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Ultimo aggiornamento: Martedì 16 Ottobre - ore 23.40

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E' LO SPEZIA DEL "VOGLIO, FORTISSIMAMENTE VOGLIO"

Contro la sorprendente capolista e storica bestia nera, le Aquile sfoderano una prestazione collettiva da applausi. L'espulsione di Panico sciocca gli ospiti e un tiro sporcato di Crimi in avvio di ripresa stronca le gambe agli avversari.

MONUMENTALE MANFREDINI
E' LO SPEZIA DEL "VOGLIO, FORTISSIMAMENTE VOGLIO"

La Spezia - SPEZIA-CITTADELLA 1-0
Marcatore: 2'st Crimi

SPEZIA: (4-3-3)Manfredini; De Col, Giani, Terzi, Augello; Crimi, Bartolomei, Ricci (35'st Maggiore); Okereke, Galabinov (22'st Pierini), Bidaoui (16'st Gyasi). A disp. Desjardins, Barone, Crivello, Mora, Gudjohnsen, De Francesco, Bastoni, Vignali, Bachini. All. Pasquale Marino.

CITTADELLA: (4-3-1-2) Paleari; Ghiringhelli, Adorni, Drudi, Benedetti; Settembrini (28'st Siega), Iori, Branca (16'st Proia); Schenetti (36'st Malcore); Panico, Finotto. A disp. Maniero, Strizzolo, Frare, Scappini, Pasa, Proia, Maniero, Rizzo, Dalla Bernardina. All. Roberto Venturato

Arbitro: Maggioni di Lecco
Assistenti: Soricaro (Barletta) - Baccini (Conegliano)
Quarto Ufficiale: Guccini (Albano Laziale)
Ammoniti: Ghiringhelli, Adorni, Giani, Siega, Crimi
Espulso: 38'pt Panico (e il diesse del Cittadella Marchetti)
Recupero: 1'(pt), 3'(st)
Spettatori: paganti 4952 spettatori (1.194 paganti)
Incasso: 8.909

PRE-PARTITA.
14.35 - Risultato ad occhiali nell'ultimo precedente disputato al Picco tra le due formazioni, risalente al 28 ottobre 2017, e in parità è finita, 1-1, anche la sfida allo stadio Picco del 24 ottobre 2016 e quella del 6 dicembre 2014, terminata 0-0 come quella del 19 marzo 2013. Le due squadre sono dunque reduci da quattro pareggi consecutivi alla Spezia, al 27 ottobre 2012 risale invece l'ultima vittoria veneta, 0-3, mentre lo Spezia non batte i granata in casa in campionato da oltre quattordici anni, cioè dall'1-0 del 15 febbraio 2004.

14.55 - E' lo Spezia che avevamo anticipato alla vigilia: tra i pali confermato Manfredini, complice l'infortunio del titolare Lamanna, mentre in difesa la novità è Tommaso Augello sulla corsia di sinistra, con la coppia centrale composta ancora una volta da Giani e Terzi. Filippo De Col completa infine il pacchetto arretrato mantenendo la propria posizione sulla corsia di destra. A centrocampo Crimi prende il posto di Mora e Bidaoui riceve la prima maglia da titolare nel tridente d'attacco che vede Okereke dalla parte opposta e Galabinov al centro. Il Cittadella risponde con un 4-3-1-2, con Schenetti alle spalle del duo offensivo Finotto-Panico.

PRIMO TEMPO.
Cittadella bestia nera e non è certo una notizia per i tifosi dello Spezia che conoscono bene la maledizione granata sin dai tempi della serie C: figuriamoci contro una squadra autrice di uno straordinario inizio di torneo che la vede giustamente capolista della cadetteria. C'è da costruire insomma 90' vicini alla perfezione se si vuol vendicare Cremona e continuare a fare benissimo dalle parti di Viale Fieschi. E in effetti quelli che sono soltanto auspici, lo Spezia parte subito col piede giusto: al 3' Ricci si inventa un filtrante che mette Galabinov davanti a Paleari ma sulla conclusione del bulgaro, il portiere si immola con una parata da campione che manda la palla in corner. Al 10' proteste del pubblico quando Ghiringhelli mette giù senza tanti complimenti un Bidaoui proiettato in una contropiede pericoloso: cartellino giallo per lui anche se sembra più arancione. Giropalla fra i piedi degli ospiti, che fanno la fase offensiva con nove uomini, Spezia che risponde con ordine e verticalizzazioni improvvise, una delle armi preferite da Marino. Il primo sussulto del Citta al 18' su personale di Finotto e sinistro affrettato per evitare il ritorno di Ricci: palla in curva. I pugni di Manfredini evitano guai peggiori su un tiro-cross velenoso mentre al 19' non deve metterci i guantoni perché il diagonale di Panico non inquadra lo specchio.

Augello-Bidaoui, sulla sinistra c'è qualità ed intensità.
Venturato chiede ai suoi più cattiveria agonistica, quella che caratterizza l'inizio di gara di Augello, autore di 20' notevoli sotto il profilo dell'intensità. Sulla corsia mancina le cose migliori dello Spezia: Bidaoui nasconde la palla con la sua tecnica e si prende pestoni a volontà ma si vede che ha un passo da top player per la categoria. Al 22' ancora Spezia: da sinistra a destra, la palla arriva ad Okereke che una volta entrato in area preferisce servire Galabinov, per la torsione sul posto e il sinistro murato da Iori. Ci sono gli applausi di un pubblico divertito e gli assensi di Marino: contro la capolista lo Spezia è decisamente in.
Gli uomini in maglia bianca prendono coraggio e per diversi minuti operano nella altrui metà campo: il Citta è squadra robusta e fino ad oggi in serie B nessuno è riuscito a farle gol. Dopo una decina di minuti di relativa sofferenza al 31' i veneti escono dalla morsa e in una mezza ripartenza, ci vuole il solito tempismo di Terzi a fermare un cross basso di Benedetti: perfetta la diagonale difensiva del capitano. Proteste aquilotte al minuto 33: Bidaoui fa il diavolo a quattro sulla mancina, dribbling e contro-dribbling per trovare il pertugio ed esplodere il suo destro che finisce sulla mano di un difensore granata. Per il direttore di gara l'intervento è involontario, decisione tutta da valutare perché gli arti non rimangono attaccati del tutto al corpo come imporrebbe il regolamento in questi casi.

Finotto bussa sulla traversa, follia di Panico: Cittadella in dieci.
L'occasione più clamorosa del primo tempo sarà tuttavia degli ospiti che al 37' trovano con Finotto il binario giusto per liberare un mancino potente: traversa clamorosa dell'ex spallino, proposto più volte in estate ad Angelozzi. Al 38' l'episodio che cambia il contesto tattico e umorale della gara: sulla coda di un'azione d'attacco, Panico stende platealmente Crimi per il classico fallo tattico che ferma un contropiede. Maggioni gli corre incontro, preparandosi in mano un giallo sacrosanto ma mentre glielo sventola in faccia riceve frasi irriguardose dal giocatore. A centimetri dalla faccia l'arbitro vede tutto e decide immediatamente di tirare fuori il cartellino rosso: giocatore negli spogliatoi seguito da un furibondo diesse Marchetti. In superiorità numerica lo Spezia ci proverà per vie aeree al 40' ma Galabinov, ben servito dallo spiovente Bidaoui, ha un felice impatto su un pallone interessante, disturbato sapientemente dall'uscita di Paleari mentre la botta da lontano di Ricci finisce sopra la traversa. Chiuderà Crimi con una rovesciata che fa effetto ma l'impatto non è completo.

SECONDO TEMPO.
Ci sono tutte le condizioni per azzannare l'avversario e non importa che sia la capolista e una delle bestie nere della storia. Non importa perché in undici contro dieci si deve tentare di vincere: nel quarto d'ora d'intervallo è questa la sensazione che si percepisce nel catino di Viale Fieschi. E lo Spezia sembra ascoltarci, visto che dopo 120'' dal ritorno in campo, Bidaoui sceglie un destro a girare che Paleari devia in tuffo plastico: è il preludio al vantaggio aquilotto che arrivera al 3' quando Adorni devierà in gol, spiazzando il suo portiere, un sinistro di Crimi dai venti metri, su passaggio corto ancora di Bidaoui. Naso da pagliaccio per esultare e appena un minuto dopo l'occasione di raddoppiare, fermata dal guardalinee che aveva ravvisato l'ex Entella oltre la linea dei difensori granata, oggi in completo giallo. Il pubblico spinge la squadra, vuole il secondo gol per metterla in cassaforte e si dispera sul diagonale a pelo d'erba di Bidaoui che si era avventato su una sfera vagante dopo lo scambio Crimi-Galabinov. E' ancora Crimi all'8' a costringere Paleari agli straordinari: vola via in contropiede, accompagnato da tutta la linea d'attacco ma alla fine preferisce chiudere con un diagonale che impegna severamente il portiere dei veneti. Il Cittadella esce dall'apnea all'11' con il migliore dei suoi: Finotto svaria su tutto il fronte e stavolta si guadagna spazio sulla sinistra, calciando bene ma senza l'adeguata precisione.

Quel razzo di Gyasi per colpire in contropiede. Fate un monumento a Manfredini!
Spettacolare Bidaoui: al 13' sotto la tribuna, porta a spasso mezza difesa, elude l'ultimo disperato intervento di Ghiringhelli e rientra sul destro per un diagonale che termina sul fondo: la gente apprezza e sostiene colui che oggi si guadagna, senza rischi di smentite, la palma del migliore e lascia il terreno di gioco nell'ultima mezz'ora in favore del contropiedista Gyasi. Qualche fischio del pubblico verso Galabinov, un po' indolente in alcune scelte ed evidentemente ancora fuori condizione, mentre Bartolomei, ex non banale della gara, cresce di minuto in minuto, diventando nel secondo tempo uomo ovunque del team mariniano. Gli ospiti rimetteranno il muso avanti al 21' con l'incornata di Adorni che non finisce poi così lontano dalla porta di Manfredini mentre un minuto più tardi Galabinov lascerà il campo, comunque fra gli applausi: tocca a Pierini per un trio di velocipedi che spiega sufficientemente l'idea che Marino ha della condotta da tenere negli ultimi venti di gara. Okereke dunque si piazza al centro dell'attacco e Spezia che raccoglie i reparti, guidato da un Ricci finalmente protagonista, più sereno nelle scelte, più sicuro nel gestire i possessi e far viaggiare i compagni. L'ingresso di Pierini per coprire un po' di più la mediana e un 4-4-2 con cui far girare la palle e far stancare gli avversari mentre Gyasi al 28' si prende i suoi spazi e spara un sinistro interessante che impegna infatti Paleari in due tempi. Con il risultato ancora in bilico basta una sbavatura a buttare al vento una vittoria che nel suo piccolo farebbe storia e ci vuole un imperiale Manfredini a togliere dal sacco una palla che sembrava predestinata: classico cross velenoso al centro, intervento maldestro e sfortunato di Augello e autentico balzo parkour di Manfredini che si distende nei suoi 190 centimetri e toglie il cuoio dall'angolo. Una parata che vale un gol ma per prendersi i tre punti lo Spezia dovrà soffrire ancora un po': anche perché il Citta getta nella mischia anche Siega e Malcore e giocherà tutto il finale con un dispositivo a dir poco spregiudicato, una sorta di 4-3-2 con interpreti d'attacco.

Marino rinuncia al tridente e dà volume alla mediana.
Marino ripesca Maggiore, all'esordio assoluto stagionale e vuole provare ad addormentarla, capitalizzando magari qualche autostrada lasciata dall'avversario. Chiuderla per non mangiarsi le mani, è quello che pensano tutti i 5mila del Picco quando Gyasi serve sapientemente Okereke che al limite dell'area invece di ribaltare ancora sul solitario Pierini, sceglie di andare a concludere con un piattone angolato ma non sufficientemente energico per impensierire il portiere dei veneti. Lo Spezia non va in patimento nel finale, la Ferrovia segue la gara con ovvia apprensione e i minuti passano senza danni, anche se sembrano giorni: immaginiamo senza fatica che mister Marino non sarà contento di non averla chiusa prima visto come vive i 180'' di extratime. Ma è il sabato giusto, quello in cui lo Spezia si regala un successo di prestigio (la duecentesima assoluta da allenatore per Marino), dando un bel segnale a tutto l'ambiente e confermando che la sconfitta di Cremona è stata più figlia degli episodi sfavorevole che di una inferiorità vera.

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