbilenco. Ma il gol è solo rimandato e marca il minuto 41 grazie ad una imperiosa conclusione di Paulinho che riceve spalle alla porta e sulla palla alta, impone con la forza dei grandi al non certo minuscolo Capelli una mezza rovesciata di rara potenza, imparabile per chiunque. Addormentare il finale, questo l'imperativo di Tesser anche perché l'extratime è di soli 3' e lo Spezia è comprensibilmente frastornato da una sconfitta non così meritata. Ma è un altro pomeriggio esterno sfortunato perché in pieno recupero prima Almici la tocca platealmente di mano su un cross in area (sarebbe stato rigore, senza dubbio, come quello a favore della Cremonese nella prima frazione) ma l'arbitro non si avvede di nulla poi, più grave, capita che lo Spezia pareggi al 47' con Maggiore al termine di una mischia nella quale l'arbitro fischia un fuorigioco di confusione, sua, perché c'è evidentemente un calciatore di casa (Renzetti) a tenere in gioco tutti, Capelli compreso. Piscopo negli episodi crucali non ne ha azzeccata una: avrebbe dovuto concedere un rigore per parte e non avrebbe dovuto annullare il gol dello Spezia. Sarebbe stato un pareggio e avrebbe rappresentato in modo più giusto i 90 bellissimi minuti della gara.

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