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Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Agosto - ore 22.50

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CASTORI RIDE: JALLOW IS THE NEW MBAKOGU

Sceneggiatura perfetta quella di un Cesena travestito da Carpi: avanti per caso con Kupisz, romagnoli si difendono con le armi che da anni ammazzano il Picco. Il pari di Marilungo sarà il gol più bello del weekend ma gli ospiti alla fine sono letali.

MA NON E' STATO IL SOLITO SPEZIA
CASTORI RIDE: JALLOW IS THE NEW MBAKOGU

La Spezia - SPEZIA-CESENA 1-2
Marcatore: 21'pt Kupisz, 39' Marilungo; 26'st Jallow

SPEZIA (4-3-1-2)
Di Gennaro; De Col (31'st Forte), Terzi, Giani, Lopez; Bolzoni (30'st Ammari), Pessina, Mora (12'st De Francesco); Mastinu; Granoche, Marilungo. A disp. Manfredini, Capelli, Ceccaroni, Juande, Forte, Augello, Maggiore, Masi, Mulattieri. All. Fabio Gallo

CESENA (4-4-1-1)
Fulignati, Donkor, Suagher, Esposito, Perticone; Kupisz, Schiavone (37'st Ndiaye), Di Noia, Vita; Dalmonte (31'st Fazzi); Jallow (38'st Moncini). A disp. Agliardi, Melgrati, Eguelfi, Fazzi, Chiricò, Cacia, Emmanuello. All. Fabrizio Castori

Arbitro: Ivano Pezzuto di Lecce
Collaboratori: Michele Grossi di Frosinone e Mattia Scarpa di Reggio Emilia
IV Uomo: Francesco Meraviglia di Pistoia
Recupero: 1'(pt)
Ammoniti: Schiavone, Lopez, Jallow, Fazzi
Espulso: Roberto Chiappara, vice-allenatore dello Spezia al 34'st
Spettatori: 737 paganti + 4200 abbonati
Incasso: 4907

PRE-PARTITA
14.36 - Medie da serie A al "Picco" con la speranza di ritoccarle ancora per eccesso. Nelle ultime dodici partite giocate in Viale Fieschi sono otto i successi, quattro i pareggi. Terzi e compagni rappresentano la difesa meno perforata della B: 24 i gol al passivo, primato solitario. Aquile che non perdono dal 27 gennaio scorso, 1-2 dal Carpi. Occhio a Castori, bestia nera delle maglie bianche che oltretutto entra nel suo mese d'oro: a marzo il tecnico tiene una media di 1,52 punti a partita, con trenta successi, ventun pari e ventidue sconfitte.
Lo Spezia giocherà in maglia bianca, calzoncini neri e calzettoni neri, il Cesena con un insolito completo azzurro. C'è Granoche al posto di Forte insieme a Marilungo: il Diablo se la vedrà con Suagher.

14.50 - Cesena con una sola punta e con Daniele Cacia che partirà dalla panchina provando a migliorare il suo record di 134 gol in cadetteria: con il prossimo sigillo sarà il miglior capocannoniere di tutti i tempi dal 1929-30 ad oggi. Il Cesena è rimasta l'unica squadra ancora senza rigori a favore dopo 27 giornate. Non un grande pubblico all'Alberto Picco: la pioggia ha smesso di cadere proprio vicino al calcio d'inizio, ma non aveva praticamente mai smesso da questa mattina. In curva Piscina una cinquantina di tifosi ospiti. Lo Spezia trova un Cesena in flessione: una sola vittoria nelle ultime nove giornate, in trasferta addirittura bisogna risalire ad 3-0 di Perugia, il 24 ottobre scorso.

PRIMO TEMPO.
Sarà in grado il "Gallico Spezia", più di quanto siano riusciti in tanti nel recente e lontano passato? Sarà in grado di perforare il robusto muro di cemento armato edificato con cazzuola e malta dal rognoso Fabrizio Castori? Facili e complicate le congetture di chi non ha voluto alibi metereologiche e si è incamminato verso il "Picco" con la consapevolezza che contro i romagnoli potrebbe non essere un pomeriggio nè spettacolare, nè comodo. Non ti fa giocare il 4-4-1-1 di Perticone e compagni, compatto e aggressivo fin dal principio e non è altrettanto casuale che la prima conclusione della gara è proprio degli ospiti con il bel tiro dai venticinque metri di Dalmonte che non finisce affatto lontano dalla porta presidiata da Di Gennaro. Granoche in formato centro-boa a fare sportellate con Suagher che non lo molla un secondo; fondamentale cercare e trovare pertugi per linee verticali affinchè Marilungo e Mastinu, pronti a buttarsi dentro sulle spizzate del compagno, possano giocare con la porta davanti agli occhi. Disperazione per Mora e il Picco quando su una bella palla messa in mezzo da Marilungo, l'ex spallino si coordina per una mezza rovesciata plastica senza però... nemmeno sfiorarla.

Al primo amen, avanti Cesena. Peggior inizio non poteva esserci.
Una partenza non istintiva, pare una scelta strategica quella di Gallo: troppe volte contro Castori si è partiti come treni per poi prendere gol sul primo momento morto del match. E contro una squadra come quella poi diventa tutto davvero più difficile. Mastinu ispirato ma anche disposto al pressing, più in difficoltà Pessina e Mora che girano un po' più a vuoto del solito. C'è lentezza nelle idee e anche poco supporto da parte dei mediani: giocando così, senza movimenti preventivi, il Cesena non può preoccuparsi di nulla. Finalmente al 20' lo Spezia si allunga bene sull'asse Marilungo-Granoche con diagonale dell'uruguayano, sul quale Esposito mette una pezza. Tutte le attenzioni, tutte le premesse si vanno allegramente a far benedire un minuto dopo con la classica situazione sporca: Vita crossa verso l'area, De Col la sfiora di testa, Terzi non ci arriva e la traiettoria inganna Di Gennaro che la vede all'ultimo e devia corto dove c'è Kupisz che non può sbagliare.

Manca qualità, il Cesena gestisce. Il tacco di Marilungo però strabilia il Picco.
L'affare s'ingrossa perché Castori ordina il pressing a tutto campo, adeguatissimo contro una squadra che evidentemente ha subito il colpo e fatica a reinventarsi: Schiavone e Di Noia usano bene i falli, senza mai perdere la calma pur non regalando nemmeno un centimetro. Lo Spezia balla male, specula sulle mischie e sui nervi, più che riuscire ad invertire la tendenza con un fraseggio ragionato. Si butta via anche qualche palla per frustrazione e forse perchè la luce è rimasta sempre spenta: la verità è che a centrocampo il Cesena gioca tatticamente meglio e allo Spezia la vera assente è la qualità. No, non sembra esserci una via d'uscita prima dell'intervallo ma la B non vive mai pomeriggi scontati e così al 39' lo Spezia pareggia: angolo ben arcuato di Mastinu, Marilungo esce benissimo dalla marcatura ed impatta la sfera con un colpo di tacco superbo che prende un effetto paradisiaco e s'infila imparabilmente alla sinistra di Fulignati. Sesto sigillo per l'ex doriano, pesantissimo per l'economia della gara. All'intervallo per rifiatare e per preparare la seconda battaglia della giornata: quella per arrivare alla vittoria.

SECONDO TEMPO.
Riacciuffata grazie alla grande giocata di Marilungo, lo Spezia rischia subito di tornare sotto: non è trascorso nemmeno il primo minuto dal ritorno in campo che Giani alleggerisce male dando il via al contropiede romagnolo. Sul cross dalla destra di Kupisz, Jallow incorna a ma il brivido ai 3500 di Viale Fieschi arriva comunque, bissato al 3' con il nuovo colpo di testa di Dalmonte che non buca comunque l'attento Di Gennaro. Una partita da prendere in mano col cervello e forse con qualcosa di inedito ma comunque necessariamente condito da quell'irruenza da Picco che oggi sembra essere mancata un po' in troppi dell'undici aquilotto in un pomeriggio dove pure l'apporto del pubblico è a dir poco relativo. Gallo si gioca il primo cambio e un po' a sorpresa sceglie De Francesco per un Mora che oggi ha fatto il pieno di errori. Il cambio e subito la grande occasione propiziata dal piede caldo di Mastinu e finalizzata dal colpo di testa di Marilungo, che sfiora la trasversale.

Romagnoli chiusi ma letali in contropiede: Jallow è il nuovo Mbagoku.
Il Cesena serra le porte cercando di non lasciare spifferi per le ripartenze, Mastinu sale in cattedra e cerca di creare superiorità numerica. Al 20' è Lopez a fare una grande cosa, correndo su una palla servitagli da Mastinu: intelligente a fintare il cross sul primo palo servendo una palla medica per il fantasista di Sassari che col mancino cerca il piatto piazzato, trovando il corpo di un difensore. Sembra l'inizio di qualcosa di importante e invece Castori ancora una volta sculaccia lo Spezia con lo schema prediletto: lancio lungo ad uno che corre come un matto, sperando che si inventi qualcosa. E così al 26' dalle retrovie Kupisz vede il movimento di Jallow che brucia tutti sullo scatto, scivola due volte ma si ritrova sempre la palla sui piedi prima di calciare sul primo palo e bucare Di Gennaro che sfiora soltanto.

Forcing generoso ma non c'è lucidità e fortuna.
L'1-3 lo eviterà poco dopo Di Gennaro con un'uscita coraggiosa sull'indomabile Jallow sennò il game over sarebbe arrivato molto prima: col 4-2-4 voluto da Gallo per provare a prendersi il pari, lo Spezia ci mette generosità ma tanta, troppa frenesia in un finale in cui quella batteria di attaccanti contribuisce a fare confusione. Il Cesena cerca di spezzettare tutto quel che si può spezzettare, buttando la palla più lontano possibile dall'area di rigore, Marilungo sembra essere l'ultimo a mollare insieme ad Ammari, entrato molto bene nel caotico finale di partita. Sei minuti di recupero praticamente inutili per una squadra che non ne ha veramente più e si rassegna a patire una sconfitta dopo tanto tempo con tiro finale di Pessina che invece di infilarsi in porta finisce la sua folle corsa in faccia a Esposito che stramazza a terra, esaurendo anche gli ultimi secondi del recupero.

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