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Ultimo aggiornamento: 21/09/2020 18:05:39 Sezioni 29 di 1795

CADUTA ANCHE ALLO STIRPE, E' UN ALTRO FINALE CHE BRUCIA

Su un campo storicamente difficile, subito sotto contro un Frosinone che deve solo vincere. In apertura di ripresa Galabinov si guadagna e sigla il rigore del pari ma nel finale Paganini, come il pisano Marconi, trova il 2-1 che sigilla il match.

Scivolati al sesto posto
CADUTA ANCHE ALLO STIRPE, E' UN ALTRO FINALE CHE BRUCIA

La Spezia - FROSINONE-SPEZIA 2-1
Marcatore: 14'pt Salvi, 5'st rig. Galabinov; 39'st Paganini

FROSINONE (3-5-2)
Bardi; Brighenti, Szyminski, Capuano; Salvi, Rohden, Gori, Haas, D'Elia; Ciano (21'st Dionisi), Novakovich (31'st Paganini). A disp. Iacobucci, Bastianello, Zampano, Maielo, Citro, Beghetto, Ariaudo, Matarese, Krajnc, Ardemagni. All. Alessandro Nesta

SPEZIA (4-3-3)
Scuffet; Vignali (32'pt Ferrer), Terzi, Capradossi, Marchizza (1'st Vitale); Maggiore (17'st Acampora), Bartolomei, Mora; Nzola, Galabinov, Gyasi (37'st Ragusa). A disp. Krapikas, Desjardins, Gudjhonsen, Bastoni, Erlic. All. Vincenzo Italiano

Arbitro: Pezzuto di Lecce
Assistenti: Tardino di Milano Mastrodonato di Molfetta
Iv uomo: Garofalo di Torre del Greco
Ammonito: Vignali, Salvi, Italiano, Nesta, Capradossi
Recupero: 3'(pt)

PRE-PARTITA
20.20 - Lo "Stirpe" e il risultato che arriverà al 90' crocevia fondamentale per Frosinone e Spezia che si affrontano in un vero scontro diretto per la zona che conta. Un'altra tappa del tour de force estivo con l'incognita della tenuta fisica che, con il caldo vero, sarà messa ancor di più alla prova. Lo Spezioa si presenta al cospetto di una corazzata con il solito 4-3-3: Scuffet tra i pali, avrà davanti a sè il tandem Terzi-Capradossi, mentre sugli esterni bassi agiranno Vignali e Marchizza. Scontata la mediana a tre Maggiore-Bartolomei-Mora mentre davanti Galabinov sarà il terminale offensivo, coadiuvato sugli esterni da Gyasi e Nzola. Nesta si affida al duo d'attacco Ciano-Novakovich mentre Salvi e D'Elia, recuperati, agiranno sugli esterni del 3-5-2 frusinate con Gori in cabina regia, protetto da Rohden e Haas che prende il posto di Tabanelli, out all'ultimo minuto. Il Frosinone non ha mai vinto nelle ultime cinque partite e non ha segnato nelle ultime quattro, lo Spezia ha segnato almeno un gol per 14 partite consecutive.

PRIMO TEMPO
Nel deserto dello "Stirpe" per muovere la classifica e rimanere in quota. La sconfitta del Cittadella in casa del Pisa racconta una volta di più quanto il campionato cadetto, specialmente dopo la ripartenza e gli stadi malinconicamente a porte chiuse, può riservare sorprese ad ogni gara. Ecco perché agli aquilotti, con qualche assenza di troppo, devono stringere i dentri e tornare dalla Ciociaria con un risultato positivo, anche e soprattutto per tenere a distanza i diretti avversari ed avere il doppio scontro diretto a favore. La cronaca stenta, i 28° sul terreno di gioco si sentono dal principio col Frosinone a portare pressing alto per non far partire lo Spezia da dietro, come più piace agli uomini di Vincenzo Italiano. Nzola muove da destra, Gyasi è il suo opposto mentre Galabinov è nel mezzo a fare a sportellate con i centrali difensivi di casa mentre dalla parte opposta si rivede Ciano, reduce da lunghissimo infortunio che lo ha messo fuori causa e febbraio. Lo 0-0 però salterà al primo vero affondo del Frosinone con Salvi che, bruciando Gyasi sullo scatto, approfitta della mezza dormita della difesa aquilotta per segnare a colpo sicuro dopo una giocata insistita con ultimo passaggio decisivo di Rohden, sfuggito alla marcatura di Vignali.

Rohden sbaglia il gol del raddoppio, Italiano toglie un Vignali in difficoltà.
Padroni di casa che al 20' potrebbero piazzare il colpo del 2-0 ma Rohden calcia altissimo, praticamente a tu per tu con Scuffet: è evidente che per vie centrali questa sera lo Spezia fa molta fatica a contenere le infilate dei tanti centrocampisti di Nesta. Venti minuti iniziali in cui i gialloblu legittimano il vantaggio e lo Spezia non mostra il solito palleggio sicuro che funziona solo s'è c'è il famoso movimento senza palla. Fra i migliori nelle ultime partite, non sembra proprio la serata di Vignali che rischia il secondo giallo per fermare d'impeto uno scatenato D'Elia: Italiano però non vuole rischiare di rimanere in dieci e preferisce togliere il terzino per inserire Ferrer dopo appena 32'. Possesso fra i piedi dei laziali che hanno abili palleggiatori e possono abbassare i ritmi all'abbisogna. Da qualche minuti Marchizza accusa problemi fisici ma Italiano vorrebbe arrivare all'intervallo per non utilizzare un nuovo slot dopo il cambio precedente.

Allo Spezia manca la lucidità. E sotto ritmo diventa durissima.
La pratica lucidità di Claudio Terzi trova però un Frosinone indiavolato, che non ha smesso di disturbare lo Spezia dalla partenza dell'azione. La caccia al'errore in appoggio premierà i padroni di casa al 39' e menomale che il diagonale di Szyminski non inquadra lo specchio. L'ultimo squillo di un primo tempo non certo memorabile arriva dal fisicato Novakovich che rispettando il ruolo di classico attaccante d'area di rigore protegge la palla e si gira bene, eludendo la marcatura di Bartolomei per poi scaricare un mancino troppo aperto ma che riceve comunque gli applausi dei pochissimi presenti. Un tiro velleitario di Mora a tempo scaduto finirà abbondantemente fuori e darà il la al recupero: 3' in cui anche lo Spezia staziona in attacco con il dialogo Nzola-Galabinov e lo sparo del bulgaro sulle caviglie del diretto marcatore. All'intervallo, avanti Frosinone: uscirà Marchizza, dentro Luigi Vitale, in questo modo Italiano non ha dovuto utilizzare il secondo slot di sostituzioni.

SECONDO TEMPO
Il break di Nzola è una grande giocata di forza che semina lo scompiglio in area di rigore e subito dopo sul cross di Vitale, Capuano strattona Galabinov e la maglia del bulgaro si allunga platealmente a due passi da Pezzuto che indica senza dubbio il dischetto del rigore. Nel silenzio dello "Stirpe" si sentono le proteste di Nesta che si becca il giallo come era successo minuti prima al collega sulla panchina opposta ma Galabinov non si fa pregare e batte Bardi, attendendo il suo movimento per calciare rasoterra nell'angolo opposto. Quinto sigillo per Andrej, il secondo tempo dello Spezia non poteva iniziare meglio di così e la rete, come spesso accade, ribalta il fattore psicologico: gli aquilotti adesso più tanto e volentieri dalle corsie esterne con un paio di cross nel mezzo a cercare i centimetri dei suoi attaccanti. Dura poco l'entusiasmo dello Spezia, nell'ampiezza il Frosinone si fa preferire: D'Elia e Ciano le tentano tutte con le loro serpentine e se i bianchi non alzano il baricentro a breve si torna punto a capo. Ecco perché Italiano fa scaldare Acamporam che entrerà al 17' per Maggiore, e Antonino Ragusa, ecco perché qualche volta in più del solito Scuffet preferisce calciare lungo.

L'1-1 rieuqilibria il match e il neo-entrato Acampora ha il passo giusto.
Gran giocata quella di Acampora, appena assaggiato il campo di gioco: lui il tiro da lontano ce l'ha e questa volta se lo ricorda perché il suo calcio ha una forza eccellente con palla che esce ad un metro dalla sinistra di Bardi. Era partito di gran carriera dalla destra per poi convergere verso il centro e sfruttare il suo mancino ma il centrocampista napoletano sarà nel vivo del gioco anche nei minuti successivi, aiutando lo Spezia ad alzare l'asse di manovra. Dionisi per l'esausto Camillo Ciano è il cambio che ci si aspettava nel primo momento del match in cui il Frosinone sembra patire i bianchi. Gyasi non smette proprio mai di correre, Italiano chiede a Vitale di accompagnarlo in entrambe le fasi, per darsi una mano in un momento cruciale del match. Capradossi prende un colpo in faccia e sanguina, l'arbtro chiama il cooling break e le squadre possono abbeverarsi e rifiatare. Il difensore capitolino ritorna sul campo con una nuova maglia senza numero. Quanta energia è rimasta alle due squadre? E' questa la vera domanda da porsi e non sono affatto dettagli a questo punto della partita.

La differenza la fa Paganini: suo il 2-1 che uccella lo Spezia.
E' un finale apertissimo, entrambe hanno in campo giocatori capaci di colpi che possono far vincere la loro squadra. C'è Paganini nel finale del Frosinone con una lieve variazione tattica e l'applicazione del 3-4-1-2 nell'ultimo quarto d'ora più recupero. Il fattore stanchezza si fa sentire, le giocate si rarefanno e diventano più lente ma anche le difese sentono i minuti scorrere nelle gambe pesanti. Finisce al 37' l'eccellente prestazione di Gyasi, Italiano inserisce Ragusa per l'ultimissimo spicchio di gara. Poco dopo i ciociari tornano avanti con il 2-1 di Paganini, sfuggito alle marcature per vie centrali e ancora una volta la difesa spezzina non è certo esemplare: Scuffet tenta un miracolo ma non è possibile fermare il colpo di testa a colpo sicuro del neo-entrato su un cross arrivato da destra. Un gol che spezza le gambe degli aquilotti, il Frosinone si mette dietro e appena possibile perde secondi per accompagnare il match alla conclusione: tempo per provarci ce ne sarebbe, il problema sono le energie, ridotte al lumicino. Seconda sconfitta consecutiva, non accadeva da ottobre e come lunedì col Pisa i bianchi non perdono con pieno merito, anche se il Frosinone ha fatto meglio. Sei partite e ancora tanto da giocare, anche se stasera c'è malinconia: assenze permettendo, il calendario permette agli aquilotti di guardare comunque con fiducia al rush finale.

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