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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Dicembre - ore 23.19

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E' LO SPEZIA DEL VORREI MA NON POSSO

Al "Rigamonti" i bianchi dominano il primo tempo ma non riescono a servire le punte con qualità. Quella che porta al gol Caracciolo e che permette di pareggiare col bel lampo di Ammari. Ma davanti è dura se non arrivano rifornimenti all'altezza.

E´ LO SPEZIA DEL VORREI MA NON POSSO

La Spezia - BRESCA-SPEZIA 1-1
Marcatore: 27'st Caracciolo; 32'st Ammari

BRESCIA (3-4-2-1)
Minelli; E. Lancini, Gastaldello, Somma (37'pt Cupolaro); Cancellotti, Bisoli, Martinelli (27'pt Dall'Oglio), Longhi; Machin (38'st Di Santantonio), Furlan; Caracciolo. A disposizione: Andrenacci, Pelagotti, Torregrossa, Lancini, Coppolaro, Ferrante, Ndoj, Cortesi, Bagadur, Rivas. All. Marino.

SPEZIA(4-3-1-2)
Manfredini; De Col, Capelli, Giani, Lopez; Vignali (27'st Ammari), Bolzoni (15'st Maggiore), Pessina; Mastinu; Gilardino, Granoche (15'st Marilungo). A disposizione: Saloni, Ceccaroni, Augello, Calabresi, Masi, Giuliani, Ammari, Forte, Soleri, Okereke. All. Gallo.

Arbitro: Di Martino (Teramo)
Assistenti: Soricaro (Barletta) - Vecchi (Lamezia Terme)
Quarto Uomo: Cipriani (Empoli)
Ammoniti: Giani, Dall'Oglio, Cancellotti, De Col, Marilungo
Espulso: Dall'Oglio al 38'st
Recupero: 3'(pt), 3'(st)

PRE-PARTITA
14.28 - Pasquale Marino conferma il 3-4-1-2 di Carpi e cerca una vittoria dopo il pari in Emilia e la sconfitta di Venezia. Al cospetto del peggior attacco del campionato, Caracciolo e Furlan tenteranno di bucare la porta difesa da Manfredini, all'esordio nella porta dello Spezia. I padroni di casa cercano una vittoria che manca dallo scorso 28 ottobre, quando batterono il Pescara per 3-0 in trasferta. Furlan vince il ballottaggio con Longhi.

14.34 - Dall'altra parte due vecchie volpi come Granoche e Gilardino, imbeccati da Beppe Mastinu: a proteggere la linea mediana i giovani Pessina e Vignali che collaboreranno con Francesco Bolzoni. Fabio Gallo, ex di turno, si ritrova per la prima volta in partite ufficiali il Brescia da quando ha iniziato la carriera di allenatore. Lo Spezia cerca ancora la prima vittoria lontano da casa e insegue l'avversario ad un punto.

PRIMO TEMPO.
Gilardino, Granoche e Caracciolo: ovvero centinaia di gol e altrettante esultanze. Tutto insieme nel mix calcistico del "Rigamonti", una delle classiche della B di questi anni '10. Che Brescia e Spezia vivranno una stagione di transizione sembra scritto ma prima di questo bisogna conquistare quella manciata di punti che ti fanno vivere meglio la seconda parte del torneo: e di questo Gallo come Marino sono perfettamente consapevoli. La cronaca è da subito vivace e di primo acchito, i lombardi offrono due due lampi abbaglianti con Machin e Bisoli. La difesa spezzina fa buona guardia e libera l'area da palloni. Sul filo del fuorigioco il Brescia gioca molto bene e costringe Giani e compagni a tenere alta l'attenzione almeno quanto la linea. Dalla parte opposta Gilardino e Granoche si scambiano posizione, cercando di togliere i punti di riferimento alla difesa delle Rondinelle e su una spizzata dell'ex parmense il Diablo non arriva per un soffio. Applausi fra loro.

Noia al Rigamonti, anche i ritmi si adeguano. Ma cosa para Minelli al Diablo!
Più avvolgente l'iniziativa di Bolzoni e compagni, il Brescia preferisce invece la profondità perché fa veramente fatica a superare la linea di centrocampo dello Spezia, ordinata come poche volte è capitato lontano dal "Picco". Al 16' è la paura a scendere improvvisamente sull'assolato rettangolo verde: scontro di gioco durissimo fra Martinelli e Mastinu, con il primo che si fermerà a lungo, intontito per poi uscire una decina di minuti più tardi; per il sardo una fasciatura e testa dura, davanti ai fedelissimi partiti dal Golfo e sistemati nel settore ospiti. Il match ben presto si incanala sui binari della scontatezza, con tanto traffico nel mezzo e poca qualità d'estensione: la punizione di Giani non fa venire il mal di testa al bravo estremo difensore di casa, Minelli. Al 24' il torpore si prende una pausa e lo Spezia va vicinissimo al vantaggio: palla sventagliata nel mezzo, torre aerea di Gilardino che serve alla perfezione Granoche, destro potente sulla mano aperta di Minelli. Il paradosso di calciarla troppo bene.

Spezia meglio del Brescia, ma Gilardino e Granoche non vengono serviti.
Minelli rilancia in modo ignominioso regalando un contropiede evangelico in assoluta superiorità numerica ma incredibilmente mal gestito dalla squadra di Gallo con Pessina che sprecherà malamente. Il Brescia è sparito da tempo (nessun tiro in porta), la manovra è sempre e solo fra i piedi degli ospiti che hanno capito meglio la cifra della gara ma non esercitano il gioco adeguato alla qualità delle punte: cross maldestri, calciati superficialmente sia da Lopez da una parte che da Vignali e De Col dall'altra, vanificano tutti i loro movimenti. Anche Somma dovrà lasciare il campo per un problema muscolare, Marino usa anche la seconda sostituzione (entra Coppolaro) quando l'orologio dice 37': chissà che alla lunga peserà nell'economia del match. Molti i cori contro Fabio Gallo, fischi invece per il Brescia mentre il migliore in campo è Beppe Mastinu che, gara dopo gara, dimostra di aver raggiunto la completa maturazione.

SECONDO TEMPO.
A Brescia si può vincere ma non è nemmeno pensabile che da parte di Marino non ci sia il tentativo di invertire la rotta. Per prendersi la prima vittoria esterna però non può prescindere la qualità delle giocata, la stessa che Caracciolo mette in pratica quando in un fazzoletto difende una palla per poi calciare col sinistro, sfiorando il palo più lontano della porta difesa da Manfredini. A ben guardare è già un'altra partita perché sono le Rondinelle a fare possesso e pure i tifosi di casa alzano i decibel, nella speranza che il mini-break d'inizio ripresa generi un gol: ci proverà anche Bisoli dopo 11' ma il suo destro finisce molto lontano. Traiettoria stranissima quella che al 13' per poco non consegna il vantaggio agli aquilotti: Lopez calihra male il cross che prende un effetto inconsueto, scavalca anche Minelli e si stampa sul palo! Mani nei capelli nel settore ospiti.

Eterno airone, un gol stupendo che sblocca la gara. Ma Ammari la riacciuffa subito.
Legno a parte, a dir poco casuale, la gara dice che il Brescia è in palla e Gallo non aspetta un minuto di più per cambiare lo Spezia: Marilungo per Granoche, Maggiore al posto di Bolzoni. Due cambi a mezz'ora dalla fine che aiutano i liguri a riemergere dopo un primo quarto d'ora di supremazia lombarda. Ma a sbloccarla sarà proprio il Brescia grazie al suo giocatore simbolo: al 27' cross morbido di Cancellotti che non avrebbe le caratteristiche adatte ad indirizzarlo ma il capitano del Brescia sale in cielo e esegue la miglior torsione possibile, spedendo la palla sul secondo palo con Manfredini che si allunga senza arrivarci. Disperazione no, ma sicuramente è uno svantaggio che qualche sconforto lo comporta negli uomini di Gallo anche se Ammari fin dal primo pallone toccato, dimostra di avere una marcia in più. Il pari fortunatamente non tarderà oltre i 5' proprio grazie al fantasista marsigliese di nascita che dimostra cuore gelido e piede caldo quando su una respinta di Minelli, riesce a metterla dentro, facendo passare la palla fra una vera e propria giungla di arti. Gioia rabbiosa per l'algerino, che si dimostra determinante anche questa volta.

Espulso Dall'Oglio, lo Spezia spreca una grande occasione per vincere.
Piovono palloni d'alto, corner su corner d'ambo le parti ma le difese hanno buon gioco e anche la stanchezza vuole la sua parte di peso: il Brescia a dir la verità sembra averne di più delle Aquile ma Dall'Oglio al 38' si merita anche il secondo cartellino giallo per un fallo tattico su Pessina, costringendo la sua squadra a finire in inferiorità numerica. Marino mette dentro Di Santantonio per Machin preparando così i suoi ad un finale di sofferenza ma l'unica vera chance per gli uomini di Gallo se la costruisce per poi distruggerla subito dopo Guido Marilungo che supera un avversario con un tunnel e calibra un cross per la testa di Gilardino, colpendo però la palla troppo sotto Minelli che anticipa senza patemi l'ex attaccante di Parma, Milan e Fiorentina. E' sempre più lo Spezia del vorrei ma non posso.

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