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Entro mercoledì il punto della crisi in casa Spezia

Chisoli e Angelozzi in contatto da ieri, la posizione di Italiano rimane incerta anche in caso di risultato contro il Benevento. Domani la ripresa, forse a porte aperte. Per sabato attesa una variante tattica: missione muovere la classifica.

calma piatta in sede
Entro mercoledì il punto della crisi in casa Spezia

La Spezia - Il presidente Stefano Chisoli e il direttore generale Guido Angelozzi si confronteranno entro metà settimana per fare il punto della crisi. Non si può oggi chiamare diversamente quella in cui è sprofondata lo Spezia. Difficoltà evidenti di natura tecnica, che hanno radice nella conduzione del calciomercato e arrivano fino alla gestione di queste prime sei giornate operata da Vincenzo Italiano. Ma che non possono non passare anche dall'aspetto comunicativo, con la conferenza stampa della scorsa settimana che ha funzionato da innesco di una situazione esplosa poi in campo e finita ai cancelli dello stadio. Lì dove gli ultras della Curva Ferrovia hanno chiesto conto delle promesse estive, evaporate con l'autunno iniziato da dieci giorni. Una sveglia che spinge ora a ritrovare unità interna.
Oggi in sede poco movimento. Vincenzo Italiano è stato impegnato dalla mattina a Coverciano per l'inaugurazione del Master Uefa Pro che gli consegnerà, in caso di buon esito degli esami, il tesserino per allenare in qualsiasi competizione. Un mister che si è assunto le proprie responsabilità nel dopo partita mostrando il desiderio di lottare finché gliene sarà data la possibilità, ma che è rimasto amareggiato per le fake news girate sui social nelle ore seguenti la debacle contro il Trapani. Al novantesimo un gesto di saluto frettoloso mentre Capradossi lo invitava a seguire la squadra sotto la Curva Ferrovia. Un gesto forse goffo ma non volutamente offensivo, interpretato da qualche tifoso come un segno di resa che poteva ricordare Trezeguet in un Juventus-Spezia ("vado via, è finita") e da altri come un affronto diretto. La cui risposta, nell'onda della bruciante sconfitta, è stata la classica lapidazione telematica.

La sua posizione rimane la prima a diventare contendibile. Sarà in panchina sabato prossimo contro il Benevento, ma non c'è certezza che una vittoria possa bastargli a salvare il posto. Sulla bilancia grava soprattutto il fatto di non aver voluto cercare soluzioni diverse al proprio gioco di fronte alle difficoltà mostrate in fase difensiva, ma anche forse una gestione dello spogliatoio che non è recepita bene da tutti. Questo potrebbe spiegare la tendenza della squadra a spegnersi una volta che finisce sotto, preda della paura di sbagliare, quando più o meno gli stessi interpreti un anno fa riuscivano a mantenere una qualità di gioco uniforme in ogni situazione. Domani la ripresa in quel di Follo, che dovrebbe essere in ogni caso a porte aperte. Si attende un comunicato ufficiale in merito.
Contro la corazzata di Pippo Inzaghi si valuta un cambio di modulo in senso più conservativo. Qualcosa che non suona come una resa, qui lo fece anche un certo Bjelica che domani sfida il Manchester City in Champions dopo aver asfaltato Gasperini al primo turno. Tra i calciatori sulla graticola finiscono tutti: giovani e vecchi, italiani e stranieri. Se gli errori dei debuttanti Krapikas e Ferrer rimangono negli occhi, le prestazioni in ribasso di Terzi e Mora non sono una cosa di oggi. La rosa non permette voli pindarici e si scontra in ogni caso con la mancanza di uomini d'area e con un parco terzini che per adesso ha mostrato falle preoccupanti. Forse si potrebbe abbozzare una variante con trequartista e due attaccanti, mantenendo quasi tutto l'assetto limato con il lavoro estivo. Si vedrà, qualcosa di nuovo è necessario. Muovere la classifica ora è la priorità.

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