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Ultimo aggiornamento: Giovedì 17 Gennaio - ore 22.55

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Dalla Costa, la magia della punizione tra Adriatico e Mar Ligure

Oggi osservatore, l'ex centrocampista di Pescara e Spezia presenta il match tra due delle squadre più prolifiche su palla inattiva, la sua specialità.

Dalla Costa, la magia della punizione tra Adriatico e Mar Ligure

La Spezia - Tra Spezia e Pescara sarà match d'alta quota tra due squadre che hanno vissuto momenti alterni ma che adesso vogliono giocarsi le proprie possibilità fino in fondo. Chi conosce entrambe le piazze è un ex giocatore come Stefano Dalla Costa, già allenatore in seconda del Como un paio di anni fa e oggi osservatore per diverse società che si servono di lui per andare a visionare giocatori, spesso anche all'estero. Nel suo passato sia Pescara che Spezia e proprio nella città affacciata sull'Adriatico si è stabilito:
“Arrivai qui a Pescara nel '79 – racconta Dalla Costa - facendo le giovanili fino all'esordio in prima squadra nel campionato 81/82. Feci 5 presenze ma vincemmo il campionato per cui nelle due stagioni successive giocai in Serie B. Successivamente il tecnico di allora, Tom Rosati, si spostò a Taranto ed io andai con lui. Anche lì fu una bella esperienza con la C1 vinta subito e poi due stagioni di B”. Di quegli anni anche la grossa soddisfazione di una doppietta all'Inter in Coppa Italia con conseguente eliminazione dei nerazzurri.
Nel 1994 l'arrivo in maglia bianca.
“Iniziai quella stagione al Crevalcore ma alla seconda ci fu subito la partita contro lo Spezia. Si giocava a Modena perchè il nostro campo non era a norma e feci una grossa gara, con tanto di assist per il vantaggio segnato da Pietranera. Lo Spezia pareggiò nel finale grazie ad un rigore di Zian ma evidentemente la mia prova non passò inosservata perchè la settimana dopo il ds Giuliano Fiorini, in accordo col mister Claudio Onofri, mi contattò per portarmi in Liguria. Io accettai perchè a Crevalcore non si stava male ma era una realtà quasi dilettantistica mentre Spezia aveva bacino d'utenza e poi conoscevo diversi giocatori. Inoltre devo dire che non ero a conoscenza dei problemi societari del periodo...”
Nonostante questo, il primo anno fu molto positivo.
“Sì, eravamo una bella squadra guidata da un ottimo tecnico. Purtroppo non c'era alle spalle una società solida per cui alla fine pagammo questo aspetto. Se avessimo avuto anche la società credo che avremmo potuto centrare anche i Playoff. Gli anni successivi furono più difficili: prima arrivò la salvezza ai Playout contro la Pro Sesto ma l'anno successivo retrocedemmo nonostante fossero arrivati nomi anche di livello come ad esempio Sergio Battistini”.
Spezia e Pescara sono tra le squadre che segnano di più su palla inattiva, 16 reti lo Spezia e 15 il Pescara. Nel calcio moderno questo aspetto è sempre più importante e un Dalla Costa, che era uno specialista, farebbe comodo a chiunque.
“Sotto questo aspetto è vero, ma oggi si gioca a ritmi molto più elevati rispetto ai miei tempi, magari c'è meno tecnica oggi e gli stessi allenamenti sono più intensi e si curano particolari, come l'alimentazione, che un tempo non erano molto considerati. In A infatti arrivano quei giocatori che riescono a coniugare tecnica ed intensità”.
Per diversi anni lo Spezia non trovò la via del gol su punizione diretta tanto che i tifosi, scherzando, dicevano che l'ultimo lo segnò Dalla Costa nel '94...
“Che dire, mi fa piacere. In effetti il primo anno feci 4-5 gol su calcio piazzato e uno addirittura direttamente dalla bandierina del calcio d'angolo proprio contro il Crevalcore nella partita di ritorno al Picco”.
Dello Spezia odierno che impressione si è fatto?
“Mi è capitato diverse volte di vederlo in televisione. E' una squadra che era partita piuttosto bene e poi ha avuto uno flessione nella parte centrale ma adesso vedo che sta tornando sotto. Ha un giocatore per cui stravedo che è Giannetti, un attaccante che corre, lotta e si muove su tutto il fronte. Sinceramente credevo che, dopo Siena, approdasse in Serie A ma so che a Spezia ha avuto un infortunio che lo ha tenuto fuori per un po'. Ma davanti ci sono anche Catellani, che tra l'altro ha già vinto campionati, e Nenè che se è motivato è un lusso per la categoria”.
Ultime battute sul Pescara.
“Sono partiti male ma adesso stanno risalendo anche grazie al recupero di alcuni infortunati. L'arrivo di Sansovini è stato importante perchè ha portato gol, punti ed entusiasmo. Sabato mancherà però un giocatore fondamentale come Bjarnason che ad un certo punto voleva andare via per la massima serie. Poi è rimasto e sta facendo davvero grandi cose. Un recupero importante è quello di Brugman, per cui l'allenatore sta cercando forse di rivedere qualcosa a livello tattico perchè si tratta di un centrocampista che gioca davanti alla difesa con caratteristiche più di costruzione che di filtro e per questo si esprime meglio in un centrocampo a 3”.
L'ultimissimo pensiero però va a due persone che gli sono rimaste nel cuore dai tempi di Spezia: Pino Sciumbata e Mauro Gusberti.
“Vi prego di salutarli perchè sono stati splendidi con me. Gli anni trascorsi alla Spezia li ricordo sempre volentieri anche grazie a loro che spesso mi hanno ospitato a casa e non li dimentico”.

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