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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Ottobre - ore 09.01

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Cesare Mori, lo spezzino d'adozione che insegnò calcio a Wayne Rooney

L'incredibile vita dell'ex trequartista del Taranto trapiantato giovanissimo alla Spezia. Una vita per lo sport, ma anche per la musica diventando un indimenticabile dj del Lido di Lerici.

 Cesare Mori, lo spezzino d´adozione che insegnò calcio a Wayne Rooney

La Spezia - Nascere in nave, passare l'adolescenza a Taranto e giovanissimo trasferirsi alla Spezia dove passerà tutta la vita e diventerà un'istituzione in campo sportivo e della musica. Basterebbe questo per descrivere Cesare Mori, o forse no...infatti nella vita del 74enne tarantino di nascita, ma spezzino di adozione c'è molto di più. Lui che partendo dalla Primavera del Taranto, un trequartista dal gran destro nonostante un fisico gracile così lo ricordano negli annali calcistici, è diventato un simbolo della Spezia calcistica e sportiva dopo tutta una vita passata tra campi di calcio, piscine e palestre. Arriva alla Spezia e trova impiego al porto, ma il suo sogno rimane quel pallone che rotola veloce sull'erba che lui sa accarezzare con maestria grazie ad un destro che parla. Inizia a seguire da vicino gli allenamenti dello Spezia al Picco e, notato dagli allenatori di quell'epoca, inizia ad allenarsi regolarmente con le aquile, ma non potrà mai scendere in campo perchè il Taranto non ne cede il cartellino speranzoso che possa tornare in rossoblu. Allo "Iacovone" non lo rivedranno mai più. Lo sport è la prima passione e quando non lavora, o suona, è sempre al campo. Inizia quindi il suo peregrinare da calciatore dilettante nelle squadre della città. Tutti ne notano le grandi caratteristiche tecniche e lui, giocando da centrocampista, arriva quasi sempre in doppia cifra. E' ovviamente un calcio d'altri tempi, ma il suo nome inizia a circolare comunque negli ambienti più importanti, ma non trovando tempo tra il lavoro al porto e quello con la sua amata musica non compirà mai il passo decisivo verso il professionismo. Con gli amici fonda la squadra "Fiorentina", sodalizio che prende il nome dallo storico bar e che vincerà campionati amatoriali a ripetizione. L'uomo simbolo? Ma ovviamente quel centrocampista tarantino che disegna calcio. Ma a lui il gioco che tanto ama piace insegnarlo agli altri per poter così trasmettere questo amore viscerale e, appesi gli scarpini al fatidico chiodo, comincia ad allenare i bambini. Tra le tante squadre in cui si disimpegna dalla panchina sarà per anni responsabile della scuola calcio del Don Bosco Spezia. Si iscrive poi a Coverciano al corso di preparatore atletico diplomandosi e facendo amicizia con Vincenzo Pincolini, uno che in ambito calcistico ha sicuramente bisogno di poche presentazioni per le squadre in cui ha lavorato mietendo successi. Le curiosità dell'intensa vita di Cesera Mori non finiscono però qui. Non lascerà mai La Spezia tranne che per le lunghe estati passate ad Ibiza. Ed anche qui, nei campi estivi, insegnerà calcio e tra i suoi piccoli allievi spicca Wayne Rooney futura stella del calcio europeo e del Manchester United appena tornato da dove era partita la sua grande carriera, al "Goodison Park" per infiammare l'incandescente tifo dei "Toffees". Quando è a Spezia e non insegna calcio il suo animo sportivo è sempre in primo piano: nuota al mare con le sue famose traversate di Portovenere, diventa un'istituzione anche al Montagna dove era solito andare ad allenarsi nella corsa e si cimenta nell'insegnamento del Ju - Jitsu di cui è cintura nera. Ma, come detto, Cesare Mori non è solo sport, ma bensì grande amante della musica, storico collezionista di vinili e osannato Dj delle notti dei caldissimi anni '70 ed '80. Superano i 10.000 pezzi i vinili e gli LP della sua incredibile collezione. Una passione che nasce da lontano ed esplode dopo un viaggio a New York nel '58 girando l'America, scoprendo le melodie Rock & Blues e le prime feste dove con i giradischi Lesa si faceva ballare la gente, feste che volle poi "esportare" alla Spezia. Divenne Dj al Lido di Lerici nel '68 e da lì fu un continuo crescendo. Il locale si riempie da ogni dove per venire a sentire suonare Cesare che diventa conosciutissimo in tutta la città. Venendo ai giorni nostri Cesare accetta la sfida propostagli dai ragazzi del Cuore, Grinta & Sciacchetrà, formazione neo nata di Riomaggiore a cui nel tempo lo legherà una fortissima amicizia. Diventa amico sincero del presidente Giorgio Borrini, del suo vice Davide Bonanni e di tutti i ragazzi che militeranno nella squadra di Riomaggiore in cui spicca il rapporto speciale con Antonio Iovieno, Gianluca Boggio ed Alessandro Saggini. Si parte dai campionati a 7 con il figlio Ryan dirigente ed in tre anni ecco vinte varie competizioni del CSI. E' il momento del grande salto nel calcio ad undici nella Uisp della Val di Magra. In due anni altrettante vittorie dei campionati con due promozioni ottenute dalla III alla I Serie. Un risultato all'insegna del bel gioco con il 3 - 4 - 1 - 2 e quel trequartista suo marchio di fabbrica che tra i biancoazzurri è quel Iovieno in cui forse un po' Cesare si rivede da giocatore. Gli anni passano con i ragazzi, dai 67 ai 72, ma lui è sempre lì a dirigere un allenamento o una partita e non c'era polmonite o malanno che tenesse per fargli saltare un singolo appuntamento della sua squadra. Non salterà mai neanche una cena o un solo ritrovo con i "suoi" ragazzi, è uno di loro e non più il solo e semplice allenatore. Alla fine dell'ultima vincente stagione, alle soglie delle 73 primavere, ha detto basta. L’allenamento comunque riserva stress e impegno, e non volendo dare un briciolo in meno di quanto ha sempre dato, ha deciso di fermarsi. I ragazzi del Cuore Grinta e Sciacchetrà, una vera e propria associazione sportiva dilettantistica, lo hanno voluto ringraziare con una sorpresa: è stato eletto loro presidente onorario. Cesare è comunque presente da tifoso alle partite dei suoi ragazzi ora allenati da uno di essi, Alessio Barletti passato dal campo alla panchina. In fondo Cesare farà sempre parte della famiglia e del gruppo bianco azzurro.

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