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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Gennaio - ore 10.10

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DUE FALSE PARTENZE E UN ROSSO DI RABBIA

Sotto al primo vagito, lo Spezia gioca un'intera partita a handicap: subisce il secondo ad inizio ripresa poi l'espulsione di Ninkovic e il gol di Okereke che riaprono tutto. Ma anche Bidaoui finisce sotto la doccia anzitempo e la rimonta si ferma.

LA PRESTAZIONE NON BASTA
DUE FALSE PARTENZE E UN ROSSO DI RABBIA

La Spezia - ASCOLI-SPEZIA 3-1
Marcatore: 1'pt Ardemagni, 1'st Cavion; 10'st Okereke, 47'st Padella

ASCOLI (4-3-1-2): Lanni; Laverone (14'st Kupisz), Brosco, Valentini, De Santis, Troiano, Cavion; Ninkovic; Ngombo (14'st Padella), Ardemagni (40'st Rosseti). A disp. Bacci, Perucchini, Carpani, Quaranta, Casarini, Parlati, Beretta, Frattesi, Sarli. All. Vivarini

SPEZIA (4-3-3): Lamanna; Vignali, Giani, Capradossi, Augello; Bartolomei (30'st Pierini), Ricci, Mora (39'st De Francesco); Gyasi (39'st Gudjohnsen), Okereke, Bidaoui. A disp. Mnfredini, Barone, Crivello, De Francesco, Terzi, Bastoni, De Col, Acampora, Bachini. All. Marino

Arbitro: Illuzzi (Molfetta)
Assistenti: Fiore (Barletta) - Macaddino (Pesaro)
Quarto Uomo: Dionisi (L'Aquila)
Recupero: 2'(pt)
Ammoniti: Ninkovic, Okereke, Rosseti, Padella
Espulso: 4'st Ninkovic, 22'st Bidaoui

PRE-PARTITA
17.30 - L'Ascoli per tornare al al successo dopo due turni nei quali i bianconeri hanno raccolto un solo punto pur meritando di più. Spezia che deve prendere un'altra marcia lontano dal Picco visto che nelle ultime due uscite gli aquilotti hanno raccolto lo stesso magro bottino. Un punto di vantaggio in classifica per gli aquilotti dà il senso di una gara che sarà certamente equilibrata. L'Ascoli deve fare a meno dello squalificato D'Elia e degli infortunati Coly, Ingrosso, Valeau, Zebli, Ganz e Baldini. Confermato il modulo 4-3-1-2, con Lanni tra i pali. Sarà Cavion a presiedere la fascia sinistra della difesa: il 23enne di Schio vince il ballottaggio con Kupisz. Campo in perfette condizioni.

17.47 - Matteo Ardemagni punta il gol numero cento in carriera: non gli dispiacerebbe segnarlo al suo ex club dove non ha fatto bene come in altre piazze. Altro ex, ma con ricordi decisamente più dolci, è Nahuel Valentini che se la vedrà con un tridente velocissimo: senza Galabinov, Marino dà fiducia ad Okereke, Gyasi e Bidaoui. Out anche Crimi, Maggiore e Mastinu. La novità più importante in casa Spezia è l'assenza di capitan Terzi: va in panchina l'uomo più esperto, con Giani e Capradossi come centrali difensivi. Fa un gran freddo nelle Marche, presenti una sessantina di tifosi spezzini che proprio non sono voluti mancare, malgrado le condizioni climatiche e la distanza della trasferta.

PRIMO TEMPO
Come si può ritrovarsi sotto dopo 47'' di partita con un'azione iniziata da una semplice rimessa laterale? Chiedetelo allo Spezia punito al primo respiro quando ancora centinaia di tifosi dovevano ancora sedersi. Ma soprattutto chiedetelo a Matteo Ardemagni che raggiunge quota 100 gol in carriera proprio contro il suo ex club: una difesa poco reattiva e Ricci che sale troppo tardi lasciando Ardemagni solo soletto per una stoccata, che da quella distanza, è imparabile per Lamanna. Svantaggio shock, quinto sigillo contro lo Spezia per il bomber di Milano e Ascoli in paradiso. Uno Spezia che sbanda, letteralmente sorpreso, Ascoli che sente al contrario l'apporto elettrizzante della sud dello stadio Del Duca: poteva iniziare peggio per i fedelissimi partiti dal Golfo? Difficile, davvero difficile, pensare peggio ma da queste parti non è mai stata una scampagnata, anzi. Lo Spezia sbanda, come detto, ma reagisce: al 4' una serie di finte permette a Bidaoui di convergere verso il centro ma la sua conclusione finisce addosso a Brosco. Un minuto dopo ci vuole un super Lanni a fermare Okereke, servito sul limite destro da Bartolomei. A tratti lo Spezia sembra aver assorbito la botta ma più coi nervi che con la testa: non c'è il possesso palla che Marino vuole nella preparazione dell'offensiva e la dinamica della gara favorisce un Ascoli sornione e determinato a sfruttare il momento.

Spezia troppo basso, Marino si arrabbia.
Bianconeri piceni che tornano a farsi vedere dalle parti di Lamanna all'8': è Ngombo a scaricare un missile a pelo d'erba che esce di un soffio mentre sul fronte apposto 4' dopo lo Spezia combina buone cose sull'asse Gyasi-Mora ma il cross basso dell'ex capitano della Spal è preda dei difensori di casa. Marino, e per la verità non solo lui, se la prende con Ricci, un playmaker che vive i primi 25' di gara letteralmente nell'ombra: il tecnico chiede a più riprese all'ex romanista di giocare dieci metri più avanti, altrimenti diventa dura uscire dal guscio con tanti giocatori. L'Ascoli dal canto suo fa poco ma quello che fa lo fa alla grande: splendida ma anche piuttosto scolastica la verticalizzazione che porta Ardemagni a bruciare facilmente Giani sullo scatto e calciare in corsa un diagonale che sarebbe diretto sul secondo palo se Lamanna non ci mettesse una pezza provvidenziale, deviando la traiettoria con il piede destro. In contropiede si vede qualcosa di buono e infatti Vivarini chiede ai suoi di non far partire le velocissime ali liguri. Gyasi inserisce la quinta per bruciare De Santis e crossare al centro per la spaccata di Mora, altra sopra la trasversale.

Lo Spezia cresce e costruisce, manca la cattiveria sotto porta.
Ci pensa Lanni a spegnere il tiro dai venti metri di Ricci che fa sua una palla vagante: ma sulla destra si può fare qualcosa di ottimo, basta crederci e giocare con intelligenza, valorizzando chi si propone senza palla e giocando di più si Okereke che sul breve può fare male. Le serpentine di Bidaoui promettono sempre sfracelli ma la finalizzazione non è mai all'altezza delle premesse: peccato perchè la sua capacità di saltare l'uomo è impressionante. Si sente la mancanza di qualità in mezzo al campo: Bartolomei non riesce a non far rimpiangere Maggiore, tanto meno Giani, chiamato a sostituire Terzi. E' sulle giocate aeree che gli aquilotti fanno immensamente fatica, soprattutto sui cross dello specialista Ninkovic, diversamente dall'Ascoli che invece va in difficoltà sui palloni lunghi che saltano il centrocampo e permettono il tridente aquilotto di combinare qualcosa. E' un finale tutto spezzino, Marino apprezza i miglioramenti dei suoi ma al di là dei tanti cross calciati nel mezzo, non c'è mai la giusta cattiveria per andare a segno e pareggiare prima della fine del tempo.

SECONDO TEMPO
Sì, si può fare peggio. E prendere gol praticamente in apertura di ripresa: questa volta ne bastano 40 di secondi a Michele Cavion per sparare una sentenza che Lamanna non vede nemmeno. Scioccante tanto quanto quello che accadde ad inizio match e Marino che fa scaldare Pierini per provare a dare una sveglia ai suoi. Un pomeriggio da dimenticare? Forse è presto per dirlo per quel che riguarda lo Spezia, di sicuro l'assunto vale per Ninkovic che questa volta balza all'onore delle cronache non per il suo piede fatato ma per un calcione senza senso nei confronti di Ricci. Doppio giallo ravvicinatissimo e Ascoli, giustamente, in dieci uomini, al di là delle proteste dei giocatori di Vivarini. Numericamente la partita è pienamente nelle mani dell'Ascoli ma psicologicamente quel cartellino rosso può generare altre storie. Soprattutto se lo Spezia riesce nell'impresa di fare un golletto: accade quasi per caso al 10' quando Mora radiocomanda un filtrante che taglia fuori tutta la difesa e pesca l'indisturbato Okereke che con un colpo sotto super in scioltezza Lanni.

Voglia di riacciuffarla ma l'arbitro ha voglia di compensare ed espelle Bidaoui.
Sull'1-2 e con una vita da giocare è' chiaro che si apre tutt'un'altra partita: ora il rosso delle maglie aquilotte è un po' più rosso e le strisce bianconere dell'Ascoli un po' più strette del solito. Ovvio che un tecnico esperto Vivarini non aspetti guai peggiori per cambiare qualcosa: due sostituzioni prima dell'ora di gioco riconfigurano completamente l'Ascoli che passa alla difesa a tre, contando così un centrocampo assai più folto. Proteste di Marino per una chiamata dell'assistente e un fuorigioco inesistente prima che Gyasi con una piroetta si liberi di Troiano per esplodere un destro troppo alto ma non di così tanto. Sembra il momento giusto per riprendersi tutto con gli interessi e invece al 22' succede l'irreparabile: su un calcio d'angolo a favore degli ospiti, un corpo a corpo reiterato fra Troiano e Bidaoui finisce con una reazione del belga-marocchino che tuttavia non colpisce nemmeno l'avversario nel tentativo di liberarsi dalla marcatura. Un'espulsione generosissima che compensa, figlia del caos e di un arbitro, Illuzzi, che sbaglia clamorosamente la decisione. Il 2-2 potrebbe comunque arrivare lo stesso all'altezza del 25': Bartolomei lancia Okereke ma il diagonale esce di nemmeno un metro alla destra di Lanni che comunque non ci sarebbe mai arrivato. Nell'immediato è Mora a fungere da attaccante di fascia, a tentare di buttare nel mezzo palloni da spingere dentro per un pari che lo Spezia meriterebbe. Un arto di Padella incoccia un pallone vagante ma Illuzzi non è quel tipo di arbitro da sentirsi decisioni impopolari e lo Spezia lo ha capito da diverso tempo.

La grande voglia dello Spezia non basta. Padella e la fortuna fanno tris.
La spinta ospite non si ferma, entra anche Pierini per l'ultimo sforzo e l'Ascoli non può che difendersi con tutti gli effettivi, a difesa del prezioso vantaggio. Augello, grandissima gara la sua, spara un sinistro siderale su una corta respinta di Lanni ma la palla finisce ancora una volta a lato. Sospiro di sollievo per i marchigiani che iniziano a perdere tempo su ogni occasione possibile, sentendo di poterla portare fino in fondo e tentando di bloccare sul nascere la spinta dell'avversario. I pugni di Lanni per smorzare la botta da lontano di Vignali e una selva di corner a senso unico ma la porta sembra piccolissima proprio come una settimana fa contro il Foggia. Spiccioli di gara anche per Gudjhonsen e De Francesco, esordio assoluto quest'anno per l'ex reggino, poi l'assalto del recupero: 6 minuti per provarci, senza pensare ai crampi in arrivo. Ma a chiudere i giochi è Padella che nel secondo minuto di recupero vince il duello con Capradossi e vola in contropiede: a tu per tu con Lamanna sbaglia clamorosamente il tocco che diventa però letale per Lamanna in uscita, aggirato casualmente ma efficacemente per il 3-1 che chiude il match. Non è una sconfitta meritata, tutt'altro ma pesa quel rosso a Bidaoui nel momento migliore degli aquilotti.

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