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Convenzione Montagna, parte degli utili alla MM

La clausola "ammazza mercato" della convenzione: metà dei ritorni oltre i 200mila euro vanno alla Marina. Via alla fase sperimentale dal 1° febbraio. Brogi: "Capiamo quale appeal ha il centro e poi ci apriremo ai privati".

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Convenzione Montagna, parte degli utili alla MM

La Spezia - Nei prossimi giorni sarà installata l'illuminazione sulle curve della pista principale d'atletica per permettere l'uso serale del campo. In seguito un sopralluogo da parte dei tecnici del Comune farà il punto sulle condizioni dei lampioni lungo i vialetti, oggi al buio, per capire come rimetterli in sesto. Questi saranno gli ultimi lavori svolti sul "Montagna" e sulle sue strutture per un po' di tempo. Almeno finché non sarà pubblicato un bando per cercare qualche imprenditore pronto a mettere soldi e idee nel grande centro sportivo a due passi dal centro storico.
Quello che succederà nel frattempo sarà il via alla fase sperimentale, in partenza il prossimo 1° febbraio. Le porte si aprono definitivamente agli sportivi, con la possibilità di sottoscrivere la card annuale (qui le tariffe) che da accesso alle strutture, in parte già utilizzabili così come sono. "Vogliamo capire qual é l'appeal sulla città del Montagna, promuovere la struttura in modo da avere un pacchetto clienti sulla base del quale anche i privati potranno ragionare nel momento in confezioneremo il bando", ha illustrato oggi l'assessore Lorenzo Brogi alla Commissione impianti sportivi presieduta da Maria Grazia Frijia.

Si punta dunque ad avere in mano una sorta di "certificato" dell'interesse dell'utenza intorno al parco sportivo, sotto forma di card sottoscritte, per superare le zavorre generate da alcuni termini della convenzione siglata a suo tempo con la Marina Militare da Palazzo Civico. "Per rendere appetibile l'area agli occhi di un privato oggi servirebbero interventi di non poco conto - esemplifica Brogi - Rifare in manto sintetico, condizione necessaria, il campo di calcio a nove costerebbe almeno 500mila euro per fare un esempio. I vincoli contrattuali, le chiusure obbligate durante le partite dello Spezia e la scadenza della convenzione al 2034 sono fattori che rendono impensabile investire da parte di un imprenditore oggi".
Non solo i costi di manutenzione - sui 300mila euro secondo l'assessore - e il diritto dei militari di entrare liberamente e gratuitamente previa comunicazione. Nelle more della convenzione spunta una clausola ammazza mercato. "Se il Montagna generasse un ritorno complessivo oltre i 200mila euro lordi, la metà di ciò che viene incamerato da quella cifra in poi dovrebbe essere versata alla Marina militare secondo la convenzione che abbiamo ereditato", spiega Brogi.
Insomma un imprenditore dovrebbe entrare al "Montagna" e spendere di suo per rimettere a nuovo le strutture, sapendo che l'orizzonte temporale massimo del proprio investimento, entro il quale avere un ritorno, sarebbe di una quindicina d'anni e trovandosi in pratica un socio per contratto. Un socio che oltretutto partecipa alla divisione dei proventi, ma non alle spese. E' chiaro che rivolgersi al mercato dati questi presupposti può generare solo un buco nell'acqua, come peraltro già successo con il primo bando andato deserto. "Ma su questo e su altri temi abbiamo la volontà di cercare un margine di trattativa con Difesa Servizi", assicura Brogi che ha già avuto contatti con Roma.

La strategia dell'amministrazione comunale si muove quindi su due binari. Uno di marketing, ovvero poter vantare qualche centinaia di sottoscrittori della card annuale, quindi di potenziali clienti; e uno politico, riuscire portare a termine una trattativa per ammorbidire determinate clausole. "Entro il 2021 puntiamo ad avere un assegnatario della struttura che manlevi il Comune - continua Brogi - Uno o più, perché potremmo decidere di fare due bandi separati, uno per l'area ludica e uno per il campo sportivo in alto. In ogni caso l'indirizzo rimarrà quello sportivo, fermo restando che la zona del parco é pubblica e aperta a tutta la cittadinanza".
Si era ventilata l'ipotesi che uno dei soggetti interessati al cosiddetto Galoppatoio potesse essere lo Spezia Calcio, voglioso di tornare ad allenarsi nel capoluogo con la prima squadra. "Ben venga l'interesse di chiunque, ma noi dovremo fare un bando pubblico da cui uscirà il gestore del lotto o di uno dei lotti. Nessuna trattativa privata é possibile".

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