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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Giugno - ore 21.00

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FINO ALL'ULTIMO RESPIRO, LO SPEZIA CI FA PERDERE LA VOCE

Dopo due settimane di stop, i bianchi tornano in campo e vincono nell'ultimo minuto di recupero grazie al punto di Capradossi. Era cominciata malissimo con l'incornata di Djuric pareggiata dal solito Mora che con la rovesciata va sempre d'accordo.

SUPERATO IL 'CITTA'
FINO ALL'ULTIMO RESPIRO, LO SPEZIA CI FA PERDERE LA VOCE

La Spezia - SPEZIA-SALERNITANA 2-1
Marcatore: 43'pt Djuric, 13'st Mora, 48'st Capradossi

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; Vignali, Terzi, Capradossi, Augello; Bartolomei (33'st Maggiore), Ricci, Mora; Da Cruz, Galabinov, Bidaoui (38'st Pierini, 45'st Gyasi). A disp. Manfredini, Barone, Brero, Crivello, De Francesco, Ligi, De Col. All. Pasquale Marino

SALERNITANA (4-4-2)
Micai; Pucino, Migliorini, Mantovani, Memolla; Casasola, Akpa Akpro, Di Tacchio, Rosina (43'st Odjer); Djuric (33'st Vuletich), Jallow (14'st Anderson D.). A disp. Vannucchi, Giliotti, Minala, Orlando, Anderson A., Perticone, Mazzarani, Lazzari. All. Angelo Gregucci

Arbitro: Antonio Di Martino di Teramo
Collaboratori: Giuseppe Maccadino di Pesaro e Giuseppe Borzomì di Torino
Iv Uomo: Enrico Maggio di Lodi
Ammoniti: Akpa Akpro, Jallow, Mora, Djuric
Recupero: 1'(pt), 4'(st)
Spettatori: oltre 5mila (1321 paganti + 3719 abbonati)
Incasso: 10.470

PRE-PARTITA.
20.35 - Una tipica serata d'inizio primavera accoglie Spezia e Salernitana: dopo due turni di stop, fra pausa campionato e turno di riposo, gli aquilotti sono pronti a tuffarsi nella volata finale. Contro i campani è la prima di otto partite che determineranno la griglia che chiude la stagione regolare e aprirà l'over season. Le novità di Capradossi in difesa, i ritorni di Bidaoui e Galabinov nel reparto avanzato sono i primi motivi della serata. All'andata vinse la Salernitana 1-0 con gol di Bocalon e una traversa di Galabinov che grida ancora vendetta.

20.45 - Curiosamente nessun ex aquilotto dei quattro della rosa granata (Schiavi, Di Gennaro, Lopez e Calaiò) rientra nella distinta. Ospiti schierati secondo un 4-4-2 con Jallow e il gigantesco Djuric vertici avanzati e Rosina subito dietro, libero di spaziare su tutto il fronte, partendo dalla sinistra. Fischio d'inizio affidato al signor Di Martino di Teramo, fra le due squadre esiste un divario di cinque lunghezze: lo Spezia è nono a 40 punti, il Cavalluccio è decimo a 35. Il primo coro è dedicato al Livorno, non poteva essere diversamente.

PRIMO TEMPO.
Risvegliarsi da un sonnellino durato due partite con sei punti in più sulla schiena, effetto della sentenza emessa dalla Procura Federale che ha rigettato i ricorsi di Livorno e Benevento. Un mese di incertezze e classifiche parziali, i playoff di nuovo ad un soffio e una partita da vincere contro una Salernitana virtualmente fuori da ogni obiettivo, praticamente con la salvezza già in tasca. Ma la squadra di Gregucci non soffre particolari tensioni se è vero che la partenza di Rosina e compagni risulta tutt'altro che timorosa: è Jallow il giocatore più servito con la sincera speranza che la sua capacità di corsa impensierisca Vignali, suo diretto avversario di corsia. Lo Spezia per la verità ci mette qualche minuto ad uscire dal guscio: la Salernitana occupa bene la zona nevralgica del campo dove l'uomo in più può fare la differenza. Ma piano piano sono gli aquilotti a prendere in mano il match: due i guizzi iniziali da segnalare, la grande giocata di Galabinov che premia il movimento senza palla di Augello servendogli un pallone d'oro che taglia fuori tutta la difesa, il tiro sul primo palo di Da Cruz che poteva sfruttare meglio l'ottima ripartenza corale dei suoi.

Salernitana osso duro, mancano i guizzi degli esterni.
Anche i campani combinano qualcosa: l'imbucata dell'eterno Rosina sembra quella dei bei tempi ma la sua danza sul limite dell'area non è abbastanza conturbante per far traballare qualcuno e la conclusione del 35enne di Belvedere Marittimo è una telefonata a Lamanna che ringrazia. Quello imposto da Ricci si dimostra un lento accerchiamento nei confronti dell'avversario con la consapevolezza, confermata minuto dopo minuto, che ci potrebbe volere molta pazienza a fare il cambio di passo. La Salernitana si difende con dieci giocatori ma non rinuncia all'impostazione e si finisce per rischiare anche qualcosa: Augello perde la marcatura ma riesce a piazzarci la zampa che evita la fuga solitaria di Casasola, poi è la spaccata di Terzi a neutralizzare le volontà di Djuric. Spezia che inizia ad attaccare con una certa insistenza, sperando che Bidaoui e Da Cruz escano allo scoperto con le loro doti personali. Al 15' l'intuizione di Bartolomei andrebbe soltanto spinta in porta ma Galabinov è troppo lontano da quella palla gourmet messa nel mezzo dal centrocampista garfagnino che all'andata patì un'espulsione evitabilissima.

Bidaoui fuori, è già il turno di Pierini. Ma a passare è la Salernitana.
Bellissima poco dopo la mezzora la combinazione di prima Galabinov-Augello-Bartolomei che, giungendo dalle retrovie, calcia di sinistro sul corpo avverso. Al netto di una Salernitana assolutamente all'altezza, mancano un po' di cose allo Spezia di stasera: qualcuno che salta l'uomo, cross per Galabinov, un po' di cattiveria corale: lo 0-0 maturato fino a quel momento è specchio perfetto della realtà. Al 38' primo cambio della gara, decisamente forzato: Bidaoui sembrava ormai recuperato ma evidentemente fra allenamenti e partita ci passa un mondo e finisce per terra ad attendere che l'arbitro fermi il gioco per farlo uscire. E' così che Marino lo toglie dalla mischia per inserire Pierini. La Salernitana di stasera ha un'irruenza notevole, spesso al limite dell'ortodossia ma per il momento assolutamente funzionale al copione e al 43' ci pensa Djuric a gelare il "Picco", saltando in faccia a Capradossi e bucando un'incolpevole Lamanna.

SECONDO TEMPO.
Per pareggiarla serve un'altra cifra, forse anche qualche altro interprete ma non è detto che in panchina ci siano le risorse per cambiare la vicenda. Fin dalle primissime battute la Salernitana cerca di spezzettare l'altrui manovra, già piuttosto fragile. E' una serata complicatissima: Galabinov è ben marcato da due centrali della sua stazza, sugli esterni si combina poco o nulla e gli ospiti quando si allungano hanno le leve per fare tragedie. Il flemmatico Di Martino, che dirige piuttosto sornione una gara grazia Memolla che trattiene platealmente per la maglia un lanciatissimo Mora ma sono soltanto folate, generose e nulla più. Sembra tutta chimera, la Salernitana ha sagacia per domare le sfuriate che lo Spezia cercherà di portare dalle parti di Micai. Il colpo di scena però inchioda il minuto 13, quando lo Spezia costruisce forse la prima vera palla gol della serata: Bartolomei calcia nel mezzo l'ennesima punizione, Galabinov resiste alle mille cariche e indirizza la palla verso la porta ma sarà la rovesciata di Mora, recidivo al gesto balistico, a dare forza alla conclusione che Micai prova a togliere dal sacco quando la biglia però ha già varcato la linea.

Micai incanta Galabinov, legno nemico di Pierini. Mani in aria, ma in B il Var non c'è.
Riacciuffata in qualche modo, la partita rimane complicata, guai a dimenticare la fatica fatta per un'ora. Il fatto psicologico però si ribalta e Marino vuole un finale da eroi, anche perché se c'è una squadra più riposata è la sua. Al 22' nei caruggi d'area di rigore Mora trova lo spazio, serve Da Cruz che sbatte contro il muro difensivo e Galabinov si avventa sulla palla vagante ma il suo sinistro è troppo debole per sorprendere Micai. L'occasione per ribaltarla arriva al 26' ed è una grandissima giocata di Vignali che supera gli ostacoli come birilli e porge un assist al bacio per Galabinov che dal cuore dell'area ha sui piedi una specie di rigore in movimento: preferisce stopparla e prendere la mira ma Pucino si immola e sul tap-in il missile di Pierini scheggia il palo. E' il momento giusto per non mollare la presa e andare a vincere, anche il Picco prova a risvegliarsi e Da Cruz fa la miglior cosa della sua contraddittoria partita quando, palla al piede, porta a spasso mezza difesa ospite per poi servire nello spazio Pierini che non dosa come dovrebbe il cross diretto a Galabinov. Lo Spezia reclama, a giusta ragione, per un tocco di mano di Migliorini sulla respinta del portiere ma l'arbitro opta per la non volontarietà: le proteste non sortiscono effetto, la sensazione che le lamentele fossero sacrosante rimane. Ci fosse stato il Var, insomma, non ci sarebbe stato nemmeno da discutere.

Sembra tutto spento, ma Capradossi ferma i tifosi sulle scalee fino alla fine.
E' un finale volitivo quello dei bianchi ma le due squadre si allungano e la Salernitana, che finisce con fatica ma con un Rosina encomiabile per impegno e presenza, sembra accontentarsi di un risultato che in realtà la esclude da ogni possibile rientro nella zona calda. L'ultimo brivido del tempo regolare lo porta Mora che sull'assist di Galabinov calcia molto bene verso la porta ma la traiettoria finisce alta. Nei successivi quattro di recupero praticamente non si gioca più e l'unica vicenda degna di nota è la sostituzione di Pierini, che già era subentrato, per il ritorno di Gyasi. Quando sei già pronto a scrivere i titoli di coda accade però l'incredibile e visto l'orario non capita spesso che sia lo Spezia a saltare in piedi dalla gioia: Da Cruz inspira l'azione, "gigioneggia" sulla sinistra e riesce a metterla al centro per Mora che intercetta la sfera e riesce a calciare senza alzare la traiettoria, proprio sui piedi di Capradossi che da due passi la mette in porta. Apriti cielo, goditi il "Picco": è un 2-1 strappato con la forza e con i denti che permette agli aquilotti di sorpassare il Cittadella ed installarsi all'ottavo posto.

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