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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 17.21

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ENNESIMA PRIMA STECCATA. E' UNO SPEZIA TROPPO PICCOLO

Ancora un ko all'esordio per lo Spezia, piegato dal gol di Bentivoglio, su deviazione di Mora. Rare chance per gli aquilotti che non producono nulla sulle fasce. Centrocampo sotto-ritmo, difensori surclassati dai giovani del Venezia.

marino non può essere contento
ENNESIMA PRIMA STECCATA. E' UNO SPEZIA TROPPO PICCOLO

La Spezia - VENEZIA-SPEZIA 1-0
Marcatori: 47'pt Bentivoglio

VENEZIA (3-5-1-1)
Lezzerini; Bruscagin (27'pt Coppolaro), Andelkovic, Domizzi; Zampano (42'st Cernuto), Falzerano, Bentivoglio, Suciu, Garofalo; Vrioni (30'st Geijo); Di Mariano. A disp. Facchin, Enzo, Fabiano, St. Clair, Marsura, Segre, Schiavone, Citro, Migliorelli. All. Stefano Vecchi

SPEZIA (4-3-3)
Lamanna; De Col, Terzi, Giani, Augello (30'st Crivello); Bartolomei, Ricci, Mora (18'st Crimi); Okereke, Galabinov, Gyasi (18'st Pierini). A disp. Manfredini, Barone, Capradossi, Vignali, De Francesco, Bastoni, Maggiore, Figoli, Gudjohnsen. All. Pasquale Marino

Arbitro: Luigi Pillitteri (Palermo)
Assistenti: Oreste Muto (Torre Annunziata) e Michele Lombardi (Brescia)
Quarto ufficiale: Luca Zufferli (Udine)
Ammoniti: Ricci, Domizzi, Terzi
Recupero: 3'(pt), 3'(st)

PRE-PARTITA.
17.45 - Se c'è uno stadio da annoverare fra i tabù delle maglie bianche è proprio il vecchio "Penzo" di Venezia, nove anni più vecchio dell'Alberto Picco e di gran lunga l'impianto più antico ancora in attività della serie B. Probabilmente tra tre-quattro anni il presidente Tacopina riuscirà ad inaugurare il nuovo bellissimo stadio di proprietà ma intanto si riparte dall'Isola di Sant'Elena dove approdano anche un buon numero di tifosi aquilotti, presenti in oltre un centinaio. Squadre in campo con direzione arbitrale affidata a Luigi Pillitteri di Palermo: completo interamente bianco per le Aquile (ancora mancante del main sponsor), mentre per i locali la maglia è quella tradizionale, nera con inserti verdi e arancioni, pantaloncini e calzettoni neri.

17.58 - Si giocherà sotto un cielo ricoperto di nuvole e una temperatura fra i 24 e i 25°. Minuto di silenzio osservato in memoria delle vittime di Genova e del Pollino, poi spazio al campo. Aquile in campo con i giovani rapidi ed imprevedibili Okereke e Gyasi ai lati di Galabinov; per il resto è esattamente la formazione immaginata prima della partenza. Il calcio d'inizio è affidato ai lagunari.

PRIMO TEMPO.
Andare a scompaginare le statistiche di un album dei ricordi che in terra veneta non ha mai prodotto fotografie felici. Meno aulicamente, su questo campo lo Spezia non ha mai vinto, nè nell'epoca moderna nè prima delle due guerre, il che già racconta di un incipit sulla carta difficilissimo. Specialmente contro un Venezia che da tre anni conferma un gruppo sempre più consapevole e ormai pronto a costruire un altro salto, verso la massima serie. La cronaca racconta da subito di un palleggio dello Spezia che ha già una certa fluidità: Marino chiede verticalità, i suoi eseguono con scrupolo anche se davanti Gyasi e Okereke finiscono sempre un po' troppo per tenere la palla fra i piedi. Il Venezia risponde coi muscoli di una squadra che ben si conosce e che affronta l'avversario con l'attenzione necessaria delle prime strane partite della stagione: Vecchi pretende personalità ed invenzioni da Suciu che ha una certa libertà di espressione nel ruolo di trequartista puro; dall'altra parte c'è una mediana molto tecnica che quando riesce ad accelerare, crea un calcio potenzialmente interessante. La grande occasione è un lampo all'8': da un fazzoletto della fascia sinistra Bartolomei sceglie un cambio-campo improvviso, Bruscagin rimane interdetto e sbaglia di fatto i tempio dell'anticipo, così Okereke lo ringrazia e vola verso la porta ma sull'uscita di Lezzerini si allunga troppo la palla, venendo anticipato dal portiere sul quale finisce per fare fallo.

Il Venezia si prende paura e risponde con gli interessi.
Tre minuti dopo lo Spezia torna a bussare dalle parti della porta di casa con il cross di Bartolomei e la torsione imperiosa di Andrej Galabinov che esce di poco anche se il guardalinee aveva pescato il bulgaro in offside. Col passare dei minuti, gli ospiti prendono il sopravvento e giostrano palla a terra, sfruttando le velocità dei suoi attaccanti laterali: Vecchi si sbraccia, vede difficoltà evidenti su quelle marcature e prova a registrare un Venezia che poteva già andare sotto dopo 8'. E' sui ritmi bassi che i lagunari ritrovano il campo perduto e soprattutto sulla destra Falzarano e Zampano sembrano poter mettere in difficoltà l'aquilotto Augello. Una scivolata criminale di Galabinov su Andelkovic rischia di inaugurare la serie dei cartellini, ma Pilitteri grazia l'ex attaccante del Genoa. Applausi al 10' per il coraggio con cui Di Mariano tenta una rovesciata alla Cristiano Ronaldo, non trovando il pallone per un soffio, ma la vera chance è del minuto seguente: su una palla malamente rinviata, il ventenne Vrioni è protagonista di uno slalom per vie orizzontali un po' troppo facile, per poi arrivare ad un tiro che trova una leggera deviazione in corner. Dopo i lampi aquilotti insomma, i leoni rispondono con gli interessi e la gara è regolata da un piacevole equilibrio. Le squadre rifiatano all'altezza del 24' quando Domizzi e Bruscagin rimangono a terra e il secondo non rientrerà nemmeno più un campo: tocca a Coppolaro svestirsi in fretta ed entrare nella mischia.

Forcing finale e il Venezia passa. La deviazione di Mora beffa Lamanna.
Intorno alla mezz'ora il meteo si decide e sul terreno del "Penzo" inizia a piovere. Il Venezia assorbe il cambio forzato abbassandosi un po' e riorganizzandosi da dietro, i bianchi scelgono la manovra ragionata, con accelerate improvvise come accade al 35' quando il tentativo di Gyasi dal limite, al termine di una bell'azione di prima con velo intelligente di Galabinov, trova il corpo di un difensore di casa. Il Venezia prende di nuovo l'iniziativa nel finale di tempo, tornando a far girare la palla e obbligando i bianchi a rinculare: quello che Vecchi chiede ai suoi è attaccare per non essere presi in velocità, mentre Lamanna blocca sicuro sul tiro potente ma centrale di Bentivoglio. Cosa che non potrà fare al 47', nel primo dei tre minuti di recupero, praticamente dalla stessa mattonella di prima: la deviazione fortuita di Mora, rimasto sulla traiettoria, rende la palla imprendibile per il portiere aquilotto mentre Ricci aveva perso la marcatura per andare a raddoppiare. Half time, sotto di un gol proprio quando il gol non lo devi prendere. E' il solito Penzo, d'altro canto.

SECONDO TEMPO.
Per trovare l'1-1 serve lo spunto giusto, il guizzo che può superare il fortino arancioneroverde. La seconda frazione di riparte con lo Spezia subito in avanti, ma prima Andelkovic chiude su Mora poi Gyasi, autore di un bello spunto sullo stretto, non riesce ad evitare che la palla gli sfugga oltre la linea di fondo. Il problema è che nella manovra dello Spezia manca la profondità, un lavoro adeguato per servire Galabinov, praticamente inoperoso: se mancano i cross diventa tutto più difficile e se Bartolomei al 12' scaricasse su di lui a centro area, forse il pari sarebbe cosa fatta. Due minuti più tardi Gyasi chiude come meglio può un diagonale da posizione davvero troppo defilata per fare paura a Lezzerini, su maldestro colpo di testa di Domizzi. Al 18' Marino cerca la scossa, operando due cambi contemporanei: dentro Pierini (che si cambia di fascia con Okereke) e Crimi, fuori Gyasi e Mora. Alla ricerca della freschezza, sperando che l'ala arrivata da Sassuolo sappia entrare bene in campo come altre volte, con la sua potenza e la sua capacità di puntare e saltare l'uomo.

Reazione Spezia, che non riesce a tirare in porta.
Il forcing dei ragazzi di Marino c'è ma gli avversari non sono affatto spariti dal campo e Vecchi ordina reparti vicinissimi e fiato sul collo. E al minuto 21 lo Spezia rischia che la partita guadagni i titoli di coda anzitempo: Di Mariano è nettamente più veloce di Terzi che tenta vanamente con il corpo di tagliarlo fuori, finendo superato dall'avversario che a tu per tu con Lamanna alza troppo la mira. Al 24' si vede finalmente Galabinov, che indossa i panni del centro-boa e fa sponda per il tiro di Bartolomei: sbilenco. Mancano completamente le giocate che possono innescare il centravanti arrivato dal Genoa mentre Marino a tre quarti di gara si gioca anche la carta Crivello, sperando in un cross all'altezza che basti a rimediare il punticino. Il Venezia si affida al contropiede e quando può la addormenta: duro ma corretto il duello fra Terzi e Domizzi, due tra i giocatori più esperti della categoria con ribattuta e rovesciata finale del capitano del Venezia che gonfia l'esterno della rete. Crivello prova subito a dare la carica ai suoi: il suo ingresso ha un ottimo impatto mentre Galabinov si destreggia fra quattro difensori e finisce contro il muro.

Crivello entra bene ma lo Spezia non tira mai in porta.
Finale generoso ma confusionario per lo Spezia di Marino che attacca con tutti gli effettivi, obbligando il Venezia a spezzettare il più possibile. Pierini fa gridare al gol al 37' ma la sua rasoiata il palo lo sfiora soltanto con Lezzerini comunque sulla traiettoria. Centrali difensivi in difficoltà perché Di Mariano e Vrioni fanno meglio di Terzi e Giani, al di là del fatto che solo un gol deciderà la partita; e poi sugli esterni nè De Col nè Augello arrivano mai sul fondo per crossare. Così vincere è utopia ma anche pareggiarla, evidentemente. Recupero thrilling ma è roba di un attimo perchè nei tre minuti di extratime succede poco: l'ultima occasione nel secondo minuto di recupero con il tiro-cross di Ricci tolto dalla traiettoria di porta da un provvidenziale Coppolaro. Ennesima prima steccata, ma contro un Venezia non trascendentale è uno Spezia troppo piccolo.

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