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Ultimo aggiornamento: Sabato 15 Dicembre - ore 13.27

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UN PARI NON CAMBIA LA VITA MA IL TURNOVER FA BENE

La scelta di cambiare sei undicesimi della formazione di sabato paga: primo tempo pimpante per gli aquilotti meritatamente in vantaggio con il gran gol di Forte. Il Bari ha riserve eccellenti e Brienza dimentica l'età, regalandosi un super-gol.

POTEVANO VINCERE ENTRAMBE
UN PARI NON CAMBIA LA VITA MA IL TURNOVER FA BENE

La Spezia - BARI-SPEZIA 1-1
Marcatori: 9'pt Forte; 26'st Brienza

BARI (4-3-3)
Micai; Sabelli, Marrone, Diakhitè, Balkovec; Henderson, Basha, Busellato (11'st Brienza); Improta (42'st Cissè), Nenè, Galano (24'st Kozak). A disp. De Lucia, Conti, D'Elia, Petriccione, Anderson, Cassani, Tello, Iocolano, Empereur. Allenatore: Fabio Grosso.

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col, Giani, Capelli, Augello; Pessina, Juande, Mora (22'st Lopez); Mastinu (29'st Terzi); Forte (33'st Marilungo), Granoche. A disp. Manfredini, Masi, Bolzoni, De Francesco, Maggiore, Ammari, Ceccaroni, Gilardino. Allenatore: Fabio Gallo.

Arbitro: Francesco Fourneau di Roma
Collaboratori: Raspollini e Scarpa
Iv Uomo: Di Paolo
Ammoniti: Forte, Mora
Recupero: 3'(pt), 5'(st)

PRE-PARTITA
17.30- Lo aveva anticipato nella conferenza stampa della vigilia ma probabilmente in pochi si aspettavano che Fabio Gallo ricorresse ad un così corposo turnover: rispetto al pareggio di sabato contro la Ternana, il tecnico cambia ben 6/11 con qualche eccellente escluso, anche in funzione del fatto che sabato prossimo si tornerà in campo. Troppo importante che nel doppio confronto esterno consecutivo, la squadra dia tutto quello che ha per provare a non allontanarsi dalla zona playoff: ecco il motivo dei cambiamenti in serie voluti dall'allenatore. Motivazioni, freschezza fisica, e quella voglia matta che ha di mostrarsi chi normalmente è abituato ad osservare. Con il 4-3-1-2 di sempre ma con altri interpreti, visto che la coppia centrale sarà formata da Giani e Capelli, mentre Augello prende il posto di Lopez e De Col è l'unico della difesa, insieme a Di Gennaro, che non viene sostituito. Torna in campo dopo una vita Juande, sarà il regista al posto di Bolzoni: con lui in mediana Mora e Pessina mentre Mastinu, altra conferma, supporterà le punte Forte e Granoche.

17.37 - Il Bari ha un rendimento casalingo altalenante: nelle ultime cinque partite è arrivata soltanto una vittoria e anche Grosso vuole più continuità tra le mura amiche. Ma è anche vero che i biancorossi, che pareggiano meno di tutti in serie B, sono reduci da 10 punti nelle ultime 4 giornate, frutto di 3 successi ed 1 pareggio: l’ultima sconfitta risale all’1-3 di Venezia del 3 febbraio scorso. Una sola vittoria nelle ultime cinque per lo Spezia, ma la squadra di Gallo è ancora lì, anche se lontano dal Golfo lo Spezia fatica: fino ad oggi soltanto due vittorie e cinque pareggi in 14 partite giocate. Bari e Spezia sono inoltre due delle 5 formazioni cadette 2017/18 che subiscono meno espulsioni dopo 30 turni, al netto di posticipi e recuperi. Un solo “rosso” contro pugliesi e liguri, come per Entella, Cittadella ed Empoli. Juande ritrova una maglia da titolare dopo una vita: tre sole presenze, tutte risalenti a settembre 2017, per 176 minuti disputati fino ad oggi per lo spagnolo.

PRIMO TEMPO.
Per non andare incontro all'indifferenza di un finale di stagione ancora troppo lungo per tirare i remi in barca, soprattutto da chi stava guadagnandosi un pezzettino di paradiso con le proprie forze. Per non sprecare malamente un entusiasmo conquistato settimana dopo settimana fino a raggiungere una salvezza virtuale con ampio anticipo rispetto alle aspettative estive. Lo Spezia, per l'occasione in total black, non può sbagliare le prossime due: compito più che complicato visto che gli avversari si chiamano Bari e Perugia; ma è anche vero che una squadra dimostra di "avercene" proprio in questi tipi di partite, sulla carta considerate proibitive, proprio come dovevano essere invece alla portata quelle contro Cesena e Ternana. Al San Nicola contro l'ex Nenè, autore del primo colpo di testa, fuori misura, della partita su assist di Improta, lo Spezia si presenta in formazione assolutamente inedita: Gallo vuole freschezza mentale e gambe svelte, senza le quali diventa arduo uscire bene da uno stadio così. L'inizio dei padroni di casa è convincente e il duello Capelli-Nenè si ripropone un paio di volte col difensore spezzino che ha le meglio: il copione sembra molto chiaro, con i pugliesi a proporsi e lo Spezia a difendersi. Ma appena gli aquilotti mettono il muso dalle parti di Micai trovano il vantaggio: corre il 9' minuto quando Mastinu dalla fascia mancina, vede il movimento di Forte e lo serve con un cross perfetto per la sua zuccata da manuale, in anticipo secco su Marrone: biglia che accarezza il palo e s'insacca imparabilmente.

Lo Spezia in vantaggio sale in cattedra. Di Gennaro a mano aperta: applausi!
Mentre Mora sfila e cuce con dovizia, Juande cerca soprattutto di mettere la sua esperienza a disposizione della sceneggiatura. Ondeggia Mastinu, da una parte all'altra della trequarti è il sardo a far diventare matta la difesa di casa. Il Bari capisce che per rialzare il baricentro ci vuole paziente giropalla, lo Spezia risponde con una difesa collettiva che prende l'uomo fin dal principio dell'azione: il gol ha evidentemente spostato gli umori dalla parte degli ospiti che a partire dal 20' prendono in mano il match: sulla sua corsia De Col scende spesso e volentieri, cercando con i cross di trovare la deviazione da parte di due punte come Granoche e Forte che hanno indubbie abilità aeree contro un Bari che non ha tantissimi centimetri da opporre. E' sulle seconde palle che piacciono gli aquilotti, più reattivi a farle proprie e a costruire contropiede: la conclusione dalla distanza di Granoche al 24' termina altissimo sopra la trasversale. Il Bari si affida fondamentalmente alle fiammate di Galano e Henderson ma Giani e Capelli guidano il pacchetto arretrato con ordine, anticipando le iniziative dei galletti. In un break di grazia per la squadra di Grosso, Improta fa letteralmente paura al 28' quando partendo dalla mancina, punta Mora e rientra sul destro per concludere con uno splendido diagonale liftato diretto sul secondo palo: Di Gennaro a mano aperta, una gran parata anche perché la sfera gli sbuca fra una selva di corpi piazzati a centro area.

Bari di rabbia, Galano sfiora il pari su punizione.
Ci prova anche Nenè al 31' che avanza indisturbato e con una bordata mancina da trentacinque metri non fa comunque tremare il portiere aquilotto. Ci sarebbe bisogno di uscire dai ritmi imposti dal Bari ma Juande non riesce a dettare una linea efficace, travolto dalla rabbia di Basha e compagni che vogliono il pareggio prima del riposo. Lo Spezia capisce di doverla rallentare, senza rinunciare a pungere perché dietro il Bari balla, eccome se balla. Sfida il San Nicola al 36' Beppe Mastinu quando prova ad alleggerire la pressione con un "mancinaccio" da distanza siderale che Micai doma in due tempi. Al 39' invece proteste vibranti di Mora dopo un fallo, con tanto di ammonizione, assolutamente dubbio che manda Galano a calciare una punizione come piacciono a lui: forte, tagliata bene ed angolatissima ma appena 30 centimetri al di sopra della traversa. Passata la paura, lo Spezia subisce ancora l'iniziativa del Bari che a folate butta la palla nel mezzo costringendo in un'occasione Di Gennaro ad una provvidenziale respinta coi pugni che genera un contropiede voluttuoso ed in superiorità numerica ma Mastinu manca l'ultimo passaggio per Forte che avrebbe portato ad un raddoppio virtualmente certo.

SECONDO TEMPO.
Armati fino ai denti per alzare una trincea ancor più imperforabile di quanto si sia visto nel primo tempo. Metafora bellica per dire che sarà un'autentica battaglia sportiva contro un Bari che verosimilmente attaccherà a testa bassa, innanzitutto per pareggiarla. Qualche errore di troppo in palleggio da parte di entrambe, a dare l'esempio è capitan Granoche che rientra a dar manforte ai suoi su tutti i traversoni ed in generale ogni volta che avverte sofferenza: in mezzo al campo i ragazzi di Gallo riescono con fatica ad aver ragione di un avversario che quando attacca sembra travolgente ma in verità incapace di calciare in porta. Grosso non vede lampi nella sua squadra e non può che tentare di accendere la luce puntando sull'eterno Brienza prima che la frustrazione prenda il sopravvento. Subito guizzante l'ex parlemitano e capace di servire in verticale Nenè, tallonato intelligentemente da Capelli che gli disturba il tiro. A spezzare il soliloquio del Bari arriva al 15' il tiro-cross di De Col che per un nulla non sorprende il bravo Micai. Sulla destra c'è buon gioco e lo Spezia ci riprova un minuto dopo questa volta con Mastinu che cerca Granoche appostato sul secondo palo: difficile coordinarsi bene, difficile tenerla bassa. Appunto.

Entra Brienza, età e classe: un gol da cineteca che ristabilisce la parità.
Difesa ordinata d'accordo, ma il Bari non molla mai, sostenuto e richiamato dal suo pubblico che se la prende con Galano (sostituito dal gigante Kozak) e applaude un granitico Diakhitè, bravissimo a non cadere sulle plurime finte di Forte, finito murato da ottima posizione: anche in questo caso lo Spezia spreca malamente una ripartenza che avrebbe potuto fare danni forse permanenti ad un Bari quasi disperato ma sempre vivo. Mister Gallo non sta fermo un secondo, corre ai ripari ed inserisce l'esperienza di Lopez per un Mora positivo ma esausto, preparandosi ad un finale da tregenda. Detto fatto, il Bari pareggia la partita quando il cronometro segna il minuto 26: da un calcio d'angolo da sinistra, l'ennesimo calciato dai pugliesi, arriva lo spettacolare colpo al volo di Brienza che, arrivando dalle retrovie, scarica un sinistro micidiale per l'incolpevole Di Gennaro. Il rischio di passare dalle stelle alle stalle è dietro l'angolo e Gallo rinuncia alla fantasia di Mastinu per inserire Terzi e passare così alla difesa a cinque. Su una punizione velenosa di Balkovec, Di Gennaro evita frittate con una parata a terra sicura e per nulla scontata.

Il finale fa paura ma lo Spezia ne esce con personalità. E sfiora la vittoria.
Come Grosso con Brienza, che ha cambiato la storia del match non solo per quel gol sensazionale, Gallo sceglie la carta Marilungo per uscire dalla morsa e ritrovare creatività: come facilmente si poteva ipotizzare una volta fatto il pari, il monologo barese è ancor più insistente alla ricerca della vittoria. La palla è sempre nei piedi di quelli del Bari, lo Spezia non riesce mai ad uscire dalla morsa e Kozak al 39' sfiora il raddoppio su ottimo traversone di Balkovec, uno dei migliori nel finale: anche la lucidità sembra venir meno ad una squadra che benissimo ha fatto nella prima frazione, spendendo parecchio contro una squadra di maggior qualità ed obbligata alla vittoria. Kozak è un colosso, in area di rigore Giani non riesce ad arginare la sua potenza fisica mentre Grosso inserisce anche Cissè per l'ultimo assalto all'arma bianca con una batteria d'attaccanti da paura. Il 2-1 lo sfiorerà però beffardamente lo Spezia prima al 42' quando Marilungo gira, tuffandosi in bello stile, un ottimo cross di Augello: palla a lato non di chissà quanto e brividi per il San Nicola. Cinque minuti dopo, in pieno recupero, ancora Spezia su altro cross di De Col che arriva, sporco, a centro area dove Granoche, ci prova malgrado il corpo sia troppo indietro e davanti a lui c'è un muro di avversari. Ultimo brivido davvero negli ultimi 60'' di orologio quando Giani è straordinariamente pacato ad anticipare Nenè a tre metri dalla porta su traversone radiocomandato ancora una volta da Brienza.

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