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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 18.17

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Dall'incubo serie D al sogno serie A in dieci anni

Un decennio vissuto al massimo quello dell'era Volpi. Dal punto più basso a vedere la massima serie mai così vicina. Comunque vada, una storia che racconteremo ancora a lungo.

#tenyearschallenge
Dall'incubo serie D al sogno serie A in dieci anni

La Spezia - Il tabellino dice 2.325 paganti, ma è viziato dagli oltre mille abbonati. Dieci anni fa, 25 gennaio del 2009, lo scatto d'orgoglio che aveva portato la tifoseria spezzina a continuare a gremire il "Picco" anche in serie D si stava già esaurendo.Tra Del Piero della Juvenus e Biondolillo del Rivoli probabilmente c'era poca strada, visto che entrambi vivevano a Torino ai tempi. Ma l'abisso emotivo che era trascorso da quando gli aquilotti battagliavano con la Vecchia Signore per la salvezza in serie B... beh! E così una curva senza seggiolini lasciava intravedere ampie parentesi di cemento tra sciarpa e sciarpa.

Il #tenyearschallenge 2009-2019 è una voragine. La voragine che c'è tra il punto più basso della storia aquilotta toccato allora e quello più alto che si vive adesso. Non solo perché la squadra di Marino piace veramente a tutti, anche al di fuori del Golfo dei Poeti. (Pochi giorni fa una pagina di tifosi della serie B ha fatto votare i suoi iscritti: incoronato il gioco dei bianchi come il migliore della categoria insieme a quello del Lecce). Anche perché lo Spezia così in alto e per così tanto tempo non c'era mai stato. Il piede d'appoggio è fissato sul gol di Lazzaro, che indovina il rigore contro il pur bravo Ferrauto. Il Casale batte la Biellese 2-0 e lo Spezia si ritrova illusoriamente primo in classifica. In campo per mister Marco Rossi c'erano Bertagna, Ivani, Fusco (1'st Salvalaggio), Del Padrone (5'st Innocenti), Citterio, Imburgia, Frateschi (35'st Baldini), Capuano, Di Paola, Lazzaro e Herzan.

Dopo cosa c'è stato? Chiedendolo a ogni singolo tifoso si otterrebbero tante risposte diverse. Un elenco potenzialmente infinito. Chichizola, forse il portiere più forte della storia aquilotta; Cesarini, che segna a Legnano il gol più bello mai visto con la maglia bianca; i 7mila di San Siro, la più grande trasferta che si ricordi; Catellani, capocannoniere di serie B cinquant'anni dopo Costanzo; la Roma, battuta ai rigori contro ogni pronostico; tre play-off per la serie A, non troppo fortunati; Carobbio, che lascia Lerici accompagnato dai carabinieri; il Ferdeghini, da sandbox a gioiello delle giovanili; quel rigore su Piccolo non concesso contro il Trapani; Paolo Ponzo, l'uomo prima del calciatore; tre trofei vinti in un anno in Lega Pro; sei gol in casa dal Novara, la sconfitta peggiore della storia; Claudio Rivalta, la grande paura e poi la grande gioia; din-don din-don, intervengo da Bolzano...; Bjelica espulso, che passa dentro la Curva Ferrovia.

Impossibile scegliere un'immagine. Dieci anni di Gabriele Volpi, che allora si vedeva anche al "Picco" e che oggi rimane il motore di tutto anche se nell'ombra. Domenica lo Spezia gioca contro il Brescia che non è capolista come invece era la Biellese, ma è comunque in zona promozione. Promozione in serie A. Rivivere dieci anni così? Chi ha meno di trent'anni può sperarci, chi ha figli con la stessa passione glielo può augurare. Chi ha nipoti può già iniziare a raccontargli questo di decennio, che non è troppo presto.

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