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Ultimo aggiornamento: Domenica 22 Ottobre - ore 13.40

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COME TRASFORMARE UN POMERIGGIO IN UN MIRACOLO | Foto

Dopo un'ora di brutto calcio e nessuna emozione, lo Spezia rimane in dieci per l'espulsione ingenua di Capelli. Un quarto d'ora per tenere lo 0-0 ma Lopez si inventa un diagonale da cineteca. Gara non indimenticabile, ma vittoria pesantissima.

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La Spezia - SPEZIA-BARI 1-0
Marcatori: 39'st Lopez

SPEZIA (3-5-2)
Bassi; De Col, Capelli, Ceccaroni; Vignali, Maggiore, Bolzoni (20'st Soleri), Pessina, Lopez; Granoche (30'st Giani), Marilungo (34'st Acampora). A disp. Desjardins, Saloni, Giani, Forte, Augello, Calabresi, Okereke, Terzi, Mastinu, Masi. All. Fabio Gallo

BARI 3-5-2
Micai; Capradossi, Marrone, Gyomber; Fiamozzi, Tello (10'st Cisse), Basha, Busellato (40'st Galano), Improta; Floro Flores, Brienza (25' Petriccione). A disp. Conti, De Luca, Kozak, Anderson, Cassani, Cissè, Iocolano, Morleo, Nenè. All. Fabio Grosso

Arbitro: Riccardo Ros di Pordenone
Collaboratori: Marco Bresmes di Bergamo e Marco Scatragli di Arezzo
Quarto Uomo: Francesco Meraviglia di Pistoia
Ammoniti: Capelli, Tello, Maggiore, Improta, Lopez, Busellato, Galano
Espulso: 29'st Capelli per doppia ammonizione
Spettatori: 6mila circa (1673 paganti + 4200 abbonati)
Incasso: 15428 + 25143
Recupero: 0'(pt), 4'(st)

PRE-PARTITA
14.33 - Applausi convinti per Anderson Nenè: il "Picco" non dimentica i due anni e mezzo con la maglia bianca. Il brasiliano risponde con un cenno e da un cinque a tutti i componenti della panchina dello Spezia. Un bellissimo istante in un Picco un po' più pieno dell'ultima in casa col Novara. Decisamente tanti i baresi, circa 300 belli compatti e sistemati al centro della curva Piscina. Bandiere al vento in Ferrovia.

14.50 - Un clima più estivo che autunnale, Spezia in maglia bianca, calzoncini e calzettoni neri, Bari con la casacca rossa, pantaloncini e calzettoni bianchi. Gallo dà fiducia a Bolzoni: sarà l'ex palermitano a dettare i tempi della manovra con i giovanissimi Maggiore e Pessina come angeli custodi. Torna a guidare l'attacco Pablo Granoche, capitano di giornata, che farà coppia con Marilungo. E' invece l'ex cesenate Capelli il vice-Terzi. Arbitra Riccardo Ros della sezione di Pordenone.

PRIMO TEMPO.
Se è vero che in questa serie B per puntare ad una salvezza senza spareggi servono almeno 14-15 vittorie certe, il cammino è davvero appena cominciato. E senza gol all'attivo, un misero punto conquistato in quel di Venezia, va da sè al Picco lo Spezia dovrà sbagliare molto poco, cercando di vincerle tutte, o quasi. Siamo all'inizio d'accordo, ma a meno di metamorfosi da trasferta, quella di fare punti in Viale Fieschi è caposaldo incontrovertibile per assicurarsi un'altra stagione di B. Davanti ad un buon pubblico e con una bella e rumorosa rappresentanza di tifosi pugliesi, la gara ci mette un po' a decollare. I bianchi partono aggressivi, non vogliono dare fiducia agli ospiti e fin dal principio è capitan Granoche ad ordinare il pressing sui portatori di palla. Capelli francobolla Floro Flores, evitando di regalargli pertugi per puntare la porta. Tatticamente Spezia e Bari sono allo specchio, è dunque molto importante esercitare supremazia sulla linea mediana: al di là degli spunti personali è in quella zona del campo che si deciderà la gara.

Il Bari è più squadra e inizia a spingere, moderatamente, sull'acceleratore.
La cronaca inizia al 18' quando Improta taglia fuori un ingenuo Vignali e prepara un cross calbirato sul secondo palo dove Fiamozzi arriva come un treno e coraggiosamente, colpisce al volo, impattando con l'esterno del piede: la palla gira e finisce sull'esterno della rete. Brividi in area spezzina per un episodio da rigore che l'arbitro derubrica con un gesto quasi istintuale, ma la manovra più efficace la impostano gli ospiti, perché lo Spezia limita la sua iniziativa al lancio a scavalcare, alla ricerca del povero isolato Granoche. Ci pensa così Lopez al 28' ad invalidare un comodo tiro in porta confezionato dai biancorossi: in area piccola Tello avrebbe potuto portare i suoi in vantaggio. Qualcosa gli aquilotti lo combinano sui calci da fermo ma il Bari, che ha un tasso tecnico superiore se la cava con l'esperienza dei suoi giocatori.

SECONDO TEMPO.
Passano 5' e il primo x-file della giornata è servito: Pessina, finalmente pratico e svelto a liberarsi del pallone dopo un primo tempo in cui aveva pensato a giochicchiare, inventa uno splendido colpo sotto che costringe Micai all'uscita kamikaze per anticipare Maggiore. Un calcio per allontanarla ma la palla finisce addosso a Maggiore: prima di petto poi sul gomito, la sfera torna a terra sui piedi di Maggiore che davanti alla porta deposita in rete. L'arbitro Ros è vicino e non ascolta il boato della Ferrovia: fischia anzi con sicurezza il fallo di mano e ammonisce il 25 in maglia bianca. Se in mezzo al campo le cose vanno meglio, sugli esterni Vignali e Lopez non sono dei fulmini di guerra: volontà da vendere d'accordo ma piedi e velocità non certo da record. Si sente la mancanza di una cifra tecnica necessaria a produrre qualcosa di più dei zero tiri in porta. Finisce così dopo 65' la partita di Bolzoni: l'ingresso di Soleri e il passaggio al 4-3-1-2 è la scelta di Gallo mentre Grosso aveva già tolto Tello per inserire una punta di ruolo, Cissè.

Ingenuità Capelli: secondo giallo e Spezia in dieci uomini.
La frittata se la cucina da solo uno dei più esperti in maglia Spezia: vittima di un infortunio alla spalla, Capelli perde l'avversario sul limite dell'area e improvvisa un intervento senza logica, beccandosi il secondo cartellino giallo della partita che lo manda negli spogliatoi. In un momento come quello è un episodio che condiziona anche psicologicamente la squadra di Gallo. Che gioca gli ultimi complicatissimi quindici minuti del match in inferiorità numerica: comprensibile la rinuncia a Granoche per sistemare la difesa con Giani, nella speranza di reggere botta in un finale in cui il Bari prova, ovviamente, a portare a casa l'intera posta. Spezia che passa di fatto alla difesa a cinque e il solo Soleri d'attacco, per tentare di difendere qualche pallone sparato il più lontano possibile dalla propria area.

La storia la cambia Lopez: diagonale da paura.
Sono esattamente le 16.40 quando la partita cambia repentinamente strada. Su uno dei rari attacchi aquilotti, Fiamozzi sbaglia i tempi di intervento e non riesce ad agganciare un pallone. C'è Lopez nei paraggi, ha tempo e spazio per calibrare la sua idea. Il risultato è un fendente di rara bellezza che incoccia il palo e gonfia la rete. Un gol insperato sotto la Ferrovia, uno di quei momenti da Picco che rendono ancora magica l'atmosfera di uno stadio che vola verso i cento anni. L'uruguyano è incontenibile, si mette dietro tutti i compagni e fa passerella sotto la Ferrovia con quello sguardo fiero e sparagnino che piace un sacco alla gente. Un gol fantastico ma soprattutto pesantissimo. Finale di paura, il Bari attacca con cinque attaccanti, i bianchi perdono lucidità e concedono al neo entrato Galano una palla troppo facile da sbagliare. Ma è un pomeriggio in cui la sorte cinge lo Spezia e il forte attaccante barese perde incredibilmente l'attimo, calciando debolmente. Quattro assurdi minuti di recupero, la palla che brucia fra i piedi, Bassi che non esce su uno spiovente quasi in area piccola e i seimila che si stringono intorno alla loro squadra. Alla fine però lo Spezia ce la fa, porta a casa una vittoria pesantissima, in cui la sorte ci mette del suo come altre volte lo aveva fatto togliendo qualcosa. Un piccolo miracolo di volontà in un pomeriggio che sembrava destinato a chiudersi in modo opposto. Emozioni in 15' dopo un'ora di niente e un finale in inferiorità numerica che suggeriva ben altro epilogo. Anche questo è il calcio. Avanti Aquile!

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